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Grammatica germanica

Il sassone antico, come tutte le lingue germaniche, è caratterizzato dall'accento dinamico ed espiratorio sulla sillaba radicale. Il sassone antico ha subito una trasformazione dalla lingua indoeuropea che prevedeva un accento libero, musicale e mobile in quanto la sua posizione era variabile e si concretizzava in un accento dinamico, intensivo, espiratorio.

Questa trasformazione è avvenuta per gradi:

  1. Dal 2000 a.C. fino al quarto-terzo secolo a.C., l'accento iniziò a fissarsi sulla sillaba radicale e si registra quel mutamento chiamato prima rotazione consonantica (legge di Grimm), ovvero una legge che interessa tutte le lingue germaniche e che afferma che, le occlusive nel passaggio dall'indoeuropeo al germanico hanno subito delle modificazioni per quanto riguarda il modo di articolazione. Occlusiva sorda -> fricativa sorda; occlusiva sonora aspirata -> fricativa sonora; occlusiva sonora -> occlusiva sorda.
  2. Tra il terzo-quarto secolo a.C. e l'inizio dell'era volgare, si ha una riconferma della regola precedente.
  3. Nell'era volgare si assiste alla trasformazione dall'accento indoeuropeo all'accento germanico, attraverso la legge di Verner (eccezione alla legge di Grimm): le occlusive sorde dell'indoeuropeo diventano in germanico fricative sonore se si trovano in ambito sonoro e se l'accento non cade sulla sillaba precedente.

Un'altra caratteristica dell'accento germanico è che esso sia:

  • Primario: cade sulle parole semplici e nei composti verbali.
  • Secondario: cade sulla seconda sillaba, nelle parole composte da due termini sul secondo elemento, nelle parole composte da più termini sull'ultimo elemento.

Nei prestiti stranieri si assiste alla stessa trasformazione, soprattutto nei nomi propri di persona come Maria, e l'unica eccezione è costituita da Erode (che può contenere sia un accento primario che l'accento secondario).

Il sistema vocalico ha subito della trasformazione dalla lingua indoeuropea alla lingua germanica, fino allo specifico caso del sassone antico.

Vocali lunghe Vocali brevi Dittonghi
Indoeuropeo a e i o u
Germanico A E I O U
Sassone antico E -> a; E2- > e oppure ie; A -> an davanti h; I -> i; O -> o oppure uo; U -> u E -> I davanti j-i-u-n+cons., m.; A -> a; I -> e davanti a-e-o; O -> a; U -> o E o iu

La trasformazione del sistema vocalico ha provocato anche alcuni fenomeni come:

Grammatica germanica

Il sassone antico, come tutte le lingue germaniche, è caratterizzato dall'accento dinamico ed espiratorio sulla sillaba radicale. Il sassone antico ha subito una trasformazione dalla lingua indoeuropea che prevedeva un accento libero, musicale e mobile in quanto la sua posizione era variabile e si è concretizzato in un accento dinamico, intensivo, espiratorio.

Questa trasformazione è avvenuta per gradi:

  1. Dal 2000 a.C. fino al quarto-terzo secolo a.C., l'accento iniziò a fissarsi sulla sillaba radicale e si registra quel mutamento chiamato prima rotazione consonantica (legge di Grimm), ovvero una legge che interessa tutte le lingue germaniche e che afferma che, le occlusive nel passaggio dall'indoeuropeo al germanico hanno subito delle modificazioni per quanto riguarda il modo di articolazione. Occlusiva sorda → fricativa sorda; occlusiva sonora aspirata → fricativa sonora; occlusiva sonora → occlusiva sorda.
  2. Tra il terzo-quarto secolo a.C. e l'inizio dell'era volgare, si ha una riconferma della regola precedente.
  3. Nell'era volgare si assiste alla trasformazione dall'accento indoeuropeo all'accento germanico, attraverso la legge di Verner (eccezione alla legge di Grimm):

Le occlusive sorde dell'indoeuropeo diventano in germanico fricative sonore se si trovano in ambito sonoro e se l'accento non cade sulla sillaba precedente.

Un'altra caratteristica dell'accento germanico è che esso sia:

  • Primario: cade sulle parole semplici e nei composti verbali.
  • Secondario: cade sulla seconda sillaba, nelle parole composte da due termini sul secondo elemento, nelle parole composte da più termini sull'ultimo elemento.

Nei prestiti stranieri si assiste alla stessa trasformazione, soprattutto nei nomi propri di persona come Mària, e l'unica eccezione è costituita da Erode (che può contenere sia un accento primario che l'accento secondario).

