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Riassunti diritto internazionale

Appunti di diritto internazionale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Baratta dell’università degli Studi di Macerata - Unimc, della facoltà di Scienze politiche, Corso di laurea in scienze politiche . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto internazionale docente Prof. R. Baratta

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ESTRATTO DOCUMENTO

• Pacta sunt servanda (Art. 26- conv Vienna) --> ogni trattato in vigore vincola le parti

e queste devono eseguirlo in buona fede.

• Gli accordi si distinguono in:

1. Giuridico --> precisa volontà di vincolarsi; se violato da una parte essa ne assume le

responsabilità

2. Politico --> senza alcuna valenza e non crea alcuna responsabilità

LE NORME PRODOTTE dai trattati

Possono essere: Astratte/concrete e Materiali/Formali

a. Astratte --> regolanti una situazione o un rapporto "tipo"

b. Concrete --> regolanti una situazione o un rapporto singolo e determinato

c. Materiali --> producono diritto e obblighi tra le parti contraenti

d. Formali --> istituiscono fonti per la creazione di nuove norme

CONVENZIONE DI VIENNA (1969) sul diritto dei trattati

− Ratificata da 115 stati

− Alcuni articoli/ norme/ regole sono diventate di rango consuetudinario

− Si applica unicamente ai trattati conclusi tra stati dopo la sua entrata in vigore

(irretroattività)

Le procedure

o

Il diritto internazionale non prevede un "procedimento di formazione" (standard) dei

trattati --> non ci si può riferire a precise e vincolanti norme giuridiche.

Procedimento solenne (normale)

4 fasi:

1. Negoziazione --> avviene attraverso l'intervento dei plenipotenziari, ovvero gli organi

appartenenti al potere esecutivo, dotati di pieni poteri. La negoziazione mira a

raggiungere il consenso su quello che sarà il testo dell'accordo; fase tanto più

complessa quanto più numerosi sono gli stati che vi partecipano.

2. Firma --> è apposta dai plenipotenziari alla chiusura dei negoziati ed ha fini di

autenticazione del testo. Ma la sola firma non ha valore vincolante, perché deve

essere seguita dalla ratifica.

3. Ratifica

a. con essa si ha la manifestazione di volontà con cui lo stato si impegna. La

competenza a ratificare è stabilita dall'ordinamento costituzionale dei singoli stati.

b. Caso italiano art. 80 art. 87 costituzione

c. Se uno stato terzo vuole ratificare il trattato occorre che questo sia "aperto"

4. Scambio o deposito delle ratifiche --> atti con cui si conclude il procedimento di

formazione dei trattati.

a. Scambio -> l'accordo si perfeziona istantaneamente (efficacia istantanea)

b. Deposito -> procedura adottata per i trattati multilaterali. Qui l'accordo si perfeziona

tra gli stati depositanti, man mano che si depositano le ratifiche. Di solito si prevede

nel testo del trattato che quest'ultimo non entri in vigore neppure tra i depositanti

finché non si raggiunge un certo numero di ratifiche. Allo scambio e al deposito delle

ratifiche l'articolo 16 della convenzione di Vienna aggiunge la 'notifica' agli stati

contraenti e al depositario.

5. Registrazione -> vi è l'obbligo di registrare tutti i trattati presso il segretario delle

Nazioni Unite che provvede poi alla pubblicazione.

Procedimento in forma semplificata

Accordo concluso con la sola sottoscrizione del testo da parte dei plenipotenziari,

attribuendo alla firma il valore di piena manifestazione di volontà.

− Procedura regolata da norme costituzionali interne

− Caso italiano: gli accordi che rientrano negli ambiti previsti dagli art. 80 e 87 par. 8

della costituzione non possono (potrebbero) essere stipulati in forma semplificata.

