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quest’ultimi. Legittimato attivamente a proporre l’azione è il creditore. Presupposti che

devono ricorrere:

- Atto di disposizione ossia atto negoziale in forza del quale il debitore modifica la

propria situazione patrimoniale

- Eventus damni: pregiudizio per il creditore consistente nel fatto che patrimonio del

debitore divenga insuf a soddisfare tutti i creditori.

- Scentia fraudis del deb: ossia conoscenza del pregiudizio che l’atto arreca alle ragioni

del creditore. L’onere di provare la scentia fraudis grava su chi agisce in revocatoria.

L’azione revocatoria, se accolta, non elimina l’atto impugnato ma semplicemente

consente al creditore che abbia agito di promuovere nei confronti dei terzi acquirenti

quelle stesse azioni conservative sui beni oggetto dell’atto impugnato che avrebbe potuto

esperire se l’atto revocato non fosse stato posto in essere. Non ha effetto restitutorio: il

bene non ritorna nel patrimonio del debitore. Rende semplicemente inefficacie l’atto

impugnato ma soltanto nei confronti del creditore che ha agito. la prescrizione

dell’azione revocatoria è 5 anni dalla data dell’atto. Vedi p 474 cose importante sulla

revoca!!

3) Sequestro conservativo: misura che il creditore può chiedere al giudice quando ha

fondato timore di perdere le garanzie del proprio credito. Il giudice può autorizzare

sequestro conservativo di beni del debitore quando ci sono due presupposti:

- Fumus boni iuris: elementi che consentano di ritenere, con una certa probabilità,

sussistente e fondato il diritto di credito di cui parte ricorrente si dichiara titolare.

- Periculum in mora: rischio che d depauperi il suo patrimonio.

Esecuzione del sequestro ha stessi effetti di azione revocatoria ossia non hanno effetto – ma solo

nei confronti del creditore sequestrante- gli atti dispositivi di cui il debitore dovesse fare

eventualmente oggetto il bene sequestrato.

! Diritto di ritenzione

Diritto del creditore di rifiutare la consegna di una cosa di proprietà del d fin quando questo non

abbia adempiuto all’obbligazione connessa con la cosa. È una forma di autotutela ed è

consentita solo nei casi espressamente previsti dal legislatore.

!

IL CONTRATTO 1321

!

Pippo non ogni accordo è un contratto.

Processo di astrazione: tutte le fattispecie contrattuali sono governate da alcune regole

comuni.

Contratto: in senso di atto e di rapporto. Nullità riguarda l’atto. Funzione del contratto:

traslativa (quando realizza una successione inter vivos di proprietà o credito –principio

consensualistico 1376- e obbligatoria (estingue un rapporto obbligatorio).

In italia l’intavolazione è necessaria solo per agire contro i terzi (per quanto concerne la

traditio). Volontà interna (concezione soggettiva: principio che si basa sull’essenza stessa del

contratto) e volontà manifestata (concezione oggettiva principio dell’apparenza del diritto).

Standardizzazione del contratto: Rapporti standard del contratto. Libertà contrattuale si basa ed

è controllata sulla buona fede oggettiva (1337 che tutela interesse negativo e art 1338 ipotesi di

respo extra contrattuale) delle parti. Si pox concludere anche negozi non prestabiliti dalla legge

basta che realizzino interessi meritevoli di tutela. Contratto: figura più importante di negozio

giuridico: accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto

giuridico patrimoniale. Il contratto è tale in quanto produce effetti rilevanti per l’og.

- Accordi non contrattuali: matrimonio (no contenuto patrimoniale) in questo caso si

parla di consenso.

- Per i profili patrimoniali dei rapporti tra coniugi il codice usa termine: convenzione

piuttosto che quello di contratto.

- Patto: accordo accessorio o parziale rispetto ad un più ampio di regolamento di

interessi.

- Assenso: situazione di convergenza delle volontà ma nel contesto di una struttura

negoziale che ha carattere non bilaterale. Es riconoscimento del figlio naturale è atto

unilaterale del genitore ma se figlio ha più di 14 ci vuole il suo assenso

Contratto può essere inteso come accordo tra le parti o nel senso di documento contrattuale o

nel senso di rapporto contrattuale che attiene agli effetti giuridici prodotti dal contratto.

Il codice italiano non ha una disciplina specifica per il negozio giuridico mentre dedica numerose

norme ai contratti in generale (sapere suddivisione).

Contratto: espressione di libertà individuale delle parti nel regolare i loro diritti (purchè

disponibili e aventi contenuto patrimoniale) e la manifestazione di questa libertà è detta

autonomia. Art 1322: “autonomia contrattuale”. La disposizione opera su due livelli:

a) Primo comma stabilisce che le parti possono liberamente determinare il contenuto del

contratto (autonomia contrattuale) ossia le clausole volte a regolare il loro rapporto nei

limiti imposti dalla legge

b) Il 2 livello attiene al “tipo” contrattuale. Per tipo si intende modello di contratto. “dei

contratti in generale “ (titolo II del libro IV del cc) contiene le norme applicabili a tutti i

contratti indipendentemente dalle loro specifiche caratteristiche; sono la base comune e

generale della disciplina di qualsiasi contratto.

Titolo III del libro IV del cc è dedicato ai singoli contratti. Le parti non devono

necessariamente adottare uno degli schemi contrattuali previsti dal codice ma possono

anche concludere contratti che non appartengono ai tipi aventi una disciplina particolare

(CONTRATTI ATIPICI). autonomia contrattuale si estende fino alla creazione di modelli di

contratto “nuovi” in quanto non previsti dal legislatore.

! Art 1325→ ELEMENTI ESSENZIALI DEL CONTRATTO

- Accordo delle parti

- Causa

- Oggetto

- Forma (quando è richiesta ab substantiam actus e cioè per la validità del contratto).

Questi sono i requisiti ovvero i connotati che devono essere presenti affinchè una concreta

manifestazione di volontà delle parti si possa qualificare come contratto.

! Classificazione dei contratti

- Tipici o nominati atipici o innominati (a seconda che alla singola figura contrattuale il

legislatore dedichi o meno una disciplina specifica)

- Contratti bilaterali o plurilaterali es contratto costitutivo di una società.

- Contratti a prestazioni corrispettive e contratti con obbligazioni a carico di una sola

parte. I primi sono contratti in cui le attribuzioni patrimoniali rispettivamente a

carico di ciascuna parte e a vantaggio della controparte sono legate da un nesso di

reciprocità o sinallagma (se è illecita fin dall’origine impossibile la prestazione a

carico di una parte ne risulta invalidato l’intero contratto (sinallagma genetico) cosi

come se non viene adempiuta o se diventa impossibile una prestazione, non è più

dovuta neppure la controprestazione (sinallagma funzionale). Contratti con

obbligazioni a carico di una sola parte: fideiussione.

- Contratti a titolo oneroso e gratuito

- Di scambio e associativi: nei primi la prestazione di ciascuna parte è a vantaggio della

controparte mentre negli altri la prestazione di ciascuno è diretta al conseguimento

di uno scopo comune

- Commutativi e aleatori: 1 sono i contratti in cui i reciproci sacrifici sono certi. 2 sono

contratti nei quali vi è incertezza sui reciproci sacrifici delle parti: nell’assicurazione

contro i danni è certa l’entità del premio che l’assicurato deve pagare ma non è certo

quanto pagherà l’assicuratore.

- Contratti ad esecuzione istantanea (prestazione delle parti è concentrata in un dato

momento es compravendita) e di durata (prestazione è continua nel tempo o si ripete

periodicamente)

- A forma libera e vincolata (solenni)

- Consensuali (sono la maggioranza e si perfezionano col semplice consenso o accordo

delle parti) e reali (richiedono oltre al consenso delle parti la consegna del bene es

mutuo)

- A efficacia reale (contratti che realizzano automaticamente, per effetto del solo

consenso, il risultato perseguito es trasferimento della proprietà del bene venduto) e

obbligatoria (contratti che non realizzano automaticamente il risultato perseguito ma

obbligano le parti ad attuarlo)

! La proposta e l’accettazione

Nel procedimento di formazione del contratto due sono i momenti fondamentali: l’atto col quale

il procedimento medesimo si inizia: la proposta e l’atto col quale si chiude: l’accettazione.

Esigenza che la capacità d’agire e la volontà persistano fino al momento della conclusione

dell’accordo.

Se prima di quel momento il proponente o l’accettante muoiano o siano interdetti o revochino la

proposta o l’accettazione, il contratto non viene ad esistenza o è viziato (in caso di incapacità).

Proposta (deve essere completa) e accettazione sono dichiarazioni di volontà individuali che si

fondono in una volontà unica, la volontà contrattuale.

Quando alla proposta segue l’accettazione si ha l’accordo. Il proponente può anche considerare

efficace un’accettazione che gli sia pervenuta tardivamente ma in tal caso deve darne avviso

all’altra parte.

Affinchè ciò si verifichi occorre:

- Che l’accettazione pervenga al proponente nel termine da lui stabilito secondo la

natura degli affari o degli usi: se il destinatario non risponde entro un termine

congruo, la proposta perde efficacia.

- Che la dichiarazione di colui al quale la proposta era destinata sia conforme alla

proposta: non contenga cioè variazioni delle condizioni indicate nella proposta stessa

altrimenti equivale a una nuova proposta.

- Che l’accettazione sia compiuta nella forma richiesta dal proponente: se il

proponente richiede che la proposta venga accettata per iscritto per esempio.

Il momento del perfezionamento nonché fusione delle volontà quando avviene?

1) Principio della dichiarazione (la manifestazione di volontà è efficace non appena

espressa)

2) Principio della spedizione (non appena trasmessa all’altra parte)

3) Della ricezione (quando l’altra parte la riceve)

4) Della cognizione (quando il destinatario ne viene a conoscenza) la più coerente. Non può

verificarsi la fusione delle volontà, il consenso, se non vi è la consapevolezza di entrambe

le parti circa l’intesa raggiunta. Perciò la legge stabilisce il contratto concluso nel

momento e nel luogo in cui il proponente ha conoscenza dell’accettazione della

proposta comunicatagli dalla controparte.

Inconveniente: essa potrebbe offrire al proponente il destro, se il contratto non gli conviene più

oppure c’è un successivo pentimento. Per evitare questo rischio la legge introduce una nuova

regola coordinata con il principio della cognizione. Presunzione, valida per tutti i negozi

recettizi, secondo la quale la proposta e l’accettazione si reputa conosciuta da questa non

appena giunta all’indirizzo del destinatario: pertanto per dimostrare che il contratto si è

perfezionato è suff dimostrare che la dichiarazione di accettazione è pervenuta all’indirizzo del

preponente presumendosi che nella stessa data egli ne è venuto a conoscenza. Graverà su

quest’ultimo l’onere di provare di essersi trovato, senza colpa sua o dei suoi dipendenti,

nell’impossibilità di averne notizia.

