L'evoluzione della normativa
Evoluzione dei mercati azionari (1998-2008)
La storia degli ultimi 10 anni dei mercati azionari coincide in gran parte con quella americana:
- 1998-2000: Espansione, ruolo dominato dal mercato USA e introduzione di nuove tecnologie con le quali si assiste a un cambiamento del rapporto tra ricchezza azionaria e consumi. Nel UE si assiste allo sviluppo dei mercati dopo un forte ammodernamento.
- 2000-2002: Vi fu la bolla tecnologica e scandali finanziari.
- 2003-2007: Vi fu la ripresa, con un triennio caratterizzato da un rialzo dei listini con un miglioramento generale della situazione economica dovuto in parte a politiche espansive.
- 2007-2008: Crisi dei mutui sub-prime, vi fu la crisi della liquidità in cui la gente andò a cercarla sul mercato azionario creando un panic selling a cui gli operatori non riuscirono a sopperire sul fronte degli acquisti. Crollarono i sistemi bancari internazionali e i governi dovettero fare operazioni di salvataggio.
- 2009-2015: Post crisi finanziaria e crisi del debito pubblico.
Evoluzione della normativa
- Legge sul SIM del 1991: Prima sistematizzazione giuridica dell'intermediazione mobiliare in Italia, con l'obiettivo di stimolare il canale diretto al trasferimento dei fondi attraverso i mercati ponendo rimedio al precedente quadro normativo lacunoso e incompleto.
Istituzione di un nuovo intermediario
Le SIM che si specializzarono nell'operatività dei e sui mercati mobiliare (nel canale diretto di trasferimento fondi) e la legge sulle SIM gli dà due caratteristiche:
- Professionalità: Svolgere previa autorizzazione Consob, tutte le attività di intermediazione mobiliare definite dalla legge quali: negoziazione in conto proprio e di terzi, collocamento di valori mobiliare con e senza garanzia di sottoscrizione, gestione patrimoniale su base individuale, raccolta ordini di acquisto/vendita di valori mobiliari, consulenza, sollecitazione del risparmio pubblico.
- Esclusività operativa: Riserva esclusiva delle attività di intermediazione mobiliare ad eccezione di banche, agenti di cambio in attività, società fiduciarie e fondi comuni di investimento mobiliare.
Nascita del promotore finanziario
Le SIM hanno l'obbligo di avvalersi del loro operato, essi posseggono professionalità e onorabilità e operano solo nell'interesse di un soggetto.
Obbligo di concentrazione scambi nei mercati regolamentati
Valido per tutti i titoli ad eccezione di quelli statali per evitare che le negoziazioni fuori borsa riducano la liquidità.
Nascita dell'asta telematica
Sostituisce quella a chiamata, quindi i contratti sono conclusi automaticamente dal sistema.
Nascita dei mercati dei derivati
Nascita del MIF e dell'IDEM.
Decreto Eurosim (1996)
Attua le direttive comunitarie volte all'armonizzazione minima, per creare un mercato unico europeo e condizioni di parità fra gli stati membri, e del mutuo riconoscimento per eliminare gli ostacoli alla libera circolazione.
- Principio del passaporto unico: Le SIM italiane, previa autorizzazione della BC, possono operare nei paesi UE e viceversa, di conseguenza le banche estere autorizzate possono offrire in Italia servizi di intermediazione mobiliare.
- Equiparazione tra istituti di credito e SIM: Per non svantaggiare gli intermediari creditizi italiani l’Eurosim prevede di eliminare l’esclusività delle SIM prevista nel decreto del '91, equiparandole di fatto agli istituti creditizi.
- Semplificazione: Consulenza finanziaria e sollecitazione del pubblico risparmio non sono più riservate agli intermediari autorizzati, ma servizi accessori.
- Non diretta presunzione dell'obbligo di concentrazione: La direttiva lascia ai singoli stati membri la possibilità di optare o meno per la concentrazione al fine di tutelare l’investitore.
- Privatizzazione borsa: Il mercato non viene più gestito dalle camere di commercio ma da un soggetto privato gestito dagli intermediari (Borsa Italiana spa).
TUF 58/1998
Riordina e completa il quadro normativo dei mercati, degli intermediari e della CGI.
Disciplina dei mercati regolamentati
Realizza netta separazione fra organizzazione, gestione e autoregolamentazione affidata alla società di gestione della borsa (privati) e le funzioni di supervisione e sorveglianza attribuite a Consob e Banca d’Italia (pubblico).
