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Autori & opere (estetica)

Baltasar Gracián e l'acutezza

1648 - “Acutezza ed arte dello ingegno” di Baltasar Gracián, gesuita padre del barocco e del concettismo spagnolo, invita all'uso di concetti, specie di illuminazione mentale che accende la meraviglia.

Nicolas Boileau e l'art poetique

1674 - “Art Poetique” di Nicolas Boileau, esponente del classicismo francese denominato “Legislatore del Parnaso” e razionalista: codifica il rapporto tra razionalismo e poesia (“Nulla è bello se non è vero”). Un'opera d'arte è tale solo se rappresenta la verità.

Cartesio e le passioni

1694 - “Trattato sulle passioni” di Cartesio, che vede le passioni come qualcosa di bizzarro che non possiamo controllare ma di cui si può fare buon uso. Il soggetto cartesiano manifesta infatti una serie di inclinazioni: i 5 sensi, il gusto, il disgusto, il piacere, ecc. (Lord Shaftesbury introdurrà anche il Bello, unendolo al buono). Per Cartesio chiarezza & distinzione sono nozioni equivalenti con cui veniva designata l'evidenza e le idee vere [diff. con Leibniz].

Leibniz e i nuovi saggi

1705 - “Nuovi saggi sull'intelletto umano” di Leibniz, in cui critica John Locke (che divide le idee semplici e complesse, sminuendo l'immaginazione e risaltando l'intelletto) e prende le distanze da Cartesio. Teoria delle piccole percezioni → Leibniz propone una classificazione delle percezioni o conoscenze secondo la loro maggiore o minore chiarezza (della totalità) e distinzione (delle singole parti), nozioni differenti. Le conoscenze secondo Leibniz si muovono entro un certo continuismo (lex continuitatis) e gradualismo (natura non facit saltus): per es. il mezzogiorno deriva dalla notte passando per l'aurora.

Suddivide le idee in:

  • Oscure (conoscenze che non permettono l'identificazione del contenuto percepito) & Chiare → (conoscenze che lo permettono).
  • Le chiare in confuse (non siamo in grado di isolare le singole componenti del contenuto percepito) & Distinte → (possiamo individuare un certo n° di singole componenti del contenuto percepito).
  • Le distinte in adeguate (enumerazione) & inadeguate (non enumerazione).

Infine, una conoscenza è simbolica se mediata da simboli o segni, intuitiva se il suo contenuto è colto direttamente e senza mediazioni. La conoscenza perfetta, propria solo di Dio, è, secondo Leibniz, al contempo chiara, distinta, adeguata e intuitiva. La conoscenza umana, invece, è per lo più simbolica e inadeguata, nel senso che non può fare a meno della mediazione di immagini. L'estetica è fondata sulla conoscenza chiara e confusa (“bisogna prendersi cura della confusione”), una conoscenza fondata su percezioni che non ci permettono di enumerare separatamente delle caratteristiche sufficienti tali da distinguerle dalle altre.

Joseph Addison e The Spectator

1710 - “The Spectator”, periodico di Joseph Addison contenente gli 11 articoli scritti tra il 1711 e 1712 prettamente di estetica sui “Piaceri dell'Immaginazione” (e poi raccolti nel poema di Mark Akenside omonimo nel 1744), che, rifondandosi sul soggetto di tipo cartesiano, indicano per la prima volta l'immaginazione come facoltà, qualificandola come elemento di unione a metà tra sensibilità e intelletto, in grado di suscitare piaceri → “primari” (se generati da un oggetto fisicamente presente ai nostri occhi) o “secondari” (se suscitati da cose assenti o che l'immaginazione ci fa tornare alla mente). I 5 sensi sono divisi in 2 gruppi: teoretici (vista e udito → con i quali non si modifica l'oggetto) e meccanici (olfatto, tatto, gusto → con questi si soggettivizza l'oggetto). Piacere positivo [diff. Da Burke, dove il piacere è negativo, poiché sulla scala del dolore].

Charles Batteux e le belle arti

1746 - “Belle arti ricondotte a unico principio” di Charles Batteux, che più che filosofo è uno scrittore di estetica (estheticien) che tentò di delineare un vero e proprio “sistema delle arti” [nell'Antichità con i termini techne e ars si designava una capacità tecnica; nel Medioevo v'era la distinzione tra “arti meccaniche” e “arti liberali”; nel Rinascimento e con il Trattato della pittura di Leonardo in particolare v'è il tentativo di elevare arti manuali come pittura e scultura al rango di arti intellettuali; solo con l'estetica settecentesca però si afferma la distinzione fra arti pratiche e “belle arti”].