Altri tipi di accordi

1. Accordi conclusi dalle regioni (su assenso del governo - "accordi in senso proprio,

tali da impegnare la responsabilità dello stato")

2. Accordi delle organizzazioni internazionali (normali accordi giuridici- convenzione di

Vienna '86)

3. Accordi misti (in forma semplificata e ratificati)

Pacta tertiis nec nocent nec prosunt (trattati nei confronti di stati terzi)

[" i patti non possono né nuocere né giovare ai terzi"]

− Il principio sancisce che un trattato non può creare né obblighi né diritti a cario di uno

stato se lo stesso non vi abbia dato il consenso. Ciò non significa che un trattato (es:

un trattato 'aperto' che prevede, attraverso una clausola, la possibilità di adesione a

paesi terzi) non possa concedere vantaggi a terzi; questi vantaggi possono sempre

essere regolati dalle parti contraenti. La convenzione di Vienna ritiene inefficaci

questi trattati nei confronti di stati terzi (art. 34;35;36)

− Un trattato diventa vincolante per uno stato terzo quando una regola che sta al suo

interno diventa consuetudinaria.

− Le regole di interpretazione dei trattati contenute negli art. 31;32;33 (convenzione di

Vienna) sono diventate consuetudinarie e riconosciute anche da stati non contraenti

(es: U.S.A.)

Interpretazione dei trattati internazionali

o

Quattro criteri di interpretazione contenuti negli art. 31;32;33; conv. Vienna

1. Criterio della buona fede

2. Criterio dell'interpretazione oggettiva

3. Criterio dell'interpretazione sistematica--> confronta la norma di interpretare con altre

che regolano la stessa materia o con i principi generali del diritto.

4. Criterio teleologico funzionale--> in base all'intenzione del legislatore

La riserva

o

− Indica la volontà dello stato di non accettare certe clausole del trattato o di accettarle

con alcune modifiche, oppure secondo una determinata interpretazione. Così

facendo si forma l'accordo solo per la parte non investita dalla riserva.

− La riserva ha senso solo per i trattati multilaterali (in un trattato bilaterale se uno dei

due soggetti non è d'accordo su un punto non si conclude l'accordo).

− La riserva serve a facilitare la larga partecipazione degli stati ai trattati multilaterali.

Evoluzione nel tempo

1. Nel diritto internazionale classico, le riserve dovevano essere inserite nel testo

durante la negoziazione, oppure il testo doveva prevedere la possibilità di apporre

riserve al momento della ratifica. Altrimenti lo stato autore della riserva veniva

escluso dal trattato.

2. Successivamente al 1951 e alla convenzione di Vienna, la riserva poteva essere

formulata al momento della ratifica, anche se ciò non era espressamente previsto dal

testo, purché la riserva fosse compatibile con l'oggetto o con lo scopo del trattato;

− L'apposizione della riserva poteva essere contestata dagli altri stati.

− La contestazione deve essere manifestata entro 12 mesi dalla notifica della riserva.

− Sull'ammissibilità o meno della riserva si pronuncerà il giudice.

− Ogni riserva inammissibile non comporta più l'esclusione dello stato dal trattato, ma

comporta solo l'invalidità della riserva.

− In Italia le riserve possono essere formulate sia dal legislativo che dall'esecutivo.

+ Durante il negoziato le parti possono decidere di:

a. Negare ogni riserva sul trattato.

b. Dare una possibilità limitata a pochi punti su cui applicare riserve

+ Reazione negativa all'apposizione della riserva; 2 casi:

a. Si obietta solo la riserva

b. Lo stato obiettore non vuole la conclusione del trattato.

Successione degli stati nei trattati internazionali

o

− Quando uno stato si sostituisce ad un altro nell'esercizio del potere di governo su un

territorio (per cessione, conquista, rivoluzione) occorre stabilire se e in che misura, lo

stato successore sia vincolato ai trattati stipulati dallo stato predecessore.