Disciplina degli intermediari
Creazione delle SGR, ovvero un gestore unico che gestisce sia fondi comuni che individuali, compito possibile anche per le banche, SIM e società fiduciarie ma solo di singoli patrimoni.
Disciplina degli emittenti
Rafforzamento della tutela degli azionisti di minoranza per far sì che la maggioranza non possa schiacciare la minoranza.
Legge sul risparmio
Provvedimento disorganico, adottato sull’onda di alcuni scandali finanziari e con disposizioni non ancora recepite.
- Obbligo di prospetto informativo per tutti gli strumenti finanziari.
- Aggravamento dei reati di falso in bilancio e revisione dell’insider trading.
- Riforma tentata degli organi di vigilanza con eliminazione di cariche a vita per la BI.
MIFID direttiva 2004/39/CE (2007)
Adozione della linea di armonizzazione forte per favorire la creazione di un mercato unico europeo dei servizi finanziari:
Disciplina degli intermediari finanziari
La MIFID introduce nuovi modelli di rapporto con la clientela secondo cui gli intermediari devono agire al meglio per i clienti:
- Nuovo ruolo del servizio di consulenza: Regolamentato con autorizzazione necessaria dalla Consob o BI.
- Ridisegno della tutela dell’investitore: Nuovo sistema di rapporti con la clientela distinguendo fra investitori qualificati, professionali e al dettaglio e distinguendo fra servizi a valore aggiunto e servizi esecutivi; con introduzione altresì del test di adeguatezza (servizi a valore aggiunto) e di appropriatezza (servizi esecutivi).
Disciplina dei mercati
Profonda innovazione per stimolare integrazione dei mercati UE:
- Abolizione dell'obbligo di concentrazione degli scambi nei mercati regolamentati.
- Nuove sedi di negoziazione come: mercati regolamentati (gestiti da società apposite e autorizzate da Consob), MTF (mercati gestiti oltre che da società anche da SIM e banche), IS (banche o imprese di investimento che operano in contropartita del cliente).
Nuova vigilanza
Con ampliamento degli obiettivi di vigilanza e collaborazione fra BI e Consob.
MIFID II (01/18)
Approvata nel 2014, entrò in vigore a Gennaio 2018 con alcune novità:
- Struttura dei mercati: Nuova e più ampia definizione dei mercati di scambio organizzati e nuova disciplina del trading autorizzato.
- Maggior trasparenza pre e post trading
- Controlli più rigorosi nelle posizioni in Commodity Derivates
- Maggior protezione per investitori
Mercati regolamentati (MR)
I meccanismi di funzionamento del mercato sono disciplinati da un Regolamento approvato dalla società di gestione e l'istituzione di un mercato regolamentato in Italia va approvato dalla Consob, dopo aver verificato il rispetto dei requisiti imposti alla società di gestione.
Sistemi multilaterali di negoziazione (MTF)
Le diversità rispetto agli MR sono:
- Mancanza di un vero e proprio processo di quotazione
- Mancanza di obblighi di trasparenza e informazione continua in capo agli emittenti
- Requisiti di trasparenza meno impegnativi
- Normative più leggere
Internalizzatori Sistematici (IS)
Esso non è definibile come mercato, il cliente deve espressamente approvare l'esecuzione dell'ordine attraverso l'IS e l'intermediario ha l'obbligo di comunicare alla Consob una lista di informazioni.
I principali indicatori utilizzati per misurare ampiezza, dimensione e liquidità del mercato sono:
- Capitalizzazione: n° titoli esistenti x prezzo giornaliero
- N° Società Quotate: Offre una generale indicazione sulla dimensione del mercato e ampiezza del listino
- Turnover: È l’indice di liquidità degli scambi dato da: è uno dei principali indicatori del mercato azionario e misura la liquidità del mercato, ovvero quante volte il flottante (azioni presenti sul mercato non detenute dal socio o dai soci di controllo) passa mediamente di mano in mano: se il turnover ad esempio è del 25% significa che almeno 1 titolo su 4 è stato scambiato, se è ad esempio del 200% ogni titolo è stato scambiato in media 2 volte.
L'investimento diretto
Scelta dell'intermediario
Per investire nel mercato occorre: aprire un conto titoli presso un intermediario autorizzato, disporre di liquidità o linee di credito e infine l’attività di trading compete solo a SIM e banche.