Il sistema vocalico ha subito della trasformazione dalla lingua indoeuropea alla lingua germanica, fino allo specifico caso del sassone antico.

Vocali lunghe Vocali brevi Dittonghi
Indoeuropeo a e i o u a e i o u aa e o + i u = ai ei oi au eu ou
Germanico A E I U Ai au eu
Sassone antico E -> a; E2 -> e oppure ie; A -> an davanti h; I -> i; O -> o oppure uo; U -> u E -> I davanti i-j-u-n+cons, m.; A -> a; I -> e davanti a-e-o; O -> a; U -> o E o iu

La trasformazione del sistema vocalico ha provocato anche alcuni fenomeni come:

  • A) L'allungamento della vocale breve: si ottiene quando una vocale breve è seguita da una nasale (n,m) + h = la nasale cade, la vocale breve si allunga.
  • B) L'abbreviazione delle vocali lunghe: si ottiene quando le vocali lunghe si abbreviano davanti alle consonanti doppie (geminate) e davanti a vocale nella stessa sillaba.
  • C) L'influsso delle consonanti nasali: si ottiene quando la "a" si trova davanti alle nasali (m,n) e assume un suono intermedio tra a/o, ad esempio nella parola "hand" (mano).
  • D) L'influsso delle consonanti velari e liquide: le liquide e le nasali dell'indoeuropeo hanno sviluppato in germanico la vocale di appoggio U perciò, L R M N -> UL UR UM UN.
  • E) L'influsso delle vocali palatali: è un fenomeno raro in sassone antico.
  • F) La metafonia palatale: si ottiene quando la A -> E ed è influenzata da una vocale o una semivocale contenuta nella sillaba seguente, come nella parola sendian -> sandian.
  • G) La metafonia velare: si ottiene quando la I -> E, U -> O.
  • H) La contrazione: si ha in seguito alla caduta di h, w, j intervocalica.
  • I) L'elisione: si ha quando la vocale atona (radicale) precede la vocale radicale.
  • J) I mutamenti delle vocali medie: in posizione mediana, sia in inglese antico sia in sassone antico le vocali lunghe diventano brevi.
  1. La sincope: avviene quando la vocale mediana breve cade in parole trisillabiche, quando è seguita da consonante semplice o preceduta da sillaba lunga.
  2. L'anaptissi: è la costruzione di una vocale d'appoggio che si sviluppa dopo la consonante sorda e davanti liquide e nasali in posizione finale.
  • K) I mutamenti delle vocali finali: in sassone antico le vocali finali tendono ad essere brevi e molte volte cadono a causa dell'accento dinamico espiratorio.
  1. L'apofonia: è un'alterazione vocalica che si riscontra nella coniugazione dei verbi forti.

Si è cercato di codificare la caduta delle vocali finali attraverso la "teoria delle more", dove per "mora" si intende l'unità di suono utilizzata in fonologia che determina la quantità di una sillaba che dà origine all’accento. Il punto di partenza di questa teoria è la lingua indoeuropea:

  • La lingua gotica perde una mora;
  • La lingua norrena ne perde due;
  • L'inglese antico, l'alto tedesco antico e il sassone antico ne perdono una; vi sono delle eccezioni soprattutto in inglese antico e in alto tedesco antico, dove la "u" rimane dopo sillaba breve.

Questo processo di perdita delle sillabe finali avviene come una "reazione a catena" perché investe la penultima sillaba e così via.

Sistema consonantico

Il sistema consonantico ha subito delle trasformazioni dall'indoeuropeo al germanico in seguito ai fenomeni della prima mutazione consonantica (legge di Grimm).

  1. Le occlusive nel passaggio dall'indoeuropeo al germanico hanno subito delle modificazioni per quanto riguarda il modo di articolazione.
  • Occlusiva sorda P, T, K -> fricativa sorda F, P-, H.
  • Occlusiva sonora aspirata BH, DH, GH -> fricativa sonora B, D, G.
  • Occlusiva sonora B, D, G -> occlusiva sorda P, T, K.

E della legge di Verner:

  1. Le occlusive sorde dell'indoeuropeo P, T, K diventano in germanico fricative sonore se si trovano in ambito sonoro (all'interno di parola) e se l'accento non cade sulla sillaba precedente.

Il sistema consonantico dell'indoeuropeo era composto da:

Labiali P B PH BH M
Dentali T D TH DH N L R S Z
Velari K G Kw Gw KH GH Uw GwH
Labiovelari Kw Gw KHw GHw
Fricative
Liquide
Nasali

Ma questa serie non tiene conto delle sorde aspirate PH, TH, KH, KWH, rara in indoeuropeo.

