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Psicologia dello sviluppo

Ciò che è critico per una teoria dello sviluppo è il focus sui cambiamenti che si verificano nel comportamento e nelle attività psicologiche in funzione del tempo: dal concepimento alla nascita, all’età adulta e alla vecchiaia — ciclo di vita.

Periodi di sviluppo

  • Periodo prenatale compreso tra il concepimento e la nascita, della durata di circa 9 mesi;
  • Prima infanzia (infancy) periodo evolutivo che va dalla nascita ai 18-24 mesi d’età circa, in alcune classificazioni viene ulteriormente diviso in periodo neonatale (neonatal period) e infanzia (infancy);
  • Seconda infanzia (early childhood) o periodo prescolare periodo evolutivo che va dalla fine della prima infanzia fino ai 5-6 anni d’età circa;
  • Fanciullezza (middle and late childhood) o periodo scolare periodo evolutivo che va dai 6 agli 11 anni d’età circa;
  • Adolescenza periodo evolutivo che segna la transizione dall’infanzia all’inizio della vita adulta, comincia intorno ai 10-12 anni e finisce tra i 18 e i 22 anni.

«Sviluppo» è un termine che fa riferimento alla dimensione qualitativa del cambiamento, che prevede un aumento di complessità del sistema attraverso processi di crescente differenziazione e organizzazione; esso comprende i cambiamenti che avvengono nel tempo nelle aree di funzionamento mentale grazie all'interazione fra patrimonio biologico e esperienza, intesa come esperienza individuale ed esperienza ambientale. Tale termine è diverso da: «crescita», che indica la dimensione quantitativa del cambiamento, ossia l’incremento della massa e della dimensione dell’organismo; «maturazione», che indica un cambiamento legato al dispiegamento del patrimonio genetico e che è uguale per tutti gli organismi; «apprendimento», che indica un processo mediante il quale conoscenze e capacità vengono acquisite o perfezionate attraverso l’esperienza individuale ed è infatti diverso per tutti gli organismi.

Studiare lo sviluppo significa assumere un punto di vista dinamico, non statico, cioè intendere il processo di sviluppo come una sequenza di trasformazioni — anziché come una sequenza di prodotti — che non sempre portano a un miglioramento. L’incremento infatti non è quasi mai lineare, non segue quasi mai una curva monotonica.

L’obiettivo ultimo della psicologia dello sviluppo è quello di individuare i processi — meccanismi — dello sviluppo, e non solo i prodotti. La distinzione tra prodotti e processi rimanda a due domande proprie della psicologia dello sviluppo:

  • Che cosa si sviluppa?, ossia il livello di analisi descrittivo della psicologia dello sviluppo;
  • Come avviene lo sviluppo?, ossia il livello di analisi interpretativo della psicologia dello sviluppo.

Nel passato, si poneva molta attenzione sulla prestazione dei bambini, ossia sul comportamento manifesto, per stabilire a che età comparissero specifiche capacità e per spiegare le differenze comportamentali in funzione: delle differenze nell’organizzazione del pensiero nei diversi stadi di sviluppo (Piaget) o delle competenze cognitive presenti in momenti diversi dello sviluppo (teoria dell’elaborazione delle informazioni).

Ad oggi, lo studio può però essere inteso anche in un altro modo: anziché utilizzare lo studio del bambino come un fine, alcuni lo utilizzano come uno strumento teorico per esplorare la cognizione umana. Dunque non si è interessati al comportamento osservabile e all’età in cui si sviluppa una determinata abilità, ma alle modalità o procedure che vengono messe in atto per giungere alla soluzione del compito. Si volge l’attenzione quindi sull’architettura — organizzazione di base della mente, sui processi e sui meccanismi attraverso i quali la conoscenza si trasforma nel tempo.

Un punto di vista sistemico

Studiare lo sviluppo significa anche assumere un punto di vista sistemico, poiché lo sviluppo coinvolge componenti interdipendenti fra loro ed è dipendente dal contesto.

Teoria ecologica di Bronfenbrenner

La teoria ecologica di Bronfenbrenner afferma che lo sviluppo è influenzato da cinque diversi sistemi ambientali:

  • Il microsistema, costituito da famiglia, scuola e coetanei dell’individuo;
  • Il mesosistema, che include le relazioni tra microsistemi;
  • l’esosistema, causato dalle condizioni di vita dell’individuo;
  • Il macrosistema, rappresentato dalla cultura in cui vive l’individuo;
  • Il cronosistema, che include i cambiamenti causati da eventi ambientali, dal ciclo di vita e da circostanze storico-culturali.

