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Convenzione di Vienna (1969)

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I soggetti del diritto internazionale

  • Stato (principale soggetto) - 5 elementi costitutivi della soggettività:
    • Territorio definito
    • Comunità/popopolazione
    • Organizzazione di governo
    • Capacità di avere relazioni esterne
    • Indipendenza originale - principio di effettività

    Comprende che lo stato eserciti effettivamente la sua sovranità.

    A) Non sono riconosciuti come soggetti:

    1. I governi fantoccio (governi sottoposti a dominio di uno stato)
    2. Entità federale degli stati
    3. Le regioni italiane

    B) Il riconoscimento (è un atto politico)

    • "La comunità internazionale si riserva il diritto di riconoscere uno stato all'interno della comunità internazionale"
    • Atto attraverso il quale uno stato accetta una relazione giuridica con lo stato che viene riconosciuto
    • Ciò non vuol dire che gli stati prima del riconoscimento non esistano
  • Individui

    Dopo le guerre mondiali vengono riconosciuti come soggetti internazionali

    • Norme rivolte direttamente all'individuo quali:
      • "Divieto di tortura"; "principio di non respingimento ai rifugiati" (positivo)
      • Crimina iuris gentum: crimini internazionali commessi dall'individuo (negativo) quali: "crimine di guerra"; "crimine di attacco alla pace". In questo caso lo stato ha l'obbligo di perseguire l'individuo (anche fuori dal proprio territorio)
    • Le minoranze - Non sono soggetti ma sono tutelate dagli stati attraverso il principio di autodeterminazione dei popoli.

Autodeterminazione dei popoli

(Art 1 par 2 e art 55 carta dell'ONU)

Si applica a tutti i soggetti del diritto interno; non può essere derogabile dagli stati; -> Norma jus cogens

Es: Sahara occidentale: contesto tra Marocco e Fronte Polisario.

Applicabilità (3 requisiti pronunciati dalla corte suprema canadese)

  • Popoli soggetti a dominazione coloniale
  • Popoli sottoposti al dominio di uno stato, ottenuto/conquistato con la forza
  • Popoli cui non sia concesso lo sviluppo economico/sociale e/o inserimento politico, economico e sociale

Irretroattività (esclusi i territori coloniali)

Cioè, l'autodeterminazione, non è applicabile agli stati soggetti a dominazione straniera prima dell'affermazione giuridica del principio (cioè non prima della seconda guerra mondiale)

Altro (importante)

Il diritto internazionale limita il principio di autodeterminazione perché altrimenti potrebbe verificarsi un'enorme disgregazione dei popoli.

Questione di unilateralismo - non è applicabile - cioè un popolo non può dichiararsi indipendente senza discutere e risolvere pacificamente con lo stato da cui dipende.

(Sentenza Quebec vs Canada)

Organizzazioni internazionali (O.I.)

  • Sono soggetti internazionali in particolari condizioni - capacità giuridica limitata
  • Nascita dell'Onu (caso Bernadotte - "reperation for ingiustice", 1949) - la C.I.G riconosce l'ONU come organo internazionale
  • Le O.I. poggiano sul principio di attribuzione dei poteri - poteri attribuiti dagli stati membri.
  • Organizzazioni non governative (O.N.G) - Organizzazioni private prive di personalità internazionale

Microstati e Santa Sede

La Santa Sede ha soggettività internazionale - può concludere accordi internazionali e con l'esistenza della città del Vaticano (elemento territoriale) si concreta la personalità anche nelle situazioni giuridiche che presuppongono il governo di una comunità territoriale.

Il diritto internazionale

È un insieme di norme nascenti dalla collaborazione tra stati che gli stati stessi si impegnano a rispettare. Si distingue in:

  • Generale (consuetudinario) - norme indirizzate a tutti gli stati (erga omnes), anche a quelli di nuova formazione.
  • Particolare (convenzionale) - norme che vincolano solo una ristretta cerchia di soggetti.

Il diritto consuetudinario

  • È caratterizzato da (dualistico):
    • Diuturnitas - condotta stabile nel tempo dei consociati (oggettivo)
    • Opinio jiuris ac sive necessitatis - convinzione della doverosità di un comportamento (soggettivo)
  • Il non rispetto della consuetudine non ha carattere sanzionatorio.

Contestazione

  • Due casi:
    1. Stato singolo: irrilevante e ignorabile - obiettore persistente
    2. Gruppo di stati: contestazione non ignorabile - la consuetudine contestata non può essere considerata consuetudine e/o può cadere in desuetudine.
  • Le consuetudini istantanee non esistono.

Principi generali (consuetudine)

  • Principi derivanti dall'opinio jiuris (doverosi)
  • Ricondotti alla natura consuetudinaria
  • Generalmente vincolanti
  • Principio di non-retroattività
  • Principio del giudice imparziale

Le fonti

(Art. 38 - statuto della corte internazionale di giustizia)

  1. Convenzioni internazionali, generali o speciali (convenzioni e accordi/trattati)
  2. La consuetudine internazionale
  3. I principi fondamentali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili.

Sentenza 174, 1947

  • Nasce la commissione di diritto internazionale (CDI)
  • Creata per lo sviluppo progressivo del diritto internazionale e la sua codificazione
  • Necessità di distinzione tra ciò che è codificato e ciò che è consuetudinario perché hanno sfere di applicabilità diverse:
    • Nel tradurre una norma consuetudinaria in una norma scritta si dà vita a una disarmonia in quanto la consuetudine si evolve nel tempo
    • La consuetudine e i trattati sono reciprocamente derogabili - l'ordinamento internazionale riflette perfettamente i bisogni della società.

