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Il cristiano nel mondo: introduzione alla teologia morale

Pratiche genetiche - test genetici

Test genetici prenatali

Consentono di verificare se il feto è affetto o predisposto a malformazioni o malattie genetiche. Sono molto invasivi e possono causare danni al feto. Di conseguenza, sono considerati leciti solo se utilizzati in casi specifici, come ad esempio una predisposizione familiare o un elevato rischio di malattie per via dell'età della madre. L'attendibilità dei risultati non è certa. In caso di esito negativo, non esistono soluzioni terapeutiche e l'unica soluzione possibile è l'aborto. I genitori possono scegliere se ricorrere o meno all'aborto. In questa loro scelta sono però influenzati da due fattori: il diritto e l'etica attuali considerano la prospettiva di dover crescere un figlio disabile o a rischio di gravi malattie come non richiedibile; la società è critica nei confronti di quei genitori che decidono consapevolmente di accogliere una vita segnata dalla sofferenza.

Test genetici postnatali

Consentono di verificare se un soggetto è predisposto a eventuali malattie genetiche. Sono molto invasivi. L'attendibilità dei risultati non è certa. In caso di esito negativo non esistono soluzioni terapeutiche. Di fronte a un esito negativo è opportuno supportare il soggetto evitando un suo eccessivo carico psicologico. Inoltre, bisogna garantire la riservatezza delle informazioni per evitare atteggiamenti discriminatori da parte della società.

Terapia genica

Consiste nel modificare il patrimonio genetico di un soggetto per curarne una malattia. All'interno delle cellule malate di tale soggetto vengono inseriti uno o più geni sani. Distinguiamo tra:

  • Terapia somatica: si agisce sulle cellule somatiche di un soggetto.
  • Terapia germinale: si agisce sulle cellule germinali di un soggetto, ovvero spermatozoi e ovuli. Tale terapia non viene messa in pratica per via dei grandi dilemmi etici che solleva. Infatti, si andrebbe a creare una linea generativa modificata.

Cellule staminali

Sono cellule del nostro organismo che non si sono ancora specializzate in una determinata funzione e che quindi sono disponibili come materiale di riserva per rigenerare tessuti. Distinguiamo tra:

  • Cellule staminali dell'embrione: sono totipotenti, poiché in grado di dare vita a tutte le cellule somatiche dell'individuo.

    Problemi etici: prelevare cellule da un embrione significa determinarne la distruzione; è vietata la produzione di embrioni al fine specifico della ricerca; è consentito invece l'utilizzo di embrioni sovrannumerari derivanti da pratiche di PMA, essi infatti non sono più impiantabili e quindi sono destinati a una fine.

  • Cellule staminali dell'adulto: sono pluripotenti, poiché meno versatili rispetto a quelle embrionali.

    Problemi etici: l'utilizzo di cellule staminali adulte è più semplice per due motivi: sono meno flessibili; provengono dalla stessa persona per la quale vengono utilizzate e quindi non ci sono problemi di rigetto. È quindi importante incentivare tutte quelle pratiche volte alla conservazione del proprio materiale genetico.

Clonazione terapeutica

Il clone è un insieme di entità biologiche (un gene, una cellula, un intero organismo) che deriva da un unico progenitore attraverso un processo di duplicazione. Il clone è copia identica del progenitore.

Problemi etici: clonazione per finalità riproduttive = vietata; clonazione terapeutica = il processo di duplicazione viene interrotto nei primi stadi dello sviluppo embrionale. In questo modo si ottengono cellule staminali totipotenti assolutamente compatibili con l'individuo. Tali cellule vengono conservate in vitro e in futuro potranno rivelarsi utili per sviluppare tessuti o organi necessari all'individuo. Non bisogna però dimenticare che tale procedura comporta lo sviluppo di un embrione umano, che in quanto persona gode di diritti e non può essere ridotto a mezzo per raggiungere un fine seppur nobile.

Capitolo 4: Un nuovo modo di morire?

Le dimensioni del morire

Dimensione bio-fisiologica

Secondo tale dimensione, la morte è la distruzione di un organismo in quanto tale, cioè in quanto capace di funzionare come un tutto coordinato. Tale capacità può essere compromessa dalla distruzione delle singole parti o dall'irreversibile perdita dell'encefalo, cioè il sistema che coordina il tutto. In passato la morte era un attimo e coincideva con il blocco delle normali funzioni cardio-respiratorie. Oggi la morte è un processo e coincide con l'assenza di attività cerebrale in ogni parte del sistema nervoso centrale per un determinato arco di tempo.

