Introduzione alla finanza aziendale
La finanza aziendale oggi è molto diversa. Tornando al 2007, il modello di business e di governo era dominato dall'archetipo anglosassone. I pilastri erano basati sull'Unione Europea e sugli Stati Uniti, che dominavano la finanza internazionale, e l'Unione Europea e i suoi governi erano in grado di attingere debito in modo economico da mercati dei capitali alquanto liquidi in tutto il mondo. Oggi l'Unione Monetaria Europea è sotto pressione da diversi anni e gli Stati Uniti stanno perdendo parzialmente il loro predominio economico e finanziario. Il credito, tenuto da allora screditato sistema bancario, è in parte sostituito da forme di finanziamento ottenuto da altre fonti. Anche nei paesi emergenti le aspettative di crescita sono incerte a causa della debolezza dei mercati dell'export del mondo occidentale.
Il manager finanziario deve essere un imprenditore che non solo comprende il rischio, ma sa anche come usarlo a proprio vantaggio. Deve essere capace di implementare in piena fiducia nuove decisioni di investimento e finanziamento in grado di incorporare pienamente tali rischi. Deve conoscere bene la finanza internazionale, i differenti sistemi aziendali e le culture esistenti nel mondo.
Che cos'è la finanza aziendale
Supponiamo di avviare un'impresa. L'ammontare di denaro investito nelle attività deve essere uguale all'ammontare di denaro raccolto tramite il finanziamento. Quando si inizierà a vendere, l'azienda inizierà a generare liquidità. Questa è la base della creazione di valore. Lo scopo dell'impresa è creare valore per noi, ossia per chi ne è proprietario.
Lo schema di stato patrimoniale dell'impresa
Le attività dell'impresa sono rappresentate nella parte sinistra dello stato patrimoniale. Esse possono essere suddivise in attività:
- Attività a lungo termine (fisse) sono quelle, come gli immobili, destinate a durare nel tempo. Alcune di queste attività sono tangibili, come macchinari e impianti, altre sono intangibili come i brevetti e marchi.
- Attività a breve sono quelle che, come le scorte, hanno una vita breve.
Prima di poter investire in un'attività, è necessario ottenere un finanziamento, ossia reperire il denaro per finanziare il progetto. Le forme di finanziamento sono rappresentate nella parte destra dello stato patrimoniale. Un'impresa emetterà (venderà) effetti denominati debito (contratti di prestito) oppure capitale azionario (o capitale proprio o equity).
Le passività si distinguono fra quelle:
- A breve sono costituite da prestiti e altre obbligazioni in cui il rimborso deve avvenire entro un anno.
- A medio lungo termine includono il debito che non deve essere rimborsato entro un anno.
L'equity esprime la differenza tra il valore delle attività e delle passività dell'impresa, e in questo senso indica un diritto residuale sulle attività aziendali.
Partendo dallo schema di stato patrimoniale dell'impresa la finanza involve lo studio delle seguenti tre questioni:
- In quali attività a lungo termine dovrebbe investire l'impresa? Tale domanda concerne la parte sinistra dello stato patrimoniale, usiamo il termine capital budgeting per descrivere il processo di realizzazione e gestione degli impieghi di capitale su attività di lunga durata.
- Come può l'impresa raccogliere la liquidità necessaria a realizzare le proprie spese in conto capitale? Tale domanda concerne la parte destra dello stato patrimoniale, occorre riferirsi alla struttura finanziaria, cioè al rapporto fra debiti finanziari (a breve e lungo termine) ed equity con i quali l'impresa soddisfa il proprio fabbisogno di finanziamento.
- Come dovrebbero essere gestiti i flussi di cassa operativi a breve termine dell'impresa? Tale domanda concerne la parte superiore dello stato patrimoniale. La gestione di breve periodo dei flussi di cassa è associata al capitale circolante netto, definito come la differenza fra attività a breve termine e passività a breve termine.
La struttura finanziaria
Le modalità di finanziamento determinano il modo in cui il valore dell'impresa è ripartito. I soggetti o le istituzioni che acquistano il debito aziendale sono chiamati creditori, obbligazionisti o detentori del debito. I possessori delle azioni sono chiamati azionisti.
Immaginiamo l'impresa come una torta. Inizialmente, la sua dimensione dipenderà dalla correttezza delle decisioni di investimento. Dopo aver adottato le decisioni, l'impresa procederà a determinare il valore delle sue attività.
