Fonetica e fonologia
La fonetica studia le caratteristiche fisiche dei suoni di cui le lingue si servono. La fonologia studia i suoni del linguaggio dal punto di vista della loro funzione (distintiva) all'interno di una lingua, indipendentemente dalle differenze oggettive tra questi suoni. La fonetica chiama foni le unità foniche ricavate in base al principio della diversità mentre la fonologia chiama fonemi le unità individuate in base alla distintività.
Allofoni
Si definiscono allofoni (varianti allofoniche) realizzazioni fonetiche diverse di uno stesso fonema prive di valore distintivo determinate dal contesto o dal modo di pronunciarli dei singoli parlanti.
- Cono [n]
- Conto [n]
- Conca [n]
Tipi di fonetica
- Fonetica articolatoria: Studia i suoni in base a come sono articolati dall'apparato fonatorio umano (punto di vista del parlante).
- Fonetica acustica: Studia i suoni come onde sonore che si propagano nell'aria con una loro consistenza fisica (punto di vista del mezzo di propagazione del suono).
- Fonetica uditiva e percettiva: Studia i suoni in base al modo in cui vengono percepiti dall'apparato uditivo umano (punto di vista dell'ascoltatore).
Lingua orale e scritta
La lingua orale è primaria rispetto a quella scritta per vari motivi:
- Acquisizione spontanea dalla lingua materna nell'infanzia.
- Frequenza di uso.
- Evoluzione storica delle lingue.
La rappresentazione grafica dei foni è la trascrizione fonetica. La trascrizione fonica reale rappresenta una sequenza di suoni pronunciati da un individuo in una determinata occasione: tale sequenza rappresenta una replica o token, comportamenti fonici di un individuo. La trascrizione fonica ideale rappresenta una sequenza di suoni tipica di una varietà linguistica, detta tipo o type, considerata la pronuncia corretta della sequenza nella varietà linguistica a cui appartiene.
Ortografie tradizionali
Le ortografie tradizionali nascono con lo scopo di trasferire su carta i suoni del parlato, prevedendo ambiguità nel rapporto tra i suoni della lingua e l'alfabeto utilizzato. Le lingue moderne utilizzano l'alfabeto latino che manca di suoni presenti nelle lingue moderne, portando alla necessità di:
- Introdurre nuovi segni.
- Usare gruppi di due o più lettere per indicare un unico suono.
- Assegnare un diverso valore alle lettere latine.
Mentre il livello fonico delle lingue subisce evoluzioni, quello ortografico tende alla conservazione. Durante i secoli, per talune parole si è mantenuta la grafia originale anche se la pronuncia si è modificata.
Diacritici
I diacritici sono piccoli segni che accompagnano i simboli fonetici per fornire informazioni supplementari.
Trascrizione stretta = trascrizione più accurata
Trascrizione larga = trascrizione più rapida e approssimativa
Alfabeti fonetici
Per trascrivere foni e fonemi riproducendo le loro caratteristiche precise si usano alfabeti fonetici. Nel 1886, la International Phonetic Association (IPA) introdusse l'alfabeto fonetico internazionale.
Nell'italiano ci sono parole di significato diverso che hanno la stessa grafia (sono cioè omografe) ma non lo stesso suono (non sono cioè omofone).
Fonetica generale
Apparato fonatorio
L'apparato fonatorio è composto da:
- Apparato respiratorio
- Apparato digerente
Apparato respiratorio
Involto nella fonazione:
- Diaframma: Muscolo trasversale alla cavità toracica, la cui contrazione determina l'inspirazione e il suo rilassamento espirazione durante il quale avviene la fonazione.
- Polmoni: Forniscono aria espiratoria che viene sospinta all'esterno.
- Bronchi e trachea: Incanalano l'aria che proviene dai polmoni e la dirigono verso la laringe.
- Laringe: Genera la voce, contiene nella sua porzione centrale la glottide che contiene le corde vocali.
- Faringe: Organo comune ad apparato respiratorio e digerente, l'aria che proviene dai polmoni va verso l'esterno attraverso la bocca o la cavità nasali.
- Cavità nasali: Tratto superiore dell'apparato respiratorio.
Apparato digerente
Anche esso coinvolto nella fonazione:
- Faringe: Appartenente anche a quello respiratorio.
- Velo palatale o palato molle: Parte posteriore del palato, privo di struttura ossea, può restare inerte o spostarsi all'indietro chiudendo in tal caso le cavità nasali.
- Ugola: Propagine del palato molle sospesa al centro nella parte posteriore della cavità orale.
- Lingua: Collocata al centro della cavità orale e dotata di una radice fissata in basso alla muscolatura del collo, di un dorso mobile e di un apice o punta.
