Capitolo 1 – L'economia di mercato
L'economia politica e il mercato
L'economia politica studia il mercato, che è il risultato delle azioni dei singoli individui. Alla base dei comportamenti vi sono le motivazioni, e alla base di queste gli incentivi. Noi studieremo come rispondono gli individui agli incentivi, e a che risultato portano nel complesso le azioni dei singoli.
L'economia e la scarsità
Le risorse (naturali, umane e di capitale) sono scarse. Se fossero infinite non avrebbe valore la singola unità. Nelle economie di mercato il problema della scarsità viene affrontato lasciando agli individui libertà di scelta, così che possano rispondere ai propri incentivi. La microeconomia studia il comportamento economico dei singoli operatori, il risultato di questa analisi è la comprensione del quadro d'insieme, cioè dei risultati che l'insieme delle singole decisioni produce per la collettività. La macroeconomia invece studia il funzionamento del sistema economico nel suo complesso.
Le tre domande
A causa della scarsità ogni società si trova a dover rispondere a tre domande:
- Che cosa si deve produrre? Ogni società deve scegliere la quantità di produzione di ogni bene, sapendo che nella produzione di un bene si consumano risorse che potrebbero essere usate per produrne un altro. Questo è il concetto di costo-opportunità: il costo-opportunità di qualcosa è il valore della migliore alternativa a cui si rinuncia per averlo. Il concetto di costo-opportunità è valido per il singolo quanto per la collettività.
- Come si deve produrre? Una volta scelto cosa produrre si deve scegliere quali risorse utilizzare per produrlo. Si cercherà qui, a parità di produzione, di minimizzare il costo (inteso proprio come costo-opportunità).
- A chi deve andare il prodotto? Le risorse sono scarse quindi il singolo individuo non può ottenere tutto ciò che vuole. Ogni società deve scegliere come distribuire il prodotto fra i suoi individui.
Per indicare il modo con cui qualsiasi comunità risponde a queste tre domande, parliamo di allocazione di risorse. Nei sistemi economici come gli USA e l'Italia si fondano su un sistema di mercato, dove l'allocazione delle risorse dipende dalle decisioni autonome di chi consuma e di chi produce, senza alcuna coordinazione da parte dell'autorità centrale. Al contrario, nelle economie basate sulla pianificazione centralizzata queste decisioni sono prese dagli enti governativi. In questo libro parleremo delle economie di mercato.
Il metodo dell’analisi marginale
L’analisi marginale ci aiuta a determinare la quantità ottimale. Definiamo “costo marginale” il costo di una ulteriore unità di un bene e “beneficio marginale” il suo beneficio. Ci rendiamo conto intuitivamente che, aumentando la quantità, il beneficio marginale (MB) diminuisce (in quanto quando abbiamo già in abbondanza di qualcosa, ne abbiamo meno bisogno). Analogamente ci rendiamo conto che il costo marginale (MC), aumentando la quantità, aumenta (in quanto prima o poi lo sforzo di procurarsi quantità maggiore diventa sempre più grande).
Inoltre è facile intuire che decideremo di aumentare la quantità di un bene solo se tale aumento dà più beneficio che costo, cioè se MB > MC. Allo stesso modo deciderò di diminuire la quantità se MB < MC. La quantità ottimale è infatti quella dove MB = MC.
I modelli economici
I sistemi economici sono molto complessi, sarebbe improduttivo cercare di capire come funzionano osservandoli direttamente. Noi comprenderemo come funzionano mediante modelli. Con i modelli si semplifica il mondo reale, trascurando, di caso in caso, tutti i particolari o indispensabili per la comprensione del fenomeno in esame.
A cosa servono i modelli
Hanno almeno tre finalità: spiegare perché è accaduto un fenomeno economico, prevedere che cosa accadrà, aiutare i soggetti economici come strumento di guida alle decisioni. Un modello economico deve possedere alcuni pregi: semplicità (se tutti gli elementi non indispensabili per comprendere il problema studiato sono stati eliminati), generalizzabilità (se risulta valido nelle diverse situazioni di spazio e tempo) e robustezza (evitando che modifiche ragionevoli dell’impianto teorico possano causare le distruzioni del modello stesso). Alcuni difetti dei modelli sono ineliminabili. I modelli non si usano solo in economia ma anche nelle altre scienze (tuttavia in economia spesso mancano della accuratezza delle altre scienze).
