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Immobilizzazioni immateriali

Definizione

Le immobilizzazioni immateriali sono valori comuni a più esercizi relativi a beni, la cui utilità economica sia ritenuta estensibile a più esercizi, e quindi produttivi di flussi di reddito prospettici. "Investimenti" immateriali che concorrono la produzione generando in futuro redditi futuri.

Essi comprendono:

  • Beni immateriali in senso stretto (marchi, licenze, diritti di concessioni, brevetti)
  • Costi pluriennali (costi di impianto e ampliamento, costi di sviluppo)
  • Avviamento (capacità dell’impresa a generare utili superiori a quelli del mercato)

Le immobilizzazioni immateriali possono essere:

  • Acquistate da terzi in proprietà
  • Acquisite da terzi a titolo di godimento
  • Prodotte internamente

Codice civile

1. L’art. 2423-bis definisce i principi di redazione del bilancio:

  • La valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell’attività.
  • La rilevazione e la presentazione delle voci è effettuata tenendo conto della sostanza dell’operazione o del contratto.
  • Si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo.
  • I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all’altro.

2. L’art. 2424: classificazione nello Stato Patrimoniale

  • Immobilizzazioni, con separata indicazione di quelle concesse in locazione finanziaria:
    • Immobilizzazioni immateriali:
      • Costi di impianto e di ampliamento
      • Costi di sviluppo
      • Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno
      • Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
      • Avviamento
      • Immobilizzazioni in corso e acconti

3. Art. 2425: classificazione nel Conto Economico

  • Valore della produzione:
    • Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni
    • Altri ricavi e proventi (plusvalenze e ripristini di valore)
  • Costi della produzione
    • Ammortamenti e svalutazioni:
      • Amortamento delle immobilizzazioni immateriali
      • Altre svalutazioni delle immobilizzazioni (svalutazioni durevoli)
    • Oneri diversi di gestione (minusvalenze)

4. Art. 2424 bis: criteri per l’iscrizione in bilancio

«Gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti tra le immobilizzazioni». [Utilità pluriennale] Quindi le immobilizzazioni immateriali sono iscritte nell’attivo dello SP solo se si riferiscono a costi che non esauriscono la propria utilità nell’esercizio di sostenimento e sono capaci di produrre benefici economici futuri.

Art. 2426: la valutazione delle immobilizzazioni immateriali

Art. 2426 comma 1.1:

  • Costo di acquisto, per le immobilizzazioni immateriali acquistate dall’esterno. Il costo di acquisto comprende il prezzo pagato ed i cosiddetti oneri accessori; può inoltre comprendere gli interessi passivi su finanziamenti specificatamente contratti per la produzione.
  • Costo di produzione, per le immobilizzazioni immateriali sviluppate internamente. Il costo di produzione comprende tutti i costi direttamente riferibili al bene e gli interessi passivi su finanziamenti specificatamente contratti per la sua realizzazione.

a) Esempio 1 – Acquisto dall’esterno di un brevetto

Si acquista un diritto di brevetto a un prezzo di 100+Iva 20%, oneri accessori pari a 20 + Iva 20%, pagamento a mezzo conto corrente bancario.

Valore da iscrivere a bilancio (e su cui calcolare l’ammortamento): 100+20=120

b) Esempio 2 – Produzione interna di un brevetto

Sostenendo costi diretti del personale interno di 150 la società sviluppa un brevetto, che viene capitalizzato. La quota di costi indiretti ragionevolmente imputabile è pari a 30. Gli oneri finanziari sostenuti specificamente per la realizzazione in economia del brevetto sono pari a 10.

Valore da iscrivere a bilancio (e su cui calcolare l’ammortamento) = 150+30+10=190

Art. 2426 comma 1.3:

Il valore di iscrizione in bilancio non può eccedere il valore recuperabile, ossia il valore prospettico di realizzo dell’immobilizzazione. Sulle immobilizzazioni bisogna fare una verifica del valore ovvero “Impairment test”. [Esempi: Svalutazione marchio, ripristino di valore di marchio svalutato].

