Tipologie di efficienza
Efficienza informativa
L'efficienza informativa identifica la capacità del prezzo di ciascuna attività finanziaria di incorporare il valore attuale dei flussi attesi (il valore fondamentale). Le condizioni dell'efficienza informativa sono: la disponibilità e il costo delle informazioni. Nella gran parte dei casi ci si trova di fronte a situazioni di conoscenza imperfetta, per via del fenomeno delle asimmetrie informative, e di sostentamento di costi per l'acquisizione delle stesse; la capacità di utilizzo delle informazioni. L'investitore deve essere in grado di interpretare correttamente le informazioni disponibili al fine di trarne le decisioni di investimento conseguenti secondo algoritmi condivisi.
Il mercato risulta perfettamente efficiente dal punto di vista informativo quando per un investitore, a parità di livello di informazione, è impossibile conseguire dal proprio investimento performance superiori a quelle degli altri operatori.
Focalizzando l'attenzione sulla disponibilità di informazioni, è possibile individuare tre forme di efficienza informativa (secondo il noto studio di Fama del 1970):
- Forma debole: I prezzi delle attività finanziarie riflettono l'unica informazione passata disponibile, ovvero l'andamento delle attività stesse. Non è possibile, in altri termini, ottenere rendimenti “anomali” basandosi sulle sole informazioni relative ai dati storici.
- Forma semi-forte: L'informazione disponibile è di pubblico dominio, vale a dire l'informazione sui dati storici e i dati “correnti” (i bilanci infrannuali, gli utili previsti, ecc.). Il prezzo incorpora tale livello di informazione: è possibile, allora, ottenere rendimenti artificiosamente sopra la media del mercato avendo a disposizione informazioni riservate.
- Forma forte: I prezzi riflettono tutta l'informazione esistente, vale a dire l'informazione storica, di pubblico dominio e quella riservata. È quindi una condizione difficilmente realizzabile. In tale concetto di efficienza, il set di informazioni a disposizione di ciascun operatore deve essere il più ampio possibile: nessun investitore deve avere informazioni in quantità e di qualità superiori a quelle degli altri.
Efficienza operativa
Ci si riferisce normalmente ai meccanismi che facilitano l’incontro tra domanda ed offerta degli strumenti negoziati sui mercati finanziari. Sono tre i parametri che descrivono le condizioni tecniche di scambio:
- Ampiezza: Dimensione degli ordini di acquisto e di vendita dovuti alla presenza di numerosi investitori e/o alla numerosità dei titoli trattati per ciascuno strumento; tale attributo, assieme allo spessore, aumenta la capacità del mercato di agire quale stabilizzatore dei prezzi al manifestarsi di variazioni degli stessi generate da temporanei sbilanci tra domanda e offerta.
- Spessore: Continuità nei prezzi e nelle quantità tale per cui gli eccessi di domanda o di offerta possono essere soddisfatti nell’“intorno” del prezzo migliore; un mercato dotato di spessore è quello in cui agli investitori è consentito di conoscere con immediatezza le condizioni di domanda e offerta degli altri investitori e di operare altrettanto prontamente.
- Elasticità: Capacità di “metabolizzare” le tensioni sui prezzi attraverso l’“assorbimento” dell’informazione disponibile; un mercato è elastico se è in grado di attirare nuovi ordini a seguito di temporanei squilibri tra domanda e offerta.
Mercato primario
Individua quel complesso di operazioni attraverso le quali il pubblico di risparmiatori sottoscrive SF di nuova emissione contro il versamento, a favore dell’emittente, di mezzi finanziari. Il successo di una forma di organizzazione del mercato primario dipende dalla capacità di garantire l’equilibrio tra domanda ed offerta. Un eccesso di domanda indica che il prezzo richiesto dall’emittente è troppo basso: avrebbe potuto richiedere un prezzo più alto per la stessa quantità o, che è lo stesso, avrebbe potuto collocare un quantitativo maggiore allo stesso prezzo. Un eccesso di offerta, invece, indica che il prezzo richiesto del titolo è troppo alto.
Tre sono i momenti che caratterizzano le diverse forme di mercato primario:
- Offerta: l’emittente propone i titoli agli investitori.
- Richiesta: gli investitori manifestano la loro adesione all’offerta.
- Assegnazione dei titoli: si procede all’aggiudicazione dei titoli.
