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Riassunti di Museologia

Sono qui contenuti i riassunti per l'esame di Museologia (Triennio), basati su appunti personali e studio autonomo dei testi indicati dal docente Andrea Balzola:

• "Che cos’è il museo" di Maria Vittoria Marini Clarelli, Carocci Editore, 2013;
• "Estetica e narrazione de gli spazi espositivi" di Balzola, Iadeluca, Saccomandi e Sibona, Albertina Press, 2018.

Esame di Museologia del contemporaneo docente Prof. A. Balzola

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EVOLUZIONE DEL MUSEO

Terminologia e definizioni

Pur trattando questioni simili, museologia e museografia sono due discipline tra loro

distinte, nate in contesti molto diversi:

• la museografia si occupa dell'ambito operativo-architettonico (metodologie di

progettazione ed edificazione, organizzazione e allestimento degli spazi,

dimensione urbanistica e rapporto col territorio…);

• la museologia si occupa del museo come istituzione dal punto di vista teorico-

storico (studio e ricerca sull’evoluzione, i significati, i contenuti, il ruolo e gli scopi

sociali dei musei, cosa sono, come funzionano, a cosa servono).

Tuttavia, è molto difficile tracciare un confine netto tra teoria e pratica.

Le due discipline concorrono a studiare il museo come il prodotto dell’attitudine

umana alla raccolta di documenti. Questa tendenza può essere spiegata da:

• un tentativo di scongiurare la caducità umana attraverso la raccolta di beni

materiali di particolare rilevanza;

• l'istinto vitale che spinge a conservare la memoria;

• una necessità spirituale di espressione della propria identità storico-culturale,

che trova concretizzazione attraverso l'esposizione di oggetti significanti.

Museografia

La museografia nasce nella seconda metà del ‘700, in relazione a due grandi

fenomeni culturali:

1. La Rivoluzione francese

Dopo la Rivoluzione, in pieno clima illuminista, vengono fondati due importanti

musei: il British Museum (che fu il primo museo statale) e il Louvre. Con

quest’ultimo, per la prima volta la destinazione pubblica non è dovuta alla

concessione di un sovrano ma da un diritto dei cittadini: la proprietà del museo

viene attribuita al popolo. L’accesso era garantito a tutti, non solo agli studiosi e

ai ricchi, per favorire lo sviluppo e la diffusione delle conoscenze.

La nascita di questi musei è molto importante poiché il museo viene finalmente

concepito come un luogo aperto, non soltanto di una ristretta élite di persone. Si

rivela quindi necessaria una disciplina che ne regoli l’allestimento.

In questo clima viene anche ideata l’Enciclopedia degli illuministi Diderot e

D’Alembert. Essa si configurava come una serie di volumi contenenti voci illustrate

e accompagnate da una descrizione.

La struttura è analoga a quella di Wikipedia, con la grande differenza che

quest’ultima è disponibile online. Infatti Tim Berners-Lee, il principale ideatore di

Internet, aveva concepito il World Wide Web come un’enorme Enciclopedia che

garantisse l’accesso a chiunque.

2. La nascita dell’estetica Aesthetica

L’estetica nasce nel 1750 con il saggio di Alexander Gottlieb

Baumgarten. Etimologicamente, il termine significa “studio di ciò che si percepisce

coi sensi”. Non è casuale che questa disciplina nasca a metà ‘700: in questo

2

periodo, infatti, iniziano a germinare i semi della corrente romantica, che fonderà

buona parte della sua poetica sul piacere dei sensi.

Il Romanticismo mise in crisi l’idea classica di l’arte: l’opera non è più condizionata

dalla realtà esteriore, ma piuttosto da quella interiore, mettendo da parte la

fedeltà all’oggetto rappresentato. Questo concetto fu poi ripreso e approfondito

all’inizio dell’800, con la messa a punto della fotografia.

Museologia

La museologia nacque diverso tempo dopo rispetto alla museografia, nel 1955. La

Seconda Guerra Mondiale portò infatti schieramenti politici anche opposti alla

volontà comune di fondare l’ONU, ovvero una sede (fisica e immateriale) di confronto

permanente che garantisca la pace tra i popoli.

In questo contesto, la memoria storica e il patrimonio culturale assumono

un’importanza centrale: per non ripetere gli errori è fondamentale tramandare e

diffondere la conoscenza. L’ignoranza è spesso stata causa di guerre, poiché dove vi

è consapevolezza vi è anche spirito critico.

