Riassunti filologia umanistica
Premesse
La filologia, disciplina che si colloca al crocevia di molte altre (letteratura e linguistica, ma anche paleografia, codicologia, bibliografia, storia in tutte le sue specializzazioni), ha il compito di riportare i testi alla loro più probabile lezione originaria, liberandoli da guasti e rimaneggiamenti.
La filologia italiana è un settore della filologia romanza.
Il termine filologia deriva, attraverso il latino, dal greco philologìa, a sua volta da philòlogos “amante (philos) dei discorsi (lògos)”.
Concetti generali
Attività filologica sui testi scritti
L'attività filologica si esercita sui testi scritti. Anche quando la fonte è orale, per studiare filologicamente un testo è necessario trascriverlo. Poiché i suoni delle lingue evolvono e gli alfabeti tendono invece a mantenersi stabili, hanno origine le incoerenze proprie degli alfabeti storici. Nella grafia dell'italiano, per esempio, per rendere il suono /k/ usiamo a seconda dei casi c, ch o q, oltre a k in parole importate da altre lingue. Il metodo più efficace per acquisire la necessaria sensibilità a percepire come distinto il contenuto fonetico di un testo dalla grafia che lo rappresenta è quello di esercitarsi a trascriverlo usando i simboli dell'Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA, International Phonetic Alphabet).
Materiali per la scrittura antica e moderna
Nell'antichità il materiale più largamente diffuso per registrare la scrittura fu la foglia di papiro, coltivato soprattutto nelle zone paludose del delta del Nilo; contemporaneamente, già gli Egizi usavano la pergamena, pelle di pecora, capra o vitello opportunamente conciata. Già nell'VIII secolo gli Arabi avevano importato dalla Cina la tecnica di fabbricazione della carta, materiale molto più economico e più deperibile. Soprattutto con l'introduzione della stampa, la carta soppiantò del tutto la pergamena. Oggi avviene una trasformazione ancora più radicale: il trasferimento del testo dalla carta al supporto digitale.
Paleografia: la disciplina delle forme di scrittura
La disciplina che studia i testi in relazione alle forme della loro scrittura è la paleografia.
- Carolina (leggibilità): In conseguenza alla dissoluzione delle strutture politiche e organizzative dell'impero romano, nella cultura europea si assisté a un fenomeno di particolarizzazione degli stili grafici, tendenza che si invertì in seguito alla costituzione dell'impero carolingio. La rinascita degli studi al tempo di Carlo Magno, la ricostituzione di un sistema culturale europeo, l'allargamento dell'istruzione portarono al superamento dei particolarismi grafici e all'affermazione di uno stile unitario che dal nome di Carlo Magno prese il nome di “scrittura carolina”. Essa presenta caratteristiche di particolare chiarezza ed eleganza, ha un andamento tondeggiante, le lettere e le parole sono tracciate separatamente, il numero delle abbreviazioni è ridotto.
- Gotica (compattezza): Si afferma definitivamente nel XII secolo, chiamata originariamente “littera moderna”, in contrapposizione alla “littera antiqua” dell'età carolingia; solo in età rinascimentale prese il nome allora spregiativo di “gotica”, perché attribuita impropriamente al Medioevo barbarico. La nascita della gotica ha relazione anche con l'impiego di un nuovo strumento scrittorio: una penna, generalmente d'oca, con all'estremità un taglio obliquo che cambiava il tratteggio alternando tratti grossi ad altri sottili e conferendo al disegno delle lettere un andamento spezzato. Altri aspetti caratteristici sono la compattezza della linea di scrittura e il fatto che divenne la scrittura tipica del libro universitario medievale; perciò di qui l'abbondanza delle abbreviazioni, rispondente a esigenze di spazio e di velocità d'esecuzione.
- Semigotica (Petrarca): Una gotica dal tratto addolcito, che restituisce la scrittura libraria adoperata da Petrarca. L'attività di riscoperta dei manoscritti dei testi classici indussero Petrarca a introdurre nella gotica parte della chiarezza ed eleganza classica. Gli antichi andavano dunque imitati anche negli aspetti grafici. L'avvicinamento della gotica alle forme tondeggianti e ariose della carolina indurrà Boccaccio e altre figure dell'Umanesimo italiano a innovare ulteriormente fino a cancellare completamente i tratti spezzati della gotica.
- Cancelleresca (la versione corsiva della gotica): La versione corsiva della gotica e semigotica deriva anch'essa dalla carolina. Le lettere sono tracciate con continuità, per cui è ricca di legature → occhielli e svolazzi. È usata soprattutto nella corrispondenza privata, ma si afferma presto nell'uso delle cancellerie e nella pratica notarile in genere.
- Mercantesca (veloce per scopi pratici): Parallelamente all'uso della cancelleresca nell'ambiente dei banchieri, dei mercanti, degli artigiani matura la necessità di uno stile di scrittura rapido, da destinare soprattutto alle necessità pratiche. Si costituisce così un nuovo stile grafico a tratteggio piuttosto largo, dalle forme tondeggianti, culturalmente subordinato alla cancelleresca. È la “scrittura mercantesca”, usata in scritture professionali, corrispondenze e memorie private.
