FONETICA E FONOLOGIA
La fonetica studia le caratteristiche fisiche dei suoni di cui le lingue si servono. La fonologia studia i suoni del linguaggio dal punto di
vista della loro funzione (distintiva) all’interno di una lingua, indipendentemente dalle differenze oggettive tra questi suoni. La fonetica
chiama foni le unità foniche ricavate in base al principio della diversità mentre la fonologa chiama fonemi le unità individuate in base alla
distintività.
Si definiscono allofoni (varianti allofoniche) realizzazioni fonetiche diverse di uno stesso fonema prive di valore distintivo determinate
dal contesto o dal modo di pronunciarli dei singoli parlanti. Cono [n] Conto [n] Conca [n]
La fonetica si distingue in:
1) Fonetica articolatoria Studia i suoni in base a come sono articolati dall’apparato fonatorio umano. (punto di vista del parlante)
2) Fonetica acustica Studia i suoni come onde sonore che si propagano nell’aria con una loro consistenza fisica (punto di vista di
mezzo di propagazione del suono)
3) Fonetica uditiva e percettiva Studia i suoni in base al modo in cui vengono percepiti dall’apparato uditivo umano. (Punto di
vista dell’ascoltatore)
La lingua orale è primaria rispetto a quella scritta per vari motivi:
- acquisizione spontanea dalla lingua materna nell’infanzia
- frequenza di uso
- evoluzione storica delle lingue
La rappresentazione grafica dei foni è la trascrizione fonetica.
La trascrizione fonica reale: sequenza di suoni pronunciati da un individuo in una determinata occasione: tale seq rappresenta una replica
o token: comportamenti fonici di un individuo.
fonica ideale: seq di suoni tipica di una varietà linguistica, detta tipo o type: considerata la pronuncia corretta della sequenza nella varietà
linguistica a cui appartiene.
Le ortografie tradizionali nascono con lo scopo di trasferire su carta i suoni del parlato, prevede ambiguità del rapporto tra i suoni della
lingua e l’alfabeto utilizzato, in quanto le lingue moderne utilizzano l’alfabeto latino che manca di suoni presenti invece nelle lingue
moderne, così che si è sentita la necessità di:
- introdurre nuovi segni
- usare gruppi di due o più lettere per indicare un unico suono
- assegnare un diverso valore alle lettere latine
Mentre il livello fonico delle lingue subisce evoluzioni, quello ortografico tende alla conservazione, tanto che durante i secoli per talune
parole si è mantenuta la grafia originale anche se la pronuncia si è modificata.
Diacritici: piccoli segni per dare informazioni supplementare che si accompagna ai simboli fonetici.
Trascrizione stretta = trascrizione più accurata
Trascrizione larga = trascrizione più rapida e approssimativa.
Per trascrivere foni e fonemi riproducendo le loro caratteristiche precise si usano: alfabeti fonetici. Nel 1886 la International Phonetic
Association (IPA) alfabeto fonetico internazionale.
Nell'italiano ci sono parole di significato diverso che hanno la stessa grafia (sono cioè omografe) ma non lo stesso suono (non sono
cioè omofone). FONETICA GENERALE
Apparato fonatorio: 1) apparato respiratorio e 2) digerente
1) Apparato respiratorio:coinvolto nella fonazione
- Diaframma: muscolo trasversale alla cavità toracica, la cui contrazione determina l’inspirazione e il suo rilassamento espirazione
durante il quale avviene la fonazione.
- polmoni: fornire aria espiratoria che viene sospinta all’esterno
- bronchi e trachea: incanalano l’aria che proviene dai polmoni e la dirigono verso la laringe
- laringe: si genera la voce, contiene nella sua porzione centrale la glottide che contiene le corde vocali
- faringe: organo comune ad apparato respiratorio e digerente l’aria che proviene dai polmoni va verso l’esterno attraverso o la bocca o la
cavità nasali
- cavità nasali: tratto superiore dell’apparato respiratorio
2) apparato digerente anche esso coinvolto nella fonazione:
- faringe: appartenete anche a quello respiratorio
- velo palatale o palato molle: parte posteriore del palato, privo di struttura ossea, può restare inerte o spostarti all’indietro chiudendo in
tal caso le cavità nasali
- ugola
: propagine del palato molle sospesa al centro nella parte posteriore della cavo orale
- lingua: collocata al centro della cavità orale e dotata di una radice fissata in basso alla muscolatura del collo, di un dorso mobile e di un
apice o punta
- palato duro: sovrasta il cavo orale
-alveoli dei denti, parte interne alle gengive superiori
- denti soprattutto gli incisivi superiori
- labbra
Tutti gli organi che possono assumere diverse posizioni durante la fonazione sono detti apparati articolatori mobili (labbra, glottide, velo
del palato e lingua) gli altri che non possono modificare la loro forma e posizione sono detti articolatori fissi.