Ecco che il museo diventa un’istituzione fondamentale, assumendo le funzioni di

trasmissione della memoria e promozione della cultura. L’ICOM (International Council

of Museum) nasce infatti per emanazione dell’ONU.

Il collezionismo fu la prima materia di studio della museologia.

“Preistoria” del museo

Età ellenistica (323 – 31 d.C.) museion

1. La parola “museo” deriva dal greco , ovvero “luogo sacro alle Muse ”, le 9

1

figlie di Zeus e Mnemosyne (dea della memoria), nonché protettrici delle arti.

2

Il Museion era considerato la massima istituzione culturale del mondo ellenistico

e comprendeva la straordinaria biblioteca di Alessandria d’Egitto (custode di

700.000 volumi, poi distrutti da una guerra), un osservatorio astronomico e un

giardino botanico e zoologico. La struttura è nata su ispirazione di Demetrio

Falereo, governatore di Atene e allievo di Aristotele.

2. Dopo il Museion fu istituita la Pinacoteca sull’Acropoli di Atene. Il modello nascita-

sviluppo-apice-declino qui costituito fonda il culto della classicità, che resterà in

auge per molti secoli nella storia dell’arte.

L’arte classica si basa sul modello concettuale di Aristotele, che la considera come

un mezzo per riprodurre e migliorare la realtà. Ne consegue un tipo di arte ideale,

fatta di canoni e proporzioni.

Età romana (100 a.C. – 400 d.C.)

3. Con la conquista di Siracusa del 212 a.C. da parte dei romani, inizia

l’appropriazione e il trasporto delle opere d’arte greche verso Roma. I bottini di

guerra vengono esposti durante le parate, facendo strada all’idea di “arte

accessibile”.

interessante notare che per i greci le arti sono figlie della memoria: senza l’arte noi non

1

avremmo memoria storica.

La mnemotecnica è l'insieme di regole e metodi adoperati per memorizzare informazioni

2

difficili da ricordare (la tecnica fu ideata dai greci e trasmessa ai romani). L’arte era dunque

considerata una mnemotecnica a tutti gli effetti.

3

4. Marco Agrippa afferma il diritto dei cittadini di fruire delle collezioni di opere

d’arte. Le opere più note e prestigiose sono collocate in templi (tra cui il Pantheon),

piazze e giardini visibili al pubblico.

Musaeum

5. Il è una grotta artificiale ornata di mosaici e sculture. Si sviluppa inoltre

il collezionismo come segno di prestigio sociale e investimento economico.

Medioevo (476 – 1400)

6. Il concetto di museo decade, rinchiudendosi e conservandosi solo in ambito

ecclesiastico. La Chiesa diventa la principale committente degli artisti: cattedrali

e basiliche iniziano ad ospitare opere e oggetti sacri o preziosi.

Si iniziano ad esporre anche “meraviglie” (oggetti esotici) e miniature.

Umanesimo (1300 – 1400)

7. L’Umanesimo attribuisce ai reperti antichi il valore di testimonianza del passato e

modello per il presente. Cominciano in modo sistematico gli studi di carattere

enciclopedico, mentre il collezionismo si struttura con precisi criteri.

8. Il termine “museo” viene utilizzato da Lorenzo de’ Medici per definire la raccolta di

codici e opere d’arte. Dalle sue collezioni vengono create la Galleria degli Uffizi e

Palazzo Pitti, luoghi aperti a ricchi e studiosi.

9. Se nel Medioevo era la chiesa a “privatizzare” i beni culturali, in età umanistica è

proprio un papa a riconoscerne il valore civile. Nel 1471 Papa Sisto IV dona al

“popolo romano” una serie di sculture che simboleggiano la storia della città (tra

cui la Lupa Capitolina), collocandole sulla collina del Campidoglio. Vengono

inoltre creati i Musei Vaticani e le Gallerie delle grandi famiglie aristocratiche

(Doria-Pamphili, Borghese, Colonna…).

10. Erasmo da Rotterdam definisce “musei” gli studioli dei principi italiani. Per la prima

volta il termine è usato per indicare una raccolta ordinata di vari tipi di oggetti.

