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Introduzione alla teologia e questioni di teologia fondamentale

Differenza tra teologia e filosofia

Entrambe ricercano come obiettivo il senso ultimo dell’uomo, della vita, della storia, entrambe indagano su Dio. La filosofia si basa esclusivamente sulla ragione umana, mentre la teologia fa riferimento alla rivelazione di Dio.

Primo capitolo: indifferenza e ritorno alla religione

Attualmente la fede religiosa non è più un qualcosa di ovvio e abitudinario. Sono presenti diverse posizioni: da una parte una tolleranza agnostica, intrisa di ateismo e indifferenza religiosa, dall’altra parte troviamo varie forme di religione alternative. La fede tradizionale corre dunque il rischio di non riuscire a dare una risposta alle domande esistenziali dell’uomo ma non perché non sia in grado, ma perché oggi si sta creando un profondo divario tra fede e prassi.

Un teologo afferma: la fede cristiana è sottoposta ad un processo di erosione e depotenziamento. Il credente si trova spesso in una situazione di incertezza paralizzante. In Italia molti conducono la propria esistenza escludendo Dio. A partire dall’Illuminismo, la critica della religione si è intensificata e l’epoca moderna è caratterizzata da un conflitto tra fede e ragione. Oggi è diffuso l’ateismo pratico, nel quale non si nega la verità della fede o i riti religiosi, ma semplicemente essi si ritengono irrilevanti per l’esistenza quotidiana, staccati dalla vita, inutili.

Accanto a questa pericolosa indifferenza religiosa troviamo un ritorno alla religione. Tale fenomeno obbliga certa critica a rivedere alcuni giudizi espressi in passato circa la religione come fonte di alienazione. Il ritorno alla religione comporta però alcuni aspetti problematici: si tratta spesso di una religione in cui non vi è riferimento al Dio cristiano o alla fede cristiana e che non si interroga sul proprio fondamento (non è una fede degna dell’uomo e non può avere futuro).

Ritratto dei giovani d’oggi

I giovani sono divisi tra il credere e il non credere. A. Matteo afferma che il difficile rapporto tra i giovani e la fede rappresenta una sorta di ultima battaglia. Ultima perché la più recente in ordine di tempo e perché, se non vinta, a perdere non saranno solo i giovani. Senza i giovani infatti la chiesa è destinata a scomparire.

Rendere ragione della fede

Il compito del cristiano è quello di testimoniare la fede ovunque si trovino e di saper dare spiegazioni e risposte esaurienti della loro fede. La parola greca APOLOGIA significa difesa dalle accuse e dai sospetti. L’apostolo Paolo invita i cristiani a difendersi dalle accuse in questo modo: usando argomenti solidi, mitezza, convinzione e essendo consapevoli che chi ci ascolta non è dalla nostra parte. Egli afferma: PRONTI SEMPRE A RISPONDERE A CHIUNQUE VI DOMANDI RAGIONE DELLA SPERANZA CHE È IN VOI.

Il termine logos in italiano significa ragione, parola, discorso, motivo, causa. Per il cristiano il logos è una persona, Gesù di Nazaret. È in questa ottica che ragione e fede entrano in dialogo.

La teologia, scienza della fede

In un testo papa Ratzinger ha affermato che:

  • La teologia è la scienza della fede: pone questa affermazione sia come dato che come interrogativo (dice infatti: scienza non è forse il contrario di fede? La fede non cessa di essere fede quando diventa scienza e viceversa?).
  • La teologia tratta in maniera scientifica alcuni problemi teologici legati alla sua credibilità e per far ciò si serve del passato.
  • La teologia poi vuole dimostrare come essa, collegata con altre discipline quali psicologia e sociologia, sia in grado di dare indicazioni utili per la vita.
  • Nella teologia è anche in gioco la questione della verità.

Il rapporto tra scienza e fede

La fede è la conoscenza di Dio-Amore, grazie al suo stesso amore. L’amore di Dio ci permette di conoscere tutta la realtà andando oltre il soggettivismo e l’individualismo che disorientano le coscienze. La ricerca scientifica porta alla scoperta di verità sempre nuove sul mondo e sull’uomo. Da questo punto di vista fede e scienza cooperano tra loro. Infatti la fede chiede alla scienza di scoprire cose nuove per il bene di tutti (esempio: ricerche per cancellare le malattie) ma le chiede anche di rinunciare a quei tentativi che vanno contro il progetto originario di Dio.