− Il principio fondamentale in tema di successione dei trattati è il principio della tabula

rasa, in base al quale lo stato che subentra nel governo di un territorio non è

vincolato dagli accordi conclusi dal predecessore. --> tale regola si applica in quei

casi in cui muta il governo su un territorio: viceversa ci sarà continuità dei trattati

quando un territorio, pur mutando forma e popolazione, mantiene la stessa forma di

governo.

Tipi di trasformazione di governo

1. Distacco di una parte di territorio (si annette ad uno stato preesistente)

2. Secessione (distacco con propria indipendenza e forma di governo)

3. Smembramento di uno stato (uno stato si smembra in più parti creando nuovi stati)

4. Incorporazione e fusione tra stati

5. Mutamento radicale di governo

6. Successione nei debiti contratti mediante accordo internazionale

Cause di invalidità e di estinzione dei trattati

o

• INVALIDITÀ

− Sono quelle che viziano il consenso di uno stato contraente

− Esistono due categorie di invalidità

a. Assolute, più significative (art. 51; 53 conv. Vienna)

b. Relative (art. 46;50 conv Vienna)

Stato soggetto a competenza universale (di Organizzazioni internazionali

stipulare trattati) −

Stato non come istituzione, ma va Le organizzazioni internazionali

considerato come lo stato che si esprime poggiano sul "principio delle

attraverso gli organi. competenze attribuite"

− Per concludere accordi

internazionali, stipulati da

organizzazioni, occorre guardare le

regole del trattato istitutivo delle

organizzazioni

1. Invalidità relative (art. 46; 50)

Art 46 par. 1

− Segnala una violazione interna allo stato riguardo la competenza (dell'organo

stipulante) a stipulare da parte dell'organo

− Le violazioni dell'organo devono essere manifeste e avere valenza fondamentale

− Rinvia al diritto interno --> norme interne che regolano la stipulazione dei trattati (es:

Italia art. 80 cost.)

− Norma ancora in evoluzione del diritto internazionale --> l'articolo non ha carattere

consuetudinario

1.1 Errore, dolo e corruzione (casi rari)

Art 48: Errore – riguarda un fatto che uno stato riteneva sussistente e che costituiva una

base essenziale del suo consenso

Art 49: Dolo – uno stato è indotto a concludere un trattato attraverso un comportamento

doloso da parte di un altro stato

Art 50: Corruzione (del rappresentante di uno stato) - per raggiungere un determinato

scopo

2. Invalidità assolute (art: 51; 53)

Art:51 – violenza esercitata sull'organo stipulante (fisica o morale)

Art:52 – violenza esercitata sullo stato con minacce o uso della forza

− Violenze al fine di concludere accordi

− Norme non derogabili che rafforzano il principio del divieto dell'uso della forza e della

minaccia dell'uso della forza

Art:53 - è nullo qualsiasi trattato in contrasto con una norma imperativa del diritto

internazionale--> norma jus cogens.

• ESTINZIONE E SOSPENSIONE DEI TRATTATI

− Causa che produce la cessazione/sospensione degli effetti del trattato (art da 54 a

64)

Art:56 - la denuncia o il recesso, ossia l'atto formale con cui lo stato dichiara alle parti

contraenti la volontà di sciogliersi dal trattato, sempre che la possibilità di denunciare o

recedere sia espressamente o implicitamente prevista dal trattato stesso.

Art:60 – estinzione o sospensione di un trattato come conseguenza della sua violazione

− Occorre che la violazione sia sostanziale --> rigetto del trattato, ovvero la condotta

dello stato a impedire di realizzare lo scopo del trattato

− Non tutti gli obblighi possono essere estinti perché alcuni tutelano i diritti

fondamentali (diritti umani)

− In accordi multilaterali se uno stato viola l'accordo si può sospendere in caso di

decisione unanime.

