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Il disagio della civiltà

1929: “Il disagio della civiltà”, di Sigmund Freud, che è la coscienza critica della sua epoca, un'epoca costellata da una totale insicurezza (ad esempio, legato a quest'anno è il crollo della borsa di Wall Street che comporta un periodo totale di crisi); Freud non è solo uno psicanalista ma anche un osservatore della società del suo tempo. Difatti l'opera è un'indagine di tipo psico-analitico sulla società. Il suo tempo è caratterizzato dalla malinconia e dalla depressione, malattia del nostro tempo. Il titolo all'inizio era “L'infelicità nella civiltà”, civiltà che ha portato alla decivilizzazione, causando un processo di indebolimento e degrado delle promesse della modernità. Non si può ancora parlare di post modernità in quanto la modernità deve ancora realizzarsi. Individua il passaggio dalla coesione sociale della modernità alla disgregazione sociale, dall'idea di civiltà al suo disagio sociale: soggettivismo, narcisismo, neocinismo, ecc.

Il ruolo della psicanalisi

La psicanalisi indaga i fenomeni in cui l'uomo sublima per arrivare alla meta (legata all'opera d'arte). L'esperienza dell'opera d'arte ci porta verso un'anestetica (anedonismo / anedonia: incapacità a provare piacere). Il professore chiude il suo libro con questo concetto perché l'uomo contemporaneo ormai è incapace di provare piacere; prima, nel '700, al contrario, predominava l'edonismo e il più grande esempio di edonista era il marchese De Sade, che ha dato nome al sadismo, malattia della contemporaneità dovuta alla melanconia e all'insoddisfazione di tutto.

Collega a sotto anedonia, in quanto non ci permette di provare piacere. La sofferenza è incorporata nelle nostre pulsioni. Tesi di Freud: dobbiamo mettere tutte le nostre energie a disposizione della crescita economica e della società, tutto ciò che è inutile non viene contemplato. Amore per tutti gli uomini. L'uomo deve dare tutto se stesso alla società, non rimanendo nulla per lui, ma nel farlo – ed è questo il suo disagio – viene quasi svuotato della personalità e della propria individualità.

Il fine dell'uomo pubblico

Fine dell'uomo pubblico: prevale oggi l'uomo privato. Il senso di colpa, agente nell'uomo, è determinato dall'aggressività sviluppata dal Super-io, ed è anzi una reazione da parte del Super-io all'aggressività rimossa dell'Io. La conclusione pessimistica dell'opera è che la civiltà si sviluppa a prezzo di una perdita di felicità da parte del singolo, per l'accrescersi del suo sentimento di colpa.

L'introduzione del saggio

L'introduzione del saggio: la fonte autentica della religiosità viene identificata da alcuni uomini, fra cui un amico di Freud a cui aveva mandato lo scritto sulla religione come un'illusione, in un senso della “eternità”, un senso oceanico. Ma Freud non riesce a scoprire in sé questo sentimento, dicendo che non è facile parlare scientificamente dei sentimenti e aggiungendo che in origine l'Io include tutto, in seguito separa da sé un mondo esterno; il nostro presente senso dell'Io è quindi un residuo di un sentimento onnicomprensivo di comunione intima dell'Io con l'ambiente. Vi è una comunione intima fra Io ed Ambiente, ma l'Io diventa debole perché svuotato di sé quando rifiuta il rapporto con il mondo, vive in una condizione di totale solitudine. Conclude dicendo che il sentimento oceanico sia entrato in relazione con la religione come un tentativo di consolazione dai dolori della vita.

Principio di piacere e realtà

Principio di piacere: scopo dell'esistenza umana, felicità e piacere. Provare infelicità è meno difficile del provare piacere a causa di: corpo che invecchia, natura che lavora contro di noi, relazioni con gli altri uomini. E qui il principio di piacere viene trasformato nel più modesto principio di realtà: adeguare le proprie pretese di felicità alle proprie possibilità reali. Infatti l'idea di Freud dello scopo della vita sussiste e cade con il sistema religioso: lo scopo è quello di tendere alla felicità, diventare felici e rimanere tali, ma nel piano della Creazione non è previsto che l'uomo sia “felice”; anzi, è minacciato da tre tipi di sofferenze: quelle del nostro corpo, del mondo esterno e delle relazioni con gli altri.

La felicità è un problema dell'economia libidica individuale: ogni individuo deve trovare da sé la maniera in cui può essere felice. L'uomo prevalentemente erotico metterà al primo posto le relazioni emotive con gli altri; il narcisista i soddisfacimenti essenziali nei suoi processi psichici; l'uomo d'azione il mondo esterno. Premesso che il senso di felicità deriva dal soddisfacimento di un moto pulsionale selvaggio, che l'Io non controlla (è incomparabilmente più intenso di quello che si ottiene saziando una pulsione addomesticata), per compensare il dolore si possono effettuare spostamenti della libido: dislocare le mete pulsionali in un processo di sublimazione, che nasce quando la libido/desiderio non raggiunge la meta.

