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UE

L’UE è un’organizzazione regionale, infatti comprende solo una zona del mondo. Il diritto dell’UE incide sull’ordinamento nazionale.

Organizzazioni e forme di cooperazione in Europa

La vera e propria UE nasce negli anni 90, ma prima di tale data si sono create diverse organizzazioni internazionali con lo scopo di creare delle unioni.

1948: OECE

OECE: organizzazione per la cooperazione economica.

Obiettivo: amministrare gli aiuti previsti dal Piano Marshall.

Metodo usato: metodo intergovernativo.

1949: Consiglio d’Europa

Consiglio d’Europa.

Obiettivo: sviluppo della coesione sociale e culturale, dopo la crisi del dopoguerra.

Metodo: misto, in parte intergovernativo e in parte non intergovernativo.

Struttura organizzativa: Assemblea generale, membri nominati dai Parlamenti nazionali, rappresentatività democratica di secondo grado.

1950: CEDU

CEDU: Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Firmata a Roma nel 1950 e promossa dal Consiglio d’Europa.

1959: Corte EDU

Corte EDU: Corte europea dei diritti dell’uomo.

Verifica che si rispettino i diritti contenuti nella CEDU.

Tratta unicamente ricorsi individuali: persone fisiche che lamentano la violazione di un diritto fondamentale.

La Corte europea, invece, giudica le controversie tra privato e Stato.

1960: OECSE

OECE diventa OECSE: sviluppo economico.

Metodo intergovernativo.

1951: CECA

CECA: Comunità europea del carbone e dell’acciaio, Trattato di Parigi.

Instaurazione di mercato comune: volontà di condividere le risorse al posto di aggredire i Paesi per ottenerle.

Formazione di un mercato comune, abbattendo le barriere nazionali ed eliminando i dazi e le restrizioni alla circolazione.

Espansione economica.

Durata stabilita di 50 anni: nel 2002 è estinta.

Aveva solo 6 Stati membri.

  • Alta autorità: controlla che le regole sui dazi e sulle merci vengano rispettate.
  • Assemblea comune.
  • Corte di giustizia.

1952: Comunità europea di difesa

Comunità europea di difesa: unione dei mezzi di difesa per evitare le guerre.

Rimane un progetto, infatti la Francia non lo ha ratificato in quanto troppo ambizioso.

1957: CEEA o Euratom

CEEA o Euratom: Comunità economica europea per l’energia atomica, Trattato di Roma.

  • Incremento industrie nucleari.
  • Usi pacifici dell’energia nucleare.
  • Sviluppo della ricerca e delle cognizioni tecniche.
  • Sicurezza e controllo atomico.
  • Libera circolazione di capitali per investimenti.

Assemblea e Corte di giustizia condivise con la CEE.

1957: CEE

CEE: Comunità economica europea, Trattato di Roma.

Unione doganale senza confini interni tra Stati membri della Comunità, dove merci, persone e servizi potessero circolare liberamente, abolendo dazi a entrata e uscita.

Stesso scopo della CEEA, ma non era limitata ad una sola merce: respiro generale.

  • Unione doganale.
  • Politica commerciale comune.
  • Mercato comune, progressiva eliminazione degli ostacoli.
  • Libera concorrenza e circolazione delle merci.

Assemblea e Corte di giustizia condivise con EURATOM e CEEA.

Unicamente per la CEE: Commissione e Consiglio.

Nel 1957, quindi, si ha un sistema molto complicato: 3 diverse Comunità, CECA, CEEA o EURATOM, e CEE, con obiettivo di mercato unico agli Stati e abolizione dei confini.

  • Le prime 2 con argomento specifico, invece la CEE è più ampia.
  • 6 istituzioni/organi.
  • Assemblea e Corte di giustizia condivise da tutte e 3.
  • Commissione e Consiglio solo per CEE.
  • Alta autorità solo per CECA.

1965: Trattato di fusione

Trattato di unificazione del quadro istituzionale: le 3 Comunità riducono le istituzioni.

Vigore 1967. Fusione da 6 a 4: il Trattato di fusione ha compattato la loro struttura organizzativa, istituendo Commissione ed un Consiglio delle Comunità Europee unici.

Le tre Comunità da questo momento condividono lo stesso bilancio.

Diverse revisioni del Trattato: attuatesi dal 1965, con l’adesione di nuovi Stati, per adattare le norme ai nuovi membri, così da migliorare il funzionamento delle Comunità.