Rinascimento (1400 – 1600) Wunderkammer

11. Dalla metà del 1500, presso le corti europee si diffondono le mirabilia

(“camere delle meraviglie”), all'interno delle quali vengono custodite

artefacta scientifica

(oggetti dell’ingegno umano), (oggetti d’arte) e (strumenti

scientifici). L'aspetto della meraviglia prevale sulla dimensione di ricerca e

classificazione: la finalità principale è esibire ricchezza e potere.

Tra le più famose vi sono lo studiolo di Francesco I de' Medici a Firenze e le

Wunderkammer

collezioni degli Asburgo. La modalità delle è opposta quella dei

musei: erano un insieme disordinato di oggetti, con il quale si cercava di

rappresentare la varietà del reale.

12. Il medico Paolo Giovio tra il 1537 e il 1543 ideò il museo di Borgo Vico (Como), per

conto di Papa Clemente VII. Lo scopo era creare una sorta di Tempio della fama:

all'interno figuravano immagini di Apollo, delle Muse, di Imperatori, Papi, principi…

Accanto ad ogni ritratto vi erano gli scritti di Giovio che narravano le gesta, i pregi

e i difetti dell'illustre personaggio. Il percorso espositivo del museo svolge una

rappresentazione il cui messaggio è immediatamente comprensibile.

Wunderkammer

A differenza delle contemporanee , confuse rappresentazioni, la

selezione dei ritratti di Giovio risponde a esigenze di ordine classificatorio.

13. Ulisse Aldovrandi crea il primo museo di Storia Naturale all’interno del quale è

possibile osservare “18.000 cose diverse”.

14. Dalla fine del ‘500 la galleria è il luogo deputato alle opere d’arte.

4

Seicento

15. L’Accademia di Disegno nasce come una delle parti costitutive del complesso

della Pinacoteca Ambrosiana, voluta dal Cardinale Federico Borromeo. La

struttura comprende inoltre una Biblioteca ed una Pinacoteca (nasce l’idea di una

raccolta d’arte creata come modello educativo per i giovani artisti).

Storia del museo

In seguito all’introduzione delle Accademie di Belle Arti si può iniziare a parlare di

“storia” del museo. Si passa infatti da una concezione privata ad una pubblica

dell’arte (non è un caso che il ‘700 sia anche il secolo della cultura illuminista).

Settecento

16. Johann Joachim Winckelmann e Luigi Lanzi realizzano le prime pubblicazioni in

Storia dell’Arte dell’antichità

merito alla Storia dell’Arte ( ), intesa come disciplina

autonoma. Infatti, prima di loro, gli scritti erano di tipo biografico o tecnico.

17. Nel 1746 iniziano gli scavi archeologici a Ercolano e Pompei.

18. Nascono molti importanti musei (oltre ai già citati British Museum e Louvre), tra

cui Palazzo Poggi (primo museo italiano con dichiarate finalità pubbliche), il

Museo Capitolino e il Museo del Prado.

19. Gli edifici costruiti durante il ‘700 mostrano un progressivo interesse per la

fruizione delle opere e le modalità espositive.

Ottocento

20. Napoleone Bonaparte arricchisce il Louvre con i suoi bottini di guerra, intitolando

il museo a se stesso (Musée Napoleon). Così facendo, accosta al ruolo educativo

del museo uno strumento di celebrazione di potenza.

21. Nel 1866, il neonato Regno d’Italia emana una legge che elimina l’egemonia della

Chiesa sul patrimonio artistico e bibliografico, destinandolo a musei e biblioteche

delle province. Nascono così i primi musei civici e locali, che rappresentano le varie

identità legate al territorio.

22. Lo Stato italiano dimostra un precoce interesse per gli artisti viventi, ma i primi ad

esporre arte d’Avanguardia sono i musei tedeschi.

23. Vengono edificati grandiosi e appositi palazzi, come la National Gallery di Londra

e l'Ermitage di San Pietroburgo. Nel 1824, a Torino, nasce il Museo Egizio.

24. A metà ‘800 la maggior parte dei grandi musei europei è aperta a tutti. Il museo

diventa inoltre un luogo che ospita anche conferenze ed eventi.

Contemporaneità del museo

La struttura del museo tradizionale prevede un insieme di sale collegate da corridoi

e ricalca in buona parte la forma delineata da Giovio nel Medioevo. Non è concesso

di avvicinarsi alle opere esposte, né tantomeno toccarle. Oggi la tendenza è opposta:

5

si cerca di ottenere un maggiore coinvolgimento del fruitore attraverso l’interazione

con le opere e con i pannelli illustrativi.