Art:61 - impossibilità sopravvenuta di adempiere a un trattato

− Se un evento naturale colpisce un oggetto fondamentale per l'adempimento dei

doveri imposti dal trattato, a seconda della gravità dell'oggetto si parla di estinzione o

sospensione

Art:62 – mutamento delle circostanze che permettevano il trattato

Art:64 – sopravvenienza di una nuova norma imperativa di diritto internazionale generale

(jus cogens)

Le regole procedurali della convenzione di Vienna non sono consuetudinarie e

valgono solo per gli stati contraenti

Incompatibilità tra trattati

o

• Può accadere che uno stato si impegni con due accordi successivi a tenere

comportamenti tra loro contrari.

− La soluzione è data dalla combinazione dei principi della successione dei trattati con

i principi di dell'inefficacia dei trattati per i terzi; ne deriva che:

1. Fra entrambi i trattati prevale quello successivo.

2. Lo stato contraente di entrambi si troverà a dover scegliere a quali compiti tener fede

e a rispondere di inadempimento verso gli altri, commettendo un illecito.

• Gli stati prevengono situazioni di incompatibilità inserendo clausole di compatibilità o

subordinazione, con le quali precisa che un trattato è subordinato ad un altro

stipulato in un momento anteriore o successivo.

ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Il diritto internazionale riconosce alcune organizzazioni internazionali come Nazioni Unite e

Unione Europea.

Le organizzazioni internazionali adottano atti di natura non vincolante ma hanno poteri

esortativi (di incoraggiamento).

In tempi più recenti hanno acquisito il potere di adottare regole (UE).

Nazioni Unite

Descritta dalla carta delle ONU

− Fondata nel secondo dopoguerra dalle cinque potenze vincitrici, col tempo ne sono

divenuti parte tutti gli stati del mondo.

− I suoi fini sono racchiusi in tre grandi settori (Art. 1 carta ONU)

1. Mantenimento della pace - stabilità internazionale

2. Sviluppo delle relazioni amichevoli tra stati --> fondate sul rispetto del principio di

uguaglianza, del diritto e dell'autodeterminazione dei popoli.

3. Collaborazione in campo economico, sociale, culturale ed umanitario [economie

interdipendenti]

Art. 2 Carta ONU

− Sovrana eguaglianza di tutti gli stati (ogni voto vale allo stesso modo)

Art. 7 – Organi

− Assemblea generale

Le sue decisioni riguardano:

a. La ripartizione di spese dell'organizzazione che vincolano tutti gli stati.

b. Modalità e tempi per concedere l'indipendenza ai territori sottoposti a dominio

coloniale.

− Consiglio di sicurezza

Principale organo --> composto da 15 membri, di cui 5 a titolo permanente (U.S.A;

Russia; Francia; Gran Bretagna; Cina) e 10 eletti dall'assemblea per un periodo di due

anni.

È considerato l'organo più importante perché ha competenze riguardo il mantenimento

della pace e sicurezza internazionale e per il potere di emanare decisioni vincolanti.

− Segretario generale

È l'organo esecutivo dell'organizzazione. Egli può svolgere una propria attività di

conciliazione in caso di controversie internazionali.

− Corte internazionale di giustizia (CIG)

Organo giudiziario

Composta da 15 giudici che hanno sia la funzione di dirimere le controversie tra stati, sia

una funzione consultiva (con pareri né obbligatori né vincolanti).

Capitolo 7

Serie di compiti che le Nazioni Unite possono svolgere per il mantenimento della pace.

• In base all'Art. 40 può imporre l'obbligo di cessare il fuoco se i 5 membri permanenti

sono d'accordo.

• In base all'Art. 42 può intervenire con l'uso della forza.

− Gli stati membri mettono in campo una serie di forze

− Soluzione non ancora attuata perché non è stato mai concluso un trattato che metta

a disposizione gli armamenti.

• In base all'Art.73/75 può controllare internazionalmente un territorio (finalità ad

altissimo livello politico)

Unione Europea

• È un'organizzazione sovranazionale formata da 27 membri; ha la particolarità di

produrre norme indirizzate agli individui.