Il mercato primario svolge la funzione di finanziamento degli emittenti di SF, mentre il secondario quella di facilitare gli investimenti e disinvestimenti di SF da parte dei risparmiatori, favorendone la liquidità.
Forme di collocamento mercati primari
- Collocamento privato: L’emittente si rivolge a una ristretta cerchia di investitori con i quali concorda le caratteristiche di prezzo e quantità delle emissioni (massima personalizzazione e massima certezza del collocamento).
- Collocamento pubblico: L’emittente si rivolge ad una massa indistinta di investitori avvalendosi di intermediari che svolgono professionalmente il servizio di collocamento (servizio di investimento). L’intermediario incaricato può essere coinvolto finanziariamente nell’esito del collocamento: è possibile prevedere, infatti, la sottoscrizione di parte dell’emissione o dell’intera emissione (acquisto a fermo), o la prestazione di una garanzia di sottoscrizione. Naturalmente tale impegno è adeguatamente remunerato.
- Asta: L’emittente si rivolge ad un pubblico selezionato di intermediari finanziari senza formulare il prezzo dell’emissione, ma limitandosi a comunicare la quantità da collocare. Sarà il prezzo offerto dall’ultimo quantitativo soddisfatto (asta marginale, ad esempio l’asta dei BTP) o i prezzi offerti e soddisfatti in sede di aggiudicazione (asta competitiva, ad esempio l’asta dei BOT) a determinare l’introito dell’emittente.
Mercati secondari
Individua il complesso di negoziazioni su SF già in circolazione e collocati presso il pubblico dei risparmiatori. Possono individuarsi diverse forme di mercati secondari in relazione a:
- Tipo di struttura: Mercati fisici/mercati telematici; sistemi di processo degli ordini: a ricerca autonoma / di brokers / quote driven / order driven; presenza di regole: regolamentati / over-the-counter.
- A ricerca autonoma: Mercati più elementari, sono i singoli investitori che vanno alla ricerca della controparte, sopportando tutti i costi (di informazione e transazione) relativi allo scambio degli SF. Poiché la ricerca della controparte avviene senza il coinvolgimento di alcun intermediario, è molto probabile che, qualora si realizzi lo scambio, questo avvenga a condizioni di prezzo tutt’altro che ottimali. La controparte può offrire le migliori condizioni tra quelle conosciute dall’investitore, ma non è detto che esse siano le migliori condizioni disponibili nel mercato. Inoltre ciò ha effetti negativi sulla liquidità del titolo.
- Con broker: Mercati in cui è previsto l’intervento di una particolare categoria di intermediari i quali, dietro pagamento di una commissione, assolvono il compito di ricercare contropartite alla propria clientela. Essi sono intermediari puri, in quanto il loro compito è quello di promuovere e agevolare l’incontro tra soggetti intenzionati a concludere uno scambio. Tuttavia nemmeno in un mercato di broker è possibile ritrovare prezzi di elevata qualità, in quanto, ancora una volta, essi derivano da una trattativa bilaterale (tra broker dell’acquirente e broker del venditore) e non necessariamente sono il risultato di un meccanismo di comparazione tra tutte le potenziali controparti presenti nel mercato.
- Quote driver (con dealer o market maker): Mercati in cui l’intermediario formula proposte di acquisto al prezzo denaro (bid) e proposte di vendita al prezzo lettera (ask). Il suo compenso è pari alla differenza tra i prezzi esposti (spread denaro/lettera). Quanto più ampio è lo spread, tanto maggiore appare l’aspettativa di incertezza del dealer sulla futura negoziabilità dello SF. Il dealer agisce su sollecitazione del singolo investitore (di fatto può scegliere la controparte con la quale negoziare). Se il dealer si specializza nello scambio di un titolo o di una rosa di titoli assume il nome di specialist. Il market maker è obbligato (dall’autorità del mercato) a esporre in maniera continuativa proposte sui due lati del mercato.
- Order driven (ad asta): Mercati in cui gli investitori negoziano senza l’intervento di un intermediario facendo affluire gli ordini (PDN) al mercato il quale provvede ad incrociarli quando sono coerenti per prezzo e quantità per ciascun titolo secondo predefinite regole. Nell’asta a chiamata l’afflusso di ordini si realizza in un momento ben definito della giornata; l’unico prezzo che ne scaturisce è quello che consente di massimizzare la quantità di titoli scambiabile. Nell’asta continua l’afflusso di ordini si ha durante tutta la seduta di borsa. Le PDN in acquisto vengono disposte in ordine decrescente, le PDN in vendita in crescente e non appena la PDN sul lato opposto del mercato è compatibile per quantità e prezzo, l’ordine viene eseguito; ne consegue che esistono tanti prezzi quanti sono gli incroci realizzati.