Processi probabilistici nello sviluppo

Studiare lo sviluppo significa inoltre interpretarlo come un processo probabilistico poiché: le conseguenze di un particolare evento ambientale sono diverse a seconda del momento in cui l’evento avviene; il grado in cui specifiche funzioni o abilità sono influenzate dall’esperienza può variare nei diversi momenti dello sviluppo (concetto di periodo critico o sensibile); la rapidità con cui avviene il cambiamento all’interno di specifiche aree o funzioni è diversa nei diversi momenti dello sviluppo. Lo sviluppo procede lungo diversi possibili percorsi determinando differenze individuali nel ritmo e negli esiti finali di tale sviluppo o anche di uno sviluppo atipico.

Gli effetti dei geni sul comportamento non sono di natura deterministica; la presenza di certi geni può predisporre l’individuo a ricercare specifici stimoli nell’ambiente e dunque può far sì che egli si costruisca il proprio ambiente.

Scarr descrive tre modi in cui i fattori ereditari e l’ambiente sono correlati:

  • Le correlazioni passive genotipo-ambiente, che si verificano poiché i genitori biologici, i quali sono imparentati geneticamente con il bambino, costruiscono un ambiente educativo per il bambino;
  • Le correlazioni evocative genotipo-ambiente, che si verificano poiché le caratteristiche del bambino suscitano una risposta ambientale;
  • Le correlazioni attive genotipo-ambiente, che si verificano quando il bambino ricerca un ambiente che trova stimolante e compatibile con le proprie attitudini.

La Scarr è convinta che l’importanza relativa delle tre correlazioni genotipo-ambiente cambi man mano che i bambini passano dalla prima infanzia all’adolescenza: nella prima infanzia, la maggior parte degli ambienti sono messi a disposizione degli adulti dunque le correlazioni sono principalmente di tipo passivo; i bambini più grandi e gli adolescenti possono creare il loro ambiente in maniera più significativa — evocativamente o attivamente.

In contrasto con questa prospettiva di correlazione unidirezionale dai fattori ereditari all’ambiente, Gottlieb propone la prospettiva epigenetica, secondo la quale lo sviluppo è il risultato di uno scambio continuo e bidirezionale tra fattori ereditari e ambiente.

Epigenesi

L’epigenesi si distingue in due tipi:

  • L’epigenesi probabilistica sostiene che esiste una reciproca interdipendenza tra fattori biologici e ambientali nello sviluppo del comportamento e delle strutture organiche di tipo neurale, muscolare e scheletrico, che lo rendono possibile — i rapporti tra i geni, le strutture che i geni specificano, le funzioni psicologiche, i comportamenti che le strutture consentono di realizzare e l'esperienza nell'ambiente che le strutture e le funzioni permettono all'individuo di acquisire, sono bidirezionali;
  • L’epigenesi predeterminata sostiene che esiste, nel corso dell'ontogenesi, un rapporto causale e unidirezionale tra i geni, le strutture, le funzioni e l’esperienza — lo sviluppo consiste semplicemente nel processo attraverso il quale le istruzioni contenute nei geni vengono eseguite per dare forma alle diverse strutture del corpo.

Sviluppo fisico-cerebrale

Lo sviluppo fisico comprende processi di crescita, come l’incremento di peso e di altezza, e processi di differenziazione, come la formazione di cellule e di circuiti.

Processo di crescita

Il processo di crescita è un processo quantitativo e continuo, ma procede con ritmi e velocità diverse nelle diverse fasi dello sviluppo: è rapido durante il periodo prenatale, il periodo neonatale, la prima infanzia e l’adolescenza; è lento durante la seconda infanzia e la fanciullezza.

Crescita prenatale

Prima della nascita, l’incremento di statura e di peso è maggiore che in qualsiasi altro periodo del ciclo di vita; in particolare, raggiunge la sua velocità massima nei primi 6 mesi di gravidanza, durante i quali l’altezza aumenta in media di 1,8 mm al giorno.