Analisi economica positiva e normativa
Useremo i modelli come strumenti di analisi: sia di analisi positiva (che mira a evidenziare i rapporti di causa effetto attraverso affermazioni positive, che possono essere confermate o smentite da ciò che accade in futuro) (“se il governo riduce i sussidi per le famiglie povere, i giovani di queste iscritti all’università diminuiranno”); sia di analisi normativa (che produce affermazioni che contengono giudizi di valore, non confermabili o smentibili da ciò che accade nel mondo reale) (“l’università dovrebbe essere gratuita”). Non sempre è facile tenere separate le due.
Introduzione al funzionamento del mercato
Il concetto di mercato
In economia il mercato è l’insieme di tutti gli acquirenti e tutti i venditori che sono in grado di interagire fra loro per definire il prezzo di un prodotto, e a quel prezzo se lo scambiano. Dunque il mercato non è per forza un luogo fisico. Si noti inoltre che chi in un mercato è venditore, può essere in un altro (o talvolta nello stesso) anche acquirente (e viceversa).
Il modello del flusso circolare
È il modello rappresentato nella figura. Immaginiamo che il sistema economico sia composto solo da due settori: imprese e famiglie e da due mercati: mercato dei prodotti (dove le famiglie acquistano i prodotti delle imprese) e mercato dei fattori (dove le imprese acquistano fattori, cioè lavoro e altri input, dalle famiglie).
Nel mercato dei prodotti il risultato della domanda delle famiglie e dell’offerta delle imprese stabilisce cosa e quanto si debba produrre. Nel mercato dei fattori il risultato della domanda delle imprese e dell’offerta delle famiglie stabilisce come si debba produrre. L’insieme dei due mercati, che prima assegna un reddito alle famiglie e poi le fa comprare beni, stabilisce anche a chi deve andare il prodotto. Il modello risponde alle tre domande.
Nel modello ci sono due flussi: un flusso di beni (interno) e uno monetario (esterno). Si notino tuttavia gli inevitabili difetti del modello:
- Le imprese acquistano fattori anche da altre imprese.
- Non si tiene in considerazione il settore pubblico, che produce leggi e le fa rispettare, e che si sostituisce al mercato dove questo è inefficiente (istruzione, sanità…).
Il settore pubblico per funzionare richiede una tassazione sulle attività economiche. Inoltre il settore pubblico talvolta acquista il lavoro delle famiglie e talvolta acquista i beni delle imprese. Il nostro libro è organizzato sulla base di tale modello:
- Parte 1 – Famiglie
- Parte 2 – Imprese
- Parte 3 e 4 – Mercati
- Parte 5 – Situazioni in cui i mercati non funzionano correttamente (e è necessario l'intervento pubblico)
Il modello della domanda e dell’offerta
La quantità ottimale di un prodotto viene decisa dai mercati, cioè da come si coordina la domanda degli acquirenti e l’offerta dei venditori. Tale coordinamento avviene attraverso il prezzo, che coordina le attività fra venditori e acquirenti.
In un sistema di mercato se c’è una quantità di un bene in eccesso rispetto a quanto se ne può vendere agli acquirenti, i venditori diminuiranno il prezzo (e quindi gli acquirenti aumenteranno). Se è in difetto, e non ce n’è per tutti quelli che vorrebbero acquistarla, i venditori aumenteranno il prezzo (e quindi gli acquirenti diminuiranno). Il fatto che il prezzo possa essere libero, cioè non deciso da un’autorità centrale ma dai mercati, garantisce che non ci sia mai un eccesso o un difetto di beni, e, come vedremo, garantisce che la quantità effettiva di beni scambiati sia la più alta possibile.
La domanda
Quando parliamo di domanda ci riferiamo alla volontà delle famiglie di acquistare un bene (in termini di quantità domandata). I fattori che influiscono sulle decisioni delle famiglie nel loro consumo sono quattro:
- Il prezzo (se il prezzo di un bene aumenta, le famiglie che sono disposte ad acquistarlo diminuisce, e viceversa. Questa è la c.d. legge della domanda)
- Il reddito (a variazioni del reddito corrispondono variazioni della domanda; i beni normali sono quei beni per i quali, se il reddito aumenta, aumenta la domanda; i beni inferiori sono quei beni per i quali, se aumenta il reddito, diminuisce la domanda, perché i consumatori decidono di acquistare altri beni.)
