Capitolo 2: corpo e movimento
Il ruolo degli involucri sensoriali e degli automatismi
Un corpo ci consente il movimento e, se si muove, è vivo ed abile. È dotato di organi sensoriali capaci di captare dal contesto qualsiasi stimolo, poi tradotto in sensazione ed emozione. Le sensazioni si attivano a partire dagli involucri sensoriali e sono l'unico luogo umano in cui psiche e soma coincidono totalmente. Da qui si sviluppano gli automatismi cognitivi ed intellettivi che hanno funzione di contenimento e rassicurazione. Gli automatismi indicano una forma di apprendimento consolidato e dall'uso senza errori di questi (cognitivi e fisici), sollecitati e sostenuti dagli involucri sensoriali, dipende il successo o meno nella competizione.
Il sistema sensoriale e percettivo
Il sistema sensoriale è costituito da quell'insieme di processi connessi alla presa dell'informazione che includono il sistema percettivo, interocettivo e propriocettivo; convoglia le informazioni principalmente attraverso i canali esterocettivi di tipo visivo e uditivo, le altre info sensoriali di tipo tattile, olfattivo, gustativo, enterocettivo e propriocettivo sono classificabili come informazioni di tipo cinestesico. Ciò è adeguato a spiegare i principali processi di apprendimento che avvengono durante la pratica sportiva: durante le prime fasi il neofita riceve molti feedback uditivi e rinforzi verbali dall'istruttore, le informazioni uditive vengono convertite in informazioni visive mentre l'atleta comincia a compiere le prime routine motorie e l'istruttore esemplifica visivamente l'esecuzione corretta del gesto.
Si cominciano a costruire le prime mappe cognitive di tipo visivo, poi immagazzinate come schemi complessi nell'emisfero non dominante; queste mappe non hanno ancora le componenti cinestesiche chiaramente associate alla sequenza motoria ma man mano che si automatizzano prendono sempre più importanza le informazioni propriocettive a discapito di quelle visive. I sistemi rappresentativi diventano il riferimento principale per il riconoscimento dell'esecuzione corretta; l'attenzione, prima concentrata sulla scelta del gesto, si focalizza sul quando e con quale rapidità eseguirlo, continuando a registrare le informazioni uditive per la sua correzione e per il miglioramento della prestazione. Gli input sensoriali interagiscono tra loro e vanno a costruire mappe cognitive sempre più corrette e complesse.
L'attenzione
L'attenzione seleziona gli oggetti per la percezione e controlla la velocità e l'accuratezza dell'azione. L'attenzione ha un legame molto stretto con la percezione e ci interessano soprattutto il carattere di consapevolezza e di selezione dell'esperienza sensoriale, la capacità di produrre azioni accurate e rapide per tempi lunghi e lo studio dell'attenzione negli atleti; l'attenzione è la capacità di focalizzare gli stimoli e di selezionare le informazioni utili in base ai bisogni, alle aspettative e all'esperienza passata.
Può essere promossa da stimoli esterni percepiti da organi recettori o interni derivati dall'interesse personale, dalla motivazione e dallo stato emotivo. Il primo stadio dell'attenzione è rappresentato dalle reazioni fisiologiche e posturali che prendono il nome di vigilanza e corrispondono all'attivazione dello stato d'allerta circa il panorama delle circostanze proposte; il secondo stadio corrisponde alla selettività che è la fase organizzativa dell'attenzione durante la quale si operano scelte finalizzate a ridurre il campo dell'operatività sensoriale, le percezioni tendono a rendere disponibili le finalizzazioni dei compiti; lo stadio finale corrisponde alla focalizzazione, un'operazione di restringimento delle scelte percettive che in sinergia con le memorie neuro-motorie permette un'adeguata e puntuale azione motoria.
Lo stile attentivo deve prevedere direzione e modalità continuamente rimodulate riguardo all'ampiezza e alla variabilità delle situazioni al fine di ottenere una corrispondente concentrazione.
