CAPITOLO 1: L’ECONOMIA DI MERCATO
L’economia politica spiega il risultato delle azioni degli individui o di altri soggetti economici, all’interno di un
contesto istituzionale, in particolare il mercato. Nel mercato si esplicano le azioni individuali delle persone e
delle imprese, ma anche l’azione organizzata degli individui in soggetti collettivi. Alla base di queste azioni vi
sono delle motivazioni e alla base delle motivazioni dei comportamenti vi sono gli incentivi. Si vuole studiare il
modo in cui gli individui rispondono agli incentivi, cioè a un sistema che distribuisce premi o punizioni, ma anche
come si coordinano le azioni di diversi individui, cioè si vuole anche analizzare la compatibilità fra le azioni
desiderate dagli individui.
1.1 L’economia e la scarsità
Tutte le risorse sono scarse, nel senso che non sono disponibili in quantità sufficiente per soddisfare tutti i
bisogni di tutti gli individui.
Per risorse si intendono sia le risorse naturali (petrolio, alberi, terra, acqua), sia le risorse umane (lavoro), sia
le risorse di capitale (fabbriche e macchinari). L’importante conseguenza di questa condizione di scarsità è che
gli individui e le società devono scegliere in un insieme limitato di possibilità. Il problema della
scarsità esiste in tutte le economie, tutte le società devono compiere scelte quando decidono come utilizzare le
risorse scarse che hanno a disposizione. L’economia si occupa del modo in cui gli individui e le società cercano
di risolvere il problema della scarsità. La microeconomia è la branca dell’economia che ha per oggetto il
comportamento economico dei singoli operatori e l’utilizzo efficiente di risorse scarse per produrre beni e servizi
che generino utilità: efficiente significa mancanza di sprechi (non si può aumentare la produzione di un bene
senza essere costretti a ridurre la produzione di un altro bene); scarsità significa che, rispetto a tutti i possibili
desideri espressi dalla società, la disponibilità non è sufficiente a garantire una soddisfazione completa per tutti.
La macroeconomia è la branca dell’economia che studia il funzionamento dei singoli operatori: si occupa in
modo sistematico delle variazioni del livello dei prezzi e delle variazioni del livello di occupazione durante i vari
cicli economici.
1.1.1 Le tre domande
A causa della scarsità, ogni società deve rispondere a tre domande.
Che cosa di deve produrre?
1. (burro-cannoni) La presenza di scarsità implica la necessità di ridurre la
produzione di un bene per ottenerne un altro in quantità maggiore. Ciò introduce il concetto economico
fondamentale di costo-opportunità, cioè il valore della migliore alternativa a cui si rinuncia per avere
qualcosa. Questo perché il vero costo di una cosa per l’individuo non è ciò che paga in termini monetari, ma ciò
a cui deve rinunciare pur di avere quella cosa.
Come si deve produrre?
2. (capitale-lavoro) Una volta deciso che cosa si vuole produrre, resta da decidere
come produrlo. Poiché tutte le risorse sono scarse, la società deve scegliere quali fra queste risorse destinare
alla produzione dei diversi beni.
A chi deve andare il prodotto?
3. (ricchi-poveri) Sempre a causa della scarsità, nessuno può ottenere tutto
ciò che vorrebbe. Ogni società deve costruire un meccanismo per distribuire il prodotto fra gli individui che la
compongono.
Una qualsiasi comunità risponde a queste tre domande in base all’allocazione delle risorse, cioè l’impiego
delle risorse di cui la società dispone nei diversi beni e servizi (da parte delle varie aziende che li producono) e
la distribuzione presso gli individui che formano la società. I sistemi economici come gli Stati Uniti e la maggior
parte degli Stati europei, si fondano su un sistema di mercato, dove l’allocazione delle risorse dipende dalle
decisioni autonome dei consumatori e dei produttori, senza alcun coordinamento dell’autorità centrale; al
contrario, nelle economie basate sulla pianificazione centralizzata queste decisioni sono assunte dagli enti
governativi.