- Il prezzo dei beni collegati (la variazione del prezzo di alcuni beni, provoca una variazione della domanda di altri beni; i beni succedanei (o sostituti) sono quei beni per i quali all’aumentare del prezzo di uno, i consumatori lo sostituiscono con l’altro (burro e margarina); i beni complementari sono quei beni per i quali l’aumentare del prezzo di uno determina una diminuzione della domanda dell’altro (zucchero e caffè))
- I gusti
Per costruire una versione grafica della domanda (con quantità domandata e prezzo) dobbiamo mantenere costanti gli altri tre fattori. Cioè una curva di domanda (o scheda di domanda), che è la relazione fra quantità domandata Q (sulle ascisse) e prezzo P (sulle ordinate), è valida a parità delle altre condizioni (ceteris paribus). La curva di domanda ha pendenza negativa in quanto al diminuire di P aumenta Q. Se P varia, varia Q: quando avviene ciò si parla di spostamento lungo la curva di domanda. Se varia un altro fattore che non sia P (reddito, prezzo dei beni collegati o gusti), si viene a costituire una nuova curva di domanda: quando avviene ciò si parla di spostamento della curva di domanda.
L’offerta
Quando parliamo di offerta ci riferiamo alla volontà dei venditori di produrre e poi vendere un bene (in termini di quantità offerta). I fattori che influiscono sulle decisioni delle imprese nella loro produzione sono tre:
- Il prezzo (all’aumentare del prezzo di mercato di un bene, le imprese vorranno produrne e venderne di più)
- Il prezzo degli input (all’aumentare del prezzo degli input, le imprese vorranno produrne e venderne di meno)
- Il sistema di produzione (inteso principalmente come la tecnologia, o comunque come il rapporto di produttività fra quantità di input e prodotti; se la produttività aumenta l’offerta aumenterà)
Anche nella curva di offerta (o scheda di offerta) si usano come variabili P e Q. La curva di offerta ha pendenza positiva in quanto al diminuire di P diminuisce Q. Se P varia, varia Q: quando avviene ciò si parla di spostamento lungo la curva di offerta. Se varia un altro fattore che non sia P (prezzo di input o sistema di produzione), si viene a costituire una nuova curva di offerta: quando avviene ciò si parla di spostamento della curva di offerta.
L’equilibrio
Solo utilizzando insieme la curva di domanda e quella di offerta dello stesso bene possiamo arrivare a sapere quale sarà la quantità venduta nel mercato e il prezzo del bene. Questa quantità e questo prezzo sono detti di equilibrio, graficamente si ricavano dall’intersezione fra le due curve nel c.d. punto di equilibrio (e). Tale quantità e tale prezzo rimarranno tali fino a quando sarà rispettata la condizione ceteris paribus, cioè fino a quando non avverrà uno spostamento della curva di domanda o uno della curva di offerta. In tal caso il prezzo e la quantità tenderanno nuovamente (nella realtà questo processo non è istantaneo ma richiede un tempo più o meno lungo) al nuovo punto di equilibrio.
Allo spostamento della curva di domanda consegue uno spostamento lungo la curva di offerta; allo spostamento della curva di offerta consegue uno spostamento lungo la curva di domanda. Chiamiamo la curva di domanda D (demand) e la curva di offerta S (supply).
La funzione dei prezzi e l’efficienza allocativa
I prezzi hanno le seguenti funzioni:
- Trasmettono informazioni.
- Razionano le risorse scarse, i beni vengono assegnati a chi li desidera di più, cioè a chi è disposto a pagare almeno il prezzo di equilibrio per aggiudicarseli.
- Determinano i redditi, i redditi delle famiglie infatti dipendono dai prezzi delle risorse che queste offrono sul mercato.
Efficienza allocativa significa che tutti i soggetti economici che intervengono nel mercato realizzano il massimo vantaggio possibile dallo scambio.
Parte 1 – Le famiglie
Capitolo 2 – Le scelte del consumatore
In questo capitolo svilupperemo una teoria delle scelte. Cioè una teoria che, partendo dal presupposto che i desideri umani sono illimitati ma le risorse no, ci spiega come, in condizioni di scarsità, gli individui prendano delle scelte, che altro non sono la migliore alternativa (quella che dà una massima soddisfazione) fra quelle disponibili. Arriveremo a ricavare le curve di domanda dei beni partendo dalle scelte individuali.
2.1 Premesse fondamentali
Le risorse sono scarse, i bisogni di ogni individuo sono illimitati, o meglio, l’individuo vorrebbe una soddisfazione infinita, raggiungibile solo con risorse infinite. Il singolo quindi deve prendere una decisione su come investire il proprio reddito I (income). La nostra teoria ci permette di capire quale sarà la scelta più razionale, cioè quella che massimizza la soddisfazione. Dobbiamo sapere:
- I gusti del consumatore, cioè ciò che egli desidera (preferenze).