- Umanistica (imitazione della carolina): L'evoluzione della semigotica porta all'affermazione di uno stile grafico minuscolo, modellato sulla carolina, che si struttura in forme di proporzioni armoniche, fluide nel tratteggio, di andamento tondeggiante e grande eleganza, destinato originariamente alla rappresentazione delle opere degli antichi autori latini. Maggiore responsabile di questa rinascita della “littera antiqua” fu Poggio Bracciolini. Si specializzò nella realizzazione della cosiddetta “minuscola umanistica”.
La tradizione
L'idea di autore fa tutt'uno con quella di originalità. Ma non è stato sempre così. Che l'autenticità del testo sia un valore è un'idea propria della nostra cultura. Nel Medioevo, per esempio, le cose si ponevano in altro modo: unico autore era considerato Dio alla cui mano si dovevano le Sacre Scritture e il libro del mondo. Per questo le scritture medievali assumono l'aspetto di un commento perpetuo.
L'idea della composizione letteraria come atto creativo individuale che comporta un esercizio instancabile per raggiungere la perfezione formale ritorna nella cultura occidentale per la prima volta con Petrarca. Non è casuale che con Petrarca nasca anche il libro d'autore. Un'idea forte dell'autore produce certamente un effetto stabilizzante sul testo, ma ogni passaggio di copia comporta comunque un allontanamento progressivo dall'originale. Il compito della filologia è dunque quello di lavorare sulla tradizione di un testo, cioè sui documenti sopravvissuti del testo (manoscritti, dattiloscritti, stampe, bozze...), perché ognuno ne è un testimone, allo scopo come detto prima di riportare i testi alla loro più probabile lezione originaria, liberandoli da guasti e rimaneggiamenti.
Tipi di tradizione
- Tradizione diretta: quella del testo trascritto in quanto tale. L'edizione del Canzoniere di Petrarca curata nel 1501 da Pietro Bembo per Aldo Manuzio è un monumento della tradizione diretta di quest'opera.
- Tradizione indiretta: se invece il testo è riportato parzialmente all'interno di un altro testo, oppure è tradotto in altra lingua, parafrasato, parodiato. Le citazioni di versi petrarcheschi all'interno delle Prose della volgar lingua dello stesso Bembo sono invece tradizione indiretta.
Altre classificazioni
- Tradizione plurima, quando il numero dei testimoni è molteplice; unitestimoniale, se di un unico testimone.
- Manoscritta, se costituita di soli manoscritti; a stampa, fatta di sole stampe; mista, insieme di manoscritti e stampe.
- Lineare, se si sviluppa in una sola famiglia; ramificata, se si distingue in più famiglie.
- Quiescente, quando nei passaggi di copia non si evidenziano intenzioni innovative; attiva o caratterizzante nel caso contrario.
Filologia di tradizione e d'autore
Si parla di filologia di tradizione quando ci si riferisce a un procedimento induttivo che, considerando il processo di corruzione del testo innescato dall'atto del copiare, implica un viaggio a ritroso nella tradizione per ricostruire l'autenticità del testo originario.
Si parla di filologia d'autore quando, se si conserva della documentazione d'autore (originale del testo), ci si riferisce alla pratica di ricostruire il percorso genetico del testo fino a quando esso non raggiunge la forma definitiva.
Edizione critica
L'edizione critica consiste fondamentalmente in un'operazione di restauro, realizzata esaminando l'intera tradizione nota e tenendo conto di ogni altro elemento utile e avente come risultato la sua pubblicazione nella forma ritenuta più coincidente possibile con quella che si suppone fosse la volontà dell'autore. Si definisce ecdotica la teoria e la tecnica dell'edizione critica. L'esame critico della tradizione prende invece il nome di critica del testo o testuale. Il testo di un'edizione critica è pertanto un testo critico. Un'edizione critica si riconosce se è il frontespizio a dichiararla o concretamente solo se accompagnata da una nota al testo (quella parte del libro in cui il filologo descrive i testimoni, traccia un profilo della tradizione, spiega le ragioni, esplicita i criteri ecc.) e dall'apparato critico (diario di bordo del lavoro testuale).
Fenomenologia della copia
L'atto del copiare si realizza attraverso un processo scomponibile in una successione istantanea di atti:
- Lettura del modello: possono ingenerarsi gli errori di lettura generati da una cattiva lettura di una grafia poco chiara o dallo stato psicofisico del copista → classificabili come banalizzazioni.
- Memorizzazione: possono intervenire anche qui banalizzazioni anche se specifici di questo passaggio riguardano per lo più l'omissione di parole brevi.
- Dettato interiore: possibile un'alterazione fonetica del testo dovuta alle abitudini di pronuncia del copista.
- Esecuzione: possibili salti o duplicazioni di lettere o sillabe...
- Ritorno al modello: Se poco più avanti rispetto al punto in cui si era giunti è ripetuta la stessa parola o una a essa molto simile possono verificarsi i sauts du meme au meme (si salta una porzione di testo).
Classificazione degli errori
Lapsus calami (errori di penna):
- Aplografia → omissione di una sillaba o di una parola di due consecutive identiche o molto simili (es. filogia per filologia).
- Dittografia → duplicazione impropria di una sillaba o di una parola; è l'opposto dell'aplografia (es. biolologia per biologia).
- Omeoteleuto → due parole contigue che terminano con lo stesso gruppo di lettere vengono fuse in un'unica parola (es. avvocato per avvocato abbindolato).
- Omeoarto → due parole contigue che iniziano con lo stesso gruppo di lettere vengono fuse in un'unica parola (es. avvelenato per avvocato avvelenato).
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