Nel trattato l'arte e la bellezza vengono unite (prima infatti attribuire la bellezza a un prodotto artigianale era considerato una degradazione del bello) e sistematizzate sotto un unico denominatore, sotto il principio unico dell'imitazione, che non è semplice riprodurre ma trasfigurare → ecco perché c'è bisogno di una particolare spiritualità che solo il genio può avere. Il bello non è solo un elemento metafisico, ma è ciò che può essere ricreato dal genio. Chi stabilisce che quella è la bella la natura e dev'essere elevata ad opera d'arte? Ultimo giudice è il gusto. Batteux distingue nel sistema delle scienze l'intelletto e il gusto come base delle belle arti // mondo rigido e già legittimato della Natura da una parte vs. mondo fluttuante che attende di essere legittimato delle belle arti (la questione sarà ripresa da Kant).

Ci sono più specie di arti:

  • Arti meccaniche
  • Arti che ingentiliscono la natura
  • Belle Arti, che imitano la natura.

Il genio romantico si spinge oltre i confini della natura, ma, lavorando per il piacere, non può uscire da questi limiti. È comunque capacità solo del genio percepire ciò che gli altri non riescono a vedere (// sensibilità privilegiata del Fanciullino Pascoliano o del Superuomo D'Annunziano, esponenti del Simbolismo e Decadentismo [2a fase del Romanticismo]). Funzione delle arti è quella di dare i tratti della natura ad oggetti che non li possiedono; la materia delle arti è la verosimiglianza (dato realistico e naturalistico → si deduce che la natura sia saggia e illuminante). Il genio crea il prodotto della natura e il buon gusto lo giudica (distingue buono e cattivo, ecc. con un valore analitico analogo alla scienza // dare legittimità). Nel gusto la natura è in rapporto a noi, alle emozioni estetiche create in noi, poiché ciò che il nostro animo conosce produce in lui un sentimento → avanza la coscienza.

Il concetto di imitazione della bella natura proposto da Batteux quale principio unificatore delle belle arti deve essere inteso come espressione di passioni e sentimenti da parte di un soggetto la cui attività è riconducibile a due facoltà correlate: il genio, inteso come capacità di creare plasmando le espressioni naturali, e la facoltà di giudicare i prodotti del genio. L'esercizio del gusto si fonda su basi naturali: si tratta di un sentimento capace di cogliere quella proporzione naturale che vige tra la nostra anima e gli oggetti in cui si manifestano bellezza e bontà. L'originalità del trattato risiede da un lato nell'aver ordinato in un unico quadro teoricamente autonomo arti diverse come musica, poesia, pittura, scultura e danza e dall'altro nell'aver individuato nell'espressione la funzione dell'arte in quanto capacità del soggetto di oggettivare in opere sentimenti e passioni.

Se l'intelletto è la facoltà (cioè una capacità di generare conoscenza) delle scienze, il gusto lo è dell'estetica.

Alexander Gottlieb Baumgarten e l'estetica

1750 26 Marzo - “Estetica” di Alexander Gottlieb Baumgarten: sancisce la nascita dell'estetica come disciplina che studia il sentire nella sua accezione più ampia e si diffonde soprattutto in Inghilterra e Francia. Il primo paragrafo dell'introduzione all'Estetica sintetizza tutto il programma baumgerteniano: “Estetica (ovvero teoria delle arti liberali, gnoseologia inferiore, arte del pensare bello e dell'analogo della ragione) è la scienza della conoscenza sensitiva.”

L'estetica è infine un analogon rationis, un analogo della ragione che la tradizione filosofica identifica con l'immaginazione. La definizione baumgarteniana ha dunque il merito di segnalare che l'estetica non è una disciplina unitaria, che si sviluppa in modo finalistico intorno a un solo nucleo tematico, ma ha una pluralità semantica: teoria della conoscenza, psicologia e antropologia empiriche, poetica e retorica. È proprio con Baumgarten che nasce anche la parola “estetica”, nel 1735, quando riprende l'aggettivo greco aesthetike e derivante da aisthesis (sensazione) e lo sostantivizza.

A cosa si appoggia Baumgarten? Alle idee di Leibniz → sullo sfondo della riflessione baumgarteniana si colloca la teoria leibniziana della conoscenza e la sistematizzazione data.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alex1395 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Marroni Aldo.
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