I Musei del Novecento iniziano a rifiutare la disposizione classica, ricercando

soluzioni razionali sia per l'esposizione delle opere sia per i locali destinati alle attività

collaterali del museo.

Novecento period

25. A New York viene impiegato per la prima volta il modello espositivo delle

rooms

, il cui intento è di ricreare l’ambientazione antica delle opere che ospitano.

26. A partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale si diffonde il modello utilizzato

white cube

nel Guggenheim di New York, ideato da Lloyd Wright. Con esso nasce il ,

3

tutt’oggi in uso in moltissimi musei.

27. Nel 1946 viene creato l’ICOM, sezione dell’Onu dedicata ai Musei.

28. Nel 1967 in Germania nascono le Fiere d'Arte: la dimensione commerciale dell’arte

si oppone alle grandi manifestazioni culturali periodiche, come le biennali.

Da subito occupano un ruolo centrale nel sistema dell'arte contemporanea: le

fiere sono capaci di influenzare non solo il mercato, ma anche i parametri di

selezione e valutazione culturale degli artisti.

29. Fino alla fine degli anni ’60, quasi nessun museo viene edificato. Tra il 1971 e il 1977

nasce il Beaubourg (Centre Georges-Pompidou).

30. Nel 1959 André Malraux, Ministro della cultura del governo francese, introduce la

definizione ufficiale nell’amministrazione statale di “patrimonio pubblico” che

comprende tutti gli aspetti prodotti da una nazione in ambito culturale, inclusi i

beni immateriali . Malraux parla inoltre del museo immaginario, partendo dall’idea

4

che con i mass media l’uomo contemporaneo può conoscere le varie culture senza

viaggiare (in netto anticipo rispetto ad Internet).

Anni duemila

31. All’inizio del 2000 si contano 17.500 musei negli USA e 19.000 Europa, con circa un

miliardo di visitatori all’anno per continente.

32. Si diffonde la pratica di digitalizzare gli archivi rendendoli fruibili online.

33. Lo spettatore è ora al centro dell’attenzione, nonché il suo coinvolgimento

emotivo per stimolare l’interesse, la memoria e la partecipazione.

34. L’arte contemporanea, oltre a farsi garante della memoria storica, svolge una

funzione immaginativa/progettuale. L’artista non si limita a produrre opere, ma si

occupa attivamente della progettazione dei musei stessi e delle sue esposizioni,

collaborando con curatori e museografi (non senza numerosi episodi di conflitti

di ruolo, fino a dare vita al fenomeno delle archistar ).

5

Altra figura che spesso inserita nel contesto museale è lo sceneggiatore: lo

storytelling ormai si applica in moltissimi ambiti della nostra società.

Grande spazio vuoto dai colori tenui, con poche opere alle pareti, in grado di accogliere

3

qualsiasi azione artistica per via del suo carattere neutro.

Anche le immagini e i suoni sono dei beni. Ciononostante, la SIAE riconosce i diritti d’autore

4

sulle fotografie solo da vent’anni, segno del fatto che questi beni difficilmente vengono

riconosciuti come tali.

Con il neologismo archistar ci si riferisce ad un architetto molto famoso che, come i

5

personaggi dello show business, è al centro dell'attenzione pubblica per i propri progetti.

6

Uno sguardo all’evoluzione

Con questa breve digressione abbiamo affrontato diverse modalità di musei. Qui vi

sono i modelli principali e il periodo in cui sono nati:

• (Preistoria)

Museo tempio

La collezione è preziosa, sacrale, legata alle aristocrazie e dominio di pochi eletti.

La definizione è legata all’atmosfera di culto che avvolge l’edificio (non a caso nei

pittogrammi il museo è ancora oggi rappresentato come un tempio greco).

Questa concezione di museo privilegia la funzione simbolica rispetto a quella

culturale, la collezione rispetto al pubblico e la dimensione estetica rispetto a

quella conoscitiva.

• (dall’Illuminismo al Positivismo )

Museo scuola 6

Non solo espone degli oggetti, ma ha anche una funzione educativa. In questa

fase il museo ha assunto caratteri assimilabili all'erogazione di un servizio. Questo

modello è stato iniziato da Giovio e poi riprodotto soprattutto nel ‘700.

