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Mariani business plan

Il documento che motiva, analizza, valuta e riassume l'attività imprenditoriale che si vuole intraprendere (nel caso di impresa non esistente) oppure lo sviluppo che si intende imprimere ad un’impresa già esistente (M&A, turnaround, IPO).

Motivazione e analisi

Motiva: l'idea imprenditoriale deve risultare fattibile sotto 4 profili:

  • Imprenditoriale
  • Esterno
  • Interno
  • Patrimoniale ed economico-finanziario

Analizza: l'idea deve essere analizzata a 360°.

Valuta: l'idea deve essere valutata attraverso l'acquisizione, l'elaborazione e l'interpretazione dei dati.

Riassume: l'idea deve essere integralmente riassunta nel BP.

Realizzazione di un buon BP

Per realizzare un buon BP sono necessari:

  • Impegno in termini di tempo e risorse
  • Ruolo attivo del soggetto decisionale nella stesura del BP
  • Capacità di estraniarsi dal progetto e porsi in condizioni di completa neutralità
  • Motivare le scelte → coinvolgere il personale

Si deve considerare che:

  • L’arco temporale considerato deve essere almeno pari a quello necessario per superare in modo non occasionale il Break Even Point.
  • Il documento deve fornire dati quantitativi partendo da un’analisi qualitativa.
  • Il documento deve essere sintetico ed esauriente.
  • Attraverso il BP si deve fornire ad eventuali terzi finanziatori informazioni quali-quantitative riguardanti il progetto, al fine di permettere un’adeguata valutazione.
  • Il documento non può essere considerato certo in quanto risente di soggettività e dell’impossibilità oggettiva di identificare con sicurezza i valori che risentono di fattori micro e macroeconomici.

Motivazioni per la stesura del BP

Le motivazioni che giustificano la stesura del BP sono riconducibili a:

  1. La necessità di una cultura di autovalutazione (Van e Tir presentano oggettivi limiti per valutare progetti innovativi); il fabbisogno finanziario complessivo originato dall’investimento, ma
  2. La tendenza a non quantificare solo quello ascrivibile agli investimenti fissi.
  3. Il fatto che il BP consente di ottenere una visuale più ampia dell’investimento in termini finanziari e per quei possibili mutamenti che si dovessero rendere necessari all’interno dell’azienda; costringe il soggetto decisionale ad interessarsi anche di tematiche meno conosciute; individua i fabbisogni finanziari che l’investimento può generare anche in aree lontane dal business principale; indica il rischio dell’investimento; non richiede una cultura matematico-finanziaria particolare.

Finalità del BP

Per quanto riguarda le finalità del BP, si deve distinguere tra:

  1. Piano interno
  2. Piano esterno
  3. Piano strategico
  4. Piano conoscitivo

Piano interno

Sul piano interno, il BP è uno strumento di:

  • Analisi e valutazione:
    • Analizza tutte le attività necessarie per la realizzazione del progetto ed eventuali difficoltà
    • Stima possibili interventi di adattamento
    • Evidenza punti di forza e di debolezza
    • Induce ad un orientamento unitario dell’impresa
  • Pianificazione:
    • Permette di organizzare i lavori e definire lo scheduling delle attività
  • Controllo:
    • Analizza e valuta gli scostamenti tra stime previsionali e risultati effettivi
    • Stima in anticipo eventuali azioni correttive

Piano esterno

Sul piano esterno, il BP è uno strumento di:

  • Conoscenza ed informazione per tutti gli stakeholder (finanziatori, fornitori, clienti, personale, incubatori e parchi scientifici):
    • Incubatori - parchi scientifici: soggetti che forniscono sostegno alle nuove imprese per la formulazione delle pratiche per l’accesso ai finanziamenti pubblici
  • Comunicazione con gli enti finanziatori

Piano strategico

Sul piano strategico, il BP è uno strumento di:

  • Condivisione delle scelte da parte di chi in azienda vive, per diffondere motivazione e fiducia
  • Comunicazione con soggetti esterni alla compagine aziendale

Piano conoscitivo

Sul piano conoscitivo, il BP è uno strumento di:

  • Valutazione della capacità di credito dell’impresa sul medio-lungo termine da parte del finanziatore. Più in particolare, permette di:
    • Conoscere i fabbisogni che si creano a livello d’impresa
    • Conoscere i ritorni finanziari attendibili dal progetto
    • Definire la capacità dell’impresa di generare flussi
    • Conoscere il livello di rischio

