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Diritto commerciale corso progredito

Introduzione al corso

Nome corso: Diritto Commerciale Corso Progredito

Corso di laurea: Specialistica in Management presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi

Docente: Matteo Maria Erede

Tipo file: Riassunti delle lezioni

Riassunti di diritto commerciale 1

La Spa

È caratterizzata da cinque tratti che la contraddistinguono:

  • È una persona giuridica: È un soggetto capace di assumere obblighi e disporre di diritti; è proprietaria di un patrimonio e risponde delle obbligazioni assunte.
  • Autonomia patrimoniale perfetta: Il patrimonio della società è autonomo rispetto al patrimonio dei soci. La società è immune dai creditori del socio e i soci rispondono solo nei limiti del conferimento.
  • La libera trasferibilità dei titoli: Le azioni, una volta emesse (l’emissione si ha solo in fase di costituzione o di aumento del CS), possono circolare; la compagine sociale è irrilevante perché il patrimonio societario resta intatto.
  • Corporate governance: L’attività sociale non è svolta dai soci che, essendo tanti, rallenterebbero il processo decisionale, ma dagli amministratori. I diversi organi sono: organo amministrativo, organo assembleare e organo di controllo.
  • Può emettere PO: La Spa, in virtù delle sue caratteristiche, può sollecitare la raccolta del risparmio.

Shareholder ownership: Chi acquista l’azione acquista lo stato di socio e come tale ha:

  • Diritti patrimoniali: il diritto a ricevere dividendi (se distribuiti) e l’attivo di liquidazione.
  • Diritti amministrativi: il diritto di voto, di approvazione del bilancio e di destinazione del suo risultato.
  • Obbligo del conferimento.

Il socio partecipa al contratto di società: art 2247: con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio di un’attività in comune allo scopo di dividerne gli utili. Il contratto di società è tipico.

Con la conclusione del contratto, che avviene tramite la sottoscrizione delle azioni, nasce un’organizzazione. Il contratto di società lascia spazio all’autonomia contrattuale ma ci sono dei vincoli: c’è l’obbligo ai conferimenti e allo scopo di lucro. Pertanto c’è il divieto di patto leonino: all’art 2265: È nullo il patto (1419 e seguenti) con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle. Il diritto all’utile e alle perdite può essere modificato ma non escluso, il rischio d’impresa è un tratto tipico della società.

Per costituire la Spa è necessaria la forma scritta con atto pubblico. Il notaio verifica:

  • Che il contratto sia valido e che non ci siano cause di nullità;
  • La presenza dei conferimenti: l’intero CS dev’essere sottoscritto, conferimenti ≥ CS. Ogni azione rappresentativa del CS dev’essere sottoscritta. Ciò serve a tutelare i creditori. La differenza tra attivo e passivo dev’essere almeno pari al CS in modo che i creditori possano aggredire quella parte se le cose vanno male. Il CS è una garanzia che resterà lì, infatti finché la società è in vita i conferimenti non possono essere restituiti. Si possono restituire solo al momento della liquidazione.

A ciascun socio poi spetta un numero di azioni proporzionale alla parte di capitale sottoscritta e ≤ conferimento. Le azioni devono essere di uguale valore e conferiscono al possessore uguali diritti. Ogni azione attribuisce un diritto proporzionale salvi i diritti per le categorie speciali.

I canali di finanziamento della Spa

  • Capitale di rischio: L’unico modo di raccolta è l’emissione azionaria. La causa del contratto è il contratto di società a fronte del quale il socio riceve diritti e l’obbligo di conferimento. Il CS è al passivo ma non è un debito, è una posta ideale di debito, non ha l’obbligo di restituzione. Il dividendo non è certo.
  • Capitale di debito: La causa del contratto è il contratto di mutuo, a fronte del prestito c’è la promessa di restituzione. Il rimborso può avvenire solo in un modo mentre la remunerazione può avvenire in vari modi.

In entrambi i casi i titoli possono circolare tra un numero ampio di persone e il cambiamento dell’investitore non modifica il contratto.

Tra questi due estremi si possono creare diversi strumenti finanziari ibridi. Solo le persone giuridiche li possono emettere. Gli ibridi consentono di modificare il contratto di partenza senza valicarne i limiti. Essi possono essere partecipativi o non partecipativi.