I difetti e i pregi sono esattamente inversi a quelli del museo-tempio: subordina

ogni funzione a quella educativa, la collezione al pubblico, gli aspetti emotivi a

quelli razionali ma pone l'accento sul ruolo sociale del museo.

• (fine ‘900 – anni 2000)

Museo intrattenimento

Con l’avvento dei mass media cambiano le modalità di concepire il museo: la

tecnologia diventa parte del tessuto sociale e i musei fanno fronte al

cambiamento. Per circa 20 – 30 anni molti furono costretti a chiudere, ma

lentamente si fecero largo delle iniziative che li rilanciarono.

Le funzioni della televisione comprendono l’intrattenimento, l’educazione e la

divulgazione (non a caso, in Italia è stato il primo vero e proprio strumento di

unificazione della lingua). Queste funzioni sono in comune con quelle dei musei.

Il museo intrattenimento è un rischio temuto da tutti ma messo in pratica da un

numero crescente di istituzioni. Tuttavia, in esso si può anche togliere l’esigenza

di accostare il dilettevole accanto all’utile.

• (anni 2000)

Museo cognitivo-narrativo

Dall’introduzione delle tecnologie interattive molti musei ne hanno sfruttato

È

soprattutto l’aspetto di divertimento. ormai pratica comune quella delle “mostre-

esperienze”, in cui non vi sono opere esposte ma vengono solo forniti degli stimoli

sensoriali o mostrate delle installazioni spettacolari.

Il museo cognitivo-narrativo tende invece a sfruttare le nuove tecnologie non

soltanto come fonte di spettacolarizzazione, ma anche come linguaggio

autonomo. Gli artisti qui assumono un ruolo centrale, opposto a quello dei tecnici

che concepiscono percorsi espositivi standardizzati (tipici del museo

intrattenimento).

La sottile linea che differenzia queste ultime due tipologie di museo va considerata

con attenzione, se non si vuole incorrere in dei rischi. Il numero dei visitatori non deve

essere la priorità di un museo, poiché nell’economia della cultura l’impatto

economico non sempre dipende dal numero di biglietti staccati.

Ciò che accomuna il museo di intrattenimento e quello cognitivo-narrativo è la

centralità dello spettatore, nonché la fluidità dei ruoli di regista, curatore, architetto

e artista.

Scuola di pensiero che può definirsi figlia dell’Illuminismo ma con applicazioni in ambito

6

industriale. La filosofia positivista è caratterizzata dall'esaltazione del progresso scientifico.

7

LA STRUTTURA DEL MUSEO

Così come la biblioteca è il luogo dei libri, il museo è il luogo delle testimonianze visive,

perché il suo rapporto con il pubblico passa attraverso l'esposizione.

Nessun museo è uguale a un altro e questa diversità va valorizzata, perché

costituisce un valore aggiunto: non ostacola ma facilita la cooperazione.

Se un certo grado di emulazione e concorrenza è inevitabile, l'appiattimento sulla

logica del mercato non può che nuocere alla salute culturale e sociale del museo.

Funzioni

Definizioni

Dal momento della sua fondazione, l’ICOM ha fornito diverse definizioni di “museo”,

aggiornandole a seconda del loro sviluppo. Qui vi sono le tappe principali:

1946 Tutte le collezioni di materiali artistici, storici, scientifici, archeologici, aperte al

pubblico.

Ci si concentra ancora sulla morfologia del museo, piuttosto che sulle finalità.

1961 Istituzione permanente che conserva ed espone, a scopo di studio, istruzione e diletto,

reperti d’interesse culturale o scientifico.

Viene accentuata la funzione comunicativa rispetto a quella puramente

conservativa.

1971 Il museo deve essere al servizio della società e del suo sviluppo.

Il Museo serve per diffondere la cultura anche nelle fasce più svantaggiate.

2004 Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e

del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali

e immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e

specificamente le espone per scopi di studio, istruzione e diletto.

Il Museo è un importante luogo di ricerca, in quanto oltre a possedere reperti

per gli studiosi del settore mette a disposizione banche dati multimediali.

Le funzioni del museo possono essere così riassunte:

• funzione scientifica;

• funzione conservativa;

• funzione didattica;

• funzione comunicativa.

Documentazione

La registrazione inventariale è una descrizione sommaria dell'opera, accompagnata

da almeno una riproduzione fotografica.

