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Museologia del contemporaneo

Prof. Andrea Balzola

Appunti di Lucrezia Cusato

Sommario

  • Presentazione
  • Contenuto ed esposizione
  • Collezione
  • Mostre
  • Evoluzione del museo
  • Esposizione
  • Terminologia e definizioni
  • Spazi
  • Museografia
  • Museologia
  • Fruizione
  • “Preistoria” del museo
  • Gestione
  • Età ellenistica (323 – 31 d.C.)
  • Personale
  • Età romana (100 a.C. – 400 d.C.)
  • Curatore
  • Medioevo (476 – 1400)
  • Gallerista
  • Umanesimo (1300 – 1400)
  • Comunicazione
  • Rinascimento (1400 – 1600)
  • Servizi
  • Seicento I “dilemmi museali”
  • Storia del museo
  • Settecento
  • Evoluzione della museografia
  • Ottocento
  • Lo spazio
  • Contemporaneità del museo
  • Novecento
  • Le prime realtà d’avanguardia
  • Anni duemila
  • Sanatorium Monte Verità
  • Bauhaus
  • Uno sguardo all’evoluzione
  • Contenitori e contenuti: l’evoluzione
  • La struttura del museo
  • Musei pioneristici
  • Musei d’artista
  • Funzioni
  • Esposizioni periodiche
  • Definizioni
  • Studio Azzurro
  • Documentazione
  • Conservazione

Presentazione

Sono qui contenuti i riassunti per l'esame di Museologia del Contemporaneo (Triennio), basati su appunti personali e studio autonomo dei testi indicati dal docente Andrea Balzola.

Bibliografia obbligatoria

  • Che cos’è il museo di Maria Vittoria Marini Clarelli; Carocci Editore; 2013
  • Estetica e narrazione degli spazi espositivi di Balzola, Iadeluca, Saccomandi e Sibona; Albertina Press; 2018

Filmografia obbligatoria

  • L’arca russa (Hermitage) di A. Sokurov
  • Francofonia (Louvre) di A. Sokurov

Filmografia consigliata

  • Blow Up di Antonioni
  • Il mistero dei giardini di Compton House di Peter Greenaway

Il voto finale comprenderà

  • Una prova scritta a fine corso sui libri e sulle dispense del corso.
  • Esercitazione a scelta tra:
    • Recensione di una mostra temporanea o di un museo d’arte e l’analisi della comunicazione istituzionale del museo stesso (sito web, grafica delle locandine, cataloghi…)
    • Progettazione (individuale o di gruppo) di un allestimento per una mostra temporanea in collaborazione con il corso di Museografia del Prof. Nocchi, possibilmente che segua il tema monografico del corso di Teoria e Metodo dei Mass Media “Immaginare il futuro”.

La scadenza per l’esercitazione è a fine aprile.

Evoluzione del museo

Terminologia e definizioni

Pur trattando questioni simili, museologia e museografia sono due discipline tra loro distinte, nate in contesti molto diversi:

  • La museografia si occupa dell'ambito operativo-architettonico (metodologie di progettazione ed edificazione, organizzazione e allestimento degli spazi, dimensione urbanistica e rapporto col territorio…).
  • La museologia si occupa del museo come istituzione dal punto di vista teorico-storico (studio e ricerca sull’evoluzione, i significati, i contenuti, il ruolo e gli scopi sociali dei musei, cosa sono, come funzionano, a cosa servono).

Tuttavia, è molto difficile tracciare un confine netto tra teoria e pratica. Le due discipline concorrono a studiare il museo come il prodotto dell’attitudine umana alla raccolta di documenti. Questa tendenza può essere spiegata da:

  • Un tentativo di scongiurare la caducità umana attraverso la raccolta di beni materiali di particolare rilevanza.
  • L'istinto vitale che spinge a conservare la memoria.
  • Una necessità spirituale di espressione della propria identità storico-culturale, che trova concretizzazione attraverso l'esposizione di oggetti significanti.

Museografia

La museografia nasce nella seconda metà del ‘700, in relazione a due grandi fenomeni culturali:

  1. La Rivoluzione francese Dopo la Rivoluzione, in pieno clima illuminista, vengono fondati due importanti musei: il British Museum (che fu il primo museo statale) e il Louvre. Con quest’ultimo, per la prima volta la destinazione pubblica non è dovuta alla concessione di un sovrano ma da un diritto dei cittadini: la proprietà del museo viene attribuita al popolo. L’accesso era garantito a tutti, non solo agli studiosi e ai ricchi, per favorire lo sviluppo e la diffusione delle conoscenze. La nascita di questi musei è molto importante poiché il museo viene finalmente concepito come un luogo aperto, non soltanto di una ristretta élite di persone. Si rivela quindi necessaria una disciplina che ne regoli l’allestimento. In questo clima viene anche ideata l’Enciclopedia degli illuministi Diderot e D’Alembert. Essa si configurava come una serie di volumi contenenti voci illustrate e accompagnate da una descrizione. La struttura è analoga a quella di Wikipedia, con la grande differenza che quest’ultima è disponibile online. Infatti Tim Berners-Lee, il principale ideatore di Internet, aveva concepito il World Wide Web come un’enorme Enciclopedia che garantisse l’accesso a chiunque.
  2. La nascita dell’estetica Aesthetica L’estetica nasce nel 1750 con il saggio di Alexander Gottlieb Baumgarten. Etimologicamente, il termine significa “studio di ciò che si percepisce coi sensi”. Non è casuale che questa disciplina nasca a metà ‘700: in questo periodo, infatti, iniziano a germinare i semi della corrente romantica, che fonderà buona parte della sua poetica sul piacere dei sensi. Il Romanticismo mise in crisi l’idea classica di l’arte: l’opera non è più condizionata dalla realtà esteriore, ma piuttosto da quella interiore, mettendo da parte la fedeltà all’oggetto rappresentato. Questo concetto fu poi ripreso e approfondito all’inizio dell’800, con la messa a punto della fotografia.

Museologia

La museologia nacque diverso tempo dopo rispetto alla museografia, nel 1955. La Seconda Guerra Mondiale portò infatti schieramenti politici anche opposti alla volontà comune di fondare l’ONU, ovvero una sede (fisica e immateriale) di confronto permanente che garantisca la pace tra i popoli. In questo contesto, la memoria storica e il patrimonio culturale assumono un’importanza centrale: per non ripetere gli errori è fondamentale tramandare e diffondere la conoscenza. L’ignoranza è spesso stata causa di guerre, poiché dove vi è consapevolezza vi è anche spirito critico. Ecco che il museo diventa un’istituzione fondamentale, assumendo le funzioni di trasmissione della memoria e promozione della cultura. L’ICOM (International Council of Museum) nasce infatti per emanazione dell’ONU. Il collezionismo fu la prima materia di studio della museologia.

“Preistoria” del museo

Età ellenistica (323 – 31 d.C.) La parola “museo” deriva dal greco museion, ovvero “luogo sacro alle Muse”, le figlie di Zeus e Mnemosyne (dea della memoria), nonché protettrici delle arti. Il Museion era considerato la massima istituzione culturale del mondo ellenistico e comprendeva la straordinaria biblioteca di Alessandria d’Egitto (custode di 700.000 volumi, poi distrutti da una guerra), un osservatorio astronomico e un giardino botanico e zoologico. La struttura è nata su ispirazione di Demetrio Falereo, governatore di Atene e allievo di Aristotele. Dopo il Museion fu istituita la Pinacoteca sull’Acropoli di Atene. Il modello nascita-sviluppo-apice-declino qui costituito fonda il culto della classicità, che resterà in auge per molti secoli nella storia dell’arte. L’arte classica si basa sul modello concettuale di Aristotele, che la considera come un mezzo per riprodurre e migliorare la realtà. Ne consegue un tipo di arte ideale, fatta di canoni e proporzioni.

Età romana (100 a.C. – 400 d.C.) Con la conquista di Siracusa del 212 a.C. da parte dei romani, inizia l’appropriazione e il trasporto delle opere d’arte greche verso Roma. I bottini di guerra vengono esposti durante le parate, facendo strada all’idea di “arte accessibile”. È interessante notare che per i greci le arti sono figlie della memoria: senza l’arte noi non avremmo memoria storica. La mnemotecnica è l'insieme di regole e metodi adoperati per memorizzare informazioni difficili da ricordare (la tecnica fu ideata dai greci e trasmessa ai romani). L’arte era dunque considerata una mnemotecnica a tutti gli effetti. Marco Agrippa afferma il diritto dei cittadini di fruire delle collezioni di opere d’arte. Le opere più note e prestigiose sono collocate in templi (tra cui il Pantheon), piazze e giardini visibili al pubblico. Il Musaeum è una grotta artificiale ornata di mosaici e sculture. Si sviluppa inoltre il collezionismo come segno di prestigio sociale e investimento economico.

Medioevo (476 – 1400) Il concetto di museo decade, rinchiudendosi e conservandosi solo in ambito ecclesiastico. La Chiesa diventa la principale committente degli artisti: cattedrali e basiliche iniziano ad ospitare opere e oggetti sacri o preziosi. Si iniziano ad esporre anche “meraviglie” (oggetti esotici) e miniature.

