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Apprendere le lingue in ambiente CLIL

1° capitolo: Opportunità di usare la LS nella lezione CLIL: importanza, problemi, soluzioni

L’interesse per il CLIL (content and language integrated learning) da parte delle scuole in Italia si manifesta dagli anni '90, dato che in Italia si sono create certe condizioni che stimolano l’interesse e l’apertura nei confronti di questa forma di apprendimento linguistico. Basti pensare al bilinguismo in Val d’Aosta (italiano e francese) e Bolzano (italiano e tedesco). CLIL è caratterizzato da veicolarità e apprendimento integrato: doppio apprendimento -> lingua attraverso il contenuto e contenuto attraverso la lingua. Simultaneo apprendimento di materia/contenuto.

Secondo Krashen, l'importanza dell’input comprensibile è fondamentale per l’apprendimento dei contenuti e per l’acquisizione linguistica. Se l’input in LS non viene compreso, la costruzione di conoscenze e competenze non può avere luogo. Per il CLIL l’attenzione del discente deve essere orientata sul messaggio piuttosto che sulla forma del messaggio. Invece, l’attenzione deve essere portata sulla forma.

Secondo Swine, l'output comprensibile consente all’individuo di produrre lingua e ricevere feedback, in grado di notare i gaps nella sua interlingua, diventando pronto a interiorizzare nuove forme. Non è sufficiente che lo studente produca la LS, ma che la sua produzione sia grammaticalmente ricca, comprensibile all’interlocutore dalla sola forma linguistica e non attraverso l’uso di strategie comunicative verbali e non verbali. Importanza di esercizi e compiti che consentano la produzione linguistica soprattutto orale. Importanza di una dimensione esperienziale.

Produzione linguistica in ambiente CLIL: problematiche

Modalità organizzative didattiche adottate dall’insegnante:

  • Interattiva, partecipata (l’insegnante fornisce l’input e interagisce con gli studenti individualmente. Gli studenti non coinvolti si limitano all’ascolto. Pochi hanno la possibilità di parlare in LS)
  • Lavoro individuale
  • Lavoro di coppia (poco utilizzato)

L’abilità linguistica maggiormente impegnata per il lavoro sull’input è il leggere, seguito da scrivere, parlare e ascoltare. Inoltre, l’abilità linguistica maggiormente impegnata per l’elaborazione/presentazione dell’esito alla fine dello svolgimento dell’attività è lo scrivere. Il prodotto scritto finale può avere sì la forma di un testo, ma la maggior parte delle volte si tratta di esercizi di inserimento di parole mancanti o di collegamento di frasi già scritte.

Importanza delle attività per la promozione qualitativa della competenza linguistica in LS

È necessario: fornire spazi per l’uso orale della lingua; l’alunno deve essere proattivo e non solo reattivo, non deve quindi rispondere solo alle domande. Fornire spazi nei quali lo studente possa manipolare dei concetti per farli propri e acquisire competenze.

Le competenze riguarderanno la capacità dello studente di applicare le conoscenze, di trasformare informazioni da una forma all’altra, di interpretare e valutare problemi utilizzando il contenuto; capacità dello studente di pensare e di lavorare con il contenuto presentatogli.

Compito (task) format migliore per un apprendimento integrato di forma e contenuto. Focus non sulla lingua, ma sulla cognizione e sul contenuto ideale.

Il compito (task) è caratterizzato da:

  • Obiettivo (motivi di apprendimento per l’attività)
  • Input (quanto viene dato allo studente), sul quale egli svolge un’attività. Lo svolgimento dell’attività porta ad un esito (prodotto finale di tipo linguistico o non linguistico)

Il compito necessita anche di altri accorgimenti:

  • Presenza di information gap (vuoto di informazione) e di required information exchange (scambio obbligatorio di informazioni): creano le condizioni per l’interazione, la negoziazione e lo scambio di info. La loro presenza è garantita da una distribuzione non uniforme delle info tra i partecipanti; l’esito del compito deve essere frutto della comune condivisione e dello scambio.
  • Caratteristica chiuso/aperto del compito da svolgere: nell’attività chiusa i partecipanti sanno che esiste un unico esito possibile, una maggiore interpretazione e negoziazione delle info, riciclo linguistico, enunciati più brevi.
  • Caratteristica convergente/divergente è legata all’attività chiuso/aperto e riguarda l’atteggiamento reciproco dei partecipanti. In un compito chiuso i partecipanti devono collaborare per raggiungere la meta. Lavorano in maniera convergente a questo fine. La convergenza suscita un uso molto frequente dell’interazione ma soprattutto della negoziazione attraverso conferme date e ricevute, chiarimenti, riformulazioni, precisioni ecc. L’atteggiamento divergente non rivela la stessa quantità di atteggiamenti interattivi perché non vige la necessità di collaborare verso una meta comune.

Quello che si chiede allo studente di fare sull’input, ossia l’azione da svolgere, è di particolare importanza perché imparerà a fare ciò che gli si chiede di fare. Svolgere operazioni cognitive in lingua straniera significa dare alla LS in apprendimento uno spessore che molte volte manca nelle lezioni normali di lingua (eccetto quando si insegna la letteratura in lingua straniera).