Con l'invenzione della fotografia sono state emanate delle norme che obbligano di

corredare le schede (informazioni di tipo anagrafico, tecnico, conservativo e critico)

con delle riproduzioni fotografiche.

Oggigiorno la catalogazione è sempre più immateriale grazie all’utilizzo della rete.

Nonostante i numerosi privilegi di questa forma di documentazione, incombe il

rischio che musei in situazioni finanziarie difficili cedano i diritti sulla digitalizzazione

delle loro immagini, che possono essere oggetto di innumerevoli applicazioni

commerciali. 8

Conservazione

Conservare le opere significa garantirne la stabile collocazione (conservazione

spaziale) e ridurre al minimo i danni per la loro integrità (conservazione temporale).

Bisogna poi distinguere due termini tra loro attigui:

• Conservazione

Indica la preservazione materiale dell’opera (legata al restauro).

• Salvaguardia

Indica la preservazione dell’opera dal punto di vista patrimoniale.

Garantire la sicurezza è indispensabile, ma di conseguenza anche i visitatori

subiscono una serie di divieti; conciliare queste esigenze è uno dei principali crucci

dei musei.

Molti musei hanno stilato elenchi di opere da considerarsi inamovibili, pur essendovi

condizioni di sicurezza e conservazione migliori che in passato.

La storia del restauro è passata non solo attraverso l’evoluzione delle tecniche, ma

È

anche del gusto. infatti solo dalla fine del ‘700 che ci si interessa del tema

dell'autenticità: frequenti erano stati i casi di affreschi distaccati dalle pareti o opere

rimosse dal loro supporto originario.

La “restituzione del capolavoro al suo primitivo splendore” spesso diventa una leva

per trasformare il restauro in una forma di spettacolarizzazione. Oggi vige quasi

ovunque il principio teorico del minimo intervento.

Contenuto ed esposizione

Collezione

La collezione è l'insieme di oggetti custoditi nel museo, formatasi attraverso diverse

forme di acquisizione nel corso del tempo. La maggior parte delle opere, tranne

alcune eccezioni (specialmente di arte contemporanea) non sono state prodotte per

il museo.

Il museo si trova quindi a dover scegliere il modo migliore per divulgare le origini degli

oggetti, pur esponendoli in un contesto diverso da quello per cui erano stati creati.

Per motivi di conservazione e sicurezza, in ogni caso, oggi si tende ad evitare la

rimozione dei beni culturali dai loro ambiti di provenienza.

Nessun museo espone tutte le opere che possiede contemporaneamente

(statisticamente se ne vedono meno del 50%), poiché da un lato le sale non possono

essere affollate, dall'altro si cerca di mantenerne l'integrità.

Il museo può essere di tipo generale o articolarsi per discipline. Recentemente, inoltre,

sono nati molti musei che non si fondano su degli oggetti ma sulle idee, raccontate

specialmente attraverso le nuove tecnologie.

Qualunque museo non può prescindere dal passato. Questo problema si sta

ponendo oggi soprattutto nei musei della scienza e della tecnica, che cercano di

musealizzare il presente conducendo al paradosso di non poter far durare gli

oggetti, che devono essere continuamente sostituiti. I musei devono invece porsi

sempre nella prospettiva della storia.

I criteri per stabilire se una collezione è valida o meno sono:

1. il valore culturale ed economico degli oggetti e dei documenti;

2. la coerenza interna della collezione;

3. la capacità di acquisire, raccogliere e conservare gli oggetti esposti.

Tendenzialmente, le collezioni dei musei sono destinate a crescere, purché questo

avvenga con buonsenso e rigore. 9

Mostre

L’esposizione temporanea non è un obbligo istituzionale, ma può essere

un'occasione per sondare gli interessi dei visitatori per via del suo carattere effimero.

L'esplosione degli ultimi 25 anni delle mostre è dovuta al fatto che è uno degli eventi

che più facilmente attrae le sponsorizzazioni.

Tuttavia, la mostra temporanea è complessa e costosa, senza contare i numerosi

rischi che crea per il trasporto delle opere. Deve quindi essere utilizzata in forma

complementare e non sostitutiva rispetto ai compiti essenziali del museo.

Esposizione

Molti dubitano che la meraviglia sia sempre necessaria per il pubblico. L'esperienza

estetica, però, non è alternativa a quella conoscitiva: la loro coesistenza è vitale.