1.1.2 Il metodo dell’analisi marginale
Il costo marginale è il costo dell’ultima quantità considerata e il beneficio marginale è il beneficio dell’ultima
quantità considerata. Il concetto di analisi marginale, cioè aggiuntiva, si basa sul fatto che il beneficio marginale
tende a diminuire con l’abbondanza della disponibilità, mentre il costo marginale tende ad aumentare con la
quantità. Se il costo marginale è superiore al beneficio marginale significa che vi è un eccesso di azione x,
mentre, se il costo marginale è inferiore al beneficio marginale, si presenta un difetto di azione x. Pertanto
l’unica situazione in cui si annulla l’eccesso o il difetto, rispetto agli obiettivi dell’individuo considerato, è quella
in cui costo marginale e beneficio marginale dell’azione x sono uguali, ovvero: MB=MC.
1.2 I modelli economici
I modelli economici, cioè descrizioni di fenomeni che fanno astrazione dai dettagli del mondo reale, servono a
capire come funzionano i sistemi economici.
1.2.2 Analisi economica positiva e normativa
L’analisi positiva mira a evidenziare relazioni di causa-effetto e non esprime giudizi sul fenomeno in esame,
ma si propone semplicemente di descrivere la realtà. Mentre, l’analisi normativa produce affermazioni che
contengono giudizi di valore, non la si può confermare in base ai dati del mondo reale, e verrà considerata
giusta o meno a seconda dei principi etici individuali.
1.3 Introduzione al funzionamento del sistema di mercato
Con la costruzione di modelli, l’economia cerca di capire come i diversi elementi che costituiscono l’economia di
mercato possano interagire fra loro.
1.3.1 Il concetto di mercato come l’insieme di tutti gli acquirenti (domanda) e tutti i
II mercato, in economia, è un concetto astratto definito
venditori (offerta) che sono in grado di interagire fra loro per definire il prezzo di un determinato prodotto e che
a quel prezzo si scambiano una quantità di quel prodotto . Pertanto il mercato è un’istituzione con le sue regole,
caratterizzata da certi prezzi e certe quantità di certi prodotti.
1.3.2 Il modello del flusso circolare
Si supponga che il sistema economico sia composto da due settori che si
comportano sia come acquirenti, sia come venditori nel mercato: le famiglie e le
imprese. Allora l’attività economica ha un andamento circolare: il denaro che le
famiglie spendono per l’acquisto di beni e servizi torna poi nelle loro mani sotto
forma di reddito, in cambio degli input che vendono alle imprese. Questo concetto
è sintetizzato nel modello del flusso circolare. Esso consiste di due cerchi
concentrici: quello più interno rappresenta il flusso fisico di beni, servizi e fattori
produttivi; quello più esterno rappresenta il flusso monetario, costituito dal denaro
speso dalle famiglie per acquistare beni e servizi e dalle imprese per comprare
risorse. I due flussi si muovono in direzione opposta: quando le famiglie
vendono il loro lavoro alle imprese, ciò dà luogo a un flusso di lavoro verso il settore imprese e a un flusso di
reddito verso il settore famiglie; mentre, quando le imprese vendono beni e servizi alle famiglie, si ha un flusso
di beni che va verso il settore famiglie e un flusso di denaro che va verso il settore imprese.
Il modello indica che i mercati regolano i flussi tra i due settori: le famiglie e le imprese di incontrano
nei mercati dei prodotti e così si stabilisce quali beni produrre; famiglie e imprese si incontrano anche nei
mercati dei fattori e così si decide come si produrranno i beni; inoltre, nei mercati dei fattori si stabilisce quanto
reddito percepiranno le famiglie e quindi si contribuisce a determinare anche chi otterrà i beni e servizi prodotti.
Pertanto si potrebbe pensare che il modello del flusso circolare indica come un’economia di mercato risponda
alle 3 domande fondamentali, conseguenze della scarsità.
Tuttavia, il modello riunisce tutte le imprese in un unico settore e non tiene conto delle transazioni che
avvengono tra imprese; inoltre esso presuppone che tutte le attività produttive si svolgano nell’ambito del
settore imprese, mentre ve ne sono alcune che hanno luogo nelle famiglie; infine, il modello del flusso circolare
non prende in considerazione il settore pubblico, indispensabile per il buon funzionamento di un sistema di
mercato, che assicuri l’ordine pubblico, emani leggi e le faccia rispettare.
