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Arthur Schopenhauer (1788-1860)

La realtà appare come un “fenomeno” (o come rappresentazione) degli oggetti/forme “a priori”.

Velo di Maya

  • Il mondo del fenomeno è apparenza e realtà ingannevole
  • L’uomo soffre ed è inappagato
  • Questo causa dolore e noia

Il soggetto che conosce questa situazione, può accedere al proprio sé dall’interno, scoprendo la sua intima natura. A differenza di Kant, che sosteneva che questo fosse impossibile. Il filosofo accede così al “velo di Maya” e rivendica due verità:

  1. La conoscenza è al servizio del volere, in quanto il volere la piega ai fini della propria autoconservazione
  2. Quindi, per analogia, in natura tutto è oggettivizzazione del principio che si può definire “volontà”

La volontà, in quanto fuggevole e non individuabile, è perennemente inappagata in quanto in conflitto con se stessa; da qui il dolore che attraversa il mondo e ogni individuo.

Il terzo libro del "mondo come volontà e rappresentazione"

La volontà, dal momento che è priva di scopo e non ha oggetto fuori di sé, tende ad obiettivarsi, cioè a moltiplicarsi, a farsi oggetto di se stessa in due modi:

  1. Modo “adeguato”: che permette il sorgere delle idee originarie e immutabili della natura, che ne determinano le leggi
  2. Modo “inadeguato”: cioè obiettivazione di secondo grado, da cui hanno origine i fenomeni, che infatti non sono eterni perché riguardano i soggetti finiti e quindi il tempo

Quindi la vita dell’uomo oscilla sempre fra il dolore (per la lacerazione della volontà) e la noia (per l’incapacità della volontà di saziarsi). Compito della filosofia sarà insegnare la via per liberarci da questo irretimento. L’esperienza estetica emancipa chi la prova dal mondo dei Maya e lo conduce direttamente alla contemplazione delle forme essenziali. È un’esperienza di “verticalità”, mentre le scienze si occupano in maniera “orizzontale” della concatenazione causale e plurale dei fenomeni.

Genio

Colui che, tramite la sua tecnica artistica, riesce a comunicare la conoscenza delle idee anche agli altri individui; quindi la genialità è presente anche nei fruitori dell’opera del genio.

Differenza bellezza/sublime

  1. Bellezza: dalla natura ci arrivano le forme in cui siamo in grado di individuare le idee
  2. Sublime: gli oggetti naturali manifestano un “atteggiamento ostile” o ci schiacciano con la loro grandezza

Possiamo cogliere l’idea nell’esperienza estetica solo se siamo liberi dal bisogno e la nostra contemplazione è disinteressata. Il mondo e la vita sono la manifestazione di una molteplicità frammentaria, conflittuale, dolorosa e illusoria, alla quale l’arte cerca di restituire unità e forma cosmica.

Friedrich Nietzsche (1844-1900)

Sua vocazione filologica all’insegna di una riflessione sul significato del sapere e della cultura al di là di ogni ambito disciplinare.

La nascita della tragedia dallo spirito della musica (1871)

Reinterpretazione della grecità e profonda critica alla cultura moderna, tedesca in particolare. Ideale classicistico mistificatorio:

  • Estende arbitrariamente all’intera antichità un’immagine riferibile solo all’Atene del V secolo.
  • Fraintendimento del significato culturale dello splendore ateniese
  • I caratteri elogiati dal classicismo (Winckelmann, Hegel), sono in realtà aspetti particolari di una generale decadenza della cultura greca

Fautore di questo ideale mistificatorio che ha favorito un’immagine distorta della cultura greca è il cristianesimo. Due categorie per spiegare il mondo greco:

  1. Impulso dionisiaco: L’impulso alla perdita dell’identità che si esprime nello stato di ebrezza. Componente passionale, dolorosa, oscura.
  2. Impulso apollineo: si manifesta nello stato del sogno. Componente serena, armonica, luminosa dello spirito. Teatro greco: Apollineo e Dionisiaco sono accoppiati l’uno all’altro e, grazie all’unione, producono l’opera d’arte (tragedia attica).

Lo scontro fra apollineo e dionisiaco costituisce la struttura fondamentale dell’arte greca. Quando dalla tragedia attica si passerà alla commedia attica nuova di Euripide, inizierà quel declino in cui versa la società fino ai giorni nostri; perché la concezione abissale e irrazionale del mondo (peculiarità mito tragico) verrà sostituita dal “logos”, dal razionalismo ottimistico (commedia attica). La decadenza dell’occidente può essere contrastata soltanto a livello estetico, attraverso un’opera d’arte totale, che sia insieme parola, dramma e suono (Wagner).

È “l’arte della finzione”, che nell’uomo raggiunge il suo culmine, a fondare le regole della convivenza civile e della comunicazione; è un sistema di “metafore” che si è imposto come modo più valido di descrivere e soprattutto di dominare gli enti. Se la prospettiva dell’arte è lo “smascheramento” razionalistico, l’arte parrebbe aver smarrito il proprio senso, perché necessita di un mondo che non è più il nostro. Il caos da rifuggire è quello culturale derivante dalla consapevolezza della mancanza di fondamenta su cui si muovono la conoscenza e la vita. Dunque, tutte le attività dell’uomo (ogni edificio morale) riposano su delle menzogne; quindi, “Dio è morto”.

Inizia quindi la predicazione di Zarathustra

  1. Idea di un “eterno ritorno” dell’identico, con quale rimette in questione la concezione della temporalità lineare.

Georg W.F. Hegel (1770-1831)

Fenomenologia dello spirito (1807)

  1. Arte e Religione: Conoscono il divino tramite figure e immagini, cioè attraverso la rappresentazione
  2. Filosofia: Esibisce l’assoluto nella forma del concetto

Varie forme di Religione

  1. Religione artistica: esprime la cultura greca; il divino viene rappresentato in un’opera dove significato e forma coincidono
  2. Religione naturale: il divino si manifesta negli esseri naturali
  3. Religione rivelata: il divino si presenta nell’individualità morale e spirituale dell’uomo

Varie forme di arte

  1. Arte astratta: il divino è si opera dell’uomo, ma è ancora a lui contrapposto (si manifesta nel tempio, nella statua di Dio o nell’inno sacro)
  2. Arte vivente: l’uomo si identifica con il divino, ma non ne è ancora consapevole (si manifesta nel culto, nei misteri, nei giochi ginnici del popolo greco)
  3. Arte spirituale: il divino è tutto dissolto e coincide con l’attività dell’uomo (si manifesta nei prodotti del canto del poeta)

Enciclopedia delle scienze filosofiche (1817)

L’arte non è più un momento della religione, ma la prima forma dello spirito assoluto. Spirito assoluto: Sintesi di spirito soggettivo (le diverse figure della soggettività umana) e spirito oggettivo (le istituzioni sociali e politiche).

Lo spirito assoluto è appreso in tre forme

  1. Religione: coglie l’assoluto mediante una rappresentazione del divino
  2. Filosofia: coglie l’assoluto in quanto puro pensiero
  3. Arte: primo momento intuitivo e immediato dello spirito assoluto, la “manifestazione sensibile dell’idea”

Differenze tra arte/religione/filosofia

  1. Arte: oggettivizzazione del contenuto spirituale mediante un mezzo sensibile
  2. Religione: interiorizzazione del contenuto spirituale dell’arte
  3. Filosofia: media tra l’oggettività e il contenuto spirituale
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

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