Dimensione psichica

La dottoressa Kübler-Ross ha definito il processo attraversato dalla coscienza della persona che muore:

  • Shock: quando il soggetto acquisisce la consapevolezza di una morte prossima o di una malattia inguaribile.
  • Rifiuto: il soggetto si ritiene immortale e quindi non accetta di dover morire.
  • Rabbia, invidia, risentimento: il soggetto si carica di rabbia che scarica contro chiunque: familiari, medici, Dio, società, in quanto li ritiene responsabili della situazione.
  • Compromesso: il soggetto capisce che l'ira non porta da nessuna parte e quindi negozia, generalmente con Dio, per ottenere un prolungamento della vita o un affievolimento dei dolori.
  • Depressione: dovuta al fatto che il malato vede il disfarsi del proprio corpo, il venir meno della propria autosufficienza, la perdita del proprio lavoro, le fatiche economiche sostenute per le sue cure. La depressione però non dipende solo da ciò che si sta perdendo, ma anche dalle perdite che verranno.
  • Accettazione: il malato accetta il proprio destino poiché capisce che è inevitabile. L'accettazione gli procura serenità.

    Le fasi non si verificano necessariamente in maniera sequenziale, ma possono anche coesistere o avere una sequenza differente. La dottoressa ha individuato anche un tratto che accomuna tutte le persone che stanno per morire: la speranza. Il morente si convince che tutto ciò debba avere un qualche significato e che sia temporaneo. Tale speranza gli dà il coraggio per sopportare la situazione.

Dimensione sociale

Possiamo individuare due tentativi adottati dall'uomo per allontanare la morte dalla propria vita:

  • Eliminazione dei linguaggi per dire la morte: essa è un tabù che non si può, non si deve e non si sa parlare.
  • L'ideologia progressista che non ammette interruzioni e che, di fronte all'inevitabilità della morte, genera macchine in grado di sopravvivere all'uomo.

Nel rapporto tra medico e paziente morente possiamo individuare due modelli:

  • Afferma che il medico e la sua équipe sappiano quale sia il bene per il morente, poiché essi possiedono le conoscenze/possibilità tecnologiche e terapeutiche. Il morente non ha alcuna voce in capitolo.
  • Afferma l'autonomia del paziente di fronte alle terapie. Il medico è semplice esecutore che svolge in maniera asettica e impersonale le richieste del morente.

È naturalmente opportuno unire gli elementi positivi dei due modelli, in modo da consentire un rapporto dialogico e interpersonale tra medico e morente.

Dimensione teologica

Da un lato la morte viene vissuta come violenza indesiderata che entra nella nostra vita e ci travolge passivamente; dall'altro la morte viene vista come atto estremo del vivere, cioè come manifestazione dell'uomo in quanto tale.

Legame tra morte e peccato

Il peccato originale è la pretesa dell'uomo di realizzarsi da sé rompendo il legame con Dio. La morte è la conseguenza della sua scelta: egli non può realizzarsi da sé. La morte di Gesù sulla croce per liberare l'uomo trasforma la morte da frutto del peccato a nuova possibilità di relazione con Dio. La morte è momento del vivere. È momento supremo in cui il morente si confronta con la propria umanità limitata e con la propria storia per consegnarsi alla definitività. Di conseguenza, nessuno può espropriare il morente dalla sua morte e il momento della morte deve essere preservato da ogni tipo di invasione indebita.

Interpretazioni inautentiche del morire

Sono eutanasia e esubero terapeutico.

Eutanasia

Atto che procura o accelera la morte al fine di alleviare le sofferenze. Distinguiamo tra:

  • Eutanasia attiva: abbiamo un soggetto che utilizza un insieme di strategie per procurare la morte.
  • Eutanasia passiva: abbiamo un soggetto che omette o sospende un'azione in grado di impedire la morte.

Distinguiamo tra:

  • Eutanasia diretta: l'intenzione è l'uccisione del malato.
  • Eutanasia indiretta: l'intenzione non è l'uccisione del malato. Esempio: un medico, consapevole del fatto che essi abbreviano la vita, prescrive nei giusti modi e nelle giuste dosi degli analgesici a un paziente per alleviarne il dolore. L'intenzione non è l'uccisione del paziente, bensì il lenirsi del suo dolore.

Secondo il libro si ha eutanasia solo quando l'intenzione è l'uccisione del malato.

Suicidio assistito

Il medico non agisce in prima persona nel procurare la morte, ma fornisce al malato conoscenze e strumenti, affinché egli possa procedere da sé.

Esubero terapeutico

È la pratica opposta all'eutanasia; dilazione ad oltranza della morte attraverso l'uso di tecniche mediche che vogliono difendere la vita biologica ad ogni costo. Si caratterizza per l'applicazione al malato di mezzi sproporzionati (trattamenti eccessivamente complessi, costosi, rischiosi) rispetto alla sua condizione (stato di salute, forze fisiche e morali).