Finanziatori

Finanziatori possono essere:

  • Coloro che apportano capitale di rischio
    • Venture Capitalist: intermediari strutturali che investono cifre superiori ad un milione di euro (durata dell’investimento: 5 - 6 anni)
    • Business Angels: soggetti privati che investono cifre comprese tra 300.000 e 500.000 euro. Possono essere sia conosciuti (angeli attivi) che sconosciuti (angeli passivi) sul mercato
    • Merchant Banks (o banche d’affari): istituti di credito che non permettono depositi ma offrono servizi di consulenza alle società e gestiscono i grandi patrimoni privati
    • Operatori internazionali:
      • Fondi sovrani
      • Fondi internazionali
      • Fondi misti
      • Fondi nazionali
    • Gruppi industriali (corporate venturing): grandi aziende interessate alla diversificazione, all’acquisizione di nuove tecnologie e all’integrazione commerciale
    • Fondi chiusi di diritto italiano
    • Operatori pubblici
  • Coloro che apportano capitale di debito
    • Banche e società finanziarie: soggetti che concedono finanziamenti in cambio di una remunerazione (tasso di interesse)

Il BP è redatto dall’imprenditore o dal team imprenditoriale. Ci si può avvalere anche dell’aiuto di consulenti esterni. Tuttavia, è fondamentale che tali ruoli rimangano solo di supporto. Infatti, i consulenti esterni possono osservare con maggiore lucidità e cogliere aspetti sottovalutati, eliminando il coinvolgimento emotivo dell’imprenditore.

Composizione del BP

Il BP risulta composto da quattro parti:

  • Copertina: parte che completa il documento e che fornisce il primo impatto al lettore. Deve fornire indicazioni indispensabili sull’impresa (nome e logo) e sulla persona referente (nome, telefono, e-mail)
  • Indice dei contenuti: dà un’idea sui contenuti dell’intero progetto e consente di accedere facilmente alle sezioni del documento
  • Documento in sé
  • Appendici: parte finale che consente al lettore di ripercorrere in modo sintetico il documento. Devono riportare ulteriori dettagli per un’analisi più specifica: cv dei promotori, accordi di riservatezza, descrizione dei fornitori, informazioni finanziarie

Il BP valuta:

  • Fattibilità imprenditoriale
  • Fattibilità in relazione all’ambiente esterno
  • Fattibilità sul piano interno
  • Fattibilità patrimoniale ed economico-finanziaria

Step di costruzione del BP

  1. Executive summary: descrizione sintetica del progetto e degli obiettivi perseguiti (caratteristiche del prodotto/servizio, obiettivi dell’azienda, caratteristiche dell’imprenditore e degli uomini chiave). In questa fase l’interlocutore potrebbe già elaborare un giudizio preliminare. Deve essere sviluppata in non più di 2-3 pagine con linguaggio semplice e non banale. Pur essendo la prima parte, conviene farla a pianificazione conclusa.
  2. Analisi del mercato di riferimento
  3. Piani operativi:
    • Piani tecnico-produttivi
    • Piani di commercializzazione e di comunicazione
    • Piano organizzativo
  4. Quantificazione dei costi (di struttura e di funzionamento)
  5. Definizione del prezzo di vendita e stima del fatturato previsto
  6. Previsioni economico-finanziarie:
    • Bilanci previsionali ed analisi con indici
    • Dinamica finanziaria
    • Break Even Point
  7. Costruzione del profilo finanziario dell’investimento, con indicazione del fabbisogno finanziario → Scelta delle modalità di copertura

Executive summary

Descrizione sintetica del progetto e degli obiettivi perseguiti.