Il rapporto tra la teologia e le diverse discipline scientifiche

Sia per la metodologia sia per il lavoro di approfondimento, la teologia necessita degli apporti delle altre scienze:

  • Scienze storiche poiché il cristianesimo si è incarnato nella storia e lo stesso vale per la figura di Gesù e per la prima comunità cristiana.
  • Scienze sociali: la psicologia esamina il vissuto dei credenti, la sociologia aiuta a riscoprire il vissuto dei credenti nell’agire sociale.
  • Nuove tecnologie poiché sono utili per lo studio e l’approfondimento di testi sacri.

Capitolo 2: Chi è l’uomo?

Il soggetto che accomuna la teologia e le altre discipline scientifiche è l’uomo. L’uomo è unione di anima e corpo, appartiene per natura al mondo fisico e biologico ma è anche dotato di razionalità e coscienza, è consapevole di dover morire, è principalmente abitato dal desiderio (di felicità, di nuovi traguardi e risultati), si pone domande sul senso della vita e sul destino dell’umanità. Nell’uomo vi è anche la questione dell’assoluto, il desiderio di conoscere l’assoluto: questo interrogativo prende il nome di Dio. Anche nell’ateismo troviamo questa questione: l’ateo è colui che è costretto a parlare di Dio per negarlo.

La creazione dell’uomo

Dio non è solo visto come liberatore e padre ma anche come creatore dell’uomo e del mondo. La creazione dura sette giorni: in sei giorni Dio porta a compimento la creazione e poi il settimo giorno si riposa. La creazione è narrata nei primi due capitoli della Genesi:

  • Nel primo l’autore sacro dice che l’uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio: Dio infatti crea un partner, una creatura con la quale comunicare. Crea l’uomo e la donna, maschio e femmina: l’uomo in quanto tale non esiste ma esiste in quanto maschio e femmina.
  • Nel secondo l’autore sacro dice che l’uomo è il compimento della creazione. Dio ha creato l’uomo dalla polvere, dalla terra. Ci ha soffiato sopra e l’ha modellata. Qui emerge allo stesso tempo la fragilità (è fatto di terra) e la grandezza (in lui vi è il soffio di Dio, è destinato ad abitare nel giardino di Dio).

Grandezza dell’uomo

L’uomo possiede la capacità di esistere e la possibilità di interrogarsi sul significato della sua esistenza. È dotato di capacità razionale ma anche di interiorità e soggettività. Il bene più importante posseduto dall’uomo è la libertà (libertà come facoltà di scegliere questa o quella cosa e libertà di decidere di noi per il meglio).

Dopo i due capitoli sulla creazione vi è il capitolo dedicato ad Adamo ed Eva: Eva si lascia tentare dal serpente e mangia il frutto dell’albero. La tentazione fa parte del cuore dell’uomo. Disubbidendo la donna ha distrutto non solo la relazione con Dio ma anche quella con il proprio simile. Andando contro il creatore, l’uomo va contro sé stesso, rinnega la sua origine e il male entra nel mondo. Il peccato costituisce una minaccia per le relazioni umane. Le relazioni possono essere riannodate solo grazie all’amore di Dio che ci tende la mano.

Capitolo 3: Il credere e la fede

La professione di fede incomincia con: IO CREDO. Cosa significa credere? L’espressione credere ha un senso debole e un senso forte. In senso debole, credere significa affermare un qualcosa di non certo, di dubbioso. Credere in senso debole non è utile per comprendere il significato della fede cristiana. In senso forte, colui che crede accetta in base alla testimonianza data da altri un contenuto come reale e vero. Si fida di quella cosa. La fiducia sta alla base della società: l’uomo infatti non può vivere senza riporre la sua fiducia nei suoi simili.

Esempio di atto del credere: il matrimonio = un uomo e una donna si affidano l’uno all’altra e uniscono le loro esistenze. In senso cristiano, quando diciamo IO CREDO, dichiariamo di fidarci di Gesù Cristo e del suo messaggio.

La fede

La fede è un concetto complesso, è un atto con cui io mi affido liberamente a Dio che è Padre e mi ama. La fede è un dono di Dio ma allo stesso tempo è un atto profondamente libero e umano. Attraverso la fede diciamo sì a Dio e accogliamo il suo messaggio. La regola della fede, cioè la fedeltà dei credenti alla verità del Vangelo la troviamo nella PROFESSIONE DI FEDE. Quest’ultima ha una struttura trinitaria: il Padre e il Figlio si uniscono nello Spirito di amore. In esso vengono ripercorsi i misteri della vita di Gesù (risurrezione, ascensione) fino alla sua morte nell’attesa della sua venuta finale. Colui che pronuncia il credo viene trasformato.