• Ha al suo interno vari organi:

− Commissione

− Consiglio

− Corte di giustizia

− Parlamento europeo

− Corte dei conti

− Consiglio UE

− BCE

• L'UE non è uno stato vero e proprio, non è un'organizzazione, è un soggetto diverso

in fase di trasformazione.

• Obiettivo: unificazione dei popoli.

LE FONTI (la gerarchia delle fonti internazionali)

(La gerarchia è una visione puramente formale, in realtà non esiste alcuna forma

gerarchizzata)

1. Consuetudine (fonte primaria)

2. Trattati (fonte secondaria)

3. Fonte derivata da accordi (fonte terziaria)

• Sono fonti reciprocamente derogabili (consuetudine e trattati) e non vi sono

distinzioni--> salvo alcuni casi particolari: diritto dell'UE (norme di giustizia previste

dall'art 48)

• Fonti derivate

− Prodotte tramite trattati internazionali

− Meccanismo di produzione giuridica

− Parametro di validità è costituito dal trattato che genera la fonte e se l'accordo

prevede il rispetto di norme o intervento di organi, va rispettato perché le fonti

derivate sono subordinate alla fonte che le contempla.

• Norme jus cogens

− Norme al di sopra della gerarchia, hanno carattere cogente.

− Creano un obbligo 'erga omnes' nei confronti di tutta la comunità internazionale e di

tutti gli individui.

− Negli Art. 53 e 64 (conv. Vienna) vengono menzionate e riconosciute come norme

imperative.

ADATTAMENTO

Adattamento del diritto statale al diritto internazionale.

− I procedimenti di adattamento sono due:

1. Ordinario--> le norme internazionali sono riformulate all'interno dello stato.

2. Speciale--> applicazione mediante rinvio alla norma internazionale (Art. 10

Costituzione); --> il vantaggio consiste nella flessibilità dell'adattamento, perché la

norma vige cioè finché vige nell'ordinamento internazionale. Se l'interprete sbaglia a

riconoscere una norma internazionale il suo errore sarà limitato al caso concreto.

− In alcuni casi il procedimento ordinario è obbligatorio. (es: norme non self executing)

− Si ha self executing quando la norma internazionale contiene una clausola di

esecuzione per la quale gli stati devono adottare le misure legislative per dare effetto

alle sue disposizioni.

• ITALIA

− Attraverso l'ordine di esecuzione il parlamento autorizza il governo a ratificare un

trattato internazionale e si crea una legge conforme ad esso.

− Gerarchia all'interno dell'ordinamento italiano

1. Principi fondamentali della costituzione (Art. 2 e 24 Cost.)

2. Norme consuetudinarie

− Norme comunitarie

− Norme costituzionali

− Trattati lateranensi

3. Leggi interposte (trattati)

4. Leggi ordinarie

• I principi fondamentali

− Non possono essere modificabili e rappresentano un limite all'ingresso di norme

consuetudinarie nel diritto interno (Art. 2 e 24)

• La norma consuetudinaria

− Entrando nell'ordinamento interno mediante rinvio assume lo stesso valore e rango

di una norma costituzionale (adattamento al diritto interno consuetudinario)

• I trattati

− Entrano nel diritto interno italiano con livello di legislazione ordinaria; tuttavia nei vari

stati si tende ad attribuire ai trattati una rilevanza maggiore (leggi interposte)

+ L'ordine di esecuzione di un trattato istitutivo di un'organizzazione internazionale,

rende vincolanti le decisioni future dell'organizzazione?

− Dipende se la diretta applicabilità sia espressamente prevista (o meno) dal trattato

istitutivo:

→ Se sì -> caso comunità Europea

→ Se no -> O.N.U (carattere consultivo)

+ L'apertura dell'ordinamento costituzionale ai valori normativi internazionali va vista

come un arricchimento delle norme statali -> soprattutto in protezione dei diritti

individuali (UE- carta dei diritti fondamentali)


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25

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AUTORE

Mogano

PUBBLICATO

10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Macerata - Unimc
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mogano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Macerata - Unimc o del prof Baratta Roberto.

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