VOCE
Laringe struttura tubulare che porta l’aria della trachea verso la faringe e viceversa, mentre la glottide rappresenta la parte mediana di
questo tubo intorno al quale vi sono cartilagini (Pomo di Adamo) unite da fascetti muscolari e ricoperte da mucosa. Su due lati della parte
mediana della laringe si trovano due pieghe della mucosa dette pliche vocali. Grazie all’azione dei muscoli che uniscono i vari elementi
cartilaginei della glottide e che attraversano le pliche stesse, queste possono avvicinarsi l’una all’altra fino ad ostruire tutto i canale, o
rilassarsi e allontanarsi lasciando libero il passaggio o avvicinarsi restringendo il tubo senza impedire il passaggio completo dell’aria
come accade durante il mormorio. Lo spazio tra le due pliche vocali è detto rima vocale. Se durante l’espirazione la rima vocale viene
chiusa dall’azione dei muscoli che portano le due pliche vocali a combaciare l’una con l’altra ciò produce interruzione nel flusso
dell’aria, si stabilisce un contrasto tra le due forze, quella che tiene unite le pliche e quella che spinge l’aria dal basso verso l’alto. L’aria
espiratoria riesce a forzare la resistenza e aprire le due pliche che cercano di richiudersi, questo meccanismo di ripete finché restano attive
le due forze che si contrappongono dando luogo alla vibrazione della glottide che corrisponde alla voce. Ostacolando momentaneamente
e ripetutamente il libero passaggio dell’aria espiratoria si produce vibrazione glottidale detta voce. In assenza di tale ostacolo non c’è
alcun suono.
Durata del fono: tempo che trascorre tra il momento in cui gli organi iniziano a spostarsi verso la configurazione articolatoria tipica di
quel fono e il momento in cui l’abbandonano per articolare il fono successivo.
In base al modo di articolazione è possibile individuare una prima grande distinzione tra suoni prodotti senza porre alcun ostacolo al
flusso dell’aria (vocali) e suoni prodotti ponendo un ostacolo (consonanti).
Definiamo vocale un fono che risulta dall’attivazione della vibrazione laringea senza che nel tratto fonatorio superiore si produca
alcun’altra fonte di rumore. Le vocali sono sempre caratterizzate dalla vibrazione delle pliche vocali, mentre le consonanti possono
esserlo o meno. Definiamo consonante qualunque fono che preveda l’attivazione di una fonte di rumore nel tratto fonatorio al di sopra
della laringe.
Parametri per la classificazione e l’identificazione delle vocali:
• Innalzamento della lingua:- alte/chiuse
- medio-alte/semichiuse
- medio-basse/semiaperte
- basse/aperte
• Avanzamento della lingua: - anteriori
- centrali - posteriori
• Protrusione (o arrotondamento) delle labbra: - arrotondate
- non arrotondate ɔ
Vocalismo tonico dell’italiano standard include 7 vocali cardinali primarie [i e ε a o u].
In italiano standard il sistema vocalismo atono include 5 diversi foni vocalici. I simboli più usati sono le medioalte [e o] anche se ci sono
ɔ
casi in cui si usano le medio basse [ε ].
Le vocali atone non sono mai colpite dalla regola di compensazione quantitativa e sono pertanto brevi, in qualunque posizione siano
collocate e quale che sia il tipo sillabico in cui sono inserite. Per sistema vocalico tonico (vocalismo tonico) si intende l’insieme delle
vocali che si possono trovare in sillaba tonica cioè in sillaba portatrice di prominenza accentuale.
Dittonghi
Si considera dittongo la successione di due vocali o di una vocale di una semivocale che si trovano all’interno della stessa sillaba.
- ascendente (approssimante + vocale) es. buono piede
- discendente (vocale + vocale) es. pausa mai
I dittonghi discendenti sono formati da due elementi vocalici di apertura decrescente, il picco sillabico è rappresentato naturalmente
dell’elemento vocalico più aperto , che è il primo membro del dittongo.
Dittongo mobile: parola derivata da un'altra in cui il dittongo è presente ma si perde se non si ha l’accento sulla sillaba che
precedentemente conteneva il dittongo.
PIEDE/PEDALE UOMO/OMINO
Rimane nel vocabolario SUONO/SUONERIA ma è un fenomeno di ipercorrettismo perché inserite recentemente nel linguaggio comune.