I contratti si possono concludere anche senza bisogno di una formale accettazione, dando

direttamente esecuzione ad un ordine ricevuto dal proponente: in tal caso l’accordo si considera

perfezionato “nel tempo e nel luogo in cui ha avuto inizio l’esecuzione” (occorre che il

proponente abbia esplicitamente richiesto che il contratto venga eseguito senza una preventiva

risposta). L’accettante deve dare in tal caso prontamente avviso all’altra parte dell’iniziata

esecuzione.

Contratto con obbligazioni a carico del solo proponente: La proposta tendente a concludere un

contratto dal quale derivino obbligazione per il solo proponente è ex lege irrevocabile dal

momento in cui giunge a conoscenza del destinatario. come invece di regola la legge ammette

per ogni altro contratto; poi per la perfezione del contratto è suff il contegno omissivo del

destinatario il quale non respinga la proposta medesima.

La revoca della proposta e accettazione

Pippo: La libertà del proponente di revocare la proposta fino alla conclusione del contratto. La

proposta può essere irrevocabile, ma deve essere sottoposta a termine. prelazione (a favore del

prelazionario): fonte d’obbligazione. Può essere o reale o contrattuale.

revoca (atto uguale e contrario) non ha effetto se non giunge a conoscenza (indirizzo) del

proponente prima che vi giunga l’accettazione.

Revoca della proposta: atto non recettizio e pertanto essa impedisce la conclusione del

contratto purche sia stata emessa prima che il proponente abbia avuto cono dell’accettazione

della controparte. Per la revoca dell’accettazione occorre che la revoca dell’accettazione

pervenga all’indirizzo di quest’ultimo prima che vi sia pervenuta l’accettazione. Se il

proponente revoca tempestivamente la proposta impedisce il perfezionamento del contratto.

Tuttavia può accadere che l’accettante ne abbia in buona fede iniziato l’esecuzione il tal caso il

proponente è tenuto a indennizzare l’accettante delle spese/perdite subite.

La proposta perde automaticamente efficacia se, prima che il contratto si sia perfezionato, il

proponente muore o diventi incapace (in trasmissibilità della proposta). Perde efficacia

l’accettazione se l’accettante muore o diventa incapace nell’intervallo tra la spedizione della

dichiarazione di accettazione e l’arrivo di questa al proponente. Il proponente può anche

precludersi la facoltà di revoca dichiarando che la proposta è irrevocabile. In tal caso

un’eventuale revoca sarebbe inefficace (“proposta ferma”). La proposta irrevocabile deve

essere accompagnata dall’indicazione della durata del periodo di irrevocabilità. Se manca, la

proposta è valida ed efficace come proposta semplice che potrà essere revocata secondo la

regola generale dell art 1328. La proposta irrevocabile conserva il suo valore anche in caso di

morte o sopravvenuta incapacità del proponente.

! L’offerta al pubblico

Un particolare tipo di proposta è l’offerta al pubblico che vale come proposta contrattuale

benche indirizzata a destinatari intermediari e dunque permette che la conclusione del

contratto avvenga per effetto della sola dichiarazione di accettazione di colui che sia interessato

a perfezionare il contratto oggetto della proposta. Occorre che l’offerta contenga gli estremi

essenziali del contratto alla cui conclusione è diretta.

Non va confusa né con generico invito a trattare né con promessa al pubblico che non è diretta a

perfezionare accordi contrattuali.

L’offerta al pubblico è revocabile come ogni altra proposta contrattuale ma mentre una proposta

con destinatario determinato può essere revocata solo a condizione che la revoca sia portata a

conoscenza di quest’ultimo, la revoca dell’offerta al pubblico, purche sia fatta con la stessa

forma con cui è stata fatta l’offerta, è efficace anche in confronto di chi essendo in precedenza

venuto a conoscenza dell’offerta, non sia invece venuto a conoscenza della revoca.

! Il contratto aperto all’adesione

Un regolamento contrattuale può essere aperto all’adesione di altre parti es contratti che

tendono a realizzare determinate organizzazioni di carattere associativo e che quindi presentano

una struttura appunto aperta. !

Le trattative. Il dovere di buona fede

Per giungere alla stipulazione di un contratto è spesso necessario un periodo di trattative, sia

per negoziare il contenuto degli accordi in formazione sia per svolgere quegli eventuali

accertamenti tecnici e legali che possono servire ad una delle parti per valutare la convenienza

dell’affare. Durante le trattative le parti sono libere di decidere se concludere o meno il

→dovere

contratto ma debbono comportarsi secondo buona fede giuridico che sorge in capo

alle parti per il solo fatto che abbiano intrapreso un nego volto a concludere un contratto.

La parte che viola questo dovere incorre in responsabilità precontrattuale→Tipologie di

comportamenti rilevanti:

- Abbandono ingiustificato della trattativa. Trasgredisce l’obbligo di comportarsi

secondo buona fede la parte che, avendo le trattative raggiunto un punto tale da

determinare un ragionevole affidamento circa la conclusione del contratto, le

interrompa senza un giustificato motivo. dovrà risarcire all’altra parte i danni

conseguenti alla frustrazione dell’affidamento

- Mancata informazione sulle cause di invalidità del contratto: dovere che fa carico a

ciascuna delle parti di info l’altra dell’esistenza di eventuali cause di invalidità del

contratto che siano conosciute o che avrebbero potuto con la normale diligenza

essere conosciute dalla parte stessa. È esclusa da respo precontrat l’ ipotesi in cui

l’invalidità dipende da disposizione di legge che entrambe le parti erano tenute a

conoscere.

- Influenza illecita sulla determinazione negoziale della controparte. Se un soggetto

induce un altro a stipulare un contratto traendolo in inganno (dolo contrattuale) o

approfitti di un errore in cui sia incorsa l’altra parte per trarne vantaggio, il

contratto è annullabile per un vizio della volontà (risarcire danno)

- Induzione della controparte alla stipulazione di un contratto pregiudizievole. Nei

casi visti fin ora la respo precontrattuale si ricollegava a situazioni in cui difettava un

valido contratto perché o contratto non era stato affatto stipulato oppure era

invalido. Ma può accadere che la respo precon conviva con contratto valido ed

efficace: nel caso in cui parte abbia si tratto in inganno l’altra, ma quell’inganno non

sia stato tale da determinare la volontà di questa di contrarre, bensi soltanto da

indurla ad accettare condizioni diverse da quelle che avrebbe sottoscritto se non

fosse stata ingannata (dolo incidente). In tal caso il contratto non può essere

annullato ma il contraente responsabile dell’inganno deve risarcire all’altro il danno

per averlo indotto a concludere un contratto per lui non conveniente. Ipotesi in cui

una delle parti omette info doverosa es intermediari finanziari che sono obbligati a

fornire x info ai loro clienti investitori. Contratto rimane valido ma intermediario

deve risarcire.

a) Se la violazione avviene nel momento dell’esecuzione di un contratto in essere tra

cliente e intermediario (in relazione all’acquisto di det titoli) l’intermediario ha

responsabilità di tipo contrattuale perche discende dalla violazione di obblighi di info

e diligenza che nascono dal contratto

b) Se invece difetto di info si colloca nella fase anteriore alla stipulazione del contratto

(intermediario omette di info i clienti sui rischi generali di un investimento) respo

precontrattuale !

Responsabilità precontrattuale

Rd Comprende sia le perdite conseguenti all’inadempimento dell’altra parte sia l’utile che il

creditore avrebbe tratto se l’altra parte avesse regolarmente eseguito la prestazione. nel caso

dell’abusiva interruzione delle trattative ovvero della stipulazione di un contratto invalido, la

parte che ne sia stata vittima può lamentare la lesione dell’interesse a non iniziare trattative

che le hanno fatto perdere tempo e procurato delle spese risultate poi a causa della condotta

scorretta dell’altra parte, inutili (interesse negativo). Perciò mentre nel caso di inadempimento

del contratto è risarcibile il danno derivante dall’inadempienza, il risarcimento dovuto in caso

di culpa in contrahendo , di responsabilità precontrattuale, deve essere determinato in relazione

alle spese e alle perdite che siano strettamente dipendenti dalle trattative (costi sostenuti).

lucro che la parte avrebbe potuto ottenere dall’esecuzione di altri potenziali affari, oggetto di

specifiche avanzate trattative che poi la parte ha abbandonato per coltivare quella non andata a

buon fine a causa della scorrettezza dell’altra parte del negoziato.

Il soggetto impegnato nella trattativa non andata buon fine non ha nessun diritto di essere

ristorato dell’utile che sarebbe derivato dall’esecuzione dello specifico contratto oggetto di

trattativa poiche egli avrebbe avuto diritto all’esecuzione di quel contratto soltanto se lo stesso

fosse stato stipulato. ESEMPIOOOO p 503.

Nel caso in cui la mala fede delle trattative abbia condotto alla stipulazione di un contratto non

conveniente per la parte lesa il danno deve essere ragguagliato al minor vantaggio o al maggior

aggravio economico determinato dal contegno sleale di una delle parti.

! I contratti del consumatore: rinvio

Contratti standard: il cui articolato regolamentare è frutto dell’esperienza e che il cliente non

può discutere ma può solo aderire o meno. La protezione del contraente aderente ad un

regolamento contrattuale da altri predisposto è stata fortemente incrementata dalla legislazione

recente, almeno nel caso in cui l’aderente sia un consumatore. La disciplina cosi introdotta non

limita la tutela dell’aderente all’imposizione di un mero onere di forma (come per le altre forme

di tutela) ma sancisce la nullità delle clausole vessatorie, in ragione del loro contenuto

sostanziale (mentre nel codice precedente era limitata al piano formale quindi non era in grado

di proteggere in modo sostanziale il contraente aderente). L’ambito di operatività della nuova

disciplina è circoscritto ai contratto conclusi tra contraenti riconducibili alle figure di

consumatore e professionista.

! I VIZI DELLA VOLONTà

!

La teoria dell’affidamento

Qualsiasi negozio compreso il contratto consiste in una manifestazione di volontà; l’intento

individuale si rende percepibile dai terzi ed assume perciò rilievo sociale e giuridico in quanto

sia esteriorizzato ossia dichiarato. Altrimenti rimane un fenomeno puramente personale. Può

succedere che la dichiarazione non risulti conforme all’intento negoziale del dichiarante. Vi

erano tante teorie a riguardo:

- teoria della volontà (da rilievo esclusivo a questo elemento e dunque ritiene invalido

ogni atto espressivo di volontà viziata), non si preoccupa di colui a cui la

dichiarazione è rivolta.