- Palato duro: Sovrasta il cavo orale.
- Alveoli dei denti: Parte interna alle gengive superiori.
- Denti: Soprattutto gli incisivi superiori.
- Labbra
Tutti gli organi che possono assumere diverse posizioni durante la fonazione sono detti apparati articolatori mobili (labbra, glottide, velo del palato e lingua), gli altri che non possono modificare la loro forma e posizione sono detti articolatori fissi.
Voce
La laringe è una struttura tubulare che porta l'aria della trachea verso la faringe e viceversa, mentre la glottide rappresenta la parte mediana di questo tubo intorno al quale vi sono cartilagini (Pomo di Adamo) unite da fascetti muscolari e ricoperte da mucosa. Su due lati della parte mediana della laringe si trovano due pieghe della mucosa dette pliche vocali. Grazie all'azione dei muscoli che uniscono i vari elementi cartilaginei della glottide e che attraversano le pliche stesse, queste possono avvicinarsi l'una all'altra fino ad ostruire tutto il canale, o rilassarsi e allontanarsi lasciando libero il passaggio o avvicinarsi restringendo il tubo senza impedire il passaggio completo dell'aria come accade durante il mormorio. Lo spazio tra le due pliche vocali è detto rima vocale.
Se durante l'espirazione la rima vocale viene chiusa dall'azione dei muscoli che portano le due pliche vocali a combaciare l'una con l'altra, ciò produce interruzione nel flusso dell'aria, si stabilisce un contrasto tra le due forze, quella che tiene unite le pliche e quella che spinge l'aria dal basso verso l'alto. L'aria espiratoria riesce a forzare la resistenza e aprire le due pliche che cercano di richiudersi, questo meccanismo si ripete finché restano attive le due forze che si contrappongono dando luogo alla vibrazione della glottide che corrisponde alla voce. Ostacolando momentaneamente e ripetutamente il libero passaggio dell'aria espiratoria si produce vibrazione glottidale detta voce. In assenza di tale ostacolo non c'è alcun suono.
Durata del fono: Tempo che trascorre tra il momento in cui gli organi iniziano a spostarsi verso la configurazione articolatoria tipica di quel fono e il momento in cui l'abbandonano per articolare il fono successivo.
Vocali e consonanti
In base al modo di articolazione è possibile individuare una prima grande distinzione tra:
- Vocali: Suoni prodotti senza porre alcun ostacolo al flusso dell'aria.
- Consonanti: Suoni prodotti ponendo un ostacolo al flusso dell'aria.
Definiamo vocale un fono che risulta dall'attivazione della vibrazione laringea senza che nel tratto fonatorio superiore si produca alcun'altra fonte di rumore. Le vocali sono sempre caratterizzate dalla vibrazione delle pliche vocali, mentre le consonanti possono esserlo o meno. Definiamo consonante qualunque fono che preveda l'attivazione di una fonte di rumore nel tratto fonatorio al di sopra della laringe.
Parametri per la classificazione delle vocali
- Innalzamento della lingua: Alte/chiuse, medio-alte/semichiuse, medio-basse/semiaperte, basse/aperte.
- Avanzamento della lingua: Anteriori, centrali, posteriori.
- Protrusione (o arrotondamento) delle labbra: Arrotondate, non arrotondate.
Il vocalismo tonico dell'italiano standard include 7 vocali cardinali primarie [i e ɛ a o u]. In italiano standard, il sistema vocalismo atono include 5 diversi foni vocalici. I simboli più usati sono le medioalte [e o], anche se ci sono casi in cui si usano le medio-basse [ɛ].
Le vocali atone non sono mai colpite dalla regola di compensazione quantitativa e sono pertanto brevi, in qualunque posizione siano collocate e quale che sia il tipo sillabico in cui sono inserite. Per sistema vocalico tonico (vocalismo tonico) si intende l'insieme delle vocali che si possono trovare in sillaba tonica cioè in sillaba portatrice di prominenza accentuale.
Dittonghi
Si considera dittongo la successione di due vocali o di una vocale e di una semivocale che si trovano all'interno della stessa sillaba.
- Ascendente (approssimante + vocale) es. buono, piede.
- Discendente (vocale + vocale) es. pausa, mai.
I dittonghi discendenti sono formati da due elementi vocalici di apertura decrescente, il picco sillabico è rappresentato naturalmente dall'elemento vocalico più aperto, che è il primo membro del dittongo.
Dittongo mobile: Parola derivata da un'altra in cui il dittongo è presente ma si perde se non si ha l'accento sulla sillaba che precedentemente conteneva il dittongo. Esempi: PIEDE/PEDALE, UOMO/OMINO. Rimane nel vocabolario SUONO/SUONERIA ma è un fenomeno di ipercorrettismo perché inserite recentemente nel linguaggio comune.