Trittongo ɔ
Formati da una sequenza di approssimante + dittongo discendente. (miei [mjεi], tuoi [tw i], quei [kwei], odiai [o’djai].
Iato
Gli incontri di vocali di appartenenti a sillabe diverse, definiti iati.
Digrammi e trigrammi sono nella scrittura ortografica 2/3 segni che è un unico fono.
CONSONANTI
Parametri per la classificazione e l’identificazione delle consonanti:
• Tipo di fonazione (sorde/sonore) (è prevista l’attivazione della vibrazione?)
• Modo di articolazione (che tipo di rapporto reciproco assumono gli articolatori?)
• Luogo di articolazione (quali articolatori sono coinvolti nella produzione della
consonante?)
Tipo di articolazione
Il contributo delle pliche vocali permette di distinguere i suoni fra sordi (le pliche sono
“aperte” e non vibrano al passaggio del flusso d’aria) e sonori (le pliche sono accostate e
vibrano al passaggio dell’aria).
Modo di articolazione.
Per interferire con l’aria è necessario che uno dei apparati articolatori mobili lasci la sua posizione di riposo e si trovi vicino ad un altro
apparato articolatorio mobile o fisso in diversi modi di articolazione.
Occlusivo: se l’avvicinamento tra gli organi produce un contatto tra di essi tale da creare un ostruzione completa al passaggio dell’aria e
poi si ha una rapida riapertura del canale dovuta alla spinta dell’aria espiratoria che forza l’ostacolo. L’insieme di queste due fasi
occlusione ed esplosione caratterizza il modo di articolazione occlusivo (es.
T)
Fricativo: articolatorio mobile si avvicina ad un altro organo senza creare
occlusione completa ma lasciando libero uno spazio attraverso il quale l’aria
possa passare, in tal caso si pronuncia un’articolazione fricativa. Il suono
generato dal passaggio dovuto a un processo di turbolenza (es. S in osso)
Affricato: articolazione di due organi coinvolti vengono posti a diretto contatto chiudendo del tutto il canale fonatorio, con una fase
occlusiva che poi si separano meno bruscamente e rimangono vicini tanto da produrre un suono frizione (es. Z di pozzo)
Nasale: occlusione orale in cui il velo del palato si abbassa lasciando che l’aria fuoriesca dalle cavità nasali producendo un effetto
acustico di nasalità. Il ridotto afflusso di aria verso la cavità orale, dove si era prodotta l’occlusione rende la esplosione debole e non
udibile perché l’aria deviata dal naso esercita una pressione dietro l’ostacolo prodottosi nella bocca (es. N di Anna)
Laterale: si produce un’occlusione completa con un passaggio secondario nella stessa cavità orale, in una posizione laterale (bilaterale)
rispetto all’occlusione (es. L in palla)
Vibrante: brevissima occlusione seguita da debole e breve esplosione e poi ancora da vari cicli di occlusione e di esplosione a produrre
l’effetto di vibrazione (es. R) (dette polivibranti)
Approssimante: simile alle fricative ma rimane un po’ più di spazio per il passaggio dell’aria e non si produce alcuna frizione. Questi foni
presentano problemi di classificazione vocale vs consonanti e per questo dette semivocali o semiconsonanti. (es. Ieri, Yes)
Luoghi dell’articolazione
Labiale o bilabiale foni articolati con avvicinamento delle labbra (es. ape)
Labiodentale movimento del labbro inferiore in direzione dei denti superiori (fricativa sorda es. afa)
Dentale o alveolare la punta o apice della lingua può muoversi in direzione della faccia interna dei denti incisivi superiori oppure
leggermente in alto verso gli alveoli degli stessi denti. Un esempio di alveolare (occlusiva sonora) è la parola Ida, di dentale (fricative
sonora) the
Postalveolare o prepalatale accostamento della lingua alla parte del palato che si trova dietro gli alveoli dei denti. Foni fricativi e
affricati. es. oggi (affricati sonora)
Palatale la parte dorsale della lingua può innalzarsi, arcuandosi in direzione del palato duro e quindi questo luogo di articolazione è
definito dorso-palatale. Es ogni
Velare movimento del dorso della lingua verso il palato molle, o velo del palato. Definito dorso-velare. Es. eco (occlusiva sorda)
OCCLUSIVE
Bilabiali = sorda [p] sonora [b]
Alveolari= sorda [t] sonora [d]
Velari= sorda [k] sonora [g]
FRICATIVE
Labiodentali= sorda [f] sonora [v]
Alveolari= sorda [s] sonora [z]
ʃ
Prepalatali= sorda [ ]
La fricativa alveolare sonora [z] appare solo nella variante breve.