Arousal o attivazione
L'arousal o attivazione è la condizione necessaria al corpo per innescare in maniera adeguata un processo di apprendimento motorio, nello sport a bassi livelli di attivazione corrisponde a una risposta attentiva a più ampio raggio e dispersa su una gamma di stimoli che possono essere anche poco pertinenti con il compito, facendo sperimentare all'atleta anche un vissuto di noia; questa risposta può presentarsi di fronte a un avversario considerato nettamente inferiore, creando sottovalutazione, la vera nemica dell'atleta. Ad alti livelli di attivazione corrisponde un'attenzione più focalizzata sul compito e sugli stimoli rilevanti, un ulteriore aumento dell'attivazione produce un eccessivo restringimento del focus attentivo con il rischio di escludere alcuni stimoli rilevanti.
Per stati attentivi ancora più intensi è possibile che i segnali percepiti dalla periferia della retina facciano scattare risposte di orientamento sempre più frequenti aumentando il grado di distrazione e facendo sperimentare ansia crescente. L'atleta risponde alla prestazione con uno stato d'allarme eccessivo ed una gamma variabile di risposte:
- Fisiologiche: palpitazioni, dispnea, tremori, tensione muscolare, aumento della pressione arteriosa e limitazioni circolatorie.
- Cognitivo: confusione, scarsa lucidità nell'interpretazione del gioco proprio e dell'avversario, difficoltà di attenzione, concentrazione e decisionale.
- Comportamentale: grossolani errori tecnici, paralisi comportamentale.
- Emotivo: disagio e tensione.
L'attivazione paradossale è particolarmente osservabile in soggetti particolarmente predisposti ma ciò non significa che atleti più ansiosi forniscano prestazioni più scadenti; il livello ottimale di prestazione è determinato da un alto livello di arousal, accompagnato da tranquillità emotiva (Antonelli la chiamava "istinto dell'assassino", Martens e Bump "stato di flow" ovvero il livello che determina la peak performance).
Tipi di attenzione
Per una performance elevata l'atleta deve essere capace di modulare l'attivazione in relazione al compito ed alla situazione da affrontare e mantenere alto il livello di attenzione, questa capacità prolungata per un lungo periodo si chiama concentrazione e può essere la chiave del successo sportivo. L'attenzione può essere di 4 tipi:
- Di ampio tipo: diffusa su un vasto campo percettivo.
- Di tipo stretto: concentrata su di un limitato campo percettivo.
- Con focus interno: diretto su stimoli propriocettivi ed interocettivi.
- Con focus esterno: diretto su stimoli esterocettivi.
Discipline sportive e stili attentivi
Le discipline non determinano l'esclusione di uno stile attentivo, ma ne richiedono particolarmente alcuni tipi, ne distinguiamo 4 tipi:
- Ampio esterno: arti marziali, attenzione su dati provenienti dall'esterno a vasto spettro.
- Stretto esterno: tennis, attenzione di dati proveniente dall'esterno ma in un campo circoscritto.
- Ampio interno: posizione del corpo prima di un salto, attenzione su dati interni a vasto spettro.
- Stretto interno: pressione del dito sul grilletto, attenzione su segmenti specifici del corpo.
Vanek e Crattu classificano le discipline sportive in tre categorie:
- Sport che implicano un alto livello di specializzazione occhio-mano (tiro con l'arco, stile attentivo interno stretto prima dell'esecuzione e esterno stretto al momento dell'esecuzione).
- Sport che implicano un alto livello di specializzazione e di coordinazione motoria (ginnastica, tuffi, stile interno ampio per la valutazione delle coordinate propriocettive e interno stretto per programmare l'esercizio prima dell'esecuzione).
- Sport che implicano il diretto contatto con l'avversario (boxe, tennis, pallavolo, richiedono stili di tipo esterno stretto e esterno ampio quando devono interpretare la situazione di gioco).
La percezione
La percezione è l'insieme dei messaggi captati da propriocettori (capsule articolari, legamenti, tendini e muscoli), inviati al SNC affinché vengano elaborati movimenti ed operazioni connessi all'integrità biologica; le continue analisi effettuate attraverso gli organi di senso conferiscono al movimento: stima dei compiti, precisione, contemporaneità, ritmo e complessità. La comprensione del movimento fornisce completezza dell'apprendimento motorio e gradualmente l'attività senso-percettiva motoria instaura e sviluppa abilità intellettive.
La percezione permette, attraverso organi interni o esterni di senso, di recepire ed elaborare impressioni o informazioni circa oggetti, qualità ed eventi, è un processo più complesso rispetto alla sensazione ed elabora tutte le sensazioni provenienti dall'esterno e dal proprio corpo. È data dall'elaborazione sensoriale e delle immagini mentali. È fortemente condizionata dalle motivazioni e comprendono:
- Discriminazione cinestesica: consapevolezza che ogni individuo avverte a proposito delle relazioni fra il proprio corpo e lo spazio.
