Estratto del documento

TEORIE DELL’INFORMAZIONE E DELLA

COMUNICAZIONE

(Borella, Franchin)

CAPITOLO 1: SEMIOTICA-SEGNO

La semiotica è una disciplina recente che studia il segno e i processi di significazione. I processi di

significazione sono i processi utilizzati dall’uomo per produrre e comunicare un senso. Tale

definizione di semiotica è da un lato troppo ampia ma dall’altro insufficiente per descrivere un

campo caratterizzato dalla mescolanza di numerose discipline: linguistica, logica, filosofia,

antropologia, psicologia. La semiotica si impone come disciplina tra fine Ottocento e inizio

Novecento. La semiotica nasce grazie al pensiero dello svizzero Saussure e dello statunitense

Peirce. Saussure è l’ispiratore dello strutturalismo. Peirce è il fondatore del pragmatismo. La

doppia origine della disciplina emerge dal fatto che essa può essere chiamata sia semiotica che

semiologia. Attualmente semiotica e semiologia vengono considerati come sinonimi, ma in passato

venivano utilizzati per indicare concetti differenti:

-la semiotica indicava gli studi linguistici statunitensi avviati da Peirce; adottava un approccio

logico-filosofico; era pratica e si concentrava sulla semiosi, cioè il concreto utilizzo di segni;

-la semiologia indicava gli studi linguistici francofono avviati da Saussure; adottava un approccio

filologico-linguistico; era teorica e si concentrava sulla lingua, cioè un sistema di segni.

Nonostante le differenze semiotica e semiologia presentano lo stesso etimo, che deriva dal greco

e che significa segno, marca, indizio.

Possiamo distinguere 3 tipi di semiotica:

-SEMIOTICA GENERALE: studia tutti i sistemi di segni per definirne analogie e differenze;

-SEMIOTICA SPECIALE: studia un determinato sistema di segni. Esempi di semiotiche speciali

sono semiotica dell’immagine e semiotica della musica;

-SEMIOTICA APPLICATA: studia il concreto utilizzo di segni all’interno di messaggi o testi

esistenti.

La semiotica generale ha attraversato diverse fasi:

-inizialmente si concentrava sul segno: classificava e descriveva i vari tipi di segni e analizzava le

loro manifestazioni;

-a partire dagli anni Settanta cominciò a concentrarsi sul testo;

-attualmente si concentra sull’esperienza.

Il SEGNO è tutto ciò che rinvia ad altro da sé. Nella zoosemiotica, cioè la disciplina che studia i

linguaggi animali, il segno è tutto ciò che costituisce un segnale in grado di determinare uno

stimolo.

Possiamo distinguere tra segno artificiale e segno naturale:

-SEGNO ARTIFICIALE: viene costruito dall’uomo per significare altro. ES: linguaggi;

-SEGNO NATURALE: non viene costruito dall’uomo, ma viene interpretato dall’uomo come segno

di altro. ES: gesto involontario, macchia rossastra sulla pelle.

La distinzione tra segno artificiale e segno naturale non è sempre così netta. ES: per noi il fumo è

un segno naturale che rimanda al fuoco, per gli indiani il fumo è un segno artificiale creato

appositamente dall’uomo per veicolare un determinato significato. Un altro problema legato alla

distinzione tra le due tipologie di segno è che la distinzione tra gesto spontaneo e gesto che finge

di essere spontaneo non è semplice. Un gesto spontaneo è un segno naturale, mentre un gesto

che finge di essere spontaneo è un segno artificiale.

Le riflessioni relative al segno hanno portato alla creazione di 3 accezioni differenti:

-il segno come qualcosa di presente che annuncia qualcosa di assente. ES: il sintomo visibile

rimanda al disagio invisibile: il sintomo è il qualcosa di presente; il disagio è il qualcosa di assente.