Il sistema consonantico in sassone antico è composto da: labiali (P,B) – dentali (T,D) – velari (K,G) – spiranti (F,B) – dentali (TH) – nasali (M) – liquide (L,R) – semivocali (J,W).

Il sassone antico subisce dei fenomeni legati al consonantismo:

  • L’epentesi: tra M e L si sviluppa una M epentica (fonetica).
  • La geminazione.
  • La palatalizzazione e assimilazione: assimilazione delle occlusive velari K, G attraverso la palatalizzazione della I.
  • La semplificazione delle geminate.
  • L'assimilazione e dissimilazione.
  • La metatesi: la vocale si antepone a R (es. Hors).
  • La caduta di consonanti: la H in posizione mediana intervocalica diventa aspirata oppure viene omessa.
  • Le semiconsonanti.

Sostantivi

Come in tutte le lingue germaniche, anche il sassone antico mantiene per i sostantivi:

  • La flessione forte (in vocale):
Temi in A – WA – JA - IA Maschili, neutri e terminano in consonante (dag = giorno)
Temi in O – WO – JO - IO Femminili
Temi in I Maschili, femminili, neutri
Temi in U Maschili e femminili, hanno sillaba radicale breve e lunga
Temi neutri Rari
  • La flessione debole (in consonante):
Temi in N Maschili, femminili e neutri
Temi in R Nomi di famiglia
Temi in ND Antichi participi presenti sostantivati
Atematici o radicali Maschili e femminili, non hanno suffisso ma si poggiano alla radice

I sostantivi hanno tre generi (maschile, femminile e neutro), due numeri (singolare e plurale) e quattro casi (genitivo, dativo, accusativo e nominativo).

Aggettivi

Gli aggettivi possono seguire:

  • La flessione forte (in vocale): generalmente sono aggettivi indeterminati, ovvero non sono preceduti dal pronome dimostrativo e dall’articolo determinativo.
Temi in A-O God (buono)
Temi in WA – WO Garu (pronto)
Temi in U Filu (molto)
  • La flessione debole (in consonante nasale): generalmente sono aggettivi determinati, un esempio è l’aggettivo GOD e la loro peculiarità è che abbiano la stessa forma al plurale nonostante i generi diversi.

Gli aggettivi che seguono la flessione debole formano:

  1. Il comparativo: da JES, JOS, JS + OR (suffisso secondario).
  2. Il superlativo: da JES, JOS, JS + THO (suffisso secondario).

*Vi è il caso in cui aggettivi (es. buono/cattivo/piccolo/grande) non seguono la regola generale ma formano il comparativo e il superlativo a partire da radici differenti.

Sistema pronominale

Il sistema pronominale in sassone antico segue quello dell’indoeuropeo; è formato da:

  1. Pronomi personali: hanno quattro casi e conservano i tre generi.
  2. Pronomi possessivi: si ottengono dal genitivo singolare del pronome personale con il suffisso -N e seguono la flessione forte.
  3. Pronomi relativi: non esistono propriamente in questa forma e vengono usati il pronome dimostrativo o personale.
  4. Pronomi indefiniti: seguono la declinazione forte e sono SUM, NAN, MAN, NIOMAN.
  5. Pronomi interrogativi: tra questi troviamo HWE nella forma del singolare maschile e neutro.
  6. Pronomi dimostrativi: questa tipologia di pronome assume la funzione di pronome relativo e articolo determinativo e viene formato da THE + SE.

Numerali e avverbi

I numerali seguono la struttura dell’indoeuropeo e si dividono in:

  1. Cardinali: da 0 a 3 sono declinabili in tutti i generi e casi; da 4 a 12 sono indeclinabili se anticipano il nome a cui fanno riferimento; da 13 a 19 sono indeclinabili; da 20 a 60 sono formati dall’aggiunta di TIG e sono indeclinabili; del 70 90 antepongono ANT/AT; il 100 è neutro singolare plurale.
  2. Ordinali o moltiplicativi: si formano dai cardinali, aggiungendo i suffissi dentali TO/TE/DO.

In sassone antico gli avverbi che derivano da aggettivi hanno la desinenza O (per esempio: Hardo = fortemente).

Gli avverbi possono formare:

  1. Il comparativo: aggiungendo OR (ad esempio Hardor).
  2. Il superlativo: aggiungendo OST (ad esempio Widost).

Si hanno varie categorie di avverbi:

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/15 Filologia germanica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mart96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia germanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Raffaghello Cristina.
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