I trattati

(Definito come "unione/incontro" delle volontà di due o più stati dirette a regolare una determinata sfera di rapporti riguardanti questi ultimi)

  • Fonte di norma particolare che interessa solo i contraenti
  • Pacta sunt servanda (Art. 26 - conv Vienna) - ogni trattato in vigore vincola le parti e queste devono eseguirlo in buona fede.
  • Gli accordi si distinguono in:
    • Giuridico - precisa volontà di vincolarsi; se violato da una parte essa ne assume le responsabilità
    • Politico - senza alcuna valenza e non crea alcuna responsabilità

Le norme prodotte dai trattati

  • Possono essere: Astratte/concrete e Materiali/Formali.
    • Astratte - regolanti una situazione o un rapporto "tipo"
    • Concrete - regolanti una situazione o un rapporto singolo e determinato
    • Materiali - producono diritto e obblighi tra le parti contraenti
    • Formali - istituiscono fonti per la creazione di nuove norme

Convenzione di Vienna (1969) sul diritto dei trattati

  • Ratificata da 115 stati
  • Alcuni articoli/norme/regole sono diventate di rango consuetudinario
  • Si applica unicamente ai trattati conclusi tra stati dopo la sua entrata in vigore (irretroattività)

Le procedure

Il diritto internazionale non prevede un "procedimento di formazione" (standard) dei trattati - non ci si può riferire a precise e vincolanti norme giuridiche.

Procedimento solenne (normale)

4 fasi:

  1. Negoziazione - avviene attraverso l'intervento dei plenipotenziari, ovvero gli organi appartenenti al potere esecutivo, dotati di pieni poteri. La negoziazione mira a raggiungere il consenso su quello che sarà il testo dell'accordo; fase tanto più complessa quanto più numerosi sono gli stati che vi partecipano.
  2. Firma - è apposta dai plenipotenziari alla chiusura dei negoziati ed ha fini di autenticazione del testo. Ma la sola firma non ha valore vincolante, perché deve essere seguita dalla ratifica.
  3. Ratifica
    • Con essa si ha la manifestazione di volontà con cui lo stato si impegna. La competenza a ratificare è stabilita dall'ordinamento costituzionale dei singoli stati.
    • Caso italiano art. 80 art. 87 costituzione
    • Se uno stato terzo vuole ratificare il trattato occorre che questo sia "aperto"
  4. Scambio o deposito delle ratifiche - atti con cui si conclude il procedimento di formazione dei trattati.
    • Scambio - l'accordo si perfeziona istantaneamente (efficacia istantanea)
    • Deposito - procedura adottata per i trattati multilaterali. Qui l'accordo si perfeziona tra gli stati depositanti, man mano che si depositano le ratifiche. Di solito si prevede nel testo del trattato che quest'ultimo non entri in vigore neppure tra i depositanti finché non si raggiunge un certo numero di ratifiche. Allo scambio e al deposito delle ratifiche l'articolo 16 della convenzione di Vienna aggiunge la 'notifica' agli stati contraenti e al depositario.
  5. Registrazione - vi è l'obbligo di registrare tutti i trattati presso il segretario delle Nazioni Unite che provvede poi alla pubblicazione.

Procedimento in forma semplificata

Accordo concluso con la sola sottoscrizione del testo da parte dei plenipotenziari, attribuendo alla firma il valore di piena manifestazione di volontà.

  • Procedura regolata da norme costituzionali interne
  • Caso italiano: gli accordi che rientrano negli ambiti previsti dagli art. 80 e 87 par. 8 della costituzione non possono (potrebbero) essere stipulati in forma semplificata.

Altri tipi di accordi

  1. Accordi conclusi dalle regioni (su assenso del governo - "accordi in senso proprio, tali da impegnare la responsabilità dello stato")
  2. Accordi delle organizzazioni internazionali (normali accordi giuridici - convenzione di Vienna '86)
  3. Accordi misti (in forma semplificata e ratificati)

Pacta tertiis nec nocent nec prosunt (trattati nei confronti di stati terzi)

"I patti non possono né nuocere né giovare ai terzi"

  • Il principio sancisce che un trattato non può creare né obblighi né diritti a carico di uno stato se lo stesso non vi abbia dato il consenso. Ciò non significa che un trattato (es: un trattato 'aperto' che prevede, attraverso una clausola, la possibilità di adesione a paesi terzi) non possa concedere vantaggi a terzi; questi vantaggi possono sempre essere regolati dalle parti contraenti. La convenzione di Vienna ritiene inefficaci questi trattati nei confronti di stati terzi (art. 34;35;36)
  • Un trattato diventa vincolante per uno stato terzo quando una regola che sta al suo interno diventa consuetudinaria.
  • Le regole di interpretazione dei trattati contenute negli art. 31;32;33 (convenzione di Vienna) sono diventate consuetudinarie e riconosciute anche da stati non contraenti (es: U.S.A.)

Interpretazione dei trattati internazionali

Quattro criteri di interpretazione contenuti negli art. 31;32;33; conv. Vienna

  1. Criterio della buona fede
  2. Criterio dell'interpretazione oggettiva
  3. Criterio dell'interpretazione sistematica - confronta la norma di interpretare con altre che regolano la stessa materia o con i principi generali del diritto.
  4. Criterio teleologico funzionale
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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mogano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Baratta Roberto.
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