1986: Atto unico europeo

L’Atto unico europeo è il trattato consolidato che ha perfezionato i Trattati di Roma del 1957 con cui è stata istituita la CEE.

L’Assemblea diventa “Parlamento europeo”, che detiene il potere legislativo, seppur subordinato al Consiglio.

Introduzione, per alcune materie, della procedura di cooperazione: il Parlamento può adottare un parere che è vincolante per il Consiglio nell’adozione degli atti.

Ampliamento competenze CE: gli Stati cedono la loro sovranità per la politica sociale ed ambientale.

Per Trattati di Roma si intendono due trattati firmati a Roma il 25 marzo 1957: il trattato che istituisce la Comunità economica europea e il trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica.

Insieme al trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio, firmato a Parigi il 18 aprile del 1951, rappresentano il momento costitutivo delle Comunità europee.

Il nome del Trattato di Roma è stato successivamente cambiato in Trattato che istituisce la Comunità europea (TCE), dopo l’entrata in vigore del Trattato di Maastricht e di nuovo cambiato in Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

Obiettivo centrale del Trattato: realizzazione del mercato comune, mediante le quattro libertà fondamentali, simbolo dell’integrazione comunitaria, previste dal Trattato di Roma per la completa realizzazione del mercato interno.

  1. Libera circolazione delle merci.
  2. Eliminazione dazi doganali e altre restrizioni commerciali.
  3. Libera circolazione dei cittadini.
  4. Libero esercizio attività lavorativa in altri Stati membri e libera movimentazione dei capitali.

Quattro libertà.

Modifiche Trattato CE mediante Trattati successivi: Maastricht (1992), Amsterdam (1997), Nizza (2002), Lisbona (2009).

1992-1993: Trattato di Maastricht sull’Unione europea

Le strutture organizzative delle tre Comunità Europee erano già state in parte unificate nel 1967 con il Trattato di fusione.

Ma comunque sia, Maastricht è fondamentale in quanto:

  1. Attraverso il Trattato di Maastricht, la parola “Economica” fu rimossa dalla sigla CEE, diventando semplicemente CE. Quindi il Trattato sull’UE fa da cappello che le riunisce.
  2. Il Trattato di Maastricht non solo ha modificato il Trattato CE, ha disciplinato la cooperazione con gli Stati membri e ha istituito l’Unione Europea.
  3. Si aggiungono novità al metodo intergovernativo, sotto.
  4. Inserisce al Trattato sull’UE il rispetto dei diritti dell’uomo: questioni sociali non economiche.
  5. Introduce la cittadinanza dell’UE.
  6. Introduce la procedura di codecisione.
  7. Introduce l’unione economica monetaria.
  8. Introduce l’Europa a più velocità: non è sempre necessario che gli Stati membri adottino lo stesso atto normativo, attuano le procedure ma vale solo per alcuni Stati.

Struttura a pilastri

La struttura a pilastri è la struttura della “vecchia Unione Europea”, ha le sue origini storiche nella stesura del Trattato di Maastricht del 1992.

È stata realizzata con l’intenzione di creare l’Unione politica, ovvero di aggiungere potere alla Comunità nelle aree di politica estera, di sicurezza comune e nelle politiche di difesa, di asilo e immigrazione, di cooperazione giuridica.

Quindi sono stati un modo di dividere le politiche dell’Unione europea in tre aree fondamentali. Le materie diverse sono regolate in maniera diversa.

Il Trattato sull’UE unifica i 3 pilastri e detta delle disposizioni comuni necessarie per il buon funzionamento dei pilastri.

Unione europea 1992 Primo pilastro Secondo pilastro Terzo pilastro
Comunità europee (CE), composte da: CECA, EURATOM, CEE. Politica estera e di sicurezza comune (PESC). Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale (GAI).
È disciplinato dal TUE e dall’EURATOM. È disciplinato dal TUE. È disciplinato dal TUE.
Metodo comunitario. Metodo intergovernativo. Metodo intergovernativo.

Successivamente tali pilastri subiscono trattati di revisione.