-il segno come equivalenza. Questa accezione deriva dal pensiero di Saussure e riguarda

soprattutto i linguaggi. Il segno ha un significato convenzionale che non dipende dal mondo

circostante. Saussure vuole rivoluzionare la linguistica, cioè lo studio della lingua. Egli vuole

passare da una linguistica comparata, caratterizzata da una prospettiva particolare, a una

linguistica generale, caratterizzata da una prospettiva universale. La linguistica generale deve

essere in grado di descrivere e prevedere i cambiamenti di qualsiasi linguaggio. Con questo scopo

Saussure identifica due componenti del linguaggio: la langue, cioè il suo aspetto astratto e sociale,

e la parole, cioè il suo aspetto concreto e individuale. La linguistica di Saussure considera la

langue e ignora la parole. Secondo Saussure ciò che rende il linguaggio strumento comunicativo

non è né l'aspetto fisico-meccanico, né l'aspetto fisiologico, bensì l'aspetto psichico:

- ASPETTO FISICO-MECCANICO: produzione di un suono;

- ASPETTO FISIOLOGICO: ricezione di un suono;

- ASPETTO PSICHICO: comprende le associazioni che avvengono nel cervello del parlante e

dell’ascoltatore. Queste associazioni consentono al parlante di accostare un concetto ad

un'immagine acustica e all'ascoltatore di accostare un'immagine acustica ad un concetto. Il segno

è costituito da SIGNIFICATO, cioè il concetto, e da SIGNIFICANTE, cioè l’immagine acustica.

L’immagine acustica non coincide con il suono del segno, bensì con la traccia psichica lasciata da

questo suono. Il segno è equivalenza di significato e significante. Deve trattarsi di un’equivalenza

convenzionalmente accettata, cioè riconosciuta pertinente sia dal parlante che dall'ascoltatore. Le

caratteristiche essenziali del segno sono: ARBITRARIETA’ (l'equivalenza tra significante e

significato non dipende da alcun legame logico-naturale tra i due elementi); CONVENZIONALITA’

(l'equivalenza tra significato e significante dipende da una convenzione precedentemente stabilita

e che il parlante acquisisce nel tempo grazie ad educazione ed esperienza); OPPOSIZIONE (un

segno è pertinente e significativo solo se diverso da un altro segno. L'opposizione riguarda sia

significati che significanti. SIGNIFICATO: il significato veicolato dal significante "capra" è pertinente

poiché diverso dal significato veicolato dal significante "montone". SIGNIFICANTE: i significanti

"pane" e "cane" sono significativi poiché inconfondibili); LINEARITA’ DEL SIGNIFICANTE (gli

elementi che lo costituiscono non sono simultanei, ma seguono una precisa successione nel

tempo e nello spazio).

-il segno è tutto ciò che noi possiamo interpretare e a cui possiamo attribuire un senso. Questa

accezione deriva dal pensiero di Peirce. Peirce afferma che un segno è soggetto a più

interpretazioni, poiché esse dipendono dall’esperienza dell’interprete. Peirce definisce il segno

come mediatore tra realtà e pensiero. Per realtà si intende una conoscenza suggerita della natura

all'uomo. Per pensiero si intende il pensiero individuale del singolo. L'uomo è aperto alla realtà, ma

questa apertura non è mai diretta, bensì sempre mediata da ragionamenti, inferenze e

interpretazioni personali. Quando l'uomo si avvicina alla realtà viene colpito da fatti sorprendenti,

cioè da imprevisti che mettono in discussione le sue conoscenze consolidate e che quindi lo

spingono a formulare nuove ipotesi. La formulazione di nuove ipotesi avviene attraverso un

ragionamento chiamato abduzione. L'abduzione consiste nel considerare un evento come risultato

di una determinata regola. Il ragionamento deve essere verificato tramite l'esperienza. La regola

acquisisce e mantiene validità fino a che non viene messa in discussione da un nuovo fatto

sorprendente.