• Ordinamento

Riguarda la scelta degli oggetti da mostrare e i percorsi espositivi. Incide sul livello

conoscitivo della visita.

• Allestimento

Riguarda la presentazione delle opere nelle migliori condizioni di leggibilità e

valorizzazione. Incide sulla percezione visiva.

Questi due paradigmi non sono esenti da un certo grado di artificio, anche quando

È

cercano di non ambientare le opere. infatti utopico credere che sia possibile

ricondurre a un sistema un insieme di oggetti il cui accumulo è stato frutto di

circostanze casuali o impreviste.

Si possono schematizzare due tendenze opposte:

• Selezione di capolavori, ordinamento estetico, allestimento spettacolare e

percorso che tende al crescendo emotivo;

• Appartenenza ad una serie, ordinamento classificatorio, allestimento uniforme e

percorso didattico.

La normalità è una categoria che non si può applicare all'esposizione del museo,

perché il rapporto collezione-pubblico-sede determina ogni volta soluzioni diverse.

period rooms

L'allestimento può cercare di ambientare le opere ( ) o creare un

contrasto temporale (come nel Castello di Rivoli, dove una collezione contemporanea

è inserita in un'antica residenza sabauda).

Non sono molti i casi di allestimenti originali che si sono conservati nel tempo. A

partire dagli anni ‘80 si è inoltre sviluppata una sensibilità nei confronti degli

allestimenti storici e il ripristino di quelli originali.

Una questione importante per l'allestimento è il rapporto tra luce naturale e

artificiale. Se la prima può creare degli effetti che enfatizzano l'opera, la seconda

(opportunamente filtrata e regolata) sta riguadagnando terreno ovunque per via

della sua maggiore autenticità.

Quando si allestisce un museo bisogna sempre mantenere un equilibrio tra:

• artefatto;

• spazio che lo ospita;

• individui che ne godono.

Nelle esposizioni efficaci, gli oggetti diventano veri e propri personaggi, con una loro

storia e un loro modo personale di raccontarla.

10

Musei tradizionali Musei rinnovati

Privilegiano forme di

Oggetti esposti in vetrine con comunicazione innovative

Tecniche a fianco la classificazione, attraverso l'ausilio dei media,

espositive l’anno e la descrizione storica soprattutto con la presentazione

del reperto. dell'aspetto spettacolare e ludico

di un fenomeno.

Guide cartacee o audio, Materiale cartaceo e digitale, uso

manuali storici, cataloghi, dei media interattivi (di tipo

Strumenti visite guidate e video "push-bottom" ed "hands-on”) e

documentari. comunicazione iconica.

Spazi

Il museo può essere strutturato in una sola sede (museo chiuso) oppure in un insieme

di siti archeologici, giardini, regge etc. (museo aperto). Qui vi sono le principali

tipologie di museo:

• Collezioni private;

• Archivi e Fondazioni (un fenomeno recente è quello delle fondazioni di lusso e

moda, i cui progetti museali sono solitamente affidati a delle archistar per

conquistare visivamente lo spettatore);

• Collezioni pubbliche;

• Grandi musei generalisti (Arte, Scienze, Storia, etc.)

• Piccoli musei tematici;

• Museo tradizionale;

• Heritage Centres (archeologie industriali);

• Ecomusei (musei all’aperto e ambientali);

• Museo virtuale;

• Museo multimediale interattivo.

Le strutture possono essere concepite e costruite appositamente per ospitare un

museo, oppure adattate e riconvertite ad uso museale (come il Musée D’Orsay, che in

origine era una stazione ferroviaria).

Vi è poi un’ulteriore distinzione tra:

• spazi serviti (sale espositive, accoglienza, biblioteche…);

• spazi che servono (uffici, depositi, magazzini, servizi, locali impianti).

Fruizione

Il pubblico dei musei è cambiato molto nel tempo e ha conosciuto diverse fasi:

1. il pubblico elitario (aristocratici, nobili, intellettuali, artisti…)

2. il pubblico come massa da educare (visitatore-discepolo);

3. il pubblico come utente (dispone di maggiori servizi ma resta passivo)

edutainment

4. il pubblico come protagonista attivo e differenziato ( , servizi e offerte

differenziate per età, esigenze, interessi)

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Corso di laurea: Corso di laurea in pedagogia e didattica dell'arte
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Wakiwa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Museologia del contemporaneo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Torino - Accademia Albertina o del prof Balzola Andrea.

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