Banche
Sono l'intermediario preferito dagli investitori, specialmente quella "di fiducia" anche se nell'ultimo ventennio le banche hanno subito profondi cambiamenti (dalla Legge sulle SIM alla MIFID) che hanno portato ad equipararle alle SIM. Devono avere l'autorizzazione per poter esercitare i servizi di investimento da parte della Banca d'Italia e sono autorizzate alla negoziazione oltre che in Italia anche nei paesi comunitari e extra-comunitari riconosciuti dalla Consob e viceversa.
SIM
Impresa autorizzata dalla Consob alla prestazione dei servizi di investimento ai servizi del TUF e anche di servizi accessori senza necessità di autorizzazioni specifiche.
Servizi di investimento
- Negoziazione per conto proprio: di A/V di strumenti finanziari.
- Esecuzione di ordini per conto di clienti o terzi: A/V in nome proprio o altrui.
- Attività di sottoscrizione e/o collocamento con o senza assunzione a fermo.
- Gestione di portafogli: investimento delle somme affidate dai clienti.
- Ricezione e trasmissione ordini provenienti dalla clientela.
- Consulenza in materia di investimenti personalizzati per il cliente.
- Gestione di MTF.
Servizi accessori
- Custodia e amministrazione di strumenti finanziari.
- Locazione di cassette di sicurezza.
- Concessione di finanziamenti agli investitori.
- Consulenza alle imprese.
- Servizi connessi all’emissione e al collocamento di strumenti finanziari.
- Ricerca in materia di investimento e analisi finanziaria.
- Intermediazione in cambi.
- Attività e servizi connessi alla prestazione di servizi di investimento e accessori nei derivati.
Le SIM sono le imprese di investimento nazionali, accanto alle quali troviamo quelle di investimento comunitario e quelle extra-comunitarie autorizzate dalla Consob, tuttavia negli ultimi 15 anni il numero di SIM è diminuito a testimonianza del consolidamento nella securities industry italiana.
Gli ordini di borsa
L'ordine è il mandato assegnato dal cliente al broker e deve contenere una serie di informazioni minime (se non specificate il mio intermediario valuterà le Best Execution) che sono:
- Mercato: La scelta del mercato dove operare.
- Titolo: Il nome del titolo.
- Quantitativo: Il quantitativo che si desidera scambiare.
- Limite del prezzo: Si impone un limite minimo o massimo del prezzo di vendita o acquisto.
- Periodo di validità: Rimane fino a fine giornata poi si cancella, ma è allungabile con clausole.
- Tipo di operazione: Se di acquisto o vendita e può essere:
Acquisto/Vendita al coperto
Acquisto al coperto se ho i soldi necessari, vendo al coperto se o vendo le azioni che ho.
Acquisto/Vendita allo scoperto
Se acquisto allo scoperto quando non dispongo della somma necessaria per pagare le azioni e me li anticipa l’intermediario con un prestito, se vendo allo scoperto (short selling) vendo azioni che non ho in un’ottica ribassista e il commercio può essere intraday o multiday, in pratica la banca presta i titoli al cliente (venditore allo scoperto) il quale li vende subito dopo; essendo un prestito titoli la banca applica degli interessi che crescono all’aumentare della durata dell’operazione (no interessi se in giornata). Lo scopertista ha l’obbligo di riacquistare i titoli entro una certa data per restituirli alla banca (ricopertura dello scoperto). Abbiamo uno short selling intraday se lo scopertista vende il titolo oggi e ha l’obbligo di riacquistarlo in giornata al prezzo di mercato.
Se l’ordine trasmesso incontra sul mercato un ordine compatibile di segno opposto allora il contratto di compravendita si perfeziona e il cliente ricevere dal proprio broker la comunicazione del buon esito.
Modalità di conferimento ordini
Un ordine può essere conferito seguendo 3 modalità, differenti per costo di commissioni:
- Sportello bancario: Il cliente si reca allo sportello della banca/SIM e fissa l’ordine.
- Telefono: Cliente effettua l’ordine al telefono, per legge le chiamate sono registrate, tuttavia vi è anche il servizio di phone banking dove comunico direttamente con un call center della mia banca specializzata.
- Internet: Trading on-line, cliente trasmette l’ordine dal suo PC utilizzando la piattaforma dell’intermediario, operando senza contattare un broker.
Costi dell'investimento diretto
Il costo dell’investimento è la somma di:
- Commissioni di negoziazione: In ogni compravendita è presente, ed è la remunerazione del broker per il servizio di trading offerto, può essere applicata una percentuale al controvalore dell’ordine o un importo fisso (0,19% con minimo di 19€) oppure una tariffa flat.