Trittongo
Formati da una sequenza di approssimante + dittongo discendente. Esempi: miei [mjɛi], tuoi [twi], quei [kwei], odiai [o'djai].
Iato
Gli incontri di vocali appartenenti a sillabe diverse, definiti iati.
Digrammi e trigrammi
Sono nella scrittura ortografica 2/3 segni che rappresentano un unico fono.
Consonanti
Parametri per la classificazione delle consonanti
- Tipo di fonazione (sorde/sonore): È prevista l'attivazione della vibrazione?
- Modo di articolazione: Che tipo di rapporto reciproco assumono gli articolatori?
- Luogo di articolazione: Quali articolatori sono coinvolti nella produzione della consonante?
Tipo di fonazione
Il contributo delle pliche vocali permette di distinguere i suoni fra sordi (le pliche sono “aperte” e non vibrano al passaggio del flusso d’aria) e sonori (le pliche sono accostate e vibrano al passaggio dell’aria).
Modo di articolazione
Per interferire con l’aria è necessario che uno degli apparati articolatori mobili lasci la sua posizione di riposo e si trovi vicino ad un altro apparato articolatorio mobile o fisso in diversi modi di articolazione.
Occlusivo
Se l’avvicinamento tra gli organi produce un contatto tra di essi tale da creare un'ostruzione completa al passaggio dell’aria e poi si ha una rapida riapertura del canale dovuta alla spinta dell’aria espiratoria che forza l’ostacolo. L’insieme di queste due fasi, occlusione ed esplosione, caratterizza il modo di articolazione occlusivo (es. T).
Fricativo
L’articolatore mobile si avvicina ad un altro organo senza creare occlusione completa ma lasciando libero uno spazio attraverso il quale l’aria possa passare. In tal caso si pronuncia un’articolazione fricativa. Il suono è generato dal passaggio dovuto a un processo di turbolenza (es. S in osso).
Affricato
L’articolazione di due organi coinvolti viene posta a diretto contatto chiudendo del tutto il canale fonatorio, con una fase occlusiva che poi si separano meno bruscamente e rimangono vicini tanto da produrre un suono di frizione (es. Z di pozzo).
Nasale
Occlusione orale in cui il velo del palato si abbassa lasciando che l’aria fuoriesca dalle cavità nasali, producendo un effetto acustico di nasalità. Il ridotto afflusso di aria verso la cavità orale, dove si era prodotta l’occlusione, rende l’esplosione debole e non udibile perché l’aria deviata dal naso esercita una pressione dietro l’ostacolo prodottosi nella bocca (es. N di Anna).
Laterale
Si produce un’occlusione completa con un passaggio secondario nella stessa cavità orale, in una posizione laterale (bilaterale) rispetto all’occlusione (es. L in palla).
Vibrante
Brevissima occlusione seguita da debole e breve esplosione e poi ancora da vari cicli di occlusione e di esplosione a produrre l’effetto di vibrazione (es. R) (dette polivibranti).
Approssimante
Simile alle fricative ma rimane un po’ più di spazio per il passaggio dell’aria e non si produce alcuna frizione. Questi foni presentano problemi di classificazione vocale vs consonanti e per questo sono dette semivocali o semiconsonanti (es. Ieri, Yes).
Luoghi dell'articolazione
- Labiale o bilabiale: Foni articolati con avvicinamento delle labbra (es. ape).
- Labiodentale: Movimento del labbro inferiore in direzione dei denti superiori (fricativa sorda es. afa).
- Dentale o alveolare: La punta o apice della lingua può muoversi in direzione della faccia interna dei denti incisivi superiori oppure leggermente in alto verso gli alveoli degli stessi denti. Un esempio di alveolare (occlusiva sonora) è la parola Ida, di dentale (fricativa sonora) the.
- Postalveolare o prepalatale: Accostamento della lingua alla parte del palato che si trova dietro gli alveoli dei denti. Foni fricativi e affricati, es. oggi (affricati sonora).
- Palatale: La parte dorsale della lingua può innalzarsi, arcuandosi in direzione del palato duro, e quindi questo luogo di articolazione è definito dorso-palatale. Es. ogni.
- Velare: Movimento del dorso della lingua verso il palato molle o velo del palato. Definito dorso-velare. Es. eco (occlusiva sorda).
Occlusive
- Bilabiali: Sorda [p], sonora [b].
- Alveolari: Sorda [t], sonora [d].
- Velari: Sorda [k], sonora [g].
Fricative
- Labiodentali: Sorda [f], sonora [v].