- teoria della dichiarazione:volendo proteggere il terzo ritiene suff a dar vita al

negozio la dichiarazione

- teoria della responsabilità: secondo cui il dichiarante è obbligato anche nei casi in

cui manchi la volontà

- teoria dell’affidamento: se la dichiarazione diverge dall’interno volere, o se questo

non si è correttamente formato, deve essere protetto l’affidamento dei terzi che

hanno regolato la loro condotta considerando pienamente attendibile ed efficace

quella dichiarazione. Vale per i negozi patrimoniali inter vivos a titolo oneroso ma non

per quelli mortis causa e per i nego di diritto personale e familiare e per quelli

patrimoniali a titolo gratuito dove occorre più riguardo per la volontà effettiva del

dichiarante.

! L’errore

= Falsa conoscenza della realtà→ entrambi all’annullabilità del contratto.

1) errore vizio (incidente sul processo interno di formazione della volontà). Il soggetto ha

malamente accertato e valutato le circostanze e i presupposti del negozio cosicchè la

volontà espressa nella dichiarazione negoziale risulta viziata dall’errore in cui è caduto il

dichiarante.

2) errore ostativo (determinante divergenza tra volontà e dichiarazione). È l’errore che cade

sulla dichiarazione (volevo dire a ma ho detto b) o sulla trasmissione della dichiarazione

(correttamente espressa ma mal trasmessa). Presuppone che la volontà del dichiarante si sia

correttamente formata ma espressa/trasmessa sbagliato.

Condizioni di rilevanza dell’errore

Il contratto viziato da errore di una delle parti è annullabile a condizione che:

a) essenziale: deve essere giuridicamente rilevante, avere obiettiva rilevanza. L’errore che

cade sui motivi del nego non ha carattere di essenzialità. È essenziale quando cade:

- sulla natura del negozio (error in negotio)

- sull’oggetto del negozio (error in corpore: penso di comprare viti invece sono chiodi)

- sulla persona e cioè sull’identità dell’altro contraente (error in persona)

- su una qualità della cosa che costituisce oggetto della prestazione (error in sub

stantia: compro lana sintetica pensando erroneamente che abbia un prezzo di 20/m)

- error in qualitate: sulla qualità della prestazione: se volendo comprare la stoffa per

un vestito, erroneamente ritengo che ne occorra una misura superiore a quella

necessaria è un errore sulla qualità.

- errore di diritto:perché sia rilevante cioè perché porti a annullabilità deve avere

carattere essenziale ed essere la ragione unica o principale del contratto. L’errore è

di diritto quando concerne la stessa vigenza (posso pensare che una legge è ancora

vigente invece è stata abrogata). Come concilio il principio secondo cui l’ignoranza

della legge non scusa con l’altro che afferma la rilevanza dell’errore ai fini

dell’annullabilità del negozio? La legge impedisce a chiunque di usare come scusa

dell’inosservanza di un dovere nascente da una legge il fatto che aveva ignorato di

essere tenuto ad osservarlo.

b) riconoscibile dall’altro contraente: l’errore si considera riconoscibile quando la

controparte usando la normale diligenza avrebbe potuto accorgersene. L’indagine circa la

riconoscibilità dell’errore va fatta caso per caso. Se dopo aver detto al commerciante

che voglio acquistare un taglio di stoffa per un vestito acquisto una misura

sproporzionata lui, con diligenza, ci può arrivare che mi sto sbagliando. Quindi in questo

caso non vi è tutela di alcun affidamento ed è annullabile. Nel caso entrambi i contraenti

cadano nello stesso errore non si applica il principio dell’affidamento ma è suff

l’essenzialità dell’errore affinchè il negozio diventi annullabile.

!

l’azione di annullamento non può essere proposta se l’altra parte, prima che alla parte in errore

possa derivarne pregiudizio, offra di eseguire il contratto in modo conforme a quanto l’altro

contraente riteneva erroneamente di ave pattuito.

! Dolo

Un negozio è annullabile ove sia stato posto in essere in conseguenza di raggiri fatti a danni del

suo autore. Per l’annullabilità dell’atto devono concorrere:

- il raggiro (azione idonea a trarre in inganno la vittima)

- l’errore del raggirato; infatti nego è annullabile solo se il dolo è stato determinante ,

se l’inganno ha avuto successo

- la provenienza dell’inganno dalla controparte. Se sono vittima di raggiri di terzi,

l’atto non è impugnabile

dolo determinante: che induce la vittima a stipulare un atto che, se non fosse stata ingannata,

non avrebbe concluso

dolo incidente: secondo cui, se la vittima non fosse stata indotta in errore, avrebbe concluso il

negozio a condizioni diverse in questo caso non è annullabile perché il dolo non è stato

determinante ai fini del consenso. La vittima ha cmq di ottenere risarcimento del danno

dall’autore del dolo.

Obblighi di informazione: la tutela della formazione del consenso della parte ha spinto la legge

a imporli. Gravano sulla parte professionalmente più avveduta.

La reticenza: o dolo omissivo è il fatto di tacere circostanze che avrebbero potuto indurre la

controparte a rinunciare alla stipulazione dell’atto. Rende l’atto annullabile. La condotta della

parte che sia consapevole dell’ignoranza e approfitti di ciò, è ritenuta maliziosa.

! Violenza

Psichica: minaccia di un male ingiusto, rivolta ad una persona allo specifico scopo di estorcerle

il consenso alla stipulazione di un contratto ovvero di indurla a porre in essere un altro tipo di

negozio giuridico. Qui la volontà non manca ma è viziata quindi ciò comporta l’annullabilità. In

questo caso è la vittima che decide di agire o meno per l’annullamento. (magari si è adattata)

fisica: manca del tutto la volontà di emettere la dichiarazione e l’atto fisico in cui consiste la

manifestazione della volontà è il risultato di un comportamento materiale di un terzo.

Nell’ipotesi di violenza fisica la volontà della parte è del tutto mancante e pertanto il negozio è

ritenuto radicalmente nullo.

!

Violenza vs stato di pericolo: situazione psichica anormale,di paura, ma non determinata dalla

minaccia di altra persona diretta a far concludere il negozio bensì da forze naturali. Negozio non

è annullabile ma rescindibile.

La violenza ricorre solo se la minaccia di un male ingiusto sia diretta allo scopo di indurre la

vittima a perfezionare il negozio che le si chiede di concludere. (minaccia tale da fare

impressione a una persona media). Male minacciato deve essere ingiusto e notevole e

riguardare la vittima stessa o il coniuge. A differenza del dolo che deve provenire dall’atro

contraente , la violenza produce l’annullabilità del negozio anche se esercitata da un terzo

(questa differenza è fatta perché violenza è più antigiuridica che dolo).

! FORMA

= modalità di espressione della volontà individuale. Può essere esternata attraverso i segni del

linguaggio o attraverso un comportamento materiale univocamente espressivo di un intento

individuale (comportamento concludente). In alcuni contesti anche il silenzio può essere

espressione di un intento. È tra i requisiti essenziali del contratto solo nell’ipotesi in cui essa sia

richiesta dalla legge, a pena di nullità. Vige la regola della libertà delle forme ossia che un

contratto, se la legge non impone esplicitamente il rispetto di una det forma, possa essere

validamente concluso grazie a qualsiasi modalità di espressione del volere.

Manifestazione espressa della volontà: requisito di forma “minimo”.

Atto pubblico per atti costitutivi di società di capitali es

Atto scritto per tutto ciò che concerne contratti relativi a diritti reali immobiliari

A volte la forma è richiesta a tutela dei terzi. Ciò che conta è cmq il fatto che le parti,

attraverso la forma, manifestino di volere un identico regolamento di interessi.

Forma convenzionale: ammettere che le parti possano con apposito accordo scritto pattuire di

adottare una determinata forma per la conclusione di un contratto.

!

La rappresentanza art 1387

Istituto per cui ad un soggetto (rappresentante) è attribuito (dalla legge o dall’interessato) un

apposito potere di sostituirsi ad un altro soggetto nel compimento di attività giuridiche per

conto di quest’ultimo e con effetti diretti nella sua sfera giuridica (rappresentato).

Rappresentante: colui che emette la dichiarazione.

Rappresentante ≠ nuncius (colui che trasmette materialmente la dichiarazione altrui. è un mero

portavoce che a diff di rappresentante non manifesta una volontà negoziale propria.

! Rappresentanza diretta e indiretta

Rappresentanza diretta: rappresentante agisce in nome e per conto di colui che intende

rappresentare i cui effetti ricadono direttamente e immediatamente sulla sfera giuridica del

rappresentato. Tante dichiara con la CD che spende il nome del tato (contemplatio domini) Non

in tutti i negozi è ammessa la rappresentanza diretta: è esclusa nei negozi che per loro natura si

vogliono riservare esclusivamente alla persona interessata es di diritto familiare e testamento.

Rappresentanza indiretta: agisce in nome suo e per conto del rappresentato. Gli effetti del

nego ricadono sul tante che poi dovrà trasferire (con UN ALTRO negozio) in capo al tato. Il

compimento dell’ulteriore negozio è per il tante oggetto di un’obbligazione.

Autorizzazione: con cui una persona (autorizzante) conferisce ad altra (autorizzato) il potere di

compiere negozi giuridici , diretti ad influire nella sfera dell’autorizzante, in nome

dell’autorizzato. È un negozio giuridico di diritto privato

! Fonti della rappresentanza

È chiaro che una persona per agire validamente ed efficacemente in nome altrui deve averne il

potere. Questo può derivare dalla legge es quando il soggetto è incapace (rappresentanza

legale) o essere conferito dall’interessato (volontaria)

Rappresentanza organica: potere di rappresentare un ente che spetta all’organo nonché al

titolare

POTERE RAPPRESENTATIVO (riguarda la manifestazione esterna della volontà dell’ente) ≠

POTERE GESTORIO (riguarda la direzione interna dell’ente ossia la formazione delle decisioni

concernenti la conduzione degli affari dell’ente che poi il rappresentante ha il compito di

comunicare ai terzi)

! Procura

Ps: sapere differenza rappresentanza mandato

Procura:

- negozio unilaterale fatto dal rappresentato

- recettizio (produce effetti quando è a conoscenza)

- con rilevanza esterna (il tante può spendere all’esterno il nome del tato)

In caso di Rappresentanza volontaria. Procura presuppone accordo bilaterale tra le parti.

Rapporto tante tato è interno, non assume valore all’esterno mentre la procura si.

Il negozio col quale una xsn conferisce ad un’altra il potere di rappresentarla si chiama procura.

rappresentante volontario = procuratore.