Le azioni

Sono strumenti finanziari che partecipano alla formazione del capitale: il valore del conferimento sottostante è imputato a capitale sociale. Le azioni incorporano i diritti tipici della partecipazione al contratto di società: partecipano al rischio d’impresa e escludono il diritto alla restituzione.

Le azioni hanno le seguenti caratteristiche:

  • Sono standardizzate: Ciascuna categoria di azioni al suo interno assegna gli stessi diritti. Anche se ci sono più categorie all’interno della stessa emissione tutte le azioni sono identiche.
  • Sono indivisibili: La singola azione è l’entità minima di partecipazione al CS (ciò distingue la Spa dalla Srl dove ciascun socio ha una quota di dimensione variabile).
  • Sono autonome: Se ne possono vendere solo alcune. Tuttavia non si possono usare alcune azioni per votare in un modo e altre in un altro. Infatti chi ha votato solo a metà non potrebbe impugnare la delibera.
  • Devono valere almeno quanto il valore nominale:

I diritti proporzionali: diritti non proporzionali Diritti che richiedono un’aliquota minima Voto Intervento in assemblea Impugnazione delle delibere Utile Denuncia al collegio sindacale Quota di liquidazione Esame dei libri sociali Opzione Assegnazione gratuita Modificando i diritti si possono creare categorie di azioni diverse.

Tra queste ce ne sono alcune tipiche. Il principio di proporzionalità, l’assegnazione di azioni ai dipendenti, le azioni nominative o al portatore, quelle liberate con conferimenti diversi dal denaro, quelle liberate solo parzialmente o le azioni con diritto di voto limitato a un tetto massimo o con scaglionamento: non costituisce diversa categoria non formano categorie di azioni in quanto non assegnano diritti diversi.

Non si può creare una categoria formata da una sola azione. Le diverse categorie di azioni prevedono la creazione dell’assemblea speciale che agisce come l’assemblea straordinaria. Se ci sono altre categorie anche se azioni ordinarie diventano una categoria diversa e prevedono quindi l’assemblea speciale. Il ruolo di quest’assemblea è quello di approvare, in sede separata, le delibere dell’assemblea generale che pregiudicano i diritti della categoria. La mancata approvazione dell’assemblea speciale rende la delibera inefficace, quindi non produrrà effetti e non potrà essere iscritta nel registro delle imprese.

Categorie di azioni con diritti patrimoniali diversi

Limiti:

  • Non si può modificare lo scopo societario di divisione degli utili: non sono lecite le categorie di azioni che sostituiscono il diritto di divisione degli utili con il diritto a una percezione periodica a titolo di interesse. La soggezione al rischio d'impresa non può venir meno.
  • Divieto di patto leonino: la partecipazione a utili e perdite può essere graduata ma non esclusa.

Privilegio sulle perdite

  • Postergazione: Può essere totale (le perdite annulleranno progressivamente le altre categorie prima di annullare quelle beneficiarie della postergazione) o parziale (le azioni privilegiate subiranno le perdite dopo che il valore delle altre azioni si sarà ridotto di una certa percentuale del CS). Per capire qual è la perdita effettiva bisogna guardare la perdita netta (al netto delle riserve). (Se la perdita è di oltre 1/3 del capitale e lo riduce sotto il minimo stabilito per legge gli amministratori o in caso di inerzia il collegio sindacale, devono deliberare la riduzione e il contemporaneo aumento al livello minimo. Se le perdite annullano tutte le azioni ordinarie e restano solo quelle privilegiate queste non sono più una categoria ma diventano le nuove azioni ordinarie.
  • Preferenza nel residuo attivo dopo il rimborso del capitale.
  • Priorità nel residuo attivo dopo il rimborso del capitale.

Ulteriori privilegi patrimoniali

  • Ulteriori prestazioni patrimoniali: Assegnazione gratuita di buoni d’opzione d’acquisto di strumenti finanziari a prezzo inferiore a quello di mercato.