L'impresa può scegliere la propria struttura finanziaria. Può avere inizialmente reperito la liquidità necessaria per investire nelle sue attività, emettendo più debito che equity, ma successivamente può riservarsi di variare questo mix emettendo nuovo equity e utilizzando i proventi per riacquistare parte del debito. Le scelte di emettere debito oppure equity influenzeranno il modo con cui la torta sarà tagliata.
La dimensione rappresenta il valore dell'impresa sui mercati finanziari. Il valore dell'impresa, definito con V, è:
V = D + E
dove D (debito) è il valore di mercato del debito ed E (equity/azioni) è il valore di mercato dell'equity. Le modalità con cui la torta viene tagliata possono influenzare il valore, e quindi il compito del manager finanziario sarà quello di scegliere il rapporto fra debito ed equity che massimizza il valore della torta, cioè il valore dell'impresa V.
Il manager finanziario
Nelle grandi imprese, l'attività finanziaria è solitamente svolta da un alto dirigente, come il vicepresidente o il CFO (Chief Financial Officer), e da un gruppo ristretto di altri funzionari. Il tesoriere e il controller dipendono direttamente dal CFO: il tesoriere è responsabile della gestione dei flussi di cassa, delle decisioni di investimento e della programmazione finanziaria, il controller si occupa della gestione della contabilità finanziaria e dei costi, oltre che degli adempimenti fiscali e dei sistemi informativi.
Nelle imprese più piccole molti dei differenti ruoli sono ricoperti da un'unica persona. I compiti del manager finanziario, tra i più importanti, consiste nel creare valore dell'attività di capital budgeting, di finanziamento e di gestione del capitale circolante. In sostanza, i manager finanziari creano valore facendo sì che l'impresa:
- Cerchi di acquistare attività che fruttino un rendimento superiore al loro costo.
- Venda obbligazioni, azioni e altri strumenti finanziari che raccolgono più denaro di quanto costano.
L'impresa dovrebbe così generare più flussi di cassa di quelli che impiega, mentre i flussi erogati a obbligazioni e azioni dovrebbero essere maggiori di quelli immessi nell'azienda dagli investitori.
Interazione delle attività aziendali con i mercati finanziari
Supponiamo di iniziare il percorso dell'attività di finanziamento. Per raccogliere liquidità, l'azienda emette debito (obbligazioni) ed equity (azioni) che verranno sottoscritte dagli investitori presenti nei mercati finanziari. Ciò produce un flusso dai mercati dell'impresa. Questa liquidità è impiegata dal management per effettuare investimenti in attività. Con il denaro generato dall'impresa vengono remunerati gli azionisti e gli obbligazionisti. Gli azionisti ricevono liquidità sotto forma di dividendi, gli obbligazionisti, avendo prestato fondi all'impresa, ricevono degli interessi e alla scadenza del prestito l'intero capitale. Non tutto il denaro raccolto dall'azienda viene ridistribuito. Una parte è trattenuta e un'altra parte allo Stato sotto forma di imposte. A lungo andare, se la liquidità distribuita ad azionisti e obbligazionisti è maggiore di quella raccolta nei mercati finanziari, verrà creato del valore.
- L'identificazione dei flussi di cassa. La maggior parte delle informazioni disponibili proviene dai bilanci, e il lavoro più rilevante degli analisti finanziari consiste nell'estrarre le informazioni sui flussi di cassa dai dati contabili.
- Collocazione temporale dei flussi di cassa. È noto come il valore di un investimento effettuato da un'impresa dipenda dal timing dei flussi di cassa: è un principio indiscusso della finanza affermare infatti che gli individui preferiscono ricevere denaro prima piuttosto che dopo, dal momento che un euro oggi vale più di un euro domani.
- Il rischio dei flussi di cassa. L'impresa deve inoltre considerare il profilo di rischio di un progetto, dal momento che l'ammontare e l'andamento temporale dei flussi di cassa non sono noti con certezza e la maggior parte degli investitori è avversa al rischio.
L'obiettivo fondamentale del management finanziario
Limitandoci ad analizzare le aziende con scopo di lucro, l'obiettivo fondamentale è di creare ricchezza o aggiungere valore per i proprietari dell'impresa.