  • Le caratteristiche fondamentali del progetto sono:
    • Punti di forza
    • Competenze/professionalità posseduta dall’impresa per gestire al meglio il progetto o dove essa ritiene di attingere per colmare eventuali competenze/professionalità mancanti
  • I possibili obiettivi perseguiti sono:
    • Crescita/mantenimento della quota di mercato
    • Miglioramento della situazione reddituale
    • Miglioramento dell’immagine aziendale
    • Contrastare efficacemente la concorrenza

Analisi del mercato di riferimento

Le fasi principali sono:

  • Individuazione dei bisogni che il prodotto/servizio è in grado di soddisfare: in alcune occasioni si deve individuare il bisogno, in altre crearlo (risvegliare un bisogno latente)
  • Analisi del settore di appartenenza dell’azienda/prodotto
  • Analisi interna dell’azienda (se già operante)
  • Identificazione del prodotto
  • Individuazione del mercato di riferimento
  • Scelta delle basi per la segmentazione del mercato (variabili demografiche, reddituali e geografiche, fattori socio-psicologici)
  • Stima del mercato obiettivo
  • Analisi della concorrenza, attuale e potenziale e difficoltà di penetrazione nel mercato: è necessario mappare lo schema concorrenziale attraverso le matrici SWOT. Si deve considerare anche l’eventuale aggressività delle leader presenti sul mercato da tempo e non sottovalutare le politiche di reazione.
  • Evidenziazione dei principali vantaggi competitivi e conservabilità nel tempo degli stessi
  • Scelta degli attributi distintivi
  • Percentuale di penetrazione nel mercato (il tasso di penetrazione è pari al rapporto tra gli acquirenti di una determinata marca e il numero complessivo degli acquirenti di quel prodotto)
  • Stima del potenziale di vendita

Per completare il secondo step, è necessario compiere le seguenti analisi:

  • Analisi del settore
  • Analisi della domanda
  • Analisi dell’offerta
  • Analisi dell’impresa
  • Analisi della tecnologia
  • Analisi degli obiettivi

Analisi del settore

  • Connotazione del settore:
    • Prospettive di sviluppo
    • Barriere di entrata o di uscita
    • Presenza di economie di scala
    • Problemi di approvvigionamento
    • Profittabilità del settore
  • Distribuzione del territorio:
    • Aziende del settore con i loro servizi, distribuite per aree geo-economiche
    • Normativa esistente e relative opportunità a livello nazionale e comunitario
  • Concorrenza nel sistema:
    • Andamento storico a livello economico, culturale, politico e demografico
    • Proiezioni sul settore
    • Know-how necessario e brevetti esistenti

Analisi della domanda

  • Prodotto:
    • Andamento storico e posizionamento prodotto
    • Trend delle vendite e prospettive future
  • Cliente:
    • Segmentazione dei consumatori
    • Dimensione della clientela
    • Comportamento di acquisto
    • Canali di distribuzione
  • Politiche di pricing:
    • Sensibilità della domanda al prezzo
    • Politiche di pricing delle concorrenti

Analisi dell'offerta

  • Concorrenza:
    • Mappatura delle imprese
    • Strategie della leader
    • Concentrazione
    • Tasso di natalità/mortalità
    • Sistema distributivo attuale e potenziale
  • Fattori critici:
    • Esistenza di prodotti sostitutivi e della possibilità di differenziare il prodotto
    • Pianificazione di nuove strategie di settore

Analisi dell'impresa

  • Struttura:
    • Trend storici dei risultati e previsioni
    • Efficienza produttiva
    • Costi fissi e variabili
    • Indici
  • Leve strategiche:
    • Fattori di forza, criticità, opportunità e minacce (mappa di posizionamento e matrice SWOT)
    • Requisiti competitivi
    • Diversificazioni esistenti e future

Analisi della tecnologia

  • Innovazione e struttura industriale:
    • Strategie innovative delle aziende leader
    • Tipologia dei bisogni e dei relativi servizi offerti dal settore
    • Trend evolutivo della concorrenza
    • Possibilità di differenziare

Obiettivi

  • Analisi generale:
    • Prospettive e fattori di sviluppo
  • Analisi sulle previsioni di investimento:
    • Esistenza di rapporti con terzi finanziatori e trattative possibili
    • Capacità produttiva esistente
    • Possibilità/necessità di aumentare gli importi

Piani operativi

Quando si parla di piani operativi, si fa riferimento a:

  • Piano tecnico-produttivo
  • Piano di commercializzazione e di comunicazione
  • Piano organizzativo

Piano tecnico-produttivo

Il piano tecnico-produttivo si occupa di definire le scelte di make or buy, cioè di decidere se:

  • Produrre internamente (make)
  • Decentrare/esternalizzare alcune fasi (make e buy)
  • Decentrare/esternalizzare tutte le fasi (buy)

Per compiere questa scelta è necessario confrontare il costo di produzione con il prezzo di acquisto, tenendo presente che nel prezzo di acquisto si deve considerare anche il tempo di montaggio e i difetti di qualità. Inoltre si deve prestare attenzione ai fornitori, che potrebbero diventare i principali competitori.