Diritti diversi sull’utile

  • La preferenza: Una maggiorazione quantitativa rispetto alla proporzionalità.
  • La priorità: Il diritto a ricevere l’utile prima degli altri (ne deriva la postergazione delle altre categorie). L’utile può anche essere distribuito in maniera prioritaria ad una categoria solo fino a un certo dividend cap.
  • Automatismo: Il dividendo si distribuisce dopo la semplice approvazione del bilancio d’esercizio da cui emerge un utile. Non è necessaria la delibera di distribuzione dell’utile. È anche possibile l’assegnazione automatica al superamento di soglie quantitative di riserve disponibili o della loro percentuale sul CS.

Azioni correlate

Sono azioni che offrono la possibilità di remunerare l’investimento secondo la produttività di uno specifico settore. Sono azioni che partecipano comunque all’intero capitale sociale ma il cui utile o perdite derivanti da quel settore sono percepiti prima rispetto alle altre categorie. Si deroga al principio della proporzionalità. Sono un modo di segmentazione dell’attività d’impresa alternativo rispetto a: scissione, costituzione ex novo di una controllata, istituzione di patrimoni destinati. Nel caso dei patrimoni destinati l’affare deve avere un inizio e una fine mentre in questo caso si correla l’utile a un’attività inclusa nell’oggetto sociale.

Queste nascono perché, talvolta quando due società si fondono, i soci vogliono restare legati all’attività originaria. Queste azioni trovano applicazioni nelle Spa che esercitano una pluralità di attività. Se ci fosse solo un altro settore di attività non si avrebbero azioni ordinarie e azioni correlate ma due tipi di azioni correlate ai diversi settori. Hanno rilievo solo sul piano dei diritti attribuiti, producono segmentazione solo contabile non dividono il patrimonio sociale a differenza del patrimonio destinato ad uno specifico affare. Il dividendo comunque può essere distribuito solo nel caso che risulti un utile dal bilancio realmente conseguito, sono infatti sottomesse alla disciplina del patrimonio netto di tutela del patrimonio sociale. È inoltre necessaria la delibera di distribuzione dell’utile. Inoltre le azioni correlate non potranno del tutto essere escluse dalle perdite.

Le azioni correlate offrono il vantaggio di semplificare la separazione del business perché la rendono solo virtuale tuttavia ci sono dei rischi: maggiore volatilità del titolo; maggiore incertezza (difficoltà contabili), conflitti d’interesse tra i portatori delle diverse categorie (questi possono essere risolti riducendo il diritto di voto degli azionisti correlati, ad esempio dandogli un voto correlato, proporzionale al valore dell’attività correlata rispetto all’attività complessiva, senza espressa pattuizione comunque il voto resta pieno).

Lo statuto deve stabilire:

  • I criteri di ripartizione dell’utile. Il bilancio è comunque unico. Limiti: divieto di patto leonino; opportunità di fatto (appetibilità sul mercato delle diverse classi di azioni).
  • Modalità di rendicontazione.
  • Eventuale convertibilità con azioni di altra categoria.
  • Diritti attribuiti: se si aggiungono diritti diversi si creano diverse categorie di azioni correlate in caso di aumento reale del capitale si devono emettere classi diverse di azioni con sovrapprezzi diversi; se si creano nuove azioni correlate si modificano i rapporti tra le varie classi con l’intervento delle assemblee speciali; in caso di scissione della società si assegnano le azioni alle società beneficiarie in modo non proporzionale.

La correlazione può essere:

  • Forte: Le azioni correlate portano a casa solo gli utili di quel settore, anche se sono > o < della partecipazione. Se l’utile deriva solo da una divisione le altre azioni non percepiranno utili, tuttavia non si viola il divieto di patto leonino perché la sottrazione all’utile è stata casuale e non programmata. Tuttavia si rischia di far venir meno la gestione comune dell’attività, alla base del contratto di società.
  • Correlazione debole: Percezione in via prioritaria dell’utile prodotto da una certa attività fino ad un certo tetto. Oltre il tetto l’utile viene distribuito a tutti i soci proporzionalmente.
  • Correlazione intermedia: Gli azionisti ordinari mantengono una partecipazione proporzionale alla partecipazione al CS, se la loro divisione non produce utili, una categoria riceverà utile > alla sua partecipazione a scapito di un’altra categoria. Tutto ciò è lecito perché sono stati i soci ad ammettere quest’opzione.