Si supponga che io incarichi una persona di compiere un atto in mia vece. Questa persona può

farlo gratuitamente per amicizia ecc. ciò attiene al lato interno , al rapporto tra me e la

persona incaricata. La procura riguarda invece il lato esterno: serve a rendere noto ai terzi coi

quali il rappresentante dovrà venire in contatto per assolvere l’incarico, che egli è da me

autorizzato a farlo. Perciò la procura consiste in un negozio unilaterale recettizio per la cui

efficacia non occorre l’accettazione del procuratore, essendo sufficiente che ne sia venuto a

conoscenza.

Procura attribuisce al rappresentante il potere di porre in essere atti le cui conseguenze si

producono nel patrimonio del tato. Questo rapporto, che ovviamente si proietta all’esterno,

nella relazione con i terzi contraenti è distinto dal rapporto interno tra tante e tato

(considerato rapporto di gestione) che può derivare da un mandato contratto di lavoro ecc.

procura ≠ mandato sapere mandato (contratto che regola rapporti tra mandante – soggetto

interessato a x affare- e mandatario –colui che si impegna a compiere x atti nell’interesse del

mandante). Mandato può essere accompagnato da una procura e può essere con o senza

rappresentanza. mentre la procura può essere rilasciata in un negozio diverso dal mandato (es

contratto di un lavoro: il commesso). Per la procura non è richiesta la direttamente quale

requisito essenziale (può anche essere verbale) a meno che tale forma non sia richiesta per il

negozio da concludere es la procura a vendere casa deve be fatta con atto scritto. Per la

validità del negozio concluso mediante rappresentanza è necessaria la capacità legale del

rappresentato. Procura speciale o generale a seconda che riguardi uno o più affari del

rappresentato oppure tutti. Ci possono essere limiti all’attività del procuratore. Per questo

motivo il contraente ha il diritto di esigere dal rappresentante la giustificazione dei suoi

poteri . in generale la procura è conferita nell’interesse del rappresentato, questi può

modificarne oggetto e limiti e può togliere al rappresentante il potere che gli aveva conferito,

tramite revoca: negozio unilaterale.

Non è revocabile la procura conferita nell’interesse di terzi o dello stesso procuratore. La

revoca e le modificazioni della procura devono essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi

idonei. Se non lo si è fatto, il nego concluso dal rappresentante nonostante la revoca/

modificazione resta valido. Interessato che non abbia provveduto a portare a conoscenza del

terzo la revoca ha l’onere di provare che il terzo al momento della conclusione del contratto

aveva avuto conoscenza della revoca.

! Vizi della volontà nel negozio rappresentativo

Negozio concluso dal tante in nome del tato sorge dalla volontà del tante quindi è alla sua

persona che deve di solito aversi riguardo per quanto concerne vizi del volere. In caso di suoi

vizi della volontà i negozio concluso dal tante è annullabile (STUDIA BUONAFEDE SOGGETTIVA E

OGGETTIVA. SAPERLA BENE).

! Rappresentanza senza potere

Il nego compiuto da chi ha agito (falsus procurator) come tante senza averne il potere (difetto

di potere) o eccedendo i limiti delle facoltà conferitogli (eccesso di potere) non produce alcun

effetto nella sfera giuridica dell’interessato. Nego inefficace. Non può dirsi nullo xk la nullità

presuppone vizio intrinseco dell’atto. Il tato può, con propria dichiarazione di volontà,

approvare ciò che è stato fato in suo nome da altri senza che egli avesse attribuito il potere di

rappresentarlo. Questa dichiarazione: RATIFICA:

nego unilaterale con cui l’interessato fa propri gli atti conclusi in suo nome da chi non

❖ aveva potere di rappresentarlo o ha esorbitato dai poteri concessegli.

Deve rivestire le forme prescritte dalla legge per la conclusione del negozio.

❖ Ha effetto retroattivo: negozio si considera efficace ab initio come se fosse stato posto in

❖ essere originariamente da persona fornita di procura.

La retroattività della ratifica non può pregiudicare i diritti acquistati dai terzi (PAG 542).

❖ Il terzo contraente può invitare l’interessato a chiarire definitivamente se intenda o

meno ratificare il nego stipulato assegnandoli un termine entro il quale dovrà

pronunziarsi xk altrimenti scaduto tale termine il suo silenzio verrà equiparato a rifiuto

della ratifica. Se non ratifica, il negozio resta inefficace. Il terzo che ha contratto ha

diritto di chiedere risarcimento danni allo pseudo rappresentante. La legge limita tale

risarcimento al solo interesse cd negativo: il terzo non potrà pretendere dal pseudo r

tutto quanto avrebbe potuto ricavare dall’affare sfumato ma soltanto (oltre a rimborso

spese sostenuto) il Risarcimento per aver perso eventuali occasioni di stipulare altri

contratti alternativi rispetto a quello rimasto inefficace nonchè risarcimento per

l’attività sprecata nella trattativa.

! Conflitto d’interesse tra rappresentante e tato (ne ha parlato)

Potere di rappresentanza conferito nell’interesse del rappresentato ma è possibile anche del

rappresentante (procurator in rem suam) es cessione di beni ai creditori. Con questo contratto il

debitore incarica i suoi creditori di liquidare tutto o parte dei suoi beni e ripartire tra i creditori

medesimi il ricavato in soddisfacimento dei loro crediti. Quando è conferita anche nell’interesse

del procuratore la procura è irrevocabile. Ci sono due teorie relative a conflitto:

1) art 1394, identificano il conflitto come mera concorrenza d’interesse tra tato e tante

2) più affidabile: teoria dei sostenitori dell’abuso. Conflitto c’è quando tante nel concludere il

contratto per conto e in nome del tato persegue interesse proprio o del terzo incompatibile

con quello del tato. Abusa dei suoi poteri. Può derivare danno in capo al tato.

Se il rappresentante è portatore di interessi propri o di terzi in contrasto con quelli del

rappresentato si ha conflitto d’interessi tra tante e tato. Conflitto: situazione di

incompatibilità tra interesse del tato e tante. L’atto posto in essere dal tante in conflitto

d’interessi è viziato. Se il tante agisce in conflitto d’interesse con il tato il nego è annullabile su

domanda del tato.

Gioca principio della protezione del terzo contraente in buona fede: nego è annullabile solo se

il conflitto medesimo era conosciuto o poteva essere cono con l’ordinaria diligenza dal terzo.

conflitto d’interessi è irrilevante se il dominus essendone a conoscenza autorizzi il tante a

concludere egualmente il negozio.

Se il bene è identificato, tato non può impugnare l’atto perché è stato predeterminato quindi

non c’è nessun conflitto d’interessi. !

Gestione di affari altrui

nel caso in cui taluno senza esservi obbligato e quindi spontaneamente assuma la gestione di

affari altrui la legge dispone che in primis il gestore non può dismettere a proprio piacimento la

gestione ma deve continuare e condurla a termine finchè l’interessato non sia in grado di

riprendere il governo dei proprio interessi. Gestore è responsabile in caso di mala gestio

!

il contratto per persona da nominare (non ne ha parlato)

nel momento della conclusione di un contratto una parte può riservarsi la facoltà di nominare la

persona nella cui sfera giuridica il nego deve produrre effetti. Se segue entro tre giorni la

dichiarazione, si producono gli stessi effetti che si sarebbero verificati se fosse stata conferita la

procura anteriormente al negozio. La dichiarazione di nomina è efficace nei confronti del

soggetto nominato soltanto se è accompagnata dalla dichiarazione di accettazione da parte

della persona indicata. Se manca, il nego produce effetti direttam nei confronti di colui che ha

stipulato il contratto.

contratto per persona da nominare≠ rappresentanza indiretta perche non occorre un nuovo

negozio perche gli effetti si producano a favore dell’interessato: basta la dichiarazione

unilaterale di nomina purche fatta nel termine innanzi detto. Dichiarazione di nomina e

accettazione sono negozi unilaterali.

! IL CONTRATTO PRELIMINARE

= il contratto con cui le parti si obbligano a stipulare un successivo contratto definitivo, del

quale deve essere già determinato nel preliminare il contenuto essenziale. Ancora non produce

gli effetti tipici del contratto prefigurato dalle parti, ma già obbliga le parti a stipulare il

“definitivo”. ≠ da contratto definitivo di cui le parti si impegnano a porre in essere una

documentazione formale. Può riuscire spesso difficile stabilire se le parti hanno voluto stipulare

un semplice preliminare oppure un contratto definitivo: occorre quindi avere riguardo

all’effettiva intenzione delle parti a seconda che sia volta a rinviare nel tempo la realizzazione

degli effetti programmati, ovvero a realizzarli subito: si tratta di un problema

d’INTERPRETAZIONE del contratto (quaestio voluntatis). Il preliminare deve precisare il

contenuto del contratto successivo in modo suff altrimenti sarebbe invalido per

indeterminatezza: quindi la conclusione del definitivo non deve richiedere nessuna ulteriore

discussione per decidere in ordine agli elementi dell’accordo definitivo da perfezionare. Però

ciò non è regolato da nessuna norma xk il codice civile non definisce la struttura del

preliminare. Detta un’unica regola a proposito del preliminare: la stessa prescritta x contratto

def. Quindi la promessa di vendita di beni immobili deve farsi ab substantiam per iscritto, una

promessa verbale è nulla come una vendita immobiliare verbale. Prestazione che le parti di un

contratto si obbligano ad eseguire consiste nel perfezionare il contratto successivo. Ha dunque

effetti obbligatori (il prel) non reali, consistenti nell’esecuzione di un facere infungibile ossia

nell’emissione di una dichiarazione negoziale. Il contratto def produrrà poi gli effetti sostanziali

programmati dalle parti. Il contratto prel può vincolare ambedue le parti o una (promessa o

preliminare unilaterale). Se c’è inadempimento del contratto preliminare? Si può chiedere

risarcimento danni subiti a causa dell’inadempienza della controparte: è responsabilità

contrattuale non precontrattuale xk consegue all’inadempimento di un’obbligazione derivante

da un contratto perfetto e vincolante. C’è strumento che consente l’esecuzione in forma

specifica degli obblighi derivanti dal preliminare. Adempiere contratto preliminare = stipulare

contratto successivo). La legge offre al contraente che vuole dare esecuzione al preliminare un

apposito strumento di tutela in caso l’altra parte rifiuti di adempiere, ossia la facoltà di

ottenere una sentenza che produca gli stessi effetti che avrebbe dovuto produrre il contratto

che l’altra parte non ha voluto concludere. È importante che il preliminare abbia stessa forma

del definitivo xk sulla base del contratto preliminare, col processo e la sentenza si giunge allo

stesso risultato a cui sarebbero pervenuti con contratto def. Posso usare qst strumento quando:

- sia materialmente possibile

- non sia escluso dal titolo: le parti infatti potrebbero pattuire un’esclusione

convenzionale di tale mezzo quindi in questo caso il contraente di fronte

all’inadempimento : solo RD.