Crescita postnatale

Prima infanzia: il bambino raggiunge 1/5 del peso e quasi 1/2 della lunghezza che avrà da adulto, entro il 4º mese raddoppia il peso di nascita ed entro il 1º anno lo triplica. Seconda infanzia: la crescita prosegue con un ritmo meno rapido, la statura aumenta di circa 5-7 cm all’anno. Fanciullezza: la crescita è lenta e costante, è un periodo di calma prima dell’esplosione della crescita durante l’adolescenza.

La crescita fisica non è lineare, le diverse parti del corpo crescono con ritmi diversi e dunque le proporzioni del corpo si modificano. La crescita non avviene a caso, ma segue in genere due modelli: il modello cefalo-caudale e il modello prossimo-distale.

Il modello cefalo-caudale è una sequenza in cui la crescita più rapida avviene sempre in alto, nell’area della testa. Così avviene la crescita in altezza e in peso. Lo stesso modello si applica anche alle aree della testa. Il modello prossimo-distale è una sequenza in cui la crescita comincia dal centro del corpo e si muove verso le estremità.

Pubertà

Periodo di rapida maturazione fisica che consiste nei cambiamenti ormonali e fisici che si verificano all’inizio dell’adolescenza. La pubertà può avvenire tra i 10-13 anni e mezzo e i 13-17 anni nei ragazzi e tra 9 e i 15 anni nelle ragazze. Gli ormoni danno inizio alla pubertà e tra i fattori che influiscono su di essi ci sono principalmente fattori ereditari, influenzati però da fattori ambientali. In particolare, i due fattori più determinanti sembrano essere l’origine etnica, quale fattore ereditario, e l’alimentazione, quale fattore ambientale.

La sottonutrizione può ritardare la pubertà: perché il menarca avvenga e continui, il grasso deve rappresentare il 17% del peso totale della ragazza. Gli ormoni sono sostanze chimiche secrete dalle ghiandole endocrine che avviano il processo di sviluppo puberale: gli androgeni sono la classe principale di ormoni sessuali maschili, di cui è fondamentale il testosterone; gli estrogeni sono la classe principale di ormoni sessuali femminili, di cui l’estradiolo gioca un ruolo importante. I cambiamenti ormonali associati alla pubertà si verificano in due fasi:

  • Adrenarca, ossia i cambiamenti ormonali nelle ghiandole adrenali, situate appena al di sopra dei reni (dai 6 ai 9 anni circa);
  • Gonadarca, ossia la maturazione sessuale e lo sviluppo della maturità riproduttiva; il culmine del gonadarca è lo spermarca (prima eiaculazione) nei ragazzi e il menarca (prima mestruazione) nelle ragazze.

Le caratteristiche puberali nei maschi si sviluppano nel seguente ordine: aumento della dimensione del pene e dei testicoli, manifestazione dei primi peli pubici dritti, cambiamento limitato della voce, spermarca, crescita dei peli pubici, inizio del periodo di massima crescita, crescita dei peli ascellari, cambiamenti più marcati nella voce, crescita di barba e baffi.

Le caratteristiche puberali nelle femmine si sviluppano nel seguente ordine: crescita dei peli pubici, aumento del seno, crescita dei peli ascellari con contemporanea crescita in altezza e aumento delle dimensioni dei fianchi, menarca, arrotondamento del seno. Lo scatto di crescita raggiunge un picco all’età di 13 anni e mezzo nei ragazzi e di 11 anni e mezzo nelle ragazze.

Un aspetto psicologico legato ai cambiamenti fisici della pubertà è dato per certo: gli adolescenti si preoccupano del loro corpo e sviluppano idee personali su come il loro corpo appare. L’ansia legata alla propria immagine corporea è molto forte per tutta l’adolescenza, ma è particolarmente acuta durante la pubertà, un periodo durante il quale gli adolescenti sono più insoddisfatti del loro corpo rispetto alla tarda adolescenza. Generalmente, le ragazze sono più insoddisfatte rispetto ai ragazzi.

La pubertà precoce viene generalmente diagnosticata quando i segni puberali compaiono prima dei 9 anni nei maschi e prima degli 8 anni nelle femmine; essa viene in genere trattata con un trattamento farmacologico-ormonale che ferma temporaneamente i cambiamenti puberali.