L’effetto delle perdite: se l’attività non correlata produce una perdita e il settore correlato ha prodotto un profitto, prima si ripaga la perdita, se avanza qualcosa l’utile può essere distribuito. Gli utili dell’attività correlata non devono per forza essere usati per ripagare le perdite ma possono essere iscritti a riserva. Qualora si debbano accantonare gli utili l’azionista correlato può essere protetto dal rischio di perdite future tramite la costituzione di una riserva targata. (Se l’assemblea decide di accantonare l’utile anziché distribuirlo gli azionisti correlati possono accantonare il loro utile ad una riserva targata in modo che, qualora in futuro si verifichi una perdita che dipende dal settore non correlato, questa eroda prima le altre riserve). Le riserve targate vengono erose per ultime. Se le perdite sono eccessive però eroderanno anche le riserve targate. Quando l’attività che ha originato le perdite realizzerà un utile ≥ alle perdite pregresse la riserva targata potrà essere liberata. L’utile in quel caso dovrà essere destinato alla copertura delle perdite in modo da liberare le riserve destinate.

Lo scioglimento del rapporto sociale: in caso di liquidazione della società o della singola partecipazione a causa del recesso gli azionisti correlati concorrono come gli altri azionisti al rimborso dei conferimenti dopo la soddisfazione dei creditori (scioglimento società). In sede di liquidazione delle azioni gli azionisti correlati non possono chiedere una correlazione, questa si limita quindi alla partecipazione agli utili.

Categorie di azioni con diritti amministrativi diversi

Limiti:

  • Divieto di emissione di azioni con voto plurimo.
  • Almeno la metà del capitale dev’essere rappresentata da azioni con voto pieno: si contano anche le azioni proprie detenute dalla società.
  • Non si possono creare azioni che consentano ai soci di gestire la società: questo è il compito degli amministratori. L’assetto corporativo è rigido.

Diritti amministrativi diversi dal voto

  • Ispezione libri sociali.
  • Richiedere la convocazione dell’assemblea con soglie ridotte (< 5% società aperte, < 10% nelle altre): diritto a tutela delle minoranze.
  • Impugnativa delibere assembleare e denuncia al collegio sindacale.

Diritto di voto

  • Limitazione del voto:
    • A particolari argomenti: per gli argomenti per i quali è riconosciuto il diritto di voto è riconosciuto anche il diritto di intervento in assemblea.
    • A un tetto massimo o con scaglionamento: non costituisce diversa categoria perché la limitazione dipende dalla quantità di azioni posseduta dallo stesso soggetto e non è una caratteristica incorporata nell’azione. Le possono emettere solo le società chiuse. Sono uno strumento per dar voce alle minoranze azionarie. Il tetto (voto contingentato) significa che si ha la limitazione del voto a una misura massima, nessuno può votare oltre una certa percentuale di azioni anche se ne possiede di più. Lo scaglionamento significa che entro certi range si vota per un tot, entro altri per un altro tot e così via.
  • Condizionamento del diritto di voto: Voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. La condizione il cui verificarsi dipende dall’arbitraria volontà di un soggetto è illegittima. La condizione dev’essere oggettiva (un parametro numerico) e verificata o verificabile (un organo sociale (CdA o assemblea) ne attesta il verificarsi). La condizione può essere sospensiva (il voto inizia da quanto si verifica la condizione) o risolutiva (il voto viene meno quando si verifica la condizione). In entrambi i casi può essere: permanente, temporanea o intermittente. Se la condizione è permanente implica la trasformazione della categoria di azioni.
  • Esclusione del voto: Possono essere al massimo il 50% del CS, se le azioni ordinarie scendono sotto tale soglia devono essere emesse nuove azioni ordinarie entro 2 anni. Se le azioni ordinarie < 25% CS devono essere emesse le nuove entro 6 mesi.

Azioni senza voto: le possono emettere tutte le società e hanno una disciplina più elastica rispetto alle azioni di risparmio.

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariagiovannamureddu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof Erede Matteo Maria.
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