Alcuni possibili obiettivi specifici
Prendendo in considerazione alcuni possibili obiettivi finanziari, è possibile individuare le seguenti motivazioni sottostanti:
- Sopravvivere
- Evitare il dissesto finanziario e il fallimento
- Battere la concorrenza
- Massimizzare le vendite o la quota di mercato
- Minimizzare i costi
- Massimizzare i profitti
- Mantenere una crescita costante degli utili
La massimizzazione dei profitti costituisce forse l'obiettivo finanziario più comunemente citato, ma bisognerebbe capire se si intende a breve o a medio lungo termine. Gli obiettivi precedentemente elencati sono fra loro diversi, ma riconducibili in due categorie. La prima è identificabile con la redditività: gli obiettivi concernenti le vendite, la quota di mercato e il controllo dei costi sono tutti associati a modi differenti di ottenere un incremento dei profitti. Gli obiettivi raggruppati nella seconda categoria, quelli che riguardano la necessità di evitare il fallimento e di garantire la stabilità e la sicurezza, sono riconducibili all'esigenza di contenere il rischio. Queste due categorie di obiettivi sono in conflitto fra loro. La ricerca del profitto implica qualche elemento di rischio, e dunque è in realtà impossibile massimizzare sia la sicurezza che il profitto.
L'obiettivo del management finanziario
In una società per azioni il management finanziario deve prendere decisioni avendo come riferimento gli azionisti. 'L'obiettivo del management finanziario consiste nel massimizzare il prezzo dell'azione dell'impresa.' Quindi di massimizzare il valore corrente delle azioni. Consideriamo che gli azionisti sono i proprietari residuali (residual owner) dell'impresa, essi hanno diritto a ricevere ciò che eccede dopo che sono stati pagati dipendenti, fornitori e creditori. Se a qualcuno di questi gruppi non viene corrisposto il dovuto, gli azionisti non ottengono nulla.
Posto che l'obiettivo del management finanziario e quello della massimizzazione del valore dell'equity, dobbiamo imparare a identificare le iniziative di investimento e di finanziamento che influenzeranno positivamente il valore delle azioni. Avremmo potuto definire la finanza aziendale come lo studio delle relazioni fra le decisioni aziendali e il valore delle azioni di un'impresa.
Un obiettivo più generale
Non tutte le aziende hanno azioni, quindi un modo più generale per esporre il nostro obiettivo è: riuscire a massimizzare il valore di mercato del capitale proprio esistente. L'obiettivo sopradescritto non implica ovviamente che il management finanziario adotti comportamenti illegali o non etici, nella speranza di accrescere il valore dell'equity dell'impresa bensì che questi riesca a soddisfare al meglio gli interessi dei proprietari.
I mercati finanziari
Quando l'impresa ha bisogno di contanti per investire i nuovi progetti, deve scegliere un'azione di finanziamento più efficiente e meno onerosa. L'impresa deve scegliere se indebitarsi o cedere una quota di proprietà dell'azienda. Indebitandosi, la proprietà contrae un prestito e accetta di restituire in seguito il capitale ricevuto comprensivo degli interessi. Rinunciando a una quota delle azioni, la proprietà vende una parte di società per un determinato ammontare di denaro.
Se l'impresa sceglie di ricorrere a un prestito, può rivolgersi a una banca oppure emettere titoli di debito sui mercati finanziari. I titoli di debito sono obbligazioni contrattuali a rimborsare l'indebitamento aziendale. Se l'impresa sceglie la strada della cessione di una quota proprietaria, può farlo tramite una negoziazione privata oppure una vendita pubblica. Questo ultima avviene attraverso il collocamento sul mercato di azioni ordinarie che rappresentano diritti non contrattuali sui flussi di cassa residuale dell'impresa. Le emissioni di debito ed equity vendute al pubblico vengono negoziati sui mercati finanziari.
I mercati finanziari si dividono in:
- Mercati monetari, vengono negoziati titoli a debito a breve scadenza.
- Mercati dei capitali, sono scambiati titoli a debito a lunga scadenza e titoli azionari.