Compito dell'etica è quello di ricercare cure proporzionate. Tutte le cure non proporzionate sono considerate illecite, poiché ledono la dignità della persona che muore. Eutanasia ed esubero terapeutico sproporzionati sono tentativi di fuga dall'evento del morire.

Criteri di proporzionalità

  • Ogni mezzo sperimentale deve avere il consenso del paziente e il suo utilizzo deve poter essere interrotto in qualsiasi momento su richiesta del paziente o dei familiari.
  • Il malato deve valutare oggettivamente la propria situazione (proprie capacità psico-fisiche, propri valori, propria visione della vita, propri parenti) e confrontarla con costo, reperibilità ed efficacia della terapia in questione. Affinché la valutazione del paziente sia realmente oggettiva e quindi autentica, è opportuno che la sua coscienza sia autentica. Infatti, una coscienza che nel corso della sua vita si è abituata a forme inautentiche sarà difficilmente in grado di esprimere un giudizio autentico su una questione così importante. È dunque essenziale formare coscienze capaci di giudizi oggettivi.

Cure normali

Sono le cure dovute a ogni persona, anche al morente per cui è stata decisa la sospensione di ogni terapia. Sono l'idratazione e l'alimentazione artificiali svolte negli ospedali. La loro artificialità non ne determina un giudizio negativo per due motivi: la tecnica è parte del normale agire; non sono particolarmente invasive per il soggetto che le riceve.

Direttive anticipate di trattamento

Si tratta di strumenti giuridici con cui si cerca di riempire il vuoto decisionale che si crea in situazioni di incoscienza di un paziente, che quindi non è in grado di partecipare alle scelte terapeutiche che lo riguardano. Il fine è la partecipazione al proprio morire anche in condizioni estreme. Di conseguenza, qualsiasi direttiva anticipata che tenti di fuggire dalla morte mediante forme di eutanasia o di esubero terapeutico è illegittima.

È importante che le persone vivano consciamente il proprio morire, preparandosi ad esso nel corso della propria vita. Le persone devono essere consapevoli della propria finitezza e non devono lasciarsi offuscare dalla potenza della tecnica, che attualmente sembra offuscare la limitatezza della natura umana.

Capitolo 5: Gli enigmi dell'amore

Prima del Concilio Vaticano II, il matrimonio veniva considerato come un contratto che determinava per i coniugi una serie di doveri, tra cui coabitazione, sostentamento, educazione della prole. L'aspetto affettivo (sessualità e innamoramento) non veniva affatto considerato, nonostante esso sia alla base della nascita del matrimonio. Il sesso veniva semplicemente inteso nella sua funzione riproduttiva, cioè come funzione al servizio della specie e non dell'individuo.

Caratteristiche della relazione di coppia nell'attuale cultura occidentale, soprattutto italiana:

  • La sessualità, cioè il fatto di essere maschio o femmina, caratterizza tutte le dimensioni di una persona; non è possibile parlare di una persona senza fare riferimento alla sua sessualità.
  • La sessualità è considerata solo nella sua dimensione fisica, specialmente nelle dinamiche sensuali e seduttive.
  • In passato l'esercizio della sessualità avveniva solo dopo il matrimonio; oggi, invece, l'esercizio della sessualità inizia quasi sempre prima del matrimonio.
  • L'inizio di una relazione amorosa è frutto di una decisione libera dei due soggetti coinvolti. In passato, invece, i motivi socio-economici (famiglie d'origine, provenienza, classe sociale, religione) erano elementi discriminanti nella decisione di creare una famiglia. La relazione amorosa si fonda sul legame affettivo che lega i due soggetti coinvolti. La scelta del partner e del tipo di relazione è complessa per via di tre elementi: in caso di necessità, vi è la possibilità di allungare il tempo della frequentazione o del fidanzamento; la diffusione di forme coniugali prive di vincoli civili o religiosi; con la scelta del matrimonio i coniugi acquisiscono la consapevolezza di essere significativi l'uno per l'altra e sviluppano una serie di aspettative reciproche elevate. Con il matrimonio i coniugi si promettono di soddisfare continuamente le aspettative che l'altro ha nei propri confronti. Nel caso in cui ciò non accada, le persone non esitano a ricorrere a vie legali volte alla separazione. Così come le nascite e i matrimoni anche le separazioni sono contagiose. Esse rappresentano per le persone una chance in più, una tappa obbligata della vita o una prova che prima o poi tutti devono affrontare e quindi tanto vale farlo subito.
  • Le persone desiderano dal partner sempre il top, quando ciò viene meno ci si lascia e si cerca un nuovo partner. Nella ricerca del partner ideale, si preferisce moltiplicare i tentativi, piuttosto che scendere a compromessi.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.cozzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia III e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Galli Stampino.
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