Psicopatologia: interpretativa e descrittiva
La psicopatologia è lo studio sistematico dei processi psichici, dei comportamenti e delle esperienze “non normali”.
Tipi di psicopatologia
a) La psicopatologia interpretativa si basa su assunti interpretativi di costrutti teorici (teorie cognitive, comportamentali, psicodinamiche ecc.).
b) La psicopatologia descrittiva si basa sulla categorizzazione delle esperienze così come descritte dal paziente (osservazione fenomenologica = valutazione empatica dell’esperienza soggettiva) e osservando il suo comportamento (quindi si divide a sua volta in osservazione ed empatia = “sentirsi nei panni di un altro”).
Per usare lo strumento dell’empatia si fanno domande precise per poi dare al paziente un resoconto della sua esperienza e verificare che la riconosca come sua: la fenomenologia non può occuparsi dell’inconscio perché il paziente non è in grado di descriverlo.
Teorie e interpretazioni secondo Jasper
Secondo Jasper, la psicopatologia è quella disciplina che prescinde da qualsiasi spiegazione teorica e analizza le modalità e la forma con cui l’esperienza si realizza. Secondo lui “comprendere” in senso statico significa usare l’empatia per descrivere in dettaglio in cosa consista esattamente per lui quel determinato sentimento che sta provando.
“Comprendere” in senso genetico è il capire i sentimenti del paziente in termini di azioni. “Spiegare” in senso statico si limita a occuparsi della percezione esterna osservando un evento. “Spiegare” in senso genetico è descrivere una catena di eventi e perché seguano quella sequenza.
Valutazione scientifica
Per formulare una valutazione scientifica è necessario:
- Ricevere uno stimolo sensoriale
- Percepire
- Osservare
- Annotare
- Codificare
- Formulare ipotesi
Il rapporto è la modalità d’interazione che il paziente stabilisce durante il colloquio clinico. Sviluppo = esperienza comprensibile nei termini della storia della persona. Processo = imposizione di un evento dall’esterno.
Malattia e sindrome
Non esiste una vera definizione del termine “malattia” perché non ci può essere una reale e netta distinzione tra salute e malattia.
- Malattia = se il disturbo ha una causa chiara
- Sindrome = se il disturbo ha una costellazione di segni e sintomi non riconducibili ad un’unica causa. La relazione tra il sintomo e la causa patogena non è evidente, come nel caso della malattia
Disease e illness
Disease = processo patologico con origini organiche, caratterizzato da una serie di sintomi che possono influenzare l’intero corpo o parte, e che ne danneggia il funzionamento.
Illness = esperienza soggettiva di malessere.
Disturbo mentale
Nel DSM IV-TR il disturbo mentale è concettualizzato come una sindrome psicologica clinicamente significativa che si presenta in un individuo ed è associata a un disagio (es: sintomo algico, doloroso), a disabilità o un’importante limitazione di libertà. Attenzione però, non rappresentano disturbi mentali un comportamento deviante (es: politico, religioso, sessuale), a meno che sia il sintomo di una disfunzione dell’individuo.
Il disturbo (disorder) può causare distress (aspetto negativo di stress, opposto a eustress, aspetto positivo di stimolazione fisiologica) e malfunzionamento in una serie di aree della vita e può essere dovuto a fattori psicologici, sociali, genetici, chimici ecc.
Un disturbo ha infrequenza statistica (anormale), viola le norme sociali (deviazione di uno standard accettato di comportamento, es: prostituzione), crea disagio individuale (ragione per cui la maggior parte delle persone chiede aiuto), causa un’incapacità o disfunzione (in qualche ambito di vita il funzionamento della persona è compromesso a causa del disturbo di cui soffre, ma non si applica a tutti i disturbi, es: il travestitismo) ed è imprevedibile (sofferenza e incapacità devono risultare sproporzionate dalla situazione stressogena).
Con infrequenza statistica si intende che il gruppo più forte o dominante determina ciò che è considerato normalità e non fornisce basi per distinguere tra deviazioni della norma desiderabili e indesiderabili (es: QI 150). Alcune patologie non violano le norme sociali e le differenze culturali influiscono su ciò che viene quindi considerato norma sociale.