Umanesimo (1300 – 1400) L’Umanesimo attribuisce ai reperti antichi il valore di testimonianza del passato e modello per il presente. Cominciano in modo sistematico gli studi di carattere enciclopedico, mentre il collezionismo si struttura con precisi criteri. Il termine “museo” viene utilizzato da Lorenzo de’ Medici per definire la raccolta di codici e opere d’arte. Dalle sue collezioni vengono create la Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti, luoghi aperti a ricchi e studiosi. Se nel Medioevo era la chiesa a “privatizzare” i beni culturali, in età umanistica è proprio un papa a riconoscerne il valore civile. Nel 1471 Papa Sisto IV dona al “popolo romano” una serie di sculture che simboleggiano la storia della città (tra cui la Lupa Capitolina), collocandole sulla collina del Campidoglio. Vengono inoltre creati i Musei Vaticani e le Gallerie delle grandi famiglie aristocratiche (Doria-Pamphili, Borghese, Colonna…). Erasmo da Rotterdam definisce “musei” gli studioli dei principi italiani. Per la prima volta il termine è usato per indicare una raccolta ordinata di vari tipi di oggetti.

Rinascimento (1400 – 1600) Dalla metà del 1500, presso le corti europee si diffondono le Wunderkammer (“camere delle meraviglie”), all'interno delle quali vengono custodite artefacta (oggetti dell’ingegno umano), scientifica (oggetti d’arte) e instrumenta (strumenti scientifici). L'aspetto della meraviglia prevale sulla dimensione di ricerca e classificazione: la finalità principale è esibire ricchezza e potere. Tra le più famose vi sono lo studiolo di Francesco I de' Medici a Firenze e le collezioni degli Asburgo. La modalità delle Wunderkammer è opposta quella dei musei: erano un insieme disordinato di oggetti, con il quale si cercava di rappresentare la varietà del reale. Il medico Paolo Giovio tra il 1537 e il 1543 ideò il museo di Borgo Vico (Como), per conto di Papa Clemente VII. Lo scopo era creare una sorta di Tempio della fama: all'interno figuravano immagini di Apollo, delle Muse, di Imperatori, Papi, principi… Accanto ad ogni ritratto vi erano gli scritti di Giovio che narravano le gesta, i pregi e i difetti dell'illustre personaggio. Il percorso espositivo del museo svolge una rappresentazione il cui messaggio è immediatamente comprensibile. A differenza delle contemporanee Wunderkammer, confuse rappresentazioni, la selezione dei ritratti di Giovio risponde a esigenze di ordine classificatorio. Ulisse Aldovrandi crea il primo museo di Storia Naturale all’interno del quale è possibile osservare “18.000 cose diverse”. Dalla fine del ‘500 la galleria è il luogo deputato alle opere d’arte.

Seicento

L’Accademia di Disegno nasce come una delle parti costitutive del complesso della Pinacoteca Ambrosiana, voluta dal Cardinale Federico Borromeo. La struttura comprende inoltre una Biblioteca ed una Pinacoteca (nasce l’idea di una raccolta d’arte creata come modello educativo per i giovani artisti).

Storia del museo

In seguito all’introduzione delle Accademie di Belle Arti si può iniziare a parlare di “storia” del museo. Si passa infatti da una concezione privata ad una pubblica dell’arte (non è un caso che il ‘700 sia anche il secolo della cultura illuminista).

Settecento

Johann Joachim Winckelmann e Luigi Lanzi realizzano le prime pubblicazioni in merito alla Storia dell’Arte dell’antichità, intesa come disciplina autonoma. Infatti, prima di loro, gli scritti erano di tipo biografico o tecnico. Nel 1746 iniziano gli scavi archeologici a Ercolano e Pompei. Nascono molti importanti musei (oltre ai già citati British Museum e Louvre), tra cui Palazzo Poggi (primo museo italiano con dichiarate finalità pubbliche), il Museo Capitolino e il Museo del Prado. Gli edifici costruiti durante il ‘700 mostrano un progressivo interesse per la fruizione delle opere e le modalità espositive.

Ottocento

Napoleone Bonaparte arricchisce il Louvre con i suoi bottini di guerra, intitolando il museo a se stesso (Musée Napoleon). Così facendo, accosta al ruolo educativo del museo uno strumento di celebrazione di potenza. Nel 1866, il neonato Regno d’Italia emana una legge che elimina l’egemonia della Chiesa sul patrimonio artistico e bibliografico, destinandolo a musei e biblioteche delle province. Nascono così i primi musei civici e locali, che rappresentano le varie identità legate al territorio. Lo Stato italiano dimostra un precoce interesse per gli artisti viventi, ma i primi a esporre arte d’Avanguardia sono i musei tedeschi. Vengono edificati grandiosi e appositi palazzi, come la National Gallery di Londra e l'Ermitage di San Pietroburgo. Nel 1824, a Torino, nasce il Museo Egizio. A metà ‘800 la maggior parte dei grandi musei europei è aperta a tutti. Il museo diventa inoltre un luogo che ospita anche conferenze ed eventi.

Contemporaneità del museo

La struttura del museo tradizionale prevede un insieme di sale collegate da corridoi e ricalca in buona parte la forma delineata da Giovio nel Medioevo. Non è concesso di avvicinarsi alle opere esposte, né tantomeno toccarle. Oggi la tendenza è opposta: si cerca di ottenere un maggi

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Wakiwa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Museologia del contemporaneo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Torino - Accademia Albertina o del prof Balzola Andrea.
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