- Coscienza del proprio corpo: capacità di controllarlo nelle azioni di bilateralità.
- Immagine corporea: sensazioni nei confronti del proprio corpo o parti di esso.
- Relazione tra corpo e oggetti circostanti.
- Discriminazione tattile: capacità di distinguere la tessitura.
- Capacità coordinate: coordinazione oculo-manuale, occhi-piedi.
- Qualità fisiche.
- Abilità motorie o movimenti di destrezza: capacità di adattamento e capacità complessa di adattamento.
- Comunicazione non verbale: pratiche comunicative con movimento espressivo costituito da postura, andatura, gesti, espressione del volto, movimento interpretativo, estetico, creativo, mimica.
La percezione è un processo ciclico nel quale si possono riconoscere alcuni elementi come: orientamento dei recettori sensoriali verso la fonte di stimolazione, estrapolazione di alcune caratteristiche, confronti con informazioni già depositate nella memoria motoria, consolidamento della percezione definita e accurata; avviene attraverso le seguenti fasi:
- Ricezione dell'informazione: generalmente quelli più utilizzati sono i recettori sensoriali visivi.
- Decodificazione: l'info permane sulla rete per pochi millisecondi e raggiunge la corteccia dove avviene la decodifica del segnale e la rappresentazione interna che rimane nel deposito sensoriale di limitata capacità per alcuni millisecondi dopo di che se è inutile sparisce e se non lo è viene selezionato automaticamente; il materiale viene sottoposto a successivi confronti con info sensoriali già menzionate in precedenza.
- Memorizzazione: la memoria sensoriale registra momentaneamente tracce non più realmente presenti nel campo percettivo; la memoria a breve termine preserva l'informazione finché non viene presa una decisione rispetto a memorizzarla o no e funge da deposito di pronto impiego per info ricavate dalla memoria a lungo termine; la memoria a lungo termine contiene info durature soggette in particolare ad oblio per decadimento della traccia biochimica col passare del tempo qualora non vengano di tanto in tanto rinforzate dall'uso, sono registrate anche le strategie di risposta elaborate in precedenza.
- Selezione della risposta: è la fase che assorbe più tempo ed è cruciale per la prestazione soprattutto negli sport ad open skill, è correlata con la capacità dell'atleta di puntare indizi realmente pertinenti nell'ambiente, di filtrare dalla memoria a lungo termine il minor numero di risposte possibili e di scegliere quella più economica; la rapidità di scelta, il livello di precisione sono collegati alla quantità e complessità della cosiddetta compatibilità stimolo-risposta.
- Programmazione ed esecuzione risposta: importanti i requisiti di precisione ai quali deve soddisfare il movimento, la precisione della risposta è correlata al tempo di esecuzione (risposte motorie brevi e lunghe) e alla forza impiegata nel movimento stesso.
Il movimento
Il corpo compie un movimento che ha appreso, sentito e percepito, queste sono le basi della conoscenza gestuale; il bagaglio contenitivo garantisce la regolazione del movimento stesso perché ne riconosce una parte o il tutto, lo identifica e riproduce, ma perché la memoria possa instaurarsi e consolidarsi occorre fare leva sulla ripetizione consapevole. Per l'acquisizione e l'idonea riproduzione di un gesto i passi sono numerosi: comprensione, prova, esecuzione e ripetizione, ma su quest'ultimo punto divergono le correnti didattiche, una che persegue l'instaurarsi degli automatismi (ripetizione meccanica) e l'altra che predilige la partecipazione responsabile all'esecuzione (ripetizione consapevole).
Occorre preservare una dose di flessibilità e di improvvisazione motoria da utilizzare in caso di variazioni strategiche o di regolamento. Lo sviluppo cognitivo e la motricità tracciano la strada migliore per dare luogo alla presa di decisione che dovrà essere: logica, caratterizzata per il fatto che deriva da scelte conferenti i compiti che la disciplina presuppone e dalla contingenza; adeguata, definibile così in quanto coerente alle specifiche esigenze che si rappresentano, per chi l'esecuzione di un gesto risulta sovrapponibile alle richieste; puntuale, precisa rispetto ai tempi d'intervento ed al ritmo da adottare; finalizzata, tende al conseguimento del miglior risultato possibile in gara.