  1. Con il Trattato di Amsterdam alcune sezioni furono trasferite dal terzo pilastro al primo.
  2. Costituzione Europea: progetto elaborato per semplificare tale sistema a pilastri, non adottato per mancanza di ratifica da parte della Francia e dei Paesi Bassi, a seguito del voto negativo del referendum popolare.
  3. Soluzione: Trattato di Lisbona, con cui gli Stati membri vennero ad adottare le innovazioni prospettate dalla Costituzione per mezzo della modifica dei Trattati vigenti.
  4. Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona del 2009, i pilastri sono definitivamente aboliti: l’Unione europea ha semplificato le sue strutture e ha acquisito personalità giuridica.
  5. Nuova struttura Unione europea: abbandonato sistema dei pilastri e Unione che ora si fonda su due diversi trattati, oltre ancora al Trattato EURATOM.
  • TUE: enuncia i principi più importanti e i fini su cui si fonda l’Unione europea: art. 3 TUE = rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani.
  • TFUE: enuncia le regole più puntuali e dettagliate del funzionamento dell’Unione, dei rapporti con gli Stati membri e del funzionamento delle Istituzioni di cui si compone l’Unione.

1997-1998: Trattato di Amsterdam

Comunitarizzazione di alcune politiche del terzo pilastro: alcune delle materie del terzo pilastro col metodo intergovernativo si spostano nel primo col metodo comunitario.

Cooperazione rafforzata: procedura decisionale istituzionalizzata con il Trattato di Amsterdam e poi modificata dal Trattato di Nizza.

Essa consiste nel realizzare una più forte cooperazione tra alcuni Stati membri dell’Unione europea in determinati temi, quali giustizia, difesa, gestione economica ecc.

È il primo tentativo di riformare le istituzioni europee in vista dell’allargamento.

2002: Fine della CECA

La CECA, vissuta 50 anni, cessò di esistere perché il trattato che la creò, il Trattato di Parigi, ebbe la stessa conclusione.

2000-2003: Trattato di Nizza

Il Trattato di Nizza modifica il Trattato su UE e sulla CE. Nel 2002 l’estinta CECA, carbone e acciaio, sono entrati nella CE.

Ha modificato il Trattato di Maastricht (TUE) e i Trattati di Roma (TFUE).

Introduce la Carta dei diritti fondamentali dell’UE.

Maggiori poteri decisionali al PE, che è democraticamente rappresentativo, partecipe e titolare del potere legislativo che ha potere assieme al Consiglio.

Prima il Parlamento era leggermente subordinato al Consiglio, non partecipava a pieno, oggi sì.

2007-2009: Trattato di Lisbona

Il Trattato di Lisbona ha apportato ampie modifiche al Trattato sull’Unione europea e al Trattato che istituisce la Comunità europea: elimina la CE, ristruttura l’impianto dell’UE.

Oggi hanno ancora 2 trattati: il Trattato dell’UE, introdotto da Maastricht, e il Trattato comunitario, che diventa il Trattato sul funzionamento.

Abolisce i “pilastri” (TUE, TFUE): il secondo e il terzo pilastro passano entrambi al primo, tutto funziona secondo il metodo comunitario, non c’è più la prevalenza degli Stati sul coordinamento dell’UE, i padroni sono le istituzioni e gli Stati ne applicano gli atti.

Ma la PESC è però stata considerata una politica più sensibile: gli Stati non ritengono che sia il caso di attribuire all’Unione Europea tutta la politica estera e di sicurezza comune.

Infatti lì vi è ancora spazio per il metodo intergovernativo, decisioni degli Stati all’unanimità o comunque intervento di istituzioni formate da rappresentanti degli Stati. Quindi nella PESC decidono il Consiglio e il Consiglio europeo.

  • Provvede al riparto di competenze tra Unione e Stati membri.
  • Nuova struttura tutela dei diritti dell’uomo.
  • Novità nell’assetto istituzionale.
  • Riordino procedure decisionali, normative e tipologia di atti adottati da UE.
  • Parlamento e Consiglio hanno potere legislativo.
  • Razionalizzazione sistema competenze: si creano competenze esclusive e competenze concorrenti.

Ci sono grandi novità nell’assetto istituzionale: ci sono 7 istituzioni.

1951-52 1957-58 1965-67 1986-87 1992-93 1997-99 2001-03 2007-09
Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) Comunità europea dell’energia atomica (CEEA o Euratom) Comunità economica europea (CEE) Comunità europea (CE) Giustizia e affari interni Cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale (GAI) Politica estera e di sicurezza comune (PESC) Unione europea (UE)
Trattato di Parigi Trattati di Roma Trattato di fusione Atto unico europeo Trattato di Maastricht Trattato di Amsterdam Trattato di Nizza Trattato di Lisbona

Differenza tra metodo intergovernativo e metodo comunitario

Quando e in che ambiti è usato

Il metodo intergovernativo è un processo decisionale, caratteristico di un’organizzazione internazionale, attualmente utilizzato dall’Unione europea solo nei settori della Politica estera e di sicurezza comune e della Giustizia, PESC, affari interni, rispettivamente secondo e terzo pilastro prima del Trattato di Lisbona.