Non tutti i disturbi psicologici si associano ad angoscia e sofferenza (come nella psicopatia ad esempio), inoltre è soggettiva (alcuni considerano tollerabili situazioni che per altri sono invivibili).
Salute mentale
Salute mentale = (Strupp e Hadley) valutata secondo il punto di vista della società, dell’individuo e del professionista; (Wakefield) definita dalla prospettiva dell’evidenza biologica e da quella dei valori sociali.
Disturbo mentale = disfunzione (fallimento di un meccanismo mentale) dannosa (per l’impatto sulla società).
Ciò che differenzia la normalità dalla patologia sono la continuità, la rigidità, la persistenza, l’impermeabilità ecc.
In inglese la parola “normale” è usata con almeno quattro significati diversi: la norma di valore, la norma statistica, la norma individuale e la norma tipologica. L’anormalità tipologica è un termine necessario per descrivere quelle situazioni in cui una condizione è vista come normale in tutte e tre le accezioni precedenti e tuttavia rappresenta un’anormalità.
Sintomi e segni
Sintomo = descrizione del paziente di un fenomeno anormale (es: sentirsi agitato).
Segno = oggettiva e osservabile indicazione di un disturbo, dato accertato con l’esame obiettivo del clinico (es: tachicardia).
Questa distinzione è medica, per quanto riguarda fenomeni relativi allo stato mentale invece essa non viene fatta. Sintomo è la descrizione del paziente di qualcosa che gli crea disagio sia di un’esperienza mentale che appare patologica al clinico.
Il sintomo può essere quindi qualcosa di cui il paziente si lamenta (es: sentimento di infelicità) oppure un elemento di descrizione fenomenologica di cui non si lamenta (es: allucinazioni uditive). Un sintomo è diagnostico se si verifica in una certa condizione ed è frequente.
Sintomo primario = da cui derivano gli altri.
Comorbilità = possibilità che esistano contemporaneamente nello stesso soggetto più disturbi appartenenti a diversi “spettri” di malattia e che si manifestano in maniera varia, alcuni possono essere trans-nosografici.
Sintomo patognomico = che consente di riconoscere indiscutibilmente una malattia, essendoci associato univocamente.
Sintomo patognomico perfetto = presenza è certezza, assenza è assenza.
Sintomo patognomico imperfetto = presenza è certezza, ma assenza non è assenza.
Perché un sintomo sia usato in senso diagnostico, il suo verificarsi deve essere tipico di quella condizione e la sua presenza deve essere relativamente frequente.
Nosologia e nosografia
- Nosologia = studio e classificazione dei disturbi psichici.
- Nosografia = descrizione dei disturbi psichici.
Etiologia, eziopatogenesi e processo eziopatogenetico
- Etiologia = causa della malattia o disturbo; disciplina che si occupa dello studio sistematico delle cause delle malattie o disturbi.
- Eziopatogenesi = processo di insorgenza di una patologia.
- Processo eziopatogenetico = processo responsabile del processo di insorgenza (eziopatogenesi).
Epidemiologia
Epidemiologia = studio della prevalenza e dell’incidenza di “eventi”.
- Prevalenza = proporzione di “eventi” presenti in una popolazione in un dato momento.
- Incidenza = numero di nuovi “eventi” in un dato lasso temporale.
Sindrome
(Greco: sindromos) coincidenza.
Forma e contenuto
Forma = modo in cui si presenta il contenuto (es: “sento uscire dal rubinetto una voce che mi dice che il mio vicino di casa sta andando sulla luna”, forma = percezione uditiva falsa).
Contenuto = percezione, sentimento, credenza, rappresentazione, ecc (contenuto = il vicino di casa sta andando sulla luna, come allucinazione uditiva).
Il sintomo di allucinazione uditiva è indicatore diagnostico di una schizofrenia, mentre il contenuto specifico no. Il contenuto è fondamentale per il paziente e può essere compreso nel contesto della sua situazione di vita.