Ogni disciplina prescinde dall'insieme di questa successione operativa e conferirà al movimento scioltezza ed efficacia; i passi che ne deriveranno riguarderanno un aspetto metodologico e didattico importante per la crescita cognitiva e saranno oggetto di attenzione nella valutazione degli effetti del movimento. Il movimento contribuisce alla crescita e maturazione della persona e tramite esso si può promuovere la presa di coscienza del valore del corpo, che si esprime attraverso il movimento, in funzione di esso apprende sul piano motorio e cognitivo, è alla base di ogni forma di conoscenza, è lo strumento di comunicazione, il mezzo con il quale entriamo in relazione con gli altri e con l'ambiente, attraverso il corpo in movimento gli altri ci riconoscono.
È quindi fondamentale per il corretto uso del nostro corpo, per potenziarlo, migliorarlo e mantenerlo in forma. L'allenamento tende all'armonico sviluppo delle diverse parti del corpo per migliorare la prestazione sportiva o la qualità della vita psico-fisica; il movimento deve essere adeguato alle diverse, finalizzato alla crescita equilibrata prima che alla prestazione, favorire processi di identificazione ed acquisizione della serenità senza causare stress psico-fisico, non può essere forzato in nessuna direzione ma deve nascere dal corpo, per il bene del corpo e della mente, se viene fatto nascere da elementi estranei al corpo è negativo e pericoloso. L'uso di sostanze per migliorare il movimento significa solo non avere il senso della meraviglia del nostro corpo che va amato per quello che è.
I programmi motori: le mappe cognitivo-motorie
Il controllo motorio si basa sull'azione e al contrario della percezione inizia con un'immagine delle conseguenze desiderate di un movimento e continua nella sua esecuzione; agire significa stabilire una mappa dell'ambiente attraverso coordinate che dipendono dai messaggi provenienti dai propriocettori, che passano dalla corteccia parietale e dall'ippocampo, alla corteccia premotoria e infine a quella motoria che li esegue.
La maggior parte dei movimenti volontari sono appresi ed aspetto fondamentali sono: precisione, velocità, flessibilità, eleganza, capacità di controllo e adattamento ed hanno rapporto diretto con le capacità di elaborazione del nostro cervello e con le sue caratteristiche di plasticità ed apprendimento su breve e lungo termine.
Apprendimento motorio → serie di processi associati con la pratica che conduce a cambiamenti permanenti nella capacità di effettuare determinati compiti, il cervello impara a fare una stima anticipata del grado di correzione richiesto per l'esecuzione ottimale, i movimenti controllati da retroazione sensoriale possono essere corretti durante l'esecuzione, mentre quelli a circuito aperto possono essere migliorati soltanto attraverso l'uso di ripetizioni successive. La maggior parte degli apprendimenti e delle memorie motorie sembrano basarsi su conoscenze implicite, gli atti motori mai esperiti devono essere programmati tramite impiego di molte risorse coscienti, non più necessarie dopo l'automatizzazione.
Secondo Fitts e Posner l'acquisizione e la programmazione della risposta motoria adeguata passerebbe attraverso tre stadi principali:
- Cognitivo: attenzione concentrata su cosa fare, viene impiegato principalmente l'emisfero logico-verbale per l'organizzazione dei movimenti adeguati, l'atleta utilizza istruzioni ed autoistruzioni di carattere verbale che riguardano le modalità di esecuzione del movimento; si formano le prime mappe cognitivo-motorie, i codici verbali si associano a codici visivi-esecutivi.
- Associativo: attenzione su come eseguire la sequenza, iniziano a prevalere l'emisfero globale-analogico, codici di carattere propriocettivo e lo schema diventa sempre più esatto e ricco di associazioni visive, uditive e cinestesiche; l'atleta familiarizza con il compito e focalizza l'attenzione sul perfezionamento delle proprie routine di base, cerca di comprendere come trattare info rilevanti e distinguerle da quelle che non lo sono.
- Autonomo: l'atleta ha acquisito e consolidato di schemi di base (restano però perfezionabili) ed entra automaticamente all'interno dei programmi motori adeguati senza porre più attenzione agli aspetti analitici dei programmi stessi.
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