Art. 2426 comma 1.5-6:

I costi di impianto e di ampliamento, i costi di sviluppo e l’avviamento aventi utilità pluriennale possono essere iscritti nell'attivo con il consenso del Collegio Sindacale, che deve verificare l’esistenza di ragioni economiche che permettono la capitalizzazione (che quei costi siano di tipo pluriennali).

Principi contabili nazionali (OIC 24)

I. Definizioni e iscrizione in bilancio

L’iscrivibilità di un costo pluriennale o di un bene immateriale è subordinata all’accertamento dell'utilità futura.

II. Criteri di valutazione (OIC 9)

Il valore originario d’iscrizione di un’immobilizzazione immateriale è costituito dal costo di acquisto o di produzione.

  • Il costo d’acquisto è l’importo monetario o equivalente corrisposto o il fair value di altri corrispettivi dati per acquisire un bene. Il costo di acquisto include anche gli oneri accessori.
  • Il costo di produzione comprende tutti i costi direttamente imputabili.

Limite al valore d'iscrizione

Il valore d'iscrizione delle immobilizzazioni immateriali non può eccedere il valore recuperabile. La società valuta a ogni data di riferimento del bilancio se esiste un indicatore che un’immobilizzazione possa aver subito una riduzione durevole di valore. Tale processo di verifica è definito “Impairment test”.

a) Oggetto: riguarda la svalutazione per “perdite durevoli di valore” delle immobilizzazioni.

b) Finalità: evita che le attività siano iscritte a un valore superiore a quello recuperabile.

c) Obiettivo: consente di verificare se l’attività ha subìto una riduzione durevole di valore, confrontando il suo valore recuperabile con il suo valore contabile.

d) Periodicità: l’impresa deve valutare, ad ogni reporting date, se vi sono indicatori di possibili perdite durevoli di valore.

Nel valutare se esiste un’indicazione che un’attività possa aver subito una perdita durevole di valore, la società considera i seguenti indicatori:

  • Il valore di mercato di un’attività è diminuito significativamente durante l’esercizio.
  • Durante l’esercizio si sono verificate variazioni significative con effetto negativo per la società.
  • Nel corso dell’esercizio sono aumentati i tassi di interesse di mercato.
  • Il valore contabile delle attività nette della società è superiore al loro fair value stimato.
  • Deterioramento fisico di un’attività risulta evidente.

Rivalutazione

L’effetto netto della rivalutazione non costituisce un ricavo ed è accreditato tra le riserve di patrimonio netto, alla voce AIII "Riserve di rivalutazione”.

Ammortamento

Il costo delle immobilizzazioni immateriali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo, deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio. Il valore da ammortizzare è la differenza tra il costo dell’immobilizzazione immateriale e, se determinabile, il suo presumibile valore residuo al termine del periodo di vita utile. La quota di ammortamento imputata a ciascun esercizio si riferisce alla ripartizione del costo sostenuto sull’intera durata di utilizzazione.

Principi contabili internazionali (IAS 38)

  • Un’attività immateriale deve essere rilevata come tale se, e solo se:
    • È probabile che affluiranno all’entità benefici economici futuri attesi attribuibili all’attività.
    • Il costo dell’attività può essere misurato attendibilmente.

Le immobilizzazioni immateriali sono distinte in due categorie:

  • Attività a vita utile definita: attività ammortizzate.
  • Attività a vita utile indefinita: non ammortizzate ma assoggettate all’impairment test (esempio: avviamento).

CE: costi di ricerca, spese di impianto e ampliamento, di pubblicità e propaganda.

SP: costi di sviluppo, avviamento.

Criteri di valutazione

Per la valutazione iniziale il costo storico è il criterio previsto in sede di prima iscrizione di un’attività: attività sono iscritte all’importo pagato. Per la valutazione negli esercizi successivi, il modello del costo “rettificato” (cioè al netto di ammortamenti e svalutazioni) rappresenta il benchmark treatment. È prevista però la possibilità di scegliere (alternative treatment) il modello della rideterminazione del valore (valutazione a fair value).