Peirce elabora il concetto di SEMIOSI ILLIMITATA. Peirce definisce il segno come qualcosa che

per qualcuno sta per qualcosa sotto qualche aspetto o capacità. Spiegazione della definizione:

-IL SEGNO E’ QUALCOSA CHE PER QUALCUNO: nella mente del qualcuno si crea un segno

equivalente o più sviluppato del segno. Il segno che si crea nella mente del qualcuno è

l’INTERPRETANTE. L’interprete garantisce la validità del segno anche in assenza dell’interprete;

-STA PER QUALCOSA: questo qualcosa è l’OGGETTO del segno;

-SOTTO QUALCHE ASPETTO O CAPACITA’: il segno non sta per l’oggetto sotto tutti gli aspetti,

ma solo in riferimento ad un determinato aspetto che accomuna segno e oggetto. Il segno è quindi

REPRESENTAMEN, cioè traccia di un aspetto in grado di rimandare all’oggetto. Il rapporto tra

segno e oggetto può essere determinato da una somiglianza (in questo caso il segno è ICONA),

da una connessione fisica (in questo caso il segno è INDICE), da una convenzione (in questo caso

il segno è SIMBOLO). La maggior parte dei segni sono contemporaneamente icone, indici e

simboli.

DIFFERENZA TRA SAUSSURE E PEIRCE:

-secondo Saussure il significato di un segno dipende da due aspetti: SIGNIFICANTE e

SIGNIFICATO;

-secondo Peirce il significato di un segno dipende da tre aspetti: representamen (primità), oggetto

(secondità), interpretante (terzità). I tre aspetti costituiscono un triangolo: il representamen rimanda

all’oggetto e determina così l’interpretante.

SIGNIFICANTE

SAUSSURE: conia questo termine per indicare una delle due componenti del segno. Saussure

definisce il significante anche come immagine acustica. Questa espressione indica che il

significante non coincide né con l’intero segno, né con il suo suono, la sua grafia o il suo colore. Il

significante è una classe astratta e socialmente accettata. Basandosi sul fatto che le diverse lingue

utilizzano significanti diversi per indicare uno stesso significato, Saussure sostiene l’arbitrarietà

della relazione tra significante e significato.

HJELMSLEV: parte da Saussure e fonda la GLOSSEMATICA, cioè una nuova teoria linguistica.

Egli descrive la lingua come struttura oggettiva, cioè indipendente dal soggetto. Il pensiero di

Hjelmslev si fonda su due dicotomie: FORMA-SOSTANZA e ESPRESSIONE-CONTENUTO. La

lingua è pura forma. Il segno è l’unità linguistica minima. Esso nasce dal rapporto tra espressione,

cioè significante, e contenuto, cioè significato. Sia espressione che contenuto sono dotati di una

forma e di una sostanza. La forma è il modello. La sostanza è l’atto comunicativo concreto.

LACAN: il pensiero di Lacan presenta analogie e differenze con il pensiero di Saussure.

ANALOGIE: entrambi sostengono l’arbitrarietà tra significante e significato. DIFFERENZE:

Saussure afferma la prevalenza del significato sul significante; Lacan afferma la prevalenza del

significante sul significato. Secondo Saussure la relazione tra significato e significante è oggettiva;

secondo Lacan la relazione tra significato e significante è soggettiva.

SIGNIFICATO

SAUSSURE: conia questo termine per indicare una delle due componenti del segno. Saussure

definisce il significato anche come concetto. Il significato è una classe astratta e socialmente

accettata. E’ astratto, perché esiste anche in assenza del segno concreto. La sua esistenza è

giustificata dal fatto che il legame tra significato e segno è stato esperito precedentemente, anche

non dalla persona che compie l’associazione. Tuttavia cogliere un significato non significa

comprendere un’esperienza. E’ socialmente accettato, perché non dipende né dalle variabili

individuali né dai sensi specifici, bensì dalla loro media. ESEMPIO: albero: VARIABILI

INDIVIDUALI (pensando ad un albero un soggetto potrebbe pensare ad un pino, un altro soggetto

ad abete, un altro soggetto ancora potrebbe pensare ad un albero sotto cui giocava da bambino);

SENSI SPECIFICI (albero genealogico, potare un albero, essere l’albero maestro per qualcuno).