Un contenuto può presentarsi in diverse forme: es, un contenuto ipocondriaco (sensazione ansiosa di disturbi fisici spesso inesistenti) può manifestarsi come allucinazione uditiva, “hai un cancro”, come delirio (credenza irrealistica che non cede davanti alle evidenze), o come idea prevalente/dominante (contenuto di pensiero che domina su tutti gli altri).
Comprendere e spiegare
Se prendiamo in considerazione l’esperienza soggettiva dell’altro, ovvero individuando come gli eventi psichici derivino l’uno dall’altra, possiamo comprendere tutti i comportamenti.
Costrutto teorico = modello esplicativo basato su processi che vengono inferiti dai dati di realtà, ma non direttamente osservabili (es: costrutto di perfezionismo).
Coscienza
La coscienza è uno stato di consapevolezza di sé e dell’ambiente; si riferisce innanzitutto alla consapevolezza interiore dell’esperienza e fa riferimento al soggetto che reagisce intenzionalmente agli oggetti. Baars parla di “teatro della coscienza”, un palcoscenico dove va in scena la vita individuale e l’attenzione illumina aspetti parcellari.
Brentano classifica la rappresentazione come presenza dell’oggetto, il giudizio come affermazione o negazione e il sentimento come amore o odio.
L’inconscio secondo Jasper è qualcosa che non è un’entità interna e non si manifesta come esperienza. Nella clinica è presente nella malattia cerebrale, in una persona che dorme e in una vigile e sana, che però è cosciente solo di certe parti dell’ambiente circostante interno ed esterno. Certi processi mentali sono diventati coscienti (preconscio di Freud). I processi preconsci sono automatici, mentre quelli coscienti sono flessibili e strategici.
Dimensioni della coscienza
- Vigilanza = facoltà di rimanere deliberatamente svegli, quando si potrebbe essere assonnati o addormentati (arousal); è una forma di attenzione diffusa all’ambiente circostante, che ci consente di essere attenti in maniera indifferenziata ma anche dirigere l’attenzione verso oggetti specifici, inoltre è fluttuante perché si modifica in condizioni di ansia o divertimento.
- Lucidità = consapevolezza piena di tutte le sensazioni interne o esterne in un dato momento, dimostrata nella chiarezza di pensiero su un argomento specifico.
- Coscienza di sé = capacità di avere esperienza di sé e consapevolezza, quando il soggetto critica il suo stesso pensiero, istinto o affetto (Baudin).
Aggernaes ha definito lo stato di coscienza patologico (DSC): se la persona non può tornare intenzionalmente e stabilmente nella sua condizione usuale, e se gli altri dall’esterno non possono ricondurlo alla condizione normale con semplici procedure interattive.
La coscienza è in un continuum, dalla veglia piena fino al coma: può verificarsi un abbassamento quantitativo dello stato di coscienza.
Livelli di coscienza
Normale, obnubilamento, sonnolenza, torpore, coma, morte
Gli stati di coscienza abnormi sono caratterizzati da una riduzione della stessa (anche se a volte ci sono condizioni di aumentata consapevolezza, come avviene negli innamoramenti e sotto l’effetto di allucinogeni).
- L’obnubilamento, i cui sintomi sono sonnolenza e ridotta consapevolezza dell’ambiente con deterioramento dell’attenzione (per alterazioni organiche delle funzioni).
- La sonnolenza.
- Il torpore, i cui sintomi sono la caduta in un sonno se lasciato senza stimolazioni sensoriali, rallentamento delle azioni ed eloquio impacciato (in seguito a intossicazione da sostanze con effetti depressogeni sull’organismo).
- Il coma, i cui sintomi sono l’assenza di risposte verbali o reazioni a stimoli dolorosi, con una respirazione lenta (da segni fisici che culminano fino alla morte cerebrale).
- La morte.
Modificazioni qualitative della coscienza
- Il delirium, i cui sintomi sono illusioni e allucinazioni, deliri persecutori, anomalie dell’umore (il delirium tremens si verifica in stati di astinenza da abusi alcolici).
- Le fluttuazioni della coscienza, i cui sintomi si verificano anche in soggetti normali nel sonno in stati di affaticamento e sono illusioni e allucinazioni nella tarda sera (dopo l’uso di droghe, negli epilettici e ne).
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