La locuzione mercati monetari si applica a un insieme di mercati non rigidamente interconnessi. Essi sono noti come dealer market nei quali cioè operano imprese che offrono quotazioni continue alle quali si impegnano ad acquistare e vendere strumenti del mercato monetario per il proprio portafoglio, assumendosene completamente il rischio. Nei termini della teoria dell'agenzia: il dealer rappresenta il principale (principal) nella maggior parte delle transazioni. Questa figura si differenzia da quella del broker, il quale agisce come agente (agent) per conto di un cliente nell'acquisto o nella vendita di titoli sulla maggior parte delle borse mondiali, senza acquisire personalmente la proprietà dei titoli stessi.
Nel dealer market, il dealer sopporta il rischio di detenere i titoli prima di poter trovare una controparte che li acquisti. Se non è in grado di individuare una controparte, si ritroverà con titoli che valgono meno del prezzo al quale sono stati acquistati. Si tratta del cosiddetto investitory risk (rischio di giacenza) che costituisce un costo per il dealer. La differenza fra il prezzo al quale il dealer acquista e il prezzo al quale vende è nota come bid-ask spread (scarto denaro-lettera).
In un agency market, il trader ingaggia un agent (o broker) per trovare una controparte. Il broker la troverà e a quel punto tratterà una commissione sul prezzo di vendita. In nessun momento il broker possiede i titoli che sta cercando di vendere, e perciò non sopporta alcun rischio di giacenza.
Il nucleo dei mercati monetari è costituito da banche, dealer in titoli di Stato, e numerosi money broker (operatori specializzati nel reperire denaro a breve termine per chi cerca fondi e nel convogliarlo per chi vuole prestarli).
I mercati finanziari inoltre possono essere classificati ulteriormente in:
Il mercato primario: le nuove emissioni
Il mercato primario è utilizzato quando lo Stato e le imprese emettono per la prima volta titoli. Nel processo di emissione le imprese partecipano a due tipi di mercati primari: l'offerta pubblica e il collocamento privato. La maggior parte delle azioni e delle obbligazioni offerte al pubblico giungono sul mercato sottoscritte da un consorzio di banche di investimento. Il consorzio di collocamento acquista per proprio conto i nuovi titoli dall'impresa rivendendoli a un prezzo superiore. Quelle offerte al pubblico devono essere registrate presso l'autorità di regolamentazione locale e hanno l'obbligo di essere divulgate tutte le informazioni relative all'offerta. I costi per la pubblicazione sono rilevanti e per evitare questi possono essere venduti tramite negoziazioni private con grandi istituzioni finanziarie.
I mercati secondari
Una transazione sul mercato secondario implica che il possessore o il creditore di un titolo lo vende a qualcun altro. Perciò i mercati secondari forniscono i mezzi per trasferire la proprietà dei titoli societari.
- I mercati di negoziazione e i mercati ad asta.
Esistono due tipi di mercati secondari:
- Quelli di negoziazione (Dealer market). I dealer acquistano e vendono per proprio conto, assumendo essere il rischio. Un broker mette in contatto compratore e venditore, ma di fatto non ha la disponibilità del bene oggetto della negoziazione. I mercati di negoziazione in azioni e obbligazioni a lungo termine sono chiamati mercati OTC (over the counter) l'espressione trae origine dal fatto che in passato i titoli venivano letteralmente acquistati e venduti sopra i banconi degli uffici attigui alle scale di scambio ufficiali. Oggi non c'è una locazione fisica centralizzata, ma sono connessi elettricamente i dealer.
- Quelli ad asta (auction market). Nei mercati ad asta gli scambi si realizzano in un luogo fisico, la maggior parte delle compravendite è effettuata dai dealer, lo scopo principale di un mercato ad asta consiste nel far incontrare domanda e offerta.
La compravendita di titoli societari. Le azioni della maggior parte delle grandi imprese sono negoziate in mercati ad asta organizzati. Il più vasto mercato di questo tipo è il NYSE (New York Stock Exchange). Altri mercati ad asta sono l'Euronext (comprende le borse di Amsterdam, Bruxelles, Parigi e Lisbona) e il London Stock Exchange (soltanto per i titoli maggiori). Oltre alle borse valori organizzate, esiste un ampio mercato OTC per i titoli azionari. La liquidità dei mercati azionari è molto importante per un manager finanziario, perché tanto più facile ed economico è negoziare le azioni di una società, tanto più alta sarà la domanda. Le aziende con valori più alti sono quelle con azioni frequentemente negoziate e molto liquide, anche dopo aver rimosso tutti gli altri fattori che potrebbero influenzare differenze di valore.
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