È nullo per difetto di causa il contratto preliminare di un altro contratto preliminare.

! Il rinvio

Vi era un’ originaria intrascrivibilità del contratto preliminare perché lo si voleva rendere

opponibile ai terzi che avessero, nel periodo tra la stipulazione del preliminare e quella del

definitivo, acquistato diritti reali sulla cosa promessa in vendita. La legge prevede in via

generale la trascrizione degli atti che trasferiscono, costituiscono , modificano, estinguono

diritti reali su beni immobili, mentre il preliminare non determina questi effetti ma solo obbligo

per le parti. Però c’era rischio che il bene immobili oggetto di promessa potessero essere

venduto ad altri. Quindi è stata prevista la possibilità di trascrivere i preliminare di contratti

immobiliari. Mediante la trascrizione del contratto prel (che deve essere a tale scopo stipulato

in forma di atto pubblico) gli effetti acquisitivi derivanti dal contratto def sono opponibili a tutti

coloro che abbiano acquistato diritti sul bene in forza di atti scritti successivamente alla

trascrizione del prel. L’aspettativa del promissario acquirente riceve tutela erga omnes o reale.

! L’opzione

La proposta è irrevocabile se il proponente si è impegnato a mantenerla ferma per un certo

tempo. Alla porposta irrevocabile la legge parifica, quanto agli effetti, l’opzione= si ha quando il

vincolo della irrevocabilità della proposta consegue non già ad un impegno assunto

unilateralmente dal proponente, ma ad un accordo stipulato tra le parti, accordo che può inerire

o meno ad una più vasta convenzione. Ti vendo questo stabile ma mi concedi un’opzione per il

riacquisto. Dall’opzione come dalla proposta irrevocabile, deriva il diritto del beneficiario di

perfezionare il contratto, entro il termine di validità dell’opzione, con la sua sola dichiarazione

di accettazione mentre l’altra parte retsa vincolata e non può più interferire sulla stipulazione

del contratto, che ormai dipende esclusivamente dalla decisione del beneficiario dell’opzione.

Questo vincolo non può durare all’infinito e quindi, se non è stato fissato un termine di efficacia

dell’opzione, questo è stabilito dal giudice. Opzione è diversa da contratto preliminare perché

da quest’ultimo deriva un obbligo di stipulare il contratto def mentre con l’opzione il

beneficiario è libero di avvalersi o meno della facoltà a lui attribuita dal patto d’opzione, ma se

decide di esercitarla il contratto è senz’altro perfezionato e se ne producono gli effetti.

! La prelazione

A volte un patto volontariamente stipulato può attribuire ad un soggetto un diritto di prelazione.

È il Diritto ad essere preferito ad ogni altro, a parità di condizioni, nel caso in cui la persona

soggetta alla prelazione dovesse decidersi a stipulare un x contratto. Il soggetto passivo della

prelazione non è obbligato a concludere tale contratto. Può decidere liberamente. (ad es

vendere o meno il bene oggetto della prelazione). Il soggetto vincolato dalla prelazione deve

comunicare le condizioni pattuite con il terzo al prelazionario, invitandolo a dichiarare se

intenda o meno esercitare il proprio diritto di prelazione. Prelazione volontaria: concessa da un

accordo tra le parti. Impegno in capo ad una parte (promittente) di concedere un diritto di

prelazione alla controparte. Non è opponibile ai terzi ed ha mera efficacia obbligatoria:

promittente in caso di inadempimento è tenuto al risarcimento danni ma il terzo acquirente ha

acquistato in modo efficace e non corre il rischio di veder posta in discussione la sua titolarità

Legale: accordata da una norma di legge. Assicura la prelazionario un diritto di preferenza

opponibile ai terzi e tutelabile in forma specifica cosicchè in caso di violazione, il prelazionario

ha diritto di riscattare il bene del terzo acquirente.

! L’oggetto del contratto

Oggetto del contratto possono essere:

1) le prestazione dedotte in contratto come dovute dalle parti

2) il bene dovuto

3) il contenuto del contratto

la legge dice che l’oggetto, per non portare alla nullità del contratto, deve essere:

- possibile (materialmente suscettibile di esecuzione; la possibilità della prestazione va

apprezzata in sé e per sé non il relazione al soggetto tenuto ad adempierla).

Impossibilità originaria della prestazione: nullità. Sopravvenuta: estinzione

dell’obbligazione divenuta impossibile.

- lecito: illecito quando la prestazione è contraria a norma imperativa, all’ordine

pubblico o al buon costume. In questo caso il contratto non è giuridicamente

suscettibile di esecuzione

- determinato o determinabile: occorre che sia chiaro a cosa le parti si impegnano. Ciò

avviene quando le parti hanno univocamente definito l’oggetto oppure quantomeno

stabilito univocamente i criteri per la sua determinazione (determinabile). Non è

valido il contratto col quale le parti abbiano rinviato la determinazione dell’oggetto

ad un successivo accordo tra le parti stesse.

Il contratto può avere ad oggetto cose future se non è vietato dalla legge.

! Determinazione dell’oggetto ad opera di un terzo

Le parti possono decidere che l’oggetto della prestazione si determinato da un terzo. Il terzo

che le parti incaricano di una tale determinazione si chiama arbitratore. (arbitro: giudice!!) e la

su attività arbitraggio. Il terzo deve procedere con equo apprezzamento: le parti possono

rivolgersi al giudice se la determinazione dell’arbitratore è manifestamente iniqua o erronea

ovvero se il terzo non provvede alla determinazione affidatagli. In tal caso sarà il giudice a

provvedere alla determinazione. Le parti possono anche rimettersi al mero arbitrio del terzo ma

in tal caso non potranno impugnarne la determinazione. Se non provvede alla determinazione le

parti non potranno chiedere al giudice xk l’attività dell’arbitratore non è surrogabile e le parti

avevano scelto lui (che POI non ha adempiuto).

! La causa del contratto (IMPORTANTEEE)

Elemento essenziale. Tanti significati del termine:

1) causa dell’obbligazione (obbligazione però è rapporto giuridico quindi il riferimento alla

causa sta ad indicare il titolo da cui il debito deriva)

2) causa con riguardo al fondamento di un’attribuzione patrimoniale.

La causa non ha importanza quando il privato può scegliere soltanto se compiere o meno l’atto

ma senza interferire sui suoi effetti. Quando invece il contenuto del negozio dipende dalla libera

scelta dei privati è impo. Requisito del contratto: causa lecita (devono essere leciti e meritevoli

di tutela non solo i singoli effetti perseguiti es trasferimento di proprietà ma sopratt la loro

combinazione nell’ambito del complessivo regolamento che le parti con il loro accordo hanno

voluto dettare: è sine causa la promessa di trasferire la proprietà di un bene se non è indicato

un corrispettivo. Causa: funzione obiettiva del contratto. Per i contratti tipici l’esistenza e la

liceità della causa è valutata positivamente dalla legge ma resta da valutare se anche in

concreto il singolo accordo si a meritevole di approvazione. LEGGI PAGINE 564-565-566 NON

CHIARE!.

! Negozi astratti

Ogni nego deve avere la sua causa perche ogni nego deve corrispondere ad uno scopo

socialmente apprezzabile. Ciò non esclude che in alcuni negozi gli effetti si producano a

prescindere dalla causa , la quale resta accantonata: negozi astratti che servono a facilitare

acquisto o circolazione di diritti. Negozi astratti es in caso di cambiale o nella delegazione pura

in cui il delegato che si è obbligato nei confronti del delegatario non può sollevare eccezioni e

dunque non può per sottrarsi all’obbligo di pagamento, eccepire l’insussistenza della causa.

Astrazione sostanziale (per cui il negozio nel suo funzionamento resta svincolato dalla causa)vs

astrazione processuale (presuppone che il negozio sia causale: chi agisce per ottenere la

prestazione , derivante a suo favore dal NG (il creditore), non ha l’onere di dimostrare

l’esistenza e la liceità della causa, ma chi è chiamato in giudizio deve provarne la mancanza o

illiceità se vuol sottrarsi alla condanna. È un’inversione legale dell’onere della prova. Negozi

astratti producono solo effetti obbligatori: non si ammette che un dichiarazione astratta possa

determinare il trasferimento di un diritto reale, che necessita sempre di adeguata

giustificazione giuridica.

! Mancanza della causa

Mancanza genetica della causa: manca fin dall’origine.

▪ Difetto genetico della causa: la causa esiste sempre, se considerata in ASTRATTO perché

▪ il legislatore l’ha prevista. Ma può mancare nel caso concreto: ciò avviene quando il

negozio non può esplicarla sua funzione. Se compro una cosa che è già mia (ma ciò si

viene a conoscere successivamente) ecco che il negozio non può realizzare il risultato di

trasferire la proprietà (causa astratta) di una cosa che già mi appartiene.

Mancanza funzionale della causa: pur esistendo origina rimanete, per vicende successive

▪ non sia più realizzabile il risultato a cui il negozio era diretto

Difetto genetico parziale della causa: quando la causa manca originariamente solo in

▪ parte es nei contratti a prestazioni corrispettive nei quali al sacrificio patrimoniale di una

corrisp quello dell’altra

Difetto sopravvenuto e funzionale della causa: possono sopravvenire circostanze che

▪ impediscono alla causa di funzionare, oppure una successiva disposizione di legge vieta

la cosa oggetto di causa del contratto.

! Illiceità della causa

Vs norme imperative (contratto illegale), buon costume (immorale xk viola i principi etici della

comunità) o ordine pubblico. Produce nullità del contratto. Se è stata eseguita una prestazione

in esecuzione di un negozio avente causa illecita, essendo il negozio nullo e non producendo

alcun effetto, chi l’ha eseguita avrebbe diritto ad ottenere la restituzione di ciò che ha dato

(ripetizione dell’indebito). In caso di causa immorale la ripetizione non è sempre ammessa.

Illiceità della causa vs illiceità dell’oggetto. Entrambi: nullità. Però è illecito l’oggetto del

contratto quando la prestazione consista in una condotta immorale o contra legem; è illecita la

causa quando è riprovato fare oggetto di scambio una certa condotta: votare è lecito ma è

illecito promettere denaro per indirizzare il voto di una persona a favore di x candidato.