I mercati secondari MIFID
Ha da un lato definito il mercato regolamentato e dall’altro codificato due categorie di mercati alternativi: i SMN e gli internalizzatori sistematici. Mercati regolamentati e non differenti per: regole standardizzate, liquidità degli strumenti negoziati, trasparenza, istituto di compensazione e garanzia. Si applica alle tre macro-categorie di operatori:
- Gli intermediari, ovvero le banche e le imprese di investimento, che sono SIM e SGR (limitatamente alla gestione individuale di patrimoni mobiliari);
- Le cosiddette trading venues, che comprendono i gestori di mercati regolamentati, i gestori di sistemi MTF (Multilateral Trading Facility) e gli Internalizzatori Sistematici;
- I soggetti che forniscono servizi di consulenza finanziaria.
Sono operanti in Italia due società di gestione nel segmento dei mercati regolamentati:
- Borsa Italiana SPA: Ha istituito e gestisce esclusivamente mercati al dettaglio, sui quali sono negoziate molteplici tipologie di SF.
- MTS SPA: Ha istituito e gestisce tre mercati all’ingrosso dedicati esclusivamente alla negoziazione di strumenti di debito.
Mercati obbligazionari
- MTS di MTS SPA: Mercato quote driven (con market maker) all’ingrosso sul quale sono negoziati titoli di Stato italiani ed esteri a iniziativa dei cosiddetti operatori principali o primary dealer (banche ITA, comunitarie o extra) che, su loro richiesta, si impegnano a quotare in conto proprio continuativamente nella giornata prezzi denaro-lettera per importi minimi unitari di 2.5-5 milioni di euro a valere su un certo numero di titoli; possono partecipare banche ita, comunitarie ed extra, BI, Ministero Economia.
- Strumenti trattati: Titoli di Stato (BOT, CCT, BTP); titoli non governativi (ABS, asset backed security).
- Meccanismo di regolamento: T+3 (tranne che per i BOT, T+2).
- Accesso al pubblico: Non aperto al pubblico.
- Struttura: Telematico.
MOT
Mercato secondario al dettaglio gestito da Borsa Italiana, l’unico mercato regolamentato italiano dedicato alla negoziazione aperta al pubblico retail di titoli di Stato italiani ed esteri, obbligazioni private (da banche e imprese), eurobbligazioni e ABS. Le negoziazioni avvengono in via prevalente con modalità order driven; fasi: asta di apertura, negoziazione continua e chiusura. Segue la struttura telematica.
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Segmenti:
- DomesticMOT: Sono negoziati titoli di Stato italiani, obbligazioni di emittenti privati e titoli sovranazionali.
- EuroMOT: Titoli di Stato esteri e obbligazioni emesse all’estero da società ITA.
- Meccanismo di regolamento: T+3 (tranne che per i BOT, T+2).
- Accesso al pubblico: Aperto al pubblico.
I mercati azionari
Obiettivi della quotazione in borsa: finanziare la crescita, aumentare la capacità competitiva, diversificare le fonti di finanziamento, aumentare la forza contrattuale con fornitori e clienti, agevolare il passaggio generazionale, attrarre risorse qualificate, dare liquidità al capitale e trasparenza al valore.
Mercati azionari italiani gestiti da Borsa Italiana SPA:
- MTA
- STAR
- MTA International
- MIV
- AIM Italia
MTA
All’interno si negoziano azioni, obbligazioni convertibili, diritti di opzione e warrant delle SPA italiane quotate; si rivolge a imprese a media e grande capitalizzazione.
Requisiti ammissione MTA:
- Flottante 25%
- Ultimi 3 bilanci certificati
- Offerta ad investitori professionali e privati
- Codice di corporate governance raccomandato
- Investor relator raccomandato
- Necessaria informativa al pubblico su operazioni straordinarie e significativi eventi della società
- Necessario un bilancio annuale e semestrale e resoconti intermedi di gestione
Fasi della negoziazione
Asta di apertura: Così come l’asta di chiusura, è il meccanismo che consente di determinare il prezzo, rispettivamente di inizio e fine, della giornata di negoziazione. Il meccanismo dell’asta di apertura coincide con invecchia mercato a chiamata, realizzato però con i moderni mezzi elettronici.