1.3.3 Il modello della domanda e dell’offerta
Non è scontato che le varie
attività economiche risultino
adeguatamente coordinate. In un
sistema di mercato il
coordinamento si raggiunge in modo
decentrato mediante i prezzi. Se si sta
producendo una quantità
eccessiva di un bene il suo
prezzo diminuisce, se invece se ne sta
producendo una quantità
insufficiente il suo prezzo
aumenta. Il prezzo rimane stabile solo quando si raggiunge un equilibrio fra la quantità prodotta e la quantità
che i consumatori desiderano acquistare. Il modello che illustra come i prezzi guidano il comportamento sia dei
dell’offerta
produttori sia dei consumatori è chiamato modello della domanda e .
La domanda – I fattori che influiscono sulle decisioni delle famiglie rispetto al consumo di un certo bene sono: il
prezzo (a prezzi più elevati corrisponde una minima quantità domandata; il concetto che prezzo e quantità
legge della domanda
domandata sono legati da una relazione inversa è noto come ); il reddito (le variazioni
del reddito influiscono sui consumi delle famiglie, ma non è facile prevedere gli effetti di queste variazioni sul
bene
consumo di un determinato bene; se in seguito a un incremento di reddito la domanda aumenta, si ha un
normale inferiore
; se invece la domanda diminuisce, si ha un bene ); il prezzo dei beni collegati (se il prezzo
beni
dei cracker aumenta e se i consumatori possono sostituire i cracker con il pane, cracker e pane si dicono
sostituti ; se molte persone consumano pane e burro insieme, questa variazione farà diminuire la quantità di
beni complementari
pane acquistata, e quindi pane e burro si dicono ); i gusti (anche le preferenze dei
consumatori per un certo bene influiscono sulla quantità che ne viene domandata).
Una scheda di domanda (o curva di domanda) indica la relazione tra il prezzo di mercato di un bene e la
ceteris
quantità domandata di quel bene durante un certo periodo di tempo, a parità di altre condizioni (
paribus ). Se qualche fattore varia, ad esempio
Ipotetica scheda di domanda aumenta il prezzo dei cracker e quindi i
relativa al pane: la pendenza consumatori vogliono acquistare più pane,
negativa della curva di domanda
i consumatori desiderano acquistare una
riflette che quando il prezzo è quantità maggiore di pane rispetto a
maggiore la quantità di domanda
prima: quindi un incremento del prezzo dei
cracker fa spostare verso destra ogni punto
In generale, la variazione di un qualsiasi fattore che influisce sulla domanda di un bene determina uno
spostamento dell’intera curva di domanda. Una variazione del prezzo del bene, invece, determina uno
lungo
spostamento la curva di domanda, e quindi provoca una variazione della quantità di domandata.
L’offerta – I fattori che determinano la quantità di un bene che le imprese offrono sul mercato durante un certo
periodo di tempo sono: il prezzo (se i prezzi aumentano, è conveniente per le imprese accrescere la
produzione); il prezzo degli input (se il prezzo degli input, cioè le risorse atte alla produzione del bene,
aumenta, in corrispondenza di ciascun prezzo sarà conveniente produrre una quantità minore di quel bene); il
sistema di produzione (cioè la tecnologia utilizzata; se viene introdotta qualche innovazione tecnologica nel
processo di produzione di un certo bene, l’offerta di quel bene aumenterà).
La scheda di offerta (o curva di offerta) indica la relazione tra il prezzo
di mercato e la quantità di un bene
che i produttori sono disposti a offrire
durante un certo periodo di tempo,
ceteris paribus.
Quando un qualunque fattore che influisce
La scheda di offerta del pane è sull’offerta varia, la curva di offerta si
rappresentata dalla curva S sposta. Se aumenta il prezzo della farina,
(supply). La pendenza positiva diminuisce la quantità di pane che i
della curva conferma l’ipotesi che produttori sono disposti a offrire. Quindi la
più alto è il prezzo di mercato,
Una variazione dell’offerta si riferisce a uno spostamento dell’intera curva di offerta, mentre una
lungo
variazione della quantità offerta si riferisce a uno spostamento una data curva di offerta.
L’equilibrio – Nessuna delle due curve, da sola, dice quale sarà effettivamente il prezzo di mercato né la
quantità prodotta. Tuttavia, insieme, le due curve consentono di determinare il prezzo e la quantità.