I motivi

Il motivo che spinge un soggetto a porre in essere un nego giuri è lo scopo pratico, individuale,

da lui perseguito e che lo spinge al compimento dell’atto. Non sono giuridicamente rilevanti

quindi l’errore del motivo non rende di regola annullabile il contratto. Quando però la loro

realizzazione forma espressamente oggetto di un patto contrattuale/condizione allora diventa

rilevante es: io buy terreno a condizione di potervi edificare x casa quindi contratto diventerà

efficace solo se comune rilascerà provvedimento conforme ai miei scopi.

Contratto è illecito quando le parti si sono determinate a concluderlo esclusivamente per un

motivo illecito comune ad entrambe. Occorre quindi, perché contratto si acolpito da nullità che:

a) l’accordo rifletta per entrambe le parti uno stesso motivo

b) che motivo comune sia illecito (cioè vs norme imperative o ai boni mores)

c) il motivo illecito comune sia esclusivo e quindi determinante del consenso

! contratto in frode alla legge

all’illiceità della causa la legge equipara la frode alla legge che ha luogo quando il contratto pur

rispettando la lettere della legge costituisce il mezzo per eludere l’applicazione di una norma

imperativa e cioè per raggiungere un risultato praticamente equivalente a quello vietato.

Contratto in frode alla legge (mirano mediante qualche accorgimento ad ottenere un risultato

equivalente a quello vietato dalla norme imperativa)≠ contratto contrario alla legge (le parti

qui mirano direttamente a risultato vietato). Frode alla legge: vizio della causa. Vs frode ai

creditori: diretta a danneggiare specificatamente costoro

! L’INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO art 1362

Interpretazione della legge: diretta a ricercare il significato da attribuire ad un testo legislativo

Interpretazione del negozio: tende a det il significato giuridicamente rilevante da riconoscere a

una determinata dichiarazione negoziale. Vuole determinare quali effetti il negozio sia idoneo a

produrre, valutandolo alla stregua dei criteri d’interpretazione dettati dal legislatore. Natura

delle regole ermeneutiche: quelle dettate per il contratto valgono anche per gli altri negozi.

Sono norme giuridiche e perciò la loro violazione può essere dedotta come motivo di ricorso per

cassazione. Regole d’interpretazione:

- soggettiva: ricercano l’intento comune dei soggetti del negozio

- oggettiva: intervengono quando non è possibile attribuire un senso al nego nonostante

il ricorso alle norme di interpretazione soggettiva.

Punto di riferimento dell’attività dell’interprete è la dichiarazione negoziale ma non ci si deve

limitare al senso letterale delle parole. Occorre invece ricercare quale sia stata la comune

intenzione delle parti cioè il significato che entrambe le parti attribuivano all’accordo. Per

determinare la comune intenzione delle parti si deve guardare il loro comportamento anteriore

(es trattative) e posteriore (esecuzione della prestazione) alla conclusione del contratto. Codice

dice che quando le parti adoperano espressioni di carattere generale la loro rilevanza va cmq

riferita esclusivamente agli specifici oggetti cui si riferisce la loro comune volontà. Nei contratti

inter vivos a contenuto patrimoniale ha rilievo il principio dell’affidamento (anche in tema

d’interpretazione): quindi contratto deve essere interpretato secondo buonafede: tendendo

conto sia del significato che colui dal quale proviene la dichiarazione ha attribuito alle parole

usate sia il significato che può ragionevolmente dare ad esse chi la riceve. Se nonostante ciò, il

senso non risulti chiaro, si applica il principio della conservazione del negozio: nel dubbio il

negozio deve interpretarsi nel senso in cui esso possa avere qualche effetto anziché in quello

secondo cui non ne avrebbe alcuno. Principi:

1) gli usi interpretativi: ciò che si pratica generalmente nel luogo in cui il contratto è stato

concluso

2) la regola secondo cui le espressioni che possono avere più sensi devono essere intese in

quello più conveniente alla natura e all’oggetto del contratto

3) la clausola predisposta da una delle parti nelle condizioni generali del contratto nel

dubbio si interpreta contro chi ha predisposto la clausola: interpretatio contra stipulato

rem. In caso di contratti predisposti unilateralmente da uno dei contraenti.

4) regola finale: si applica quando tutte le altre si siano dimostrate inefficienti. Stabilisce

che il negozio deve essere inteso nel senso meno gravoso per l’obbligato, se è a titolo

gratuito e nel senso che esso realizzi l’equo contemperamento degli interessi delle parti

se è a titolo oneroso.

! La forza vincolante del contratto

Finchè il contratto non è perfezionato, le parti conservano la loro libertà di aderirvi o meno. Ma

dal momento che l’accordo si perfeziona, esse sono obbligate ad osservarlo. Per questo si dice

che il contratto ha forza di legge tra le parti. Mutuo dissenso: le parti sono libere di sciogliere/

modificare il contratto con un contrario atto di comune volontà. Recesso unilaterale: diritto di

liberarsi unilateralmente dagli obblighi assunti col contratto, è ammissibile solo quando

specificatamente attribuito dalla legge o da un apposito patto (recesso convenzionale). Quando

un diritto di recesso sia stata concordato a favore di una o entrambe le parti, la facoltà di

recedere deve essere esercitata prima che abbia inizio l’esecuzione del contratto. Spesso un

diritto di recesso viene pattuito a favore di una delle parti a fronte di un corrispettivo. Casi di

recesso legale: talvolta è la stessa legge che attribuisce ad una delle parti il diritto di recedere

da un contratto ove si verifichino determinati presupposti es contratti ad esecuzione protratta

nel tempo (contratti di durata) oppure contratti a tempo indeterminato. A volte la legge

subordina diritto di recedere ad una giusta causa. La disdetta: diniego di rinnovazione di un

contratto di durata per il quale sia previsto un automatico rinnovo alla scadenza (volontà di

impedire la rinnovazione).

! L’integrazione art 1374

Se le parti non hanno regolato determinati segmenti negoziali, essi saranno automaticamente

regolati da norme dispositive. Gli effetti del contratto, per quanto riguarda le parti,

corrispondono in linea di principio al contenuto dei loro accordi (autonomia negoziale). La

determinazione del significato di tali accordi dipende dall’interpretazione del contratto. Per

stabilire quali effetti un negozio è idoneo a produrre occorre non soltanto averlo interpretato

ma altresì aver proceduto a:

- qualificazione dell’atto (cioè la sua sussunzione sotto la fattispecie legale appropriata

in base alla quale si determina la disciplina applicabile)

- integrazione dei suoi effetti (è impo per risolvere i problemi posti dalle eventuali

lacune della disciplina negoziale, che possono essere colmate da norme dispositive).

Ma la legge interviene non soltanto con funzione integratrice della volontà privata bensì pure

con funzione imperativa, che annulla ogni contraria pattuizione dei privati. Esecuzione secondo

buonafede: principio fondamentale in tema di esecuzione del contratto, come in tema di

interpretazione.

! I contratti ad effetti reali e ad effetti obbligatori

Reali: determinano la costituzione/trasmissione di un diritto reale o di un altro diritto

Obbligatori: danno luogo alla nascita di un rapporto obbligatorio

- Se il contratto ha per oggetto una cosa DETERMINATA la proprietà si trasferisce nel

patrimonio dell’acquirente per effetto del consenso manifestato nelle forme di legge.

Non occorre altro perché l’effetto reale si produca. La consegna o traditio è solo

un’obbligazione dell’alienante. Questo è il principio consensualistico o traslativo in

quanto attribuisce al consenso delle parti la forza di determinare il trasferimento o la

costituzione di un diritto reale senza necessità di ulteriori formalità o atti materiali

- Se sono cose determinate solo nel GENERE la proprietà si trasmette con

l’individuazione delle cose materiali destinate a costituire oggetto del trasferimento.

Soltanto in quel momento è possibile identificare esattamente le res che si

trasferiscono. L’individuazione delle cose generiche può avvenire con la loro consegna

al vettore. Prima sussiste solo l’obbligazione dell’alienante di compiere quanto

necessario per far acquistare la proprietà all’acquirente: è contratto ad effetti

obbligatori non reali. !

Conflitti tra acquirenti di diritto sullo stesso oggetto

Se una persona concede lo stesso diritto prima a A e poi a B quale dei due è preferito? A rigor di

logico colui a cui il diritto è stato concesso per primo. In ogni caso il contraente che viene

sacrificato ha diritto al RD verso l’altra parte la quale attribuendo lo stesso diritto ad altri, ha

violato il contratto. Perciò se taluno aliena a più persone un bene MOBILE quella tra esse che ne

ha acquistato in buonafede il possesso è preferita alle altre, anche se il suo titolo è di data

posteriore. Se in caso di conflitto fra i titolari di più DITRITTI PERSONALI DI GODIMENTO. Es: lo

stesso posto a teatro per la stessa rappresentazione viene attribuito a me e ad un altro. È

preferito chi per primo ha conseguito il godimento della cosa. Se nessuno ha conseguito tale

godimento,la preferenza spetta a colui che può dimostrare di avere concluso il contratto in data

anteriore

! La clausola penale e la caparra

In caso di inadempimento, il creditore ha diritto di essere risarcito dei danni subiti: ma ha

l’onere di provare il danno che assume essergli stato arrecato per effetto dell’inadempimento

del debitore di cui pretende il RD. Perciò le parti possono inserire nel contratto una clausola con

cui stabiliscono quanto il debitore dovrà pagare, a titolo di penale ove dovesse rendersi

inadempiente. Tale clausola contiene una liquidazione convenzionale anticipata del danno nel

senso che elimina la necessità per il creditore di provare oltre all’inadempimento, l’entità del

danno subito. Funzione: la parte a cui carico la penale è prevista è sollecitata a non rendersi

inadempiente. (funzione rafforzativa del vincolo contrattuale). Penale è prevista sia in caso di

inadempimento assoluto (qui se creditore pretende la penale non potrà più richiedere

adempimento della prestazione) che per semplice ritardo (qui potrà pretendere sia penale che

prestazione prevista).

- Effetto limitativo della penale: limita il RD alla somma pattuita (creditore non può

chiedere di più).

- Risarcibilità del danno ulteriore: le parti sono libere di prevedere espressamente che

creditore abbia diritto di pretendere oltre alla penale anche R del maggiore D.

- Se la penale cade nel patto commissorio allora è nulla

Caparra: consegna da una parte all’altra di una somma di denaro o di una quantità di cose

fungibili. La penale è fonte di un’obbligazione; la caparra implica l’effettiva consegna di un

quantum: contratto reale xk si perfeziona con la consegna di una res. Rimedi

dell’inadempimento:

Caparra confirmatoria: la più usata nel momento del perfezionamento dell’accordo, una

▪ parte consegna all’altra una somma di denaro in garanzia della serietà dell’impegno. La

caparra, una volta eseguito il contratto, deve essere restituita. Non è vincolante per il

creditore xk può cmq chiedere RD. Ove però la parte che ha dato la caparra diventa

inadempiente agli obblighi assunti l’altra parte può scegliere se recedere dal contratto

trattenendo la caparra ricevuta o preferire l’esecuzione del contratto. Se a rendersi

inadempiente è la parte che ha ricevuto la caparra è la controparte che può scegliere se

recedere o meno e in questo caso può pretendere il doppio di quanto aveva versato come

caparra.