- Oneri di tenuta di conto: Diritti fissi per la tenuta e l’amministrazione di titoli e le spese per la tenuta del conto corrente collegato al conto titoli a cui si aggiunge l’imposta di bollo.
- Spread BID-ASK: Differenza fra denaro e lettera, è un costo implicito:
- Lato denaro: Sempre più basso, il dealer comunica al mercato la propria disponibilità ad acquistare a un certo prezzo.
- Lato lettera: Indica il prezzo a cui il dealer è disposto a vendere.
È da notare come il trading on-line stia diventando il preferito dagli investitori, per la convenienza di costi e condizioni economiche; i punti fondamentali per una buona piattaforma riguardano:
- Stop order: Sono ordini condizionati, inseriti su uno specifico titolo, che rimangono in stato di inattività sul book centrale degli stop order fino al raggiungimento di una prezzo (Trigger Price). Possono essere ordini condizionati di vendita o di acquisto, nel caso di vendita abbiamo:
- Stop loss order: Per limitare le perdite.
- Take profit order: Per monetizzare un profitto.
- Nel caso di acquisto abbiamo solo un tipo di ordine:
- Stop profit order: Per assicurarsi un profitto minimo.
Strumenti del mercato azionario
I titoli scambiati nel mercato azionario comprendono tutti quegli strumenti di capitale che comportano la partecipazione diretta dell’investitore alla gestione e al rischio d’impresa e sono:
Azioni
Titoli che rappresentano quote del capitale sociale della società emittente ed esprime la misura della partecipazione del socio al capitale di rischio. Esse non possono mai essere emesse al di sotto del loro VN, e sono titoli a reddito variabile percepiti dall’investitore come dividendi, che però tuttavia dipende dall’effettivo raggiungimento di utili e dalla decisione di distribuirli agli azionisti.
Non hanno una data di scadenza e il rimborso del capitale avviene solo al momento della chiusura/liquidazione della società dopo aver pagato i debiti e rispettato la gerarchia azionaria, se il socio vuole disimpegnarsi prima dovrà vendere le azioni alla quotazione corrente.
Diritti e doveri dei soci:
- Diritti amministrativi:
- Di voto, perché ogni azione dà diritto a un voto.
- Partecipazione all’assemblea ordinaria e straordinaria.
- Di informazione e di convocazione dell’assemblea.
- Diritti patrimoniali: diritto agli utili e alla quota di liquidazione.
- Di natura mista:
- Di opzione: vecchi azionisti in caso di aumento del CS hanno priorità sui nuovi acquirenti.
- Di assegnazione: per vecchi azionisti si assegnano azioni se l’aumento del capitale è gratuito.
- Di recesso per cambiamento dell’oggetto sociale o di trasferimento.
Gli unici obblighi sono il conferimento e l’astensione dal voto per conflitto di interessi. Le azioni sono diverse a seconda della tipologia:
- Ordinarie: Titoli più completi e incorporano tutti i diritti patrimoniali e amministrativi.
- Privilegiate: Nominative e offrono al possessore privilegi sulla ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale, ma gli investitori che le posseggono possono solo votare in assemblea straordinaria.
- Di Risparmio: Prive del diritto di voto ma con particolari privilegi patrimoniali.
- Con voto limitato: Senza voto, voto limitato e voto straordinario.
- Correlate: Non collegate all’andamento generale della società ma a specifici rami.
- Postergate: Chiamate a coprire le perdite solo dopo aver annullato tutte le altre tipologie.
- Di godimento: Azioni per azionisti che hanno visto annullarsi le azioni per diminuzione del CS.
- A favore dei dipendenti: Emesse in assemblea straordinaria.
Possibili classificazioni di mercato
In base alla capitalizzazione di borsa
- Large Cap Stocks: Titoli ad ampia capitalizzazione (> di 1 miliardo di €), vi spiccano le blue chips, i titoli più rappresentativi del mercato, più commerciati e con una solida tradizione economico-reddituale.
- Mid Cap Stocks: Titoli a media capitalizzazione e dotati di buona liquidità (compresa tra 40 mln e 1 miliardo di €).
- Small & Micro Cap Stocks: Titoli a bassa capitalizzazione (< di 40 mln di €) con limitata liquidità e sono titoli sottili con regole e tempi di negoziazione.
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