Sovrapponendo la curva di domanda D alla curva di offerta S, è possibile determinare il prezzo e il volume di
produzione in corrispondenza dei quali c’è equilibrio, cioè una situazione che
In corrispondenza di qualunque prezzo superiore a 0,90 euro, le aziende
rimarrà invariata perché nessuno vorrà modificare il suo comportamento.
sono disposte a produrre una quantità maggiore rispetto a quella che i
consumatori desiderano acquistare, per cui il prezzo tende a diminuire. In
corrispondenza di qualunque prezzo inferiore a 0,90 euro, i consumatori
desiderano acquistare una quantità maggiore rispetto a quella che le
aziende sono disposte a produrre e quindi il prezzo aumenta. Si raggiunge
l’equilibrio quando il prezzo è 0,90 euro, perché in corrispondenza di questo
Quando il prezzo della farina aumenta (fattore qualunque), la curva di offerta
si sposta da S a S’ e il prezzo di equilibrio non è più 0,90 euro, ma sarà quello
in corrispondenza del quale la curva di domanda intersecala nuova curva di
offerta, cioè 1,10 euro. PARTE 1: LE FAMIGLIE
CAPITOLO 2: LE SCELTE DEL CONSUMATORE
L’economia presuppone che i desideri degli individui sono praticamente illimitati, ma le risorse disponibili sono
limitate e quando cambiano le condizione economiche delle famiglie, cambiano anche i consumi. Pertanto gli
individui sono costretti a fare delle scelte. La teoria delle scelte consente di ricavare le curve di domanda e di
offerta sulla base di un modello che spiega come gli individui si adeguino alle variazioni dei prezzi; inoltre essa
fornisce criteri generali per comprendere importanti aspetti del comportamento umano e fa luce su un’ampia
gamma di attività; la teoria consente di affrontare in modo sistematico questioni normative, permettendo in
particolare di valutare in modo razionale se interventi di vario genere nei mercati siano auspicabili.
2.1 Premesse fondamentali
Il consumatore tipo non ha né un reddito sufficiente né abbastanza tempo per consumare tutti i beni e i servizi
che vorrebbe. La teoria delle scelte del consumatore si propone di spiegare come un individuo assuma decisioni
razionali in questa situazione di scarsità. Per capire il comportamento del consumatore sono necessari tre
desidera
passaggi: 1) Si deve sapere che cosa il consumatore , cioè le sue preferenze: quindi il primo passo
può fare
consiste nel rappresentare i suoi gusti. 2) Si deve sapere che cosa l’individuo , dati il suo reddito e i
prezzi di mercato: quindi il secondo passo consiste nel rappresentare i vincoli a cui deve sottostare il
consumatore, a causa del suo budget limitato. 3) Infine si devono mettere insieme le preferenze del
consumatore (ciò che vorrebbe fare) e i limiti entro cui si deve muovere (ciò che può fare): così è possibile
determinare quale tra le diverse possibilità gli assicurerà la massima soddisfazione.
dati i suoi particolare gusti o preferenze.
Questo modello spiega come un individuo decide, Si può definire
“bene” qualsiasi cosa che, quando viene consumata, migliora il livello di soddisfazione dell’individuo. Dunque,
la teoria economica dice solo che gli individui agiscono in maniera razionale, allo scopo di raggiungere i
loro obiettivi.
2.2 Le preferenze
La rappresentazione delle preferenze del consumatore rispetto a tutti i beni, dato che sono disponibili migliaia di
beni diversi, è un’operazione complessa. Si supponga quindi che i beni disponibili siano solo due (ipotesi non
paniere
realistica). Una combinazione di due beni è detta . La teoria economica delle scelte presuppone che
le preferenze dei consumatori rispondano a tre condizioni, dette assiomi.
Assioma 1 (di completezza) – Quando gli vengono proposte due combinazioni qualunque, il consumatore è
sempre in grado di dire quale delle due preferisce, o se le considera equivalenti. Un ordinamento delle
preferenze è uno schema di classificazione che permette al consumatore di valutare l’intensità della
soddisfazione o la desiderabilità di un paniere.
Assioma 2 (di transitività)- Le preferenze del consumatore rispetto ai diversi panieri sono coerenti nel senso
che se il paniere x viene giudicato preferibile al paniere y e il paniere y preferibile al paniere z, si può concludere
che x è preferibile a z. La transitività garantisce la coerenza delle preferenze del consumatore.
Assioma 3 (di non sazietà) – Il consumatore non è mai sazio, nel senso che una combinazione contenente
una quantità maggiore di uno qualsiasi dei due beni verrà sempre preferita a una combinazione che ne contiene
una quantità
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