Cummins -> BICS (Basic Interpersonal Communicative Skills): si riferisce ad un tipo di competenza legato alla comunicazione di tipo socializzante. CALP (Cognitive Academic Language Proficiency) si riferisce a una competenza più elaborata, permette di apprendere contenuti complessi attraverso la LS e che si costruisce utilizzando la LS per imparare.

Il CLIL preferisce l’oralità per l’apprendimento -> difficoltà per gli studenti -> poca dimestichezza con la comprensione orale, la pronuncia, la lunghezza dell’input e la sua complessità sintattica. Difficoltà soprattutto verso il lessico specifico della disciplina. Difficoltà nella pronuncia, nella lettura ad alta voce -> produzione stentata. Difficoltà nell’uso di termini specifici, nell’elaborazione di concetti complessi, nel verbalizzare nuove info, sintetizzare, riassumere e riformulare idee.

Nel CLIL le difficoltà sono maggiori per due motivi:

  • Lo studente deve focalizzare la sua attenzione sul contenuto e su quello che deve fare con esso. La sua attenzione è divisa tra lingua e contenuto a differenza delle scuole normale incentrate soprattutto sulla lingua.
  • Lo studente deve crescere linguisticamente non solo nella fluidità, ma anche nella correttezza e nella complessità. Se il compito è reso più facile, lo studente dedicherà maggiore attenzione anche alla lingua e non solo al contenuto.

Robinson -> 4 categorie di variabili le quali combinate tra loro possono aumentare/diminuire l’impegno linguistico e cognitivo richiesto allo studente: complessità, difficoltà, condizioni e contenuto.

Fattori e aspetti che non sempre sussistono nelle lezioni CLIL:

  • Mancata opportunità di utilizzare la LS a livello orale
  • Scarsa attività di coppia e/o di gruppo
  • Complesse condizioni di apprendimento

L'approccio CLIL nell'insegnamento delle lingue agli adulti

2° capitolo

I Paesi membri della Comunità europea sono invitati ad adeguare i sistemi scolastici ed educativi all’esigenza del lifelong learning, attrezzandosi per consentire a tutti i cittadini europei l’accesso alla formazione e per incrementare l’apprendimento delle lingue straniere, affinché l’Europa possa realizzare al meglio il proprio potenziale economico, culturale e sociale.

Nel 2002, a Barcellona, il Consiglio d’Europa introduce come standard di riferimento scolastico la formula 1+2, affermando che la padronanza di altre due lingue oltre quella materna rientra tra le abilità di base da sviluppare fin dai primi anni di scolarizzazione.

La scuola secondaria e l’università possono incentivare gli studenti a proseguire nell’apprendimento delle lingue: facendo capire che la lingua si dimentica se non la si usa; insegnando strategie cognitive e metacognitive per gestire in maniera autonoma l’apprendimento. Promuovere l’approccio task-based e l’apprendimento cooperativo (cooperative learning). Il compito deve: essere motivante, ancorato alla vita reale, dare preminenza al contenuto, comportare la soluzione di un problema comunicativo.

L’approccio CLIL costituisce un terreno favorevole per un apprendimento imperniato sul task e sulla collaborazione, perché l’integrazione di lingua straniera e contenuti non linguistici consente di realizzare attività didattiche che stimolano le abilità cognitive e offrono occasioni di comunicazione autentica su argomenti interessanti.

Il CLIL è una fonte d’ispirazione per l'approccio full immersion canadese usato nel 1970-1980 per insegnare in lingua francese le discipline non linguistiche ai bambini della maggioranza anglofona. Si focalizza solo sul significato trascurando l’aspetto formale degli enunciati. Il CLIL è diverso: la forma è oggetto specifico di attenzione.

Grabe e Stoller elaborano 7 motivi per cui l’apprendimento della lingua straniera dovrebbe essere imperniato sui contenuti:

  • Gli studenti sono esposti a una quantità considerevole di lingua mentre apprendono i contenuti
  • La lingua è insegnata nel contesto del discorso anziché in frammenti isolati
  • Ricorso a materiali graduati in modo coerente
  • Gli studenti sono esposti a stimoli cognitivi complessi e coinvolti in attività impegnative che promuovono la motivazione intrinseca
  • L’integrazione di lingua e contenuti favorisce l’applicazione e lo sviluppo delle strategie cognitive; le unità di argomento disciplinare comportano la riutilizzazione delle strategie per vari contenuti e compiti
  • L’apprendimento di lingua e contenuti favorisce la flessibilità e l’adattabilità del curriculum e delle attività
  • Il lavoro didattico è centrato sullo studente che acquista più potere decisionale nella scelta degli argomenti e delle attività

L'apprendente adulto: la componente motivazionale

Scopi di apprendimento degli adulti riconducibili in 4 domini: accademico/culturale, professionale, sociale, ricreativo.

Gli adulti non sono immuni dai rischi del filtro affettivo, ma l’insegnamento integrato di lingua e disciplina non linguistica può evitare queste barriere motivazionali.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ste9110 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica delle lingue moderne e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Mazzotta Patrizia.
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