Caparra penitenziale:sanzione prevedibile dalle parti in caso di recesso di una. la somma

▪ versata a titolo di caparra ha la funzione di corrispettivo di un diritto di recesso

convenzionale delle parti. chi ha versato la caparra può decidere di esercitare la facoltà

di recedere dal contratto perdendo la caparra: es se pago la caparra per partire per l

‘india. Dopo il contratto è sciolto e la controparte non può pretendere altro.

Risarcimento in forma specifica: debitore reintegra interesse leso del c cosi facendo

▪ elimina danno. Art 2058

Azione di adempimento:condanna l’inadempiente ad adempiere alla prestazione. Una

▪ volta accertata la condanna del giudice emerge problema dell’azione coattiva: procedura

civile (diritto civile). Art 2910: espropriazione forzata (attiene a obbligazioni pecuniarie:

risarcimento per equivalente, pignoramento beni e liquidazione/assegnazione al

creditore) e art 2930 esecuzione forzata in forma specifica (procedura civile: obblig di

dare fare non fare) Effetti del contratto rispetto ai terzi

Relatività degli effetti contrattuali: effetti del contratto sono limitati alle parti; non può

danneggiare né giovare al terzo estraneo. Se prometto che un terzo assumerà un obbligo nei

tuoi confronti o svolgerà una x attività a tuo favore, il terzo (estraneo al contratto) non è affatto

vincolato per effetto del mio impegno e rimane libero di compiere o meno. Se non fa, l’unica

conseguenza della promessa dell’obbligazione o del fatto del terzo è che io dovrò indennizzare

colui a cui ho fatto la promessa.

- →

Vendita di cosa altrui: rinvio essa obbliga colui che ha posto in essere la vendita a

procurare al compratore l’acquisto della proprietà.

- In virtù della relatività degli effetti contrattuali, il divieto di alienazione contenuto in

un contratto ha effetto soltanto tra le parti: non può pregiudicare i terzi, i quali

acquisteranno validamente (aggiungo io: ciò che l’una o l’altra parte non può

acquistare per quel divieto).

- Sempre il principio della relatività degli effetti non esclude una possibile

responsabilità del terzo per induzione all’inadempimento del debitore. Se un terzo

mi incita a non adempiere

! Il contratto a favore di terzi

perchè si abbia, è indispensabile che le parti abbiano espressamente voluto e pattuito

l’attribuzione al terzo della titolarità del diritto di poter pretendere egli stesso dall’obbligato

l’esecuzione della prestazione promessa: con la conseguenza che il terzo, occorrendo potrà

agire in giudizio contro l’obbligato. È valida la stipulazione a favore di un terzo qualora lo

stipulante vi abbia interesse. (SOLO in questo caso) Il contratto a favore di terzi vs contratto

stipulato da un rappresentante dove tutti gli effetti dell’atto ricadono sul tato mentre nel c a

favore di 3 questi non diventa parte del contratto. Disciplina fondamentale del contratto a

favore di terzi:

1) Il terzo acquista il diritto verso chi ha fatto la promessa fin dal momento della

stipulazione del contratto a suo favore ma questo acquisto non è stabile e definitivo

perché non si può negare al terzo la facoltà di rinunziare al beneficio. Solo quando il

terzo dichiari di volerne approfittare la facoltà di revoca/modificazione è preclusa

2) Causa del diritto a favore del terzo è il contratto a suo favore; chi ha promesso la

prestazione può quindi opporre al terzo tutte le eccezioni fondate su questo contratto.

Per es può opporre che l’altra parte, lo stipulante, non gli ha pagato il corrispettivo

stabilito per la prestazione a favore del 3).

!

La cessione del contratto

Quando una parte (cedente) di un contratto originario, purchè a prestazioni corrispettive, da

ambo le parti non ancora eseguite, stipula con un terzo (cessionario) un apposito contratto (di

cessione) con il quale cedente e cessionario si accordano per trasferire a quest’ultimo il

contratto (originario) ossia l’insieme di tutti i rapporti passivi e attivi derivanti dal contratto

ceduto. È indispensabile il consenso del ceduto. Effetti:

a) Il cedente è liberato dagli obblighi verso il ceduto e non è neppure responsabile verso

quest’ultimo dell’eventuale inadempimento contrattuale da parte del cessionario. Se

ceduto vuole evitare ciò deve dichiarare espressamente che col suo consenso non libera il

cedente cosi se cessionario non adempie lui risponde in proprio.

b) Cedente non è responsabile verso il cessionario qualora il ceduto non adempia anche se

cedente può garantire a cessionario adempimento del contratto da parte del ceduto e

risponde in solido con quest’ultimo.

c) Il cedente è comunque tenuto a garantire al cessionario la validità del contratto (come

nella cessione del credito)

La cessione del contratto può essere stipulata prevedendo un corrispettivo (o meno) a favore

del cessionario e a carico del cedente o viceversa.

Subcontratto: i rapporti tra i contraenti originari continuano a sussistere ma accanto ad essi si

creano nuovi rapporti tra uno dei contraenti originari ed un terzo (rapporti che dipendono ma si

distinguono dagli originari) mentre nella cessione c’è la sostituzione di un nuovo soggetto ad

uno dei contraenti originari e tutti i rapporti contrattuali restano invariati.

! ELEMENTI ACCIDENTALI DEL CONTRATTO

!

La condizione

Avvenimento futuro e incerto dal quale le parti fanno dipendere o la produzione degli effetti del

negozio cui la condizione è apposta o l’eliminazione degli effetti che il negozio ha già prodotto.

Condizione due significati:

1) Clausola condizionale inserita nel contratto

2) Evento dedotto in condizione

Condizione sospensiva: se da essa dipende il prodursi degli effetti. Sospende il momento in cui si

producono gli effetti

Risolutiva: il cessare. Sapere esempi

Quando un negozio non tollera l’apposizione di una condizione: actus legitimus (es negozio di

diritto familiare, matrimonio, eredità)

Dalla condizione così com’è stata definita (conditio facti che dipende dalla volontà delle parti

che sono libere di apporla o meno) si distingue la cd conditio iuris (elemento previsto e stabilito

dalla legge, incidente sull’efficacia del negozio sul quale la volontà delle parti non può influire).

Condizione (in generale) può be:

a. Casuale (avvera mento dipende dal caso o dalla volontà di terzi)

b. Potestativa volontà di una delle parti. Questa volontà corrisponde a un interesse

apprezzabile dalla parte. Condizione considerata valida.

c. Mista se dipende in parte dal caso o dalla volontà di terzi e in parte dalla volontà di una

delle parti

d. Meramente potestativa se consiste in un comportamento della stessa parte obbligata che

può tenere o no a suo arbitrio. No riscontro in termini di interesse. In caso di condizione

meramente potestativa sospensiva: la giurisprudenza tende a non legittimarne l’ingresso

nell’og. L’arbitrarietà tende a rendere nullo il contratto. Risolutiva: tende a considerarla

legittima. Non dissimile dal recesso (c’è parallelismo). Criterio della buona fede e

conservazione.. (art 1356-7-8)

e. Potestativa semplice consiste in un comportamento che, pur essendo volontario, non è

meramente arbitrario compiere o non compiere perché costa qualche sacrificio

! Illiceità e impossibilità della condizione

Illecita: contraria a norme imperative, al buon costume o all’ordine pubblico. Il codice non

adotta una disciplina uniforme per tutti i negozi circa gli effetti della illiceità della causa.

- Negozi mortis causa: la CI si considera come non apposta xk si vuole dare

l’opportunità di attribuire efficacia, il più possibile, alla volontà del testatore.

- Negozi inter vivos : rende nullo il negozio. Perché le parti possono concludere un

nuovo negozio eliminando la condizione illecita mentre nel testamento, dopo la

morte del testatore, non è possibile.

Impossibile: avvenimento irrealizzabile o dal punto di vista naturale o da quello giuridico.

1) Nel testamento (mortis causa) si ha per non apposta

2) Nei contratti (intervivos quindi):

- Se è risolutiva si ha come non apposta

- Se è sospensiva rende nullo il contratto

Questa differenza è perché anche qua si vuol preservare quanto più possibile l’efficacia della

volontà testamentaria.

! Pendenza della condizione

Negozio condizionato: due momenti:

- La fase di pendenza della condizione in cui l’avvenimento non si è ancora verificato

ma può ancora verificarsi. Perdura quindi la situazione di incertezza.

- Avveramento/mancanza della condizione, in tal caso l’incertezza è eliminata perché

l’avvenimento si è avverato o è certo che non potrà avverarsi.

Durante la pendenza della condizione sospensiva il diritto che deriva dal negozio non è ancora

nato, ma vi è la possibilità che esso nasca

Risolutiva: c’è la possibilità che il diritto stesso sia perduto dal titolare

Nel corso della pendenza una delle parti esercita il diritto mentre l’altra parte non lo esercita

ma ha la speranza di divenirne titolare se la condizione si verificherà. Questa parte, se non ha

diritto, ha un’aspettativa. Finzione di avveramento: l’altra parte ha l’onere di comportarsi in

buona fede.???. durante la pendenza chi ha un diritto sottoposto a condizione sospensiva o

risolutiva può anche disporne (chi ha acquistato una cosa sotto condizione sospensiva può ad es

venderla ad altri). Ma è chiaro che gli effetti di quest’ulteriore negozio restano subordinati alla

stessa condizione cui era subordinato il primo. Il periodo di incertezza derivante dalla situazione

di pendenza della condizione può essere temporaneamente delimitato dalle parti le quali

possono stabilire che la condizione rilevi in quanto si avveri entro un certo limite, decorso il

quale la stessa si considererà definitivamente mancata.

! Avveramento della condizione

La condizione si dice avverata quando si verifica l’evento dedotto.

- Retroattività della condizione: Quando la condizione sospensiva si è verificata, si

producono tutte le conseguenze del negozio ossia si considera come se gli effetti si

fossero prodotti dal momento del perfezionamento del negozio. (ex tunc)

- Se la condizione è risolutiva gli effetti si considerano come non mai verificati.