- Preapertura: Gli operatori immettono nel sistema le PDN (acquisti e vendite) per ciascun titolo al fine di individuare il prezzo teorico di apertura, ovvero il prezzo che consente di massimizzare la quantità di titoli scambiabili. Gli operatori hanno piena visibilità delle proposte pervenute al mercato attraverso il book e possono eventualmente intervenire sulle proposte da loro espresse.
- Validazione: In pochi minuti si verifica la validità del prezzo teorico; il sistema non accetta più nuove proposte e non consente di modificare quelle esistenti. La validità è riconosciuta se la differenza tra il prezzo teorico d’asta e quello di riferimento del giorno precedente non è superiore alla soglia prefissata, del 10% per le azioni e del 5% per le obbligazioni convertibili.
- Apertura: Il sistema procede con l’incrocio delle proposte: i contratti sono conclusi all’unico prezzo d’asta. Ordini di acquisto con limite di prezzo inferiore al prezzo di apertura e ordini di vendita con limite di prezzo superiore al prezzo di apertura non vengono conclusi e passano alla negoziazione continua.
Negoziazione continua: Il sistema conclude i contratti man mano che le PDN diventano compatibili per condizioni di prezzo e quantità.
Asta di chiusura
- Preasta: Gli operatori immettono, cancellano, modificano le PDN al fine di individuare il prezzo teorico di chiusura.
- Asta di chiusura: Esecuzione di tutti i contratti compatibili con il prezzo di chiusura.
STAR
Nasce nel 2001 per valorizzare le eccellenze italiane di media capitalizzazione nei confronti degli investitori istituzionali italiani e internazionali. Borsa Italiana sostiene continuamente la visibilità delle società STAR con le tappe delle STAR conference che portano le aziende a presentarsi alla comunità degli investitori istituzionali internazionali nelle piazze di Milano e Londra. Le imprese si impegnano a rispettare requisiti di eccellenza in termini di:
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Comunicazione:
- Trasparenza
- Pubblicazione delle relazioni trimestrali entro 45 giorni dal termine di ciascun trimestre
- I rendiconti contabili (annuali, semestrali e trimestrali) devono essere inviati in formato elettronico a Borsa Italiana
- Gli emittenti STAR devono rendere disponibile l’informativa prevista dalla normativa vigente, sia in italiano che inglese, sul proprio sito Internet
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Liquidità:
- Capitalizzazione compresa tra 40 milioni e 1 miliardo
- Flottante di ingresso: 35% delle azioni ordinarie per le società di nuova emissione e 20% per le società già quotate
- Flottante di permanenza: 20%
- Nomina di un operatore specialista che assicuri la propria presenza sul mercato soddisfacendo obblighi in termini di: continuità di esposizione; quantitativo minimo giornaliero; quantitativo minimo per ogni proposta; spread massimo di prezzo
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Governance:
- Il CDA deve essere composto da amm non esecutivi e indipendenti che, per numero e autorevolezza, abbiano un peso significativo nell’assunzione delle decisioni consiliari
- L’emittente STAR deve nominare un comitato per il controllo interno o riservare in maniera specifica al CDA l’incarico di analizzare le problematiche e istruire le pratiche rilevanti per il controllo dell’attività aziendale
- Una parte significativa della remunerazione del management deve essere legata al raggiungimento di obiettivo o risultati economici della società
Prezzi
Prezzo di controllo corrisponde:
- Nell’asta di apertura: al prezzo di riferimento
- Nella negoziazione continua: al prezzo d'asta di apertura o al prezzo di riferimento se non è stato possibile determinare il prezzo d'asta di apertura
- Nell’asta di chiusura: al prezzo dell’asta di apertura (o al prezzo di riferimento se non è stato possibile determinare il prezzo d’asta di apertura)
Prezzo di riferimento è il prezzo dell’asta di chiusura o è pari alla media dei prezzi dell’ultimo 10% di quantitativo scambiato se non è stato possibile individuare il prezzo d’asta di chiusura.
Prezzo ufficiale è la media ponderata dei prezzi di tutti i contratti conclusi nella giornata di borsa. Riepilogo di giornata MTA: per ciascun titolo sono noti: numero contratti conclusi, quantità totale negoziata, prezzo minimo e massimo e relative quantità, prezzo.
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Riassunti di Economia del Mercato Mobiliare - Marina Damilano
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Riassunti Economia
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Riassunti Merceologia
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Riassunti Statistica