La sublimazione trova forma di compensazione nel godimento delle opere d'arte, reso accessibile dalla mediazione dell'artista. L'arte è la sublimazione di una libido non soddisfatta. Sublimazioni: soddisfazioni fantastiche come arte (illusione che contrasta la realtà), bellezza, religione (provoca in noi un sentimento oceanico delle cose, di infinito che annulla il senso di dispiacere e dolore, l'uomo ricerca Dio proprio per alleggerire e ad affrontare la vita dura). Ma, come detto prima, questa dislocazione della libido su pulsioni addomesticate suscita una gioia che, a paragone con la gioia derivante da pulsioni più rozze e primarie, è minore perché non scuote la nostra esistenza corporale.

Il processo d'incivilimento

La sublimazione della meta pulsionale è un segno che contraddistingue particolarmente il processo d'incivilimento. Civiltà: somma delle realizzazioni della nostra vita rispetto a quella dei progenitori animali e che servono a proteggere l'umanità dalla natura e a regolare le relazioni umane. Civili sono tutte le attività (psichiche sia intellettuali che scientifiche che artistiche, addomesticamento del fuoco, motori, occhiali, telescopio, macchina fotografica, telefono) e valori (bellezza, pulizia e ordine) utili all'uomo per piegare la terra al suo servizio e proteggerlo dalla violenza delle forze naturali.

Eros legato a Thanatos: l'uomo, avendo sperimentato che l'amore genitale gli procurava il massimo dei soddisfacimenti possibili, trasse la conseguenza che l'erotismo dovesse essere al centro della vita stessa. A una piccola minoranza è consentito trovare la felicità sulla via dell'amore non su oggetti singoli, ma su tutti gli uomini in ugual misura, spostando il valore principale dall'essere amati all'amare che essi fanno: amore inibito nella meta delle amicizie (fondamentale per i molteplici rapporti nella civiltà/società). San Francesco d'Assisi è forse l'esempio più insigne di come ci si possa servire dell'amore a fini altruistici.

La civiltà deve far di tutto per porre limiti alle pulsioni sessuali e quelle aggressive dell'uomo; perciò l'uomo primordiale stava meglio: ignorava qualsiasi restrizione pulsionale. L'uomo civile ha barattato una fetta di felicità per un po' di sicurezza. Freud a questo punto asserisce che, oltre alla pulsione a conservare la sostanza vivente (Eros), dovesse esistere un'altra pulsione ad essa opposta, che mirava a dissolvere queste unità: una pulsione di morte (Thanatos), al quale si riallaccia un godimento narcisistico elevatissimo, poiché essa offre all'Io l'appagamento dei suoi antichi desideri di onnipotenza.

Conclusioni di Freud

Il significato dell'evoluzione civile: lotta tra Eros e Morte. Che cosa avviene nell'individuo a rendere innocuo il suo desiderio di aggressione? L'aggressività viene interiorizzata: coscienza della propria colpa, tensione tra il rigido Super-Io e l'Io ad esso soggetto e da esso tormentato. Il senso di colpa dell'umanità ha origine dal complesso edipico ed è stato acquisito con l'uccisione del padre da parte dei fratelli alleatisi insieme. Il Super-io della civiltà, al pari di quello individuale, affaccia severe esigenze ideali, il cui mancato adempimento viene punito con l'“angoscia morale”.

Il Super-io della civiltà è andato svolgendo i suoi ideali ed elevando le sue esigenze. Fra queste ultime, quelle che riguardano le relazioni degli uomini tra loro vengono comprese sotto il nome di etica. Contro infatti la tendenza costituzionale degli uomini all'aggressione reciproca v'è il comandamento “ama il prossimo tuo come te stesso” come più forte difesa e come esempio eccellente del modo di procedere del Super-io civile.

Super Io: controllo morale del nostro Io. Etica: manifestazione a regola del Super Io, il soggetto gode nel trasgredire le regole della società. Lo scopo del saggio è dunque dimostrare che il senso di colpa è il problema più importante dell'incivilimento e che il progresso civile ha un prezzo, pagato in perdita di felicità a mano a mano che aumenta il senso di colpa.

Walter Benjamin: l'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica

1936: “L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica” di Walter Benjamin, che rivela l'intento di far interagire l'opera d'arte con la sua epoca dove deve rinunciare alla sua unicità, valore che s'identifica con la dimensione auratica. L'unicità dell'arte è assolutamente irriproducibile. Benjamin aderisce al “materialismo storico” di Marx ed Engels, secondo cui le produzioni cosiddette “spirituali” degli uomini – arte, religione...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

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