Retroattività reale (gli effetti del nego si considerano verificati o caducati dal momento della

conclusione anche di fronte a terzi) vs retroattività obbligatoria. Retroattività non è un

elemento essenziale, ma costituisce un effetto naturale della condizione: essa si fonda sulla

presunta volontà delle parti, che, quindi, possono stabilire diversamente. L’irretroattività può

dipendere anche dalla natura del rapporto es se si tratta di contratto ad esecuzione continuata.

La retroattività dell’avveramento della condizione non influisce sugli atti di amministrazione

compiuti in pendenza della condizione da colui che esercita il diritto perchè questi atti tendono

alla conservazione della cosa o del diritto condizionato. Condizione unilaterale: prevista

nell’interesse di una sola parte. Due eccezioni a retroattività della condizione:

- Volontà delle parti, che possono disporre diversamente

- Contratti che hanno esecuzione continuata o periodica

! Il termine

Avvenimento futuro e certo dal quale (t.iniziale) o fino al quale (t. finale) debbono prodursi gli

effetti del negozio. Termine determinato (data certa) o indeterminato (quando morirò). Actus

legitimus: non tollerano l’apposizione di termine es istituzione di erede (condizione si).

a. Termine di efficacia del negozio: periodo in cui il rapporto deve produrre i suoi effetti (ti

do casa in locazione dal 30 dic al 30 mar)

b. Termine di adempimento che riguarda il momento in cui l’obbligazione deve essere

eseguita

Anche in relazione al termine si distinguono due momenti:

- Scadenza: al sopraggiungere del termine iniziale si verificano gli effetti del negozio

ma essi non retroagiscono come nella condizione. Al sopraggiungere di quello finale

cessano senza valore retroattivo.

- Pendenza: durante la p il diritto non può essere esercitato perché il termine ha

appunto lo scopo di differirne l’esercizio.

Sono le parti che definiscono l’inizio o la fine della produzione degli effetti nel termine (quindi

efficacia retroattiva perché le parti lo hanno voluto) mentre la condizione non è

necessariamente voluta dalle parti. Il modo

Modo: clausola accessoria che si appone ad una liberalità (istituzione di erede, legato,

donazione) allo scopo di limitarla (limitazione può consistere in un obbligo di fare, dare, non

fare ti lascio in legato un terreno con l’obbligo di non construirci), imponendo un determinato

dovere di condotta o di astensione a carico del beneficiario della liberalità. Onere ha quindi due

significati:

- Uno come sinonimo del termine “modo”

- Uno come comportamento che la parte deve tenere per conseguire un effetto

giuridico a sé favorevole (d soggettivo)

Modo si può apporre solo ai negozi a titolo gratuito

Modo (a diff di 2 non sospende l’efficacia) del negozio vs condizione sospensiva (essa non

produce un obbligo a carico della persona.

! Modo impossibile o illecito

Modo costituisce espressione di un motivo; si applica al modo illecito e a quello impossibile la

disciplina che la legge adotta rispetto al motivo illecito negli atti a titolo gratuito. L’onere

impossibile o illecito sia che si tratti di liberalità intervivos che mortis causa si ha per non

apposto a meno che esso non risulti essere stato il solo motivo determinante

!

Adempimento del modo

Modo: fonte di obbligo giuridico perciò adempimento dell’obbligo che forma oggetto del modo

può essere chiesto da ogni interessato.

! LA MANCANZA DI VOLONTà E LA SIMULAZIONE

Principio generale: Protezione dell’affidamento dei destinatari della dichiarazione

- Dichiarazioni docendi causa: le dichiarazioni di apparente contenuto giuridico ma che

in realtà non corrispondono ad alcuna volontà del soggetto di assumere impegni es

dichiarazione fatte a durante rappresentazione teatrale.

- Riserva mentale: dichiarare intenzionalmente cosa diversa da ciò che si vuole

effettivamente, senz’alcuna intesa con l’altra parte e senza che questa sia in

condizione di scoprire la divergenza. Chi compie la riserva m rimane vincolato perché

essa è irrilevante

! La simulazione

Si considera simulato un contratto, quando le parti pongono in essere l’esteriorità (ossia

destinato a far apparire ai terzi una situazione giuridica determinata che in realtà si sono

accordati di non volere) di una dichiarazione contrattuale al fine di poterla invocare di fronte a

terzi (sebbene si tratti di un atto meramente apparente) ma sono tra loro d’accordo che gli

effetti previsti dall’atto simulato non sono voluti. Conseguentemente i simulanti convengono che

non daranno esecuzione alle prestazioni da esso previste in quanto appunto non dovute.

Accordo simulatorio: intesa tra i simulanti (destinata a restare riservata) che il contratto

ufficiale (simulato) stipulato da loro è fittizio e pertanto inidoneo a realizzare effetti cosicché

la situazione giuridica che dovrebbe sorgere per effetto del contratto è solo apparente, mentre

la situazione reale rimane quella anteriore all’atto.

Causa simulandi: scopo per cui le parti ricorrono alla simulazione.

Simulazione assoluta: se le parti si limitano ad escludere la rilevanza tra loro del

❖ contratto apparentemente stipulato cossiche la situazione giuridica preesistente rimane

immutata

Simulazione relativa: quando le parti concordino che nei loro rapporti interni assuma

❖ rilevanza un diverso negozio che si dice dissimulato, in quanto nascosto dal negozio

simulato. Quindi vogliono modificare la situazione preesistente non già secondo quanto

risulta dal contratto apparentemente stipulato ma secondo quanto da esse concordato

con l’atto dissimulato

- S. relativa dell’oggetto

- S. relativa può dar luogo a un falsa rappresentazione dei soggetti dell’atto:

interposizione fittizia di persona, che ricorre quando il contratto simulato viene

stipulato tra a e b ma entrambi sono d’accordo con c che in realtà gli effetti dell’atto

si verificheranno nei confronti di quest’ultimo.

! Effetti della simulazione tra le parti

1. Se la simulazione è assoluta: proprio perché esiste specifico accordo tra le parti , che

hanno convenuto di stipulare un contratto (apparente)senza però considerarsi vincolate

dalle relative conseguenze giuridiche, la legge concede rilevanza all’accordo simulatorio

quindi il negozio simulato è nullo. Quest’azione mira semplicemente a far constatare dal

giudice quale sia l’effettiva situazione giuridica esistente tra le part. È azione di mero

accertamento

2. Se è relativa: il contratto simulato (quello che funge da copertura del dissimulato, il

reale) è nullo per i motivi di sopra mentre quello dissimulato può avere effetti se e solo

se sussistono i requisiti di forma (se ad es si tratta di vendita di immobile ci deve essere

forma scritta) e sostanza (se ad es si tratta di donazione è impossibile quella di beni

futuri)

L’azione tendente all’accertamento della simulazione e dunque dell’inefficacia del contratto

simulato, è imprescrittibile (diritti che anche se non li eserciti per molto non si estinguono)

mentre le azioni volte a ottenere l’adempimento del contratto dissimulato sono prescrittibili.

!

Effetti della simulazione rispetto ai terzi

I terzi interessati a svelare la simulazione: i 3 estranei al contratto simulato, qualora

pregiudicati, possono farne accertare l’inefficacia. Es i creditori di tizio, simulato alienante,

possono fare dichiarare la simulazione e la sua inefficacia, della finta vendita allo scopo di

aggredire il bene del loro debitore solo apparentemente uscito dal patrimonio di quest’ultimo.

I terzi che acquistano diritti dal titolare apparente. In base al principio della tutela

dell’affidamento: La simulazione non può essere opposta né dalle parti contraenti né dagli

aventi causa o dai creditori del simulato alienante, ai terzi che in buona fede hanno acquistato

diritti dal titolare apparente. Es se a vende a b una casa con contratto simulato e b la rivende a

c che in buona fede (con normale diligenza) non si è accorto che b non era il vero proprietario, a

non può opporre a c di essere il vero proprietario e perderà il suo diritto che aveva

incautamente intestato a b.

La prova della buona fede la buona fede si presume (art 1147). Quindi spetta a chi vuole opporre

la simulazione fornire la prova che il terzo non era in BF

! Effetti della simulazione nei confronti dei creditori

I creditori del simulato alienante possono far accertare la simulazione che pregiudica i loro

diritti e, facendo prevalere la realtà sull’apparenza, agire sui beni dei quali il loro debitore si è

solo apparentemente spogliato.

Creditori di colui che appare acquirente del negozio simulato?

1) La simulazione è inopponibile al creditore che abbia acquistato un diritto reale di

garanzia (pegno o ipoteca) sui beni che hanno formato oggetto dell’apparente

alienazione. Quindi se a vende a b casa poi b la concede in ipoteca al suo creditore c, a

non potrà opporre a c (se era in buona fede) che egli ha acquistato l’ipoteca a non

domino perché non può opporgli che la vendita da lui fatta a b era simulata (era in

BUONA FEDE).

2) La simulazione è inopponibile ai creditori del simulato acquirente che abbiano già

compiuto in buona fede atti di esecuzione sui beni oggetto dell’acquisto simulato. Quindi

se io vendo simulatamente una casa a b che p imprenditore, se poi va in fallimento non

posso opporre la simulazione alla massa di creditori suoi.

3) La simulazione è opponibile ai creditori chirografari (non muniti di garanzia reale) che

non abbiano ancora avviato un procedimento esecutivo sui beni simulatamente acquistati

dal loro debitore. Quindi venditore simulato potrà agire per l’accertamento della

simulazione e conseguente inefficacia del trasferimento che sarà opponibile ai creditori.

La prova della simulazione

La simulazione si regge sulla riservatezza dell’accordo simulatorio e perciò pone un rilevante

problema di prova dell’intesa simulatoria stessa. La deduzione della simulazione implica

l’allegazione di patto contrario al contenuto di un documento : chi agisce per l’accertamento

della simulazione afferma l’esistenza dell’accordo simulatorio ossia del patto volto a negare /

modificare gli effetti del contratto documentato.

- Caso in cui ad agire per l’accertamento sia una della parti contraenti: colui che

alleghi che un certo contratto da lui stipulato è simulato , dovrà produrre la

controdichiarazione scritta o cmq un atto scritto nel quale la parte convenuta in

giudizio dia atto della simulazione. Le parti del contratto simulato possono dar prova

della simulazione con ogni mezzo nel caso in cui intendano far valere l’illiceità del

negozio dissimulato.

- I terzi invece hanno ampia libertà di prova

! Negozio indiretto e negozio fiduciario

a. Negozio simulato vs atti in frode (gli effetti negoziali sono voluti seppure cin un intento

di frode mentre in 1 no)

b. Negozio simulato vs negozio fiduciario dove un soggetto (fiduciante) trasferisce senza

corrispettivo ad un fiduciario la titolarità di un bene ma con il patto che l’intestatario

userà e disporrà del bene in conformