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Riassunti della materia scritti al computer basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Gatti dell’università degli Studi di Ferrara - Unife, facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze filosofiche e dell'educazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Estetica docente Prof. A. Gatti

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grandezza

Possiamo cogliere l’idea nell’esperienza estetica solo se siamo liberi dal

bisogno e la nostracontemplazione è disinteressata.Il mondo e la vita sono la

manifestazione di una molteplicità frammentaria, conflittuale, dolorosa

eillusoria, alla quale l’arte cerca di restituire unità e forma cosmica.

FRIEDRICH NIETZSCHE (1844-1900): Sua vocazione filologica all’insegna di una

riflessione sul significato del sapere e della cultura al di là di ogni ambito

disciplinare.“ La nascita della tragedia dallo spirito della musica” (1871):

Reinterpretazione della grecità e profonda critica alla cultura moderna, tedesca

in particolare. Ideale classicistico mistificatorio:

1) Estende arbitrariamente all’intera antichità un’immagine riferibile solo all’

Atene del V secolo.

2) Fraintendimento del significato culturale dello splendore ateniese3) I

caratteri elogiati dal classicismo (Winckelmann, Hegel), sono in realtà aspetti

particolari di

una generale decadenza della cultura greca

Fautore di questo ideale mistificatorio che ha favorito un’immagine distorta

della cultura greca è il cristianesimo. Due categorie per spiegare il mondo

greco:

1) Impulso dionisiaco: L’impulso alla perdita dell’identità che si esprime nello

stato di ebrezza.

Componente passionale, dolorosa, oscura.

2) Impulso apollineo: si manifesta nello stato del sogno. Componente serena,

armonica, luminosa dello spirito. Teatro greco: Apollineo e Dionisiaco sono

accoppiati l’uno all’altro e, grazie all’unione, producono l’opera d’arte (tragedia

attica).Lo scontro fra apollineo e dionisiaco costituisce la struttura

fondamentale dell’arte greca .Quando dalla tragedia attica si passerà alla

commedia attica nuova di Euripide, inizierà quel declino incui versa la società

fino ai giorni nostri; perché la concezione abissale e irrazionale del

mondo(peculiarità mito tragico) verrà sostituita dal “logos”, dal razionalismo

ottimistico (commedia attica).La decadenza dell’occidente può essere

contrastata soltanto a livello estetico, attraverso un’operad’arte totale, che sia

insieme parola, dramma e suono (Wagner).E’ “l’arte della finzione”, che

nell’uomo raggiunge il suo culmine, a fondare le regole della convivenzacivile e

della comunicazione; è un sistema di “metafore” che si è imposto come modo

più valido didescrivere e soprattutto di dominare gli enti.Se la prospettiva

dell’arte è lo “smascheramento” razionalistico, l’arte parrebbe aver smarrito

ilproprio senso, perché necessita di un mondo che non è più il nostro.Il caos da

rifuggire è quello culturale derivante dalla consapevolezza della mancanza di

fondamenta sucui si muovono la conoscenza e la vita. Dunque, tutte le attività

dell’uomo (ogni edificio morale) riposasu delle menzogne; quindi, “Dio è

morto”.Inizia quindi la predicazione di Zarathustra:

1) Idea di un “eterno ritorno” dell’identico, con quale rimette in questione la

concezione della

temporalità lineare.

GEORG W.F. HEGEL1 (1770-1831): “Fenomenologia dello spirito” (1807):

1) Arte e Religione: Conoscono il divino tramite figure e immagini, cioè

attraverso la

rappresentazione

2) Filosofia: Esibisce l’assoluto nella forma del concetto

Varie forme di Religione:

1) Religione artistica: esprime la cultura greca; il divino viene rappresentato in

un’opera dove

significato e forma coincidono

2) Religione naturale: il divino si manifesta negli essere naturali 3) Religione

rivelata: il divino si presenta nell’individualità morale e spirituale dell’uomo

Varie forme di arte:

1) Arte astratta: il divino è si opera dell’uomo, ma è ancora a lui contrapposto

(si manifesta nel tempio, nella statua di Dio o nell’inno sacro)

2) Arte vivente: l’uomo si identifica con il divino, ma non ne è ancora

consapevole (si manifesta nel culto, nei misteri, nei giochi ginnici del popolo

greco)

3) Arte spirituale: il divino è tutto dissolto e coincide con l’attività dell’uomo (si

manifesta nei prodotti del canto del poeta) “Enciclopedia delle scienze

filosofiche” (1817): L’arte non è più un momento della religione, ma la prima

forma dello spirito assoluto. Spirito assoluto: Sintesi di spirito soggettivo (le

diverse figure della soggettività umana) e spirito oggettivo (le istituzioni sociali

e politiche)

Lo spirito assoluto è appreso in tre forme:

1) Religione: coglie l’assoluto mediante una rappresentazione del divino

2) Filosofia: coglie l’assoluto in quanto puro pensiero

3) Arte: primo momento intuitivo e immediato dello spirito assoluto, la

“manifestazione sensibile

dell’idea”

Differenze tra arte/religione/filosofia:

1) Arte: oggettivizzazione del contenuto spirituale mediante un mezzo sensibile

2) Religione: interiorizzazione del contenuto spirituale dell’arte

3) Filosofia: media tra l’oggettività dell’arte e la soggettività della religione,

chiarendo la relazione concettuale tra ciò che l’arte esprime e la

rappresentazione del divino della religione. Bellezza: peculiare forma di

manifestazione della verità. Perché si possa parlare di bellezza, è necessario un

libero atto produttivo e formativo, è necessaria una compenetrazione di

contenuto interno e di forma esterna. Quindi non si può parlare di “bello

naturale”. La bellezza è dunque soltanto nell’arte, poiché l’interno (l’idea) è

perfettamente conciliato con l’esterno. Idea: Esplica la sua razionalità

attraverso il tempo. Lo sviluppo del rapporto tra forma e contenuto dell’arte,

dipende dall’articolarsi dell’idea nella storia. Dall’adeguatezza dell’opera allo

spirito del tempo. L’estetica hegeliana si rivela così una filosofia della storia

dell’arte.

Sviluppo storico dell’arte: 1) Arte simbolica: si concretizza nelle manifestazioni

artistico-culturali dell’Oriente antico. Il

contenuto spirituale non riesce a manifestarsi perché predomina la sensibilità

2) Arte classica greca: Forma perfettamente adeguata al contenuto, compiuta

coincidenza di interno e esterno 3) Arte cristiana/romantica: forma sensibile

finita non è adeguata a esprimere un contenuto spirituale infinito 1a) Simbolo:

espressione del patrimonio culturale dei popoli orientali. Razionalità ancora non

del tutto dispiegata 2a) Ideale artistico: la forma si presenta come diretta

espressione dell’anima (il contenuto). Equilibrio di forma e contenuto. 3a)

L’espansione del contenuto comporta l’inadeguatezza dell’espressione

sensibile. Irrompono elementi come il brutto, il quotidiano, il caratteristico.

1b) Architettura 2b) Scultura: costretta a ricorrere alla caratterizzazione dei

tratti esteriori nella rappresentazione dei singoli dei. 2b) Tragedia/commedia:

mette in scena la crisi della bellezza classica 3b) Pittura e Musica Poesia: arte

universale. Si estende a tutte e tre le forme artistiche. Essendo libera dalla

materialità artistica, è capace di esprimere qualunque contenuto, avvicinandosi

alla religione e alla filosofia. Morte dell’arte: è finita la capacità dell’arte di

essere il mezzo privilegiato di espressione della verità, perché è diventata un

oggetto di contemplazione estetica; i suoi prodotti non sono più oggetti di culto

religioso. L’arte si rivela bisognosa di interpretazione e sorge così la necessità

dell’estetica come conoscenza filosofica dell’arte. E’ inutile riprendere l’arte

passata della propria nazione, il passato deve essere solo ispirazione. Senza la

riflessione filosofica, l’arte del presente non può comunicare verità storiche.

GEORG W.F. HEGEL2 (1770-1831): Le piramidi sono l’esempio dell’architettura

incarnante il proprio contenuto. La pittura raffigura in maniera più adeguata lo

spirituale, perché è in grado di dare forma all’espressione dello spirito. Il

completo ritirarsi nella soggettività spirituale si avrà nella musica, anche se per

Hegel sarà la poesia.

MORTE DELL’ARTE

Hegel era uno Svevo, un popolo celebre in Germania proprio per il gusto della

provocazione: è l’unico ceppo germanico (che io sappia) che anziché dire «sì»

dice «ha no», cioè «come mai?». Ebbene, questo carattere si rivela anche nel

detto hegeliano secondo cui l’arte appartiene al passato. I nostri

contemporanei hanno persino parlato di «morte dell’arte». In un certo senso,

l’arte è alla fine, se la si considera dal punto di vista dell’evoluzione stilistica

che va dall’arte antica a quella romanica e rinascimentale, sino all’ultimo stile

artistico, il Barocco, cui fa seguito una serie di movimenti stilistici nuovi, di

breve durata, effimeri, che giungono fino al «moderno» e al «post-moderno».

Non si tratta più dello stesso tipo di arte, e tuttavia oggi forse l’arte è più arte

di quanto non sia mai stata. Senza dubbio, infatti, le grandi epoche artistiche

sono quelle in cui più fortemente s’impongono l’aspirazione religiosa e

l’esperienza della trascendenza… ed è pertanto un enigma che nel nostro

mondo tecnologico l’arte, pur trasformandosi sotto l’influsso della tecnica,

possa restare arte genuina, e che le nuove forme di creazione artistica, quali si

trovano ad esempio nell’arte figurativa, con i suoi quadri tecnicamente poveri,

ci vengano incontro, laddove si tratti di vera arte, come una scintilla scoccata

dalla trascendenza. Un quadro cosiddetto «astratto», quando sia opera di un

grande maestro, sa parlare anch’esso un linguaggio (muto) ma altrettanto ricco

e sempre stimolante per il pensiero. Nel mio studio a Heidelberg è appesa una

grande litografia a colori di Poliakoff, un foglio assai bello, che i miei allievi mi

hanno regalato, mi pare, per il mio settantesimo compleanno. Quando, assorto

nei miei pensieri, volgo lo sguardo a sinistra, vedo un paio di superfici colorate,

tra loro contrapposte, e poi vi traspare qualcosa che assomiglia a un volto

umano, e poi, senza dubbio, una croce,… le cui tonalità sono sospese fra il

rosso e altre tonalità più scure, che arrivano fino al nero: tutto questo mi invita

ripetutamente… a riflettere sui misteri della vita e dell’aldilà. L’arte è ancora

viva. Il nostro pensiero l’ha solo sollevata in nuovi orizzonti spirituali. Sino a

quando si farà filosofia, ci sarà sempre un dialogo con l’arte, con le arti e con le

creazioni del talento umano, destinate lentamente a fondersi in una cultura

mondiale. Quale sarà il suo nuovo volto, non lo sappiamo. Ma se pensiamo alla

musica, ci accorgiamo che anch’essa contiene una promessa: il linguaggio

musicale del secolo scorso, ma anche del Classicismo tedesco o viennese –

Schubert, Beethoven, e pure Bach – parla oggi al cuore degli Americani, dei

Giapponesi, dei Russi o Sudafricani, allo stesso modo in cui si rivolge a noi

Europei. L’idioma della musica è forse il segnale più chiaro di una cultura

planetaria che si sta formando, nella quale – al di là delle barriere linguistiche –

si può imparare insieme e si può provare un senso di solidarietà, lavorando e

lottando uniti per la libertà.

L’arte romantica segna la morte dell’arte intendendo con questa espressione

non che dopo di essa non si possa più fare arte ma che in essa lo spirito

raggiunge pienamente la consapevolezza che l’arte è una forma inadeguata di

espressione dell’Assoluto.

IMMANUEL KANT (1724-1804): Arti belle: 1) Arti della parola: eloquenza e

poesia 2) Arti figurative: Plastica e pittura 3) Arti uditive e visive: Musica e

colorito Posizione particolare anche per l’arte di “comporre bellamente” la

natura, cioè il giardinaggio.

GADAMER, oppone il metodo (conoscenza neutrale ed oggettiva) alla verità (va

oltre la scienza,


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DETTAGLI
Esame: Estetica
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze filosofiche e dell'educazione
SSD:
Università: Ferrara - Unife
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinameneghini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ferrara - Unife o del prof Gatti Andrea.

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