Modello del costo

L’attività è riportata al costo rettificato (valore contabile) al netto degli ammontari complessivi degli ammortamenti e delle perdite per riduzione durevole di valore accumulati.

Cos’è l’impairment test?

L’impairment test consiste nel confronto tra valore contabile e valore recuperabile di un’attività. In particolare:

  • Se valore contabile ≤ valore recuperabile l’attività rimane iscritta al valore contabile.
  • Se valore contabile > valore recuperabile l’attività è iscritta al valore recuperabile (si è manifestata una impairment loss).

Il valore contabile è il valore al quale l’attività risulta iscritta nel Bilancio dell’esercizio precedente, pari al costo di acquisto o di produzione. Il valore recuperabile è il maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita (rappresenta l’ammontare ottenibile dalla vendita dell’attività in una libera transazione fra parti) e il valore d’uso dell’attività (rappresenta, invece, il valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede abbiano origine dall’attività).

Modello del fair value

Il modello del fair value (della rideterminazione del valore) rappresenta l’alternative treatment per le immobilizzazioni immateriali.

Valore del bene trattato in un mercato attivo. Mercato in cui esistono le seguenti condizioni:

  • Gli elementi commercializzati sul mercato risultano omogenei.
  • Acquirenti e venditori disponibili possono essere normalmente trovati in qualsiasi momento.
  • I prezzi sono disponibili al pubblico.

La scelta del fair value sin dall’inizio è possibile solo nel caso in cui il bene derivi da:

  • Acquisizione aziendale.
  • Permuta.
  • Donazione.
  • Conferimento.

Normativa fiscale

Tipologia di provento

È tassabile? TUIR

  • Ripristino di valore di immobilizzazioni immateriali (CE A5) - NO Art. 101
  • Plusvalenza da cessione di immobilizzazioni immateriali (CE A5) - SÌ Art. 86. Le plusvalenze realizzate concorrono a formare il reddito, per l’intero ammontare nell’esercizio in cui sono state realizzate, ovvero, se i beni sono stati posseduti per un periodo non inferiore a tre anni, a scelta del contribuente, in quote costanti nell’esercizio stesso e nei successivi, ma non oltre il quarto.

Tipologia di costo

È deducibile? TUIR

  • Svalutazioni di immobilizzazioni immateriali (CE B10c) - NO. Le minusvalenze da valutazione iscritte in bilancio non sono riconosciute in quanto, per essere deducibili, devono essere realizzate mediante: cessione a titolo oneroso; risarcimento per perdita o danneggiamento; distruzione totale o parziale.
  • Minusvalenze da cessione di immobilizzazioni immateriali (CE B14) - SÌ Art. 101

Immobilizzazioni materiali

Definizione

Le immobilizzazioni materiali sono fattori di produzione di uso durevole, la cui utilizzazione si estende oltre un esercizio (impianti, macchinari, fabbricati, automezzi). Essi sono beni a «realizzo di funzionamento» il cui costo, cioè, viene reintegrato nel tempo mediante i ricavi di esercizio che deriveranno dalla vendita sul mercato.

Le immobilizzazioni materiali possono essere:

  • Acquistate da terzi in proprietà
  • Acquisite in sede di costituzione di una società o di aumento del capitale sociale a pagamento
  • Acquisite nell’ambito dell’acquisto/conferimento di azienda o di ramo aziendale
  • Prodotte internamente
  • Altri modi: permuta, donazione, leasing

Codice civile

1. Art. 2424: classificazione nello Stato Patrimoniale

  • Immobilizzazioni, con separata indicazione di quelle concesse in locazione finanziaria:
    • Immobilizzazioni materiali:
      • Terreni e fabbricati
      • Impianti e macchinario
      • Attrezzature industriali e commerciali
      • Altri beni
      • Immobilizzazioni in corso e acconti

La valutazione delle immobilizzazioni materiali

Articolo 2426, comma 1.1:

  • Il costo d’acquisto è l’importo monetario o il presumibile valore di mercato per acquisire un bene. I costi accessori d’acquisto comprendono tutti i costi collegati all’acquisto che la società sostiene affinché l’immobilizzazione possa essere utilizzata.