I ragazzi che si sviluppano prima hanno una percezione di sé più positiva e hanno più successo nelle relazioni con i coetanei rispetto ai ragazzi che si sviluppano più tardi. Quando i ragazzi che si sono sviluppati più tardi raggiungono i 30 anni, tuttavia, la loro identità è più positiva rispetto a quella dei ragazzi che si sono sviluppati prima.

Le ragazze che si sviluppano precocemente sono vulnerabili rispetto a tutta una serie di problemi socio-emotivi: hanno probabilità più elevate di fumare, bere, essere depresse, avere disturbi alimentari, pretendere l’indipendenza dai genitori prima e avere amici più grandi; inoltre il loro corpo ha più probabilità di suscitare reazioni da parte dei ragazzi, causando un’anticipazione delle esperienze sentimentali e sessuali.

Processo di differenziazione

I processi di differenziazione sono processi che si presentano durante specifici periodi del ciclo di vita.

Differenziazione embrionale

La durata tipica dello sviluppo prenatale inizia con la fecondazione e finisce con la nascita, dura dalle 38 alle 40 settimane. Lo sviluppo prenatale si divide in tre periodi:

  • Il periodo germinale si verifica nelle prime 2 settimane dopo il concepimento, include la creazione dell’ovulo fecondato in zigote, l’attaccamento dello zigote alla parete uterina e la divisione cellulare che dà origine alla blastocisti;
  • Il periodo embrionale si verifica tra le 2 e le 8 settimane dal concepimento, durante questa fase la massa di cellule è detta embrione ed è formata da tre strati: l’endoderma si svilupperà nei sistemi digestivo e respiratorio, il mesoderma diventerà il sistema circolatorio, le ossa, i muscoli e il sistema riproduttivo, l’ectoderma diventerà il sistema nervoso, i recettori sensoriali e l’apparato cutaneo; è un periodo critico in cui lo sviluppo è estremamente sensibile agli effetti dell’esperienza — agenti teratogeni;
  • Il periodo fetale si verifica tra le 8 settimane dal concepimento e la nascita, è il periodo in cui si sviluppa maggiormente il sistema nervoso e a circa 6 mesi il feto diventa vitale.

Differenziazione cerebrale

I cambiamenti neuroanatomici del sistema nervoso determinano importanti trasformazioni nelle proprietà funzionali del cervello e tali proprietà a loro volta si traducono nelle modificazioni cognitive e comportamentali osservabili nel corso dell’ontogenesi.

Prima della nascita, è principalmente l’espressione dei geni a determinare lo sviluppo del cervello; dopo la nascita, gli eventi esterni aiutano le connessioni neurali del cervello a prendere forma: il cervello ha plasticità e il suo sviluppo dipende dal contesto, ciò che noi facciamo cambia lo sviluppo del nostro cervello.

I bambini che crescono in un ambiente deprivato possono mostrare delle conseguenze in termini di attività o connessioni cerebrali, sebbene ci siano buone ragioni per ritenere che gli eventuali danni non siano irreversibili. Gli eventi più importanti durante la prima infanzia sono: un considerevole aumento di volume, la lateralizzazione, la mielinizzazione e la sinaptogenesi. Durante la seconda infanzia, il cervello non cresce tanto rapidamente quanto nella prima, ma avviene un importante processo: la potatura, ossia l’eliminazione delle sinapsi non utilizzate.

Lo sviluppo cerebrale è caratterizzato dunque da una fase iniziale di sovrapproduzione sinaptica seguita da una fase regressiva di decadimento sinaptico con la quale aumenta la specializzazione funzionale del cervello. Lo sviluppo pre- e post-natale del cervello umano avviene in modo simile allo sviluppo del cervello di altri mammiferi, ma si protrae entro una finestra temporale più ampia. I vantaggi di uno sviluppo più lento sono: maggiore tempo a disposizione perché l’ambiente e l’esperienza possano esercitare la loro influenza; possibilità di raggiungere un maggiore volume cerebrale, che interessa soprattutto la corteccia prefrontale; possibilità di ottenere comportamenti complessi nell’organismo adulto a partire da un minimo grado di specificazione a livello genetico.

Differenziazione sessuale

Al momento della fecondazione si stabilisce il sesso cromosomico dell’embrione. All’8ª settimana di gestazione diventano riconoscibili i testicoli e alla 9ª settimana si differenziano le cellule che producono il testosterone, l’ormone responsabile del

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher s.martinmerlo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Macchi Cassia Viola.
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