Il metodo comunitario è un processo decisionale utilizzato dalla CE e dalla CECA, che prima del Trattato di Lisbona costituivano il “primo pilastro” della Unione europea, mentre ora sono giuridicamente inglobate nell’Unione europea.

Il metodo comunitario è andato a sostituire il metodo intergovernativo, accentuando il carattere di organizzazione sovranazionale di contro a quello di organizzazione internazionale.

Caratteristiche

Nel metodo intergovernativo, gli organi sono gli Stati: gli Stati parte dell’organizzazione internazionale sono gli stessi padroni dell’organizzazione internazionale, con ruolo importante degli Stati membri, che condividono con la Commissione europea il diritto di iniziativa.

Le decisioni sono all’unanimità, o comunque con intervento di istituzioni formate da rappresentanti degli Stati, nell’ambito del Consiglio dell’Unione Europea. Senza il consenso di tutti gli Stati non si può sviluppare nulla: importante per salvaguardare gli Stati piccoli.

Vi è intervento meramente consultivo del Parlamento europeo e ruolo ridotto della Corte di Giustizia.

Il metodo comunitario si fonda sull’interazione fra tre istituzioni autonome:

  • La Commissione europea, che ha il monopolio dell’iniziativa legislativa.
  • Il Consiglio dell’Unione Europea, che rappresenta gli Stati membri e adotta le decisioni a maggioranza qualificata, invece che all’unanimità.
  • Il Parlamento europeo, che svolge una funzione di controllo ed è l’unica istituzione europea a essere eletta direttamente dai suoi cittadini.

È essenziale inoltre il ruolo della Corte di Giustizia: garantisce l’applicazione e l’uniforme interpretazione del diritto comunitario nei diversi Stati membri.

Ruolo degli Stati

Nel metodo intergovernativo il ruolo degli Stati è importante: decisioni degli Stati all’unanimità o comunque intervento di istituzioni formate da rappresentanti degli Stati.

Nel metodo comunitario il ruolo degli Stati è meno importante: le decisioni le prendono Consiglio e Consiglio europeo.

Sentenza Van Gend & Loos 26/62

Spiegazione della vicenda

Van Gend & Loos era un’impresa olandese che aveva importato merci dalla Germania, ma nell’attraversamento del confine l’Olanda chiese all’impresa di pagare i dazi doganali sulle merci importate dalla Germania.

L’impresa olandese li pagò, ma ne chiese la restituzione, sostenendo di aver pagato dei dazi illegittimi, in quanto sulla base del trattato comunitario, concluso tra i 6 Stati formati dalla Comunità europea, esisteva un mercato interno dove non ci dovevano essere dazi.

L’impresa si lamenta della violazione del Trattato

Ma per il diritto internazionale tradizionale, se uno Stato viola un trattato, se ne possono lamentare solo gli altri Stati parte del trattato, che risultano essere lesi dalla violazione del trattato; mentre la persona fisica non può agire contro uno Stato parte, in quanto non ha strumenti di tutela.

L’impresa olandese si lamenta della violazione del Trattato direttamente con i Paesi Bassi: di ciò avrebbe dovuto lamentarsi la Germania, che ha avuto difficoltà ad esportare liberamente le proprie merci, è stato quindi violato il suo diritto.

Azione inammissibile e rinvio pregiudiziale

Van Gend e Loos, non rispettando il diritto internazionale, agisce da solo davanti al giudice nazionale, olandese, chiedendo la restituzione del dazio illegittimo pagato. La Germania invece non fa nulla.

Il giudice è in difficoltà perché la richiesta sarebbe inammissibile. Sospende quindi la controversia e ricorre al rinvio pregiudiziale, forma di cooperazione tra giudice nazionale e Corte di giustizia: si chiede alla Corte come vada interpretato il diritto dell’Unione/internazionale.

Il giudice olandese chiede quindi alla Corte di giustizia se il trattato pone dei diritti/benefici anche

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher susannadv di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Marino Silvia.
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