Costo di acquisto = prezzo d’acquisto + oneri accessori + eventuali oneri finanziari

  • Il costo di produzione include:
    • Costi direttamente imputabili: materie prime dirette, manodopera diretta, ecc.
    • Costi indiretti: es. spese generali di fabbricazione, spese di manutenzione, spese per le utenze…
    • Eventuali oneri finanziari (essi possono essere capitalizzati se di competenza).

Art. 2426, comma 1.2: «il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione…»

La vita utile è il periodo di tempo durante il quale la società prevede di poter utilizzare l’immobilizzazione.

I principi contabili nazionali: OIC 16

I. Definizioni e iscrizione in bilancio

In generale, sono capitalizzabili solo i costi sostenuti per l’acquisto o la costruzione di nuovi cespiti (costi originari) e per ampliare, ammodernare, migliorare o sostituire cespiti già esistenti, purché tali costi producano un incremento significativo e misurabile di capacità, di produttività o di sicurezza dei cespiti per i quali sono sostenuti ovvero ne prolunghino la vita utile.

II. Criteri di valutazione (OIC 16 e 9)

  • Svalutazione: la società deve valutare se esiste un indicatore che un’immobilizzazione possa aver subito una riduzione di valore e procedere alla stima del valore recuperabile. Tale processo di verifica è definito “Impairment test”. Alcune possibili cause di perdita durevole di valore:
    • Obsolescenza di prodotto o processo
    • Errori di progetto
    • Danneggiamenti
    • Cambiamenti nei piani aziendali

Generano una riduzione duratura del grado di utilità delle immobilizzazioni, con la conseguenza che i flussi di ricavi attesi risulteranno insufficienti a coprire tutti i costi incluso l’ammortamento.

  • Ammortamento: l’ammortamento costituisce un processo “sistematico” di ripartizione del costo sostenuto sull’intera durata di utilizzazione (durata economica). L’ammortamento decorre dal momento in cui l'immobilizzazione è disponibile per l’utilizzo o comunque comincia a produrre benefici economici per l'impresa. Il costo delle immobilizzazioni la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio.

Approfondimento: i costi di manutenzione

  • La manutenzione ordinaria è costituita dalle manutenzioni e riparazioni di natura ricorrente che vengono effettuate per mantenere i cespiti in un buono stato di funzionamento per assicurarne la vita utile prevista (componenti negativi del reddito d’es.).
  • La manutenzione straordinaria si sostanzia in ampliamenti, ammodernamenti, sostituzioni e altri miglioramenti riferibili al bene che producono un aumento significativo e misurabile di capacità, di produttività o di sicurezza (costi capitalizzabili).

Normativa fiscale

  • Le quote di ammortamento sono deducibili a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene.
  • L’ammortamento è deducibile per un importo non superiore a quello risultante dall'applicazione al costo dei beni dei coefficienti stabiliti.

Le rimanenze di magazzino

Definizione

Le rimanenze di magazzino sono valori economici comuni a due esercizi e riguardano processi produttivi, iniziati e non conclusi alla fine del periodo amministrativo che troveranno compimento in quello successivo (importanti per imprese industriali e commerciali).

Le principali tipologie di rimanenze di magazzino disciplinate sono:

  • Le materie prime (e le sussidiarie e di consumo) debbono concorrere al processo produttivo.
  • I prodotti in corso di lavorazione con identità fisica non ancora definita.
  • I semilavorati hanno raggiunto una loro identità fisica e contabile.
  • I prodotti finiti (e merci) pronti per la vendita.

Il processo valutativo delle rimanenze è articolato in due “fasi”:

  • Identificazione quantità in giacenza (rilevazioni permanenti di magazzino o inventario fisico).
  • Valorizzazione quantità in giacenza (processo complesso per la non omogeneità dei beni e per il diverso stadio di lavorazione e delicato per il grado di prudenza).

Codice civile

1. Art. 2424: classificazione nello Stato Patrimoniale

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher teobianco1998 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Grumo Marco.
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