ʃ
La fricativa prepalatale sorda [ ] è sempre lunga sia all’interno di parola sia all’inizio quando preceduta da vocale
È breve solo in posizione inziare
In posizione iniziale c’è sempre la sorda fricativa alveolare. C’è sempre la sorda anche all’inizio del secondo elemento di una parole
composta. Quando una fricativa alveolare è seguita da una consonate entra in azione una regola di assimilazione regressiva di sonorità
che consente solo alveolare sorda [s] davanti a consonate sorda e solo la sonora [z] davanti a consonante sonora.
La regola dell’assimilazione non funziona con le approssimanti che sono precedute dalla fricativa sorda [s]
Una fricativa alveolare preceduta da una consonante è sempre sorda:
AFFRICATE
Alveolari = sorda [ts] sonora [dz]
ʧ ʤ
Prepalatali = sorda[ ] sonora [ ]
Le affricative alveolari [ts dz] sono sempre lunghe in posizione intervocalica, sia all’interno della parola sia in posizione iniziale di parola
preceduta da vocale
Sono brevi solo in posizione iniziale e dopo consonante
ʧ ʤ
Le affricative prepalatali [ ] sono lunghe all’interno della parola e in posizione intervocalica
Negli altri casi sono brevi
NASALI
Bilabiali = [m] mancanza malinconia
ɱ
Labiodentali = [ ] quadrunviro convegno influenza
Alveolari = [n] consegna agitazione
ɲ
Palatale =[ ] bagnasciuga convegno
Velari = [ᶇ] banchiglia cinguettio granchio singhiozzo
Le nasali possono essere brevi [m] e [n] o lunghe
ɲ
La nasale palatale [ ] è sempre lunga tra vocali di inizio di parola dopo vocale
ɱ
La nasale labiodentale [ ] e la nasale velare [ᶇ] possono occorrere solo davanti a una consonante prodotta nello sesso luogo di
ɱ
articolazione. Quindi possiamo trovare [ ] solo prima di [f v], una [ᶇ] solo prima di [k g]
In italiano prima di una consonante può trovarsi solo la nasale omorganica, cioè la consonate nasale prodotta con gli stessi organi della
consonante seguente. Regola di assimilazione regressiva che estende alla nasale il luogo di articolazione del fono consonantico
successivo.
Ciò agisce sia all’interno della parola sia attraverso il confine della parola coinvolgendo la nasale finale della parola precedente.
LATERALI
Alveolari = sonore [l]
ʎ
Palatali = sonore [ ] sbadiglio caviglia
La laterale palatale può occorrere solo tra vocali o a inizio di parola. È sempre lunga tra vocali
Può occorere in posizione postconsonatica unicamente in forme di infinito seguite dal pronome clitico
VIBRANTI
Alveolari = sonore [r]
APPROSSIMANTI =2 vocali nella stessa sillaba (una delle vocali è piena e l’altra è approssimata e il suono si sviluppa con u
restringimento simile alle fricative
ʝ
Alveolari = sonore[ ]
Velari = sonore [w]
Sono seguiti solo da vocale e sono sempre brevi.
OLTRE IL SEGMENTO
Fenomeno intersegmentale= riguardano il contatto tra il foni, unisce tra loro più segmenti e talvolta
raddoppia i suoni.
- Coarticolazioni (condizionamento nell’articolazione dei suoni da parte di foni precedenti e successivi)
Quando inseriti nella catena parlata i foni tendono a subire un condizionamento da parte dei foni precedenti e/o di quelli successivi.
Questo fenomeno è dovuta al fatto che i movimenti degli organi fonatori devono eseguire per raggiungere una determinata configurazione
articolatoria non sono sempre gli stessi, ma variano in funzione della posizione che gli stessi organi avevano assunto nel produrre il fono
precedente e della posizione che dovranno assumere nel produrre il fono successivo.
- Assimilazione un processo di coarticolazione
un processo che rende un fono simile a volte identico ad un altro fono adiacente, precedente o successivo.
L’assimilazione può procedere dal fono precedente che assimila a sé il seguente, e in tal caso è detta progressiva.
Mentre se procede nel senso opposto, dal fono successivo a quello che precede è detta regressiva.
Assimilazione progressiva è quella per cui in inglese plurale si fa aggiungendo la “s” ma a livello fonico si aggiunge la “s”, “z”, “es”
– cat[s] dog[z] fish[es]
Si tratta di assimilazione progressiva di sonorità
Se la consonante precedere è sorda: [s] (fricativa alveolare sorda) cat[s], put[s]
Se la consonante che precede è sonora: [z] (fricativa alveolare sonora) dog[z], need[z].
Assimilazione regressione è per il quale altre lingue una c
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