Dispense organizzazione aziendale
Conoscenza e decisione
Il processo di decisione si intende un processo di eliminazione di alcune possibilità e accoglimento di altre. Questo processo non parte da zero, bensì da un patrimonio informativo e di conoscenze che verrà modificato e arricchito nel processo e costituirà la base per processi futuri.
Conoscenza paradigmatica
Una delle componenti di base delle conoscenze degli attori è costituita da concetti e teorie di sfondo che essi accettano come conoscenze scontate e che consentono di dare un senso ai dati informativi. Essa sarà modificata solo raramente e lentamente. Oltre alla conoscenza paradigmatica, abbiamo anche quella critica, composta dalle conoscenze che sottoponiamo alla critica e all’apprendimento consapevole. Il posizionamento di questo confine da parte degli attori governa il loro grado di docilità contrapposto al grado di orientamento alla critica e all’innovazione.
Conoscenza esperienziale
Un altro strato di conoscenze è rappresentato dalle conoscenze acquisite attraverso la propria diretta esperienza e la sperimentazione delle conseguenze delle proprie azioni (learning by doing). L’esperienza di un soggetto si forma soprattutto attraverso l’osservazione dell’esperienza diretta di altri soggetti (observational o vicarius learning). L’apprendimento tramite il contribuisce significativamente alla formazione di una componente delle conoscenze che viene definita tacita (le persone sanno fare più di quanto non sappiamo spiegare). L’aspetto distintivo della conoscenza tacita è la difficoltà intrinseca di individuare gli elementi costitutivi e le procedure di azione applicate nei casi di maggior successo. Difficilmente possono essere diffuse o trasferite senza una pratica comune e un’osservazione reciproca.
Conoscenze esplicite e ipotesi controllabili
Le conoscenze esplicite possono essere viste utilmente come sistemi di ipotesi formulate in modo comunicabile e controllabile tra diversi soggetti. In ogni area di attività normalmente esiste, ex ante, un patrimonio di conoscenze di questo tipo.
Eurismi
Un eurisma è qualunque regola o procedura mentale atta a generare o trovare qualcosa che si sta cercando, in altri termini un metodo di ricerca. L’uso di eurismi è positivo in problemi in cui sia importante la ricerca.
Principali distorsioni dovute all’uso di eurismi relativi ai quattro principali tipi di input di un processo decisionale:
- Definizione dei problemi
- Ricerca di informazioni e alternative
- I giudizi di probabilità
- Inferenza basata sull’esperienza
Definizione dei problemi
La definizione dei problemi è soggettiva ma è anche selettiva, cioè implica un considerare alcuni aspetti della realtà e un trascurarne altri. Percepire un problema significa percepirlo in un certo modo e non in un altro. La capacità di selezionare il minor numero di aspetti e nel contempo di includervi la maggior parte di quelli rilevanti per un’efficace soluzione è una capacità cognitiva fondamentale (trade-off tra sforzo e accuratezza).
In due sensi si può parlare di distorsione: 1) una volta adottato un punto di vista o frame su un problema si perde la capacità di vederne altri, e questo può generare rigidità e conflitti; 2) il punto di vista o frame può non dipendere solo da una consapevole per quanto soggettiva opinione del decisore, ma anche dal linguaggio e dai punti di riferimento casualmente e inconsapevolmente adottati. L’adozione di un frame positivo (vedere i risultati come guadagni) o di un frame negativo (vedere i risultati come perdite) è di grande effetto sulle scelte. I decisori, a parità di altre condizioni, sono più prudenti e flessibili ma meno innovativi nei frames positivi, più rigidi nel rifiutare soluzioni e più disposti a rischiare nei frames negativi.
Si può parlare di distorsioni sui frames quegli effetti sulle scelte che il decisore correggerebbe se fosse in grado di vedere altri frames. La stabilizzazione di frames diversi negli attori favorisce la differenza tra stili cognitivi. Tuttavia, alcune conseguenze sono indesiderabili (incapacità di vedere aspetti nuovi della realtà o le difficoltà di comprensione e i conflitti ad esse dovute tra attori con schemi cognitivi diversi). Difficoltà di comunicazione non significa tuttavia incomunicabilità totale, infatti le difficoltà diminuiscono all’aumentare dell’esposizione reciproca e dell’intensità della comunicazione e all’aumentare dei frames a disposizione del soggetto (mentalità aperta). Pertanto, il potenziamento della razionalità individuale attraverso l’uso del gruppo è un antidoto fondamentale.