Il ciclo di produzione deve essere rappresentato mediante modelli di flow chart, che consentono un'immediata visualizzazione.

Nel piano tecnico-produttivo si deve definire anche gli investimenti da realizzare (impianti, macchinari, attrezzature) e il fabbisogno totale di produzione, che può essere ricavato tramite la seguente operazione: “vendite programmate + rimanenze finali programmate – rimanenze iniziali programmate”.

Inoltre, nel piano tecnico-produttivo, si deve indicare la quantità di materia prima da acquistare nel periodo, che può essere calcolata tramite la seguente operazione: “rimanenze iniziali di materie prime + consumo di m. p. – rimanenze finali di m. p.”.

Infine, in questa fase occorre definire:

  • Il piano degli investimenti (impianti, macchinari, attrezzature)
  • Il profilo economico e finanziario delle decisioni di investimento
  • La politica delle scorte (scorte di sicurezza, lotto economico minimo, tempo di riordino)
  • Il tempo medio di dilazione concesso dai fornitori degli input produttivi
  • Il numero di addetti da assegnare alla funzione produzione (manodopera diretta e indiretta)

Commercializzazione

Per quanto riguarda la commercializzazione, il piano di commercializzazione e di comunicazione deve definire:

  • Tipologia del canale distributivo
  • Operatori commerciali specifici a cui si intende rivolgersi (grossisti, rappresentanti)
  • Numero di addetti da assegnare alla gestione commerciale
  • Utilizzo del commercio online
  • Politica di credito commerciale (tempo medio di dilazione concesso, sconti di qualità)

L’avvio di una efficace politica comunicazionale richiede all’impresa di:

  • Quantificare il budget pubblicitario
  • Definire un’articolazione adeguata dell’advertising plan
  • Definire il timing di uscita
  • Individuare fiere/mostre cui prendere parte con un apposito stand
  • Definire eventuale comunicazione via Internet

Piano organizzativo

Il piano organizzativo si occupa di definire:

  • L’organigramma aziendale
  • Il numero e il ruolo ricoperto dalla forza lavoro nelle varie aree funzionali
  • La retribuzione media, lorda e netta, relativa alla manodopera
  • Il costo complessivo del personale, sottolineando sia l’aspetto economico che l’aspetto finanziario

Quantificazione dei costi

Il quarto step è rappresentato dalla quantificazione dei costi, che possono essere raggruppati nelle seguenti categorie:

  • Costi di produzione:
    • Manodopera diretta
    • Materiali
    • Lavorazioni di terzi
    • Manodopera indiretta
    • Ammortamenti industriali
    • Manutenzione
  • Costi di logistica:
    • Trasporti di terzi a/da depositi
    • Carburanti, manutenzione e ammortamenti dei mezzi logistici
    • Personale addetto alla funzione logistica
  • Costi di marketing:
    • Personale di marketing
    • Ricerche di mercato
    • Pubblicità su radio, TV, giornali e riviste
    • Fiere e manifestazioni
    • Sponsorizzazioni
  • Costi di vendita:
    • Provvigione su vendite (c. variabile)
    • Personale di vendita
  • Costi di distribuzione:
    • Costi di trasporto
    • Personale di distribuzione
  • Costi amministrativi e generali:
    • Personale amministrativo
    • Consulenze aziendali
    • Telefono e fax
    • Cancelleria
    • Pulizia uffici
    • Vigilanza

Definizione del prezzo di vendita

Per definire il prezzo di vendita, il primo passo da compiere è quello di stabilire il livello minimo, che è pari al costo totale unitario. Il secondo step consiste nell’aggiungere a tale costo una maggiorazione, che tiene conto dei seguenti elementi:

  • Situzione concorrenziale, barriere all’entrata, strategia perseguita dall’azienda
  • Percentuale di utile sperato

Il costo totale può essere scomposto in:

  • Costo primo: materie prime, manodopera diretta e altri costi diretti
  • Costo di fabbricazione: costo primo + costi indiretti di fabbricazione
  • Costo di fabbricazione e di commercializzazione: costo di fabbricazione + costi commerciali
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PietroMon di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Mariani Giovanna.
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