La teologia cristiana ha espresso la fede con la formula: CREDERE DEUM (in Dio: questa è la fede che ha Dio come centro rivelativo della fede), CREDERE DEO (a Dio: questa è la fede che ha Dio come motivo e fondamento della rivelazione), CREDERE IN DEUM (verso Dio: questa è la fede che ha dio come fine e finalità della fede rivelata).

La fede nell’antico testamento

La fede e il credere indicano fiducia, obbedienza, sicurezza, speranza.

  • Esempio Abramo: un giorno Dio gli rivolge la parola e si rivela a lui. Abramo non lo vede ma sente solo la sua voce. Lui ascolta la chiamata di Dio che gli dice di lasciare la sua terra e partire verso una terra sconosciuta. Lui parte. Lui non ha ancora degli eredi e Dio gli promette una discendenza numerosa. Egli si fida ciecamente di Dio e affida a lui il suo destino.

La fede nel nuovo testamento

La fede indica essenzialmente la fiducia in Dio ed emerge in particolar modo in quelle persone che si affidano a Gesù per ottenere la guarigione dalle loro malattie.

La fede della chiesa

La storia del Cristianesimo inizia nel momento in cui, il giorno di Pentecoste, lo Spirito Santo scende sui discepoli e affida loro la missione di diffondere il messaggio di Dio e del Vangelo agli estremi confini. Così inizia il cammino della chiesa, comunità i cui membri sono uomini e donne provenienti da paesi e culture diverse. La Chiesa fin dall’inizio è il luogo della fede, il luogo della trasmissione della fede. La missione della Chiesa è quella di confermare la fede e diffondere e testimoniare la parola di Dio e i suoi sacramenti.

Fede e libertà

La fede è un dono di Dio ed è libera nel senso che siamo noi a dover decidere se ascoltare l’offerta di Dio e credere in lui. Talvolta alcuni fattori legati alla nostra storia, esperienza personale, famiglia possono condizionare la nostra scelta. Idolatria = costruire un Dio alla nostra misura e portata, cioè a nostra immagine e somiglianza. La Fede è l’opposto dell’idolatria.

FIDES QUAE FIDES QUAE rappresentano due momenti diversi di un unico atto: la prima è l’atto con cui il credente si affida a Dio che si rivela a lui, la seconda indica il contenuto della fede che viene accolto come verità.

Capitolo 4: Dio dialoga con l’uomo: la divina rivelazione

La storia della Chiesa si caratterizza per 21 Concili ecumenici. Il più importante è il concilio ecumenico Vaticano II. Si concluse nel 1965 con la promulgazione di 4 costituzioni, 3 dichiarazioni e 9 decreti. Tale Concilio ha aggiornato la Chiesa (il culto liturgico, la dottrina, la struttura). Un cambiamento apportato da tale Concilio è la celebrazione della Santa Messa nelle lingue volgari: prima era in latino, lingua ufficiale della Chiesa. Il concilio Vaticano II propone una riflessione sulla diminicanza di Dio, tema attuale anche oggi: il desiderio era e anche oggi è quello di fare in modo che Dio sia presente, che ci riguarda e risponde. Se manca Dio, l’uomo perde la dignità in quanto viene a crollare ciò che è essenziale.

I documenti del concilio contengono: centralità della parola di Dio, importanza della Trinità, rinnovata concezione della Chiesa, apertura verso altre Chiese e religioni, una particolare attenzione all’uomo di oggi.

Costituzione Dei Verbum si occupa del tema della rivelazione: al centro della rivelazione sta Gesù, figlio del Dio vivente: tramite lui Dio si rivela in maniera totale. Tale costituzione indica le grandi tappe della rivelazione:

  • Creazione
  • Peccato originario
  • Chiamata di Abramo e creazione di un popolo
  • Rivelazione di Dio a Mosè che libera Israele dalla schiavitù in Egitto e fa da mediatore nell’alleanza tra Dio e il popolo
  • All’infedeltà dell’alleanza Dio risponde mandando i profeti per richiamare gli uomini di Israele alla conversione.
La costituzione DEI VERBUM N.2 afferma che è Dio a muovere il primo passo verso l’uomo (la sua iniziativa è gratuita), che lo scopo della rivelazione è quello di creare comunione con gli uomini.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.cozzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Pessani Bernardino.
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