- Il budget del consumatore, il suo reddito, ciò che egli può fare (vincolo di bilancio).
Mettendo questi dati insieme possiamo trovare la scelta ottimale fra le tante possibilità (la decisione). Per “bene” intendiamo qualsiasi cosa materiale o immateriale alla quale un individuo dia valore in quanto capace di dargli soddisfazione.
2.2 Le preferenze
Di seguito ragioneremo come se i beni acquistabili dal consumatore fossero solo due (grazie a questa semplificazione abbiamo come modello un grafico di 2D). Anche se il modello non è realistico, ci permette di semplificare l’argomento al massimo senza perderne gli aspetti essenziali. Immaginiamo il caso di un consumatore che si trova di fronte alla scelta di come investire il suo I in due beni X e Y. Definiamo paniere un insieme di beni determinato per quantità (ad esempio 5y e 2x), i panieri sono rappresentabili nel grafico come punti.
La teoria delle scelte si basa su degli assiomi, che, in quanto tali, presupponiamo sempre validi:
- I assioma – di completezza: un consumatore è sempre in grado di dire davanti a due panieri quale preferisce, o se li reputa equivalenti (in termini di soddisfazione). Se le preferenze del consumatore non fossero complete come potremmo pretendere di poter giungere ad una scelta razionale?
- II Assioma – di transitività: le preferenze del consumatore davanti a diversi panieri sono coerenti (nel senso che se per il consumatore davanti a tre panieri A, B e C; se A > B e B > C allora necessariamente A > C).
- III Assioma – di non sazietà: il consumatore non è mai sazio (nel senso che se due panieri hanno la stessa quantità di un bene e diversa dell’altro, il consumatore sceglierà sempre il paniere con maggiore quantità del secondo bene). Tale assioma si ricollega al MB, per questo assioma infatti sempre MB > 0. NB non si deve intendere la sazietà intesa come, ad esempio, i cucchiaini di zucchero nel caffè, in questo caso è ovvio che fra 2 cucchiaini e 100 cucchiaini preferirò la prima. Dobbiamo intendere la sazietà come cucchiaini di zucchero a disposizione: è meglio avere 100 cucchiaini di zucchero a disposizione che solo 2.
NB Graficamente significa che preso un punto (cioè un paniere), qualsiasi punto a nord-est dà maggiore soddisfazione e qualsiasi punto a sud-ovest ne dà minore. NB è possibile che a un certo punto il MB di un bene a una certa quantità (elevata) diventi zero, cioè a un certo punto il consumatore può diventare sazio e che quindi l’assioma di non sazietà venga meno (ad esempio c’è differenza nell’avere 50 o 51 biglietti per concerti rock al mese?), tuttavia è invece inderogabile che MB non sia mai negativo (cioè se MB > 0 è rispettato l’assioma, tuttavia quando non viene rispettato MB sarà 0; in definitiva quindi MB è sempre maggiore/uguale a 0). NB più avanti parleremo di “mali”, e solo lì vedremo che MB < 0.
2.2.1 La curva di indifferenza
Posti i tre assiomi ora per rappresentare graficamente i gusti del consumatore ricorriamo alle curve di indifferenza. Partiamo da un paniere e chiediamo al nostro consumatore quanti Y vorrebbe (sinceramente) in cambio di un X nel paniere in modo che il suo livello di soddisfazione rimanga invariato. Ripetendo l’operazione all’infinito otteniamo un numero infinito di punti che danno al consumatore in questione una certa utilità (o soddisfazione): l’insieme di questi punti è detta curva di indifferenza e si scrive U (utility). Sappiamo, per i tre assiomi, che qualsiasi punto al di sopra di U dà una soddisfazione maggiore e qualsiasi punto sotto U ne dà una minore. Sappiamo per il III assioma che U deve essere decrescente.
La pendenza di U in un suo punto è il valore di U’ (cioè della derivata prima di U) in quel punto. Tale pendenza in questo caso ha un particolare significato, è il numero di Y che il consumatore è disposto a sostituire con un X (o meglio, visto che la pendenza è negativa, il suo opposto).
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunti Economia
-
Riassunti di microeconomia
-
Macroeconomia e microeconomia, riassunti
-
Riassunti microeconomia e macroeconomia