Ricerca e valutazione delle alternative
La ricerca e la valutazione delle alternative è un processo costoso e difficile, e ci sono tre eurismi di base che tendono a imprigionarla in una trappola locale: la disponibilità, la rappresentatività e l’ancoraggio.
Disponibilità
Il processo solitamente utilizzato per generare informazioni è di immaginare esempi del fenomeno. Il risultato è che il giudizio sull’importanza dei vari fattori viene influenzato dalla facilità con cui si riescono a generare tali informazioni. Non è solo la frequenza con cui si è esposti a un certo tipo di informazione che influisce sulla sua probabilità d’uso, ma anche la sua familiarità (salienza).
Rappresentatività
Ciò che di solito governa la valutazione di appartenenza alla categoria è soprattutto un giudizio di similarità fra la descrizione qualitativa dell’individuo e lo stereotipo della categoria. Più in generale, gli effetti del caso e la natura dei fenomeni probabilistici sono poco compresi e poco considerati dai decisori. Questo conduce a credere in previsioni o stime con grado di sicurezza spesso ingiustificato.
Ancoraggio
Nessuna stima o giudizio è possibile senza punti di riferimento. Tuttavia, il tipo di punti di riferimento utilizzati produce stime assai diverse e azioni differenti. Le persone effettuano stime partendo da un valore noto e aggiustandolo nella direzione che si suppone corretta, l’aggiustamento è inefficiente. Per esempio, è attribuibile all’ancoraggio la tendenza delle persone a sottostimare le probabilità di rottura di sistemi complessi. Tra gli antidoti si segnalano: una codificazione sistematica delle pratiche efficaci, l’uso dei gruppi e l’attenzione ai base rate (informazioni di sfondo).
Questi tre eurismi possono combinarsi dando luogo a distorsioni evidenti, soprattutto nelle operazioni di stime delle probabilità. Un esempio sono le distorsioni di overconfidence/underconfidence, cioè quando la confidenza nei propri giudizi è di gran lunga superiore (o inferiore) alla frequenza di risposte corrette. La distorsione di overconfidence/underconfidence può essere ridotta grazie a due processi: il feedback, cioè la possibilità di osservare la propria performance tramite stime e giudizi, e la generazione di ragioni pro e contro.
Apprendimento efficace
La possibilità di un apprendimento efficace è legata in primo luogo alla presenza di un contesto organizzativo in cui la sperimentazione e l’ammissione di errori non sia immediatamente punita e si cerchi di discutere degli errori. In secondo luogo, l’apprendimento è efficace se legato alla disponibilità di molte ipotesi e teorie, proprie o di altri. In terzo luogo, è importante ricordarsi di osservare i risultati e tenere registrazioni sistematiche dei feedback. In quarto luogo, è importante che l’attore disponga di risorse in eccesso rispetto alle strette esigenze operative (slack resources). Quinto, accanto alla tradizionale teoria delle decisioni, sarebbe utile a livello organizzativo focalizzarsi anche sulla teoria della ricerca.
Modelli di razionalità
Modello di razionalità deduttiva
Questo modello è basato su strategie di ottimizzazione. Questo tipo di strategia è superiore ad altre qualora i problemi siano definiti in modo strutturato, gli obiettivi siano noti, chiari e misurabili e le alternative siano finite e definite. Una regola di ottimizzazione prescrive di scegliere l’alternativa migliore, quella più utile. L’unico correttivo necessario al modello sarebbe l’inclusione dei costi di ricerca. Limiti dell’ottimizzazione: limite di complessità computazionale e limite di complessità conoscitiva.
Modello di razionalità euristica
Questo modello è basato sulla ricerca di soluzioni accettabili. Problemi definiti in modo poco strutturato con confini non definiti, molti obiettivi poco comparabili e le alternative vanno cercate. Questa strategia è migliore in termini di capacità di legare i risultati agli obiettivi. Il decisore può modificare tutti gli elementi della decisione nel corso del processo. È definita euristica in quanto basata su procedimenti e regole di ricerca. La ricerca può essere normale o rivoluzionaria, locale o non, incrementale o radicale, exploitative o exploratory. La distinzione è tra una ricerca limitata, che cerchi vicino e che metta in discussione solo le alternative trovate per sostituirle con altre della stessa specie, rispetto a una ricerca più accurata, che guardi lontano e in modo approfondito.
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