- Alveolari: Sorda [s], sonora [z].
- Prepalatali: Sorda [ʃ].
La fricativa alveolare sonora [z] appare solo nella variante breve. La fricativa prepalatale sorda [ʃ] è sempre lunga sia all'interno di parola sia all'inizio quando preceduta da vocale.
In posizione iniziale c'è sempre la sorda fricativa alveolare. C'è sempre la sorda anche all'inizio del secondo elemento di una parola composta. Quando una fricativa alveolare è seguita da una consonante, entra in azione una regola di assimilazione regressiva di sonorità che consente solo alveolare sorda [s] davanti a consonante sorda e solo la sonora [z] davanti a consonante sonora.
La regola dell'assimilazione non funziona con le approssimanti che sono precedute dalla fricativa sorda [s]. Una fricativa alveolare preceduta da una consonante è sempre sorda.
Affricate
- Alveolari: Sorda [ts], sonora [dz].
- Prepalatali: Sorda [ʧ], sonora [ʤ].
Le affricative alveolari [ts dz] sono sempre lunghe in posizione intervocalica, sia all'interno della parola sia in posizione iniziale di parola preceduta da vocale. Sono brevi solo in posizione iniziale e dopo consonante. Le affricative prepalatali [ʧ ʤ] sono lunghe all'interno della parola e in posizione intervocalica. Negli altri casi sono brevi.
Nasali
- Bilabiali: [m] mancanza, malinconia.
- Labiodentali: [ɱ] quadrunviro, convegno, influenza.
- Alveolari: [n] consegna, agitazione.
- Palatale: [ɲ] bagnasciuga, convegno.
- Velari: [ŋ] banchiglia, cinguettio, granchio, singhiozzo.
Le nasali possono essere brevi [m] e [n] o lunghe. La nasale palatale [ɲ] è sempre lunga tra vocali di inizio di parola dopo vocale. La nasale labiodentale [ɱ] e la nasale velare [ŋ] possono occorrere solo davanti a una consonante prodotta nello stesso luogo di articolazione. Quindi possiamo trovare [ɱ] solo prima di [f v], una [ŋ] solo prima di [k g].
In italiano, prima di una consonante può trovarsi solo la nasale omorganica, cioè la consonante nasale prodotta con gli stessi organi della consonante seguente. Regola di assimilazione regressiva che estende alla nasale il luogo di articolazione del fono consonantico successivo. Ciò agisce sia all'interno della parola sia attraverso il confine della parola, coinvolgendo la nasale finale della parola precedente.
Laterali
- Alveolari: Sonore [l].
- Palatali: Sonore [ʎ] sbadiglio, caviglia.
La laterale palatale può occorrere solo tra vocali o a inizio di parola. È sempre lunga tra vocali. Può occorrere in posizione postconsonatica unicamente in forme di infinito seguite dal pronome clitico.
Vibranti
- Alveolari: Sonore [r].
Approssimanti
Due vocali nella stessa sillaba (una delle vocali è piena e l'altra è approssimata e il suono si sviluppa con un restringimento simile alle fricative).
- Alveolari: Sonore [j].
- Velari: Sonore [w].
Sono seguiti solo da vocale e sono sempre brevi.
Oltre il segmento
Fenomeno intersegmentale riguarda il contatto tra i foni, unisce tra loro più segmenti e talvolta raddoppia i suoni.
Coarticolazioni
Condizionamento nell’articolazione dei suoni da parte di foni precedenti e successivi.
Quando inseriti nella catena parlata, i foni tendono a subire un condizionamento da parte dei foni precedenti e/o di quelli successivi. Questo fenomeno è dovuto al fatto che i movimenti che gli organi fonatori devono eseguire per raggiungere una determinata configurazione articolatoria non sono sempre gli stessi, ma variano in funzione della posizione che gli stessi organi avevano assunto nel produrre il fono precedente e della posizione che dovranno assumere nel produrre il fono successivo.
Assimilazione
Un processo di coarticolazione che rende un fono simile, a volte identico, ad un altro fono adiacente, precedente o successivo.
L'assimilazione può procedere dal fono precedente che assimila a sé il seguente, e in tal caso è detta progressiva. Mentre se procede nel senso opposto, dal fono successivo a quello che precede, è detta regressiva.
Assimilazione progressiva è quella per cui in inglese il plurale si fa aggiungendo la "s", ma a livello fonico si aggiunge la "s", "z", "es" – cat[s], dog[z], fish[es]. Si tratta di assimilazione progressiva di sonorità. Se la consonante precede è sorda: [s] (fricativa alveolare sorda) cat[s], put[s]. Se la consonante che precede è sonora: [z] (fricativa alveolare sonora) dog[z], need[z].
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