JAKOBSON: opera la distinzione tra significato e referente e tra significato e senso. Il significato è

l’oggetto della semiotica, mentre il referente è l’oggetto della logica. Il significato è il mezzo

utilizzato per veicolare un senso.

ARBITRARIETA’ IN SAUSSURE

Il concetto di arbitrarietà è stato coniato da Saussure. L’arbitrarietà tra significante e significato

indica che tra i due non esiste alcun legame logico o naturale. Questo non significa però che essi

possano essere collegati sulla base di scelte individuali. Possiamo distinguere due tipi di

arbitrarietà: verticale e orizzontale.

ARBITRARIETA’ VERTICALE: il rapporto tra significante e significato è arbitrario dal punto di vista

della forma. ES: mare, sea, Meer presentano forme diverse, ma veicolano uno stesso significato;

ARBITRARIETA’ ORIZZONTALE: il rapporto tra significante e significato è arbitrario sia dal punto

di vista della forma che dal punto di vista della sostanza. ES: in inglese “sheep” indica la pecora

viva mentre “mutton” indica la pecora morta e cotta; in francese “muoton” indica sia la pecora viva

che la pecora morta e cotta. L’arbitrarietà orizzontale emerge soprattutto durante le traduzioni da

una lingua all’altra.

Secondo Sassure il segno è arbitrario, cioè immotivato e convenzionale.

ARBITRARIETA’ IN PEIRCE

Peirce non si concentra tanto sull’arbitrarietà quanto piuttosto sull’iconicità e sull’indicalità. Peirce

sostiene che il legame tra significante e significato dipenda da una abitudine consolidata e

appresa.

ICONA: segno e oggetto sono legati da un rapporto di somiglianza. La somiglianza può riguardare

il colore, la forma, l’odore, il suono. Esempi di icone sono un ritratto, un’onomatopea, un

diagramma. L’icona implica una certa conoscenza dell’oggetto.

INDICE: segno e oggetto sono legati da una connessione fisica. Esempi di indici sono sintomo che

rimanda ad una malattia, firma che rimanda ad una persona, fumo che rimanda al fuoco. L’indice

implica una certa motivazione e intenzionalità.

SIMBOLO: segno e oggetto sono legati da una convenzione. Esempi di simboli sono le parole, i

segni del codice stradale, la matematica. Il simbolo implica totale arbitrarietà. Il simbolo di Peirce

coincide con il segno di Saussure: entrambi sono arbitrari e non rimandano ad un evento specifico,

bensì ad un evento generico.

HABIT CHANGE: significa cambiamento d’abito. E’ il cambiamento causato da un segno in una

determinata situazione pragmatica, sia di tipo pratico che di tipo cognitivo. Il cambiamento dipende

dal significato del segno. Il termine “habit” indica che il cambiamento tende a verificarsi nello

stesso modo in situazioni analoghe.

REFERENZA: significato e referenza sono realtà differenti: il significato è il concetto veicolato dal

segno; la referenza è la relazione tra segno e oggetto della realtà. In Saussure la referenza è

arbitraria. In Peirce la referenza può essere arbitraria (SIMBOLO), ma anche motivata da similarità

(ICONE) o connessione fisica (INDICE). In Saussure l’oggetto della realtà a cui il segno rimanda è

il REFERENTE. In Peirce l’oggetto della realtà a cui il segno rimanda è costituito da due parti:

oggetto DINAMICO e oggetto IMMEDIATO. L’oggetto dinamico è il referente che esiste anche se

non pensato. L’oggetto immediato è la rappresentazione pragmatica dell’oggetto dinamico.

La semantica intensionale studia le condizioni di significazione. Il suo oggetto di studio è la

referenza.

La semantica estensionale studia le condizioni di verità. Il suo oggetto di studio è la veridicità della

referenza, cioè la sua reale capacità di esprimere un qualcosa di vero sul mondo.

CAPITOLO 2: PAROLA

L’esperienza della parola avviene grazie alla produzione di testi. La linguistica e la semiotica

utilizzano otto concetti per descrivere l’esperienza della parola. Gli otto concetti sono organizzati a

coppie. Essi sono: SIGNIFICATO/SENSO; LINGUA/LINGUAGGIO; CODICE/MESSAGGIO;

ENUNCIATO/ENUNCIAZIONE. Significato, lingua, codice ed enunciato costituiscono il primo

livello di articolazione del testo e sono astratti. Senso, linguaggio, messaggio ed enunciazione

costituiscono il secondo livello di articolazione del testo e sono concreti. Chomsky definisce

significato, lingua, codice ed enunciato come competenza e senso, linguaggio, messaggio ed

enunciazione come esecuzione.

Analisi della proposizione PASSAMI IL SALE:

1.ANALISI TEORICA: si tratta di un enunciato formulato sulla base di una lingua. L’enunciato è un

codice. L’enunciato è corretto dal punto di vista grammaticale e sintattico. Proprio per questo

motivo, tutti coloro che condividono la lingua dell’enunciato sono in grado di comprendere il suo

significato.

2.ANALISI PRATICA: grazie all’introduzione della proposizione in un contesto, l’enunciato diventa

enunciazione, la lingua diventa linguaggio, il codice diventa messaggio, il significato diventa senso.

Enunciazione, linguaggio, messaggio e senso dipendono dall’esperienza individuale dei singoli

soggetti e quindi variano da soggetto a soggetto. ESEMPIO: un mittente parla a due destinatari. In

base alla propria esperienza il mittente decide come formulare l’enunciazione e quale linguaggio

utilizzare. In base alla propria esperienza i due destinatari percepiscono il messaggio in maniera

differente e quindi gli attribuiscono un senso simile, ma mai identico.

ENUNCIATO E ENUNCIAZIONE

Lo spazio ENUNCIAZIONALE comprende due campi: spazio dell’enunciato e spazio

dell’enunciazione. Si tratta di campi diversi e complementari. Nessuno dei due può esistere senza

l’altro.

CAMPO DELL’ENUNCIATO: si concentra sull’intenzione comunicativa del destinatore. Per

raggiungere questo obbiettivo il destinatore realizza un testo corretto dal punto di vista

grammaticale e sintattico. Tale correttezza consente al destinatario di comprendere quanto detto

dal destinatore. Inoltre, il destinatore elabora il testo consapevole

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 27
Riassunti esame Teorie della comunicazione, prof. Silvano Petrosino, libro consigliato Teorie dell'informazione e della comunicazione. Glossario, 2009, S.Borella, G.Franchin Pag. 1 Riassunti esame Teorie della comunicazione, prof. Silvano Petrosino, libro consigliato Teorie dell'informazione e della comunicazione. Glossario, 2009, S.Borella, G.Franchin Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti esame Teorie della comunicazione, prof. Silvano Petrosino, libro consigliato Teorie dell'informazione e della comunicazione. Glossario, 2009, S.Borella, G.Franchin Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti esame Teorie della comunicazione, prof. Silvano Petrosino, libro consigliato Teorie dell'informazione e della comunicazione. Glossario, 2009, S.Borella, G.Franchin Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti esame Teorie della comunicazione, prof. Silvano Petrosino, libro consigliato Teorie dell'informazione e della comunicazione. Glossario, 2009, S.Borella, G.Franchin Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti esame Teorie della comunicazione, prof. Silvano Petrosino, libro consigliato Teorie dell'informazione e della comunicazione. Glossario, 2009, S.Borella, G.Franchin Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti esame Teorie della comunicazione, prof. Silvano Petrosino, libro consigliato Teorie dell'informazione e della comunicazione. Glossario, 2009, S.Borella, G.Franchin Pag. 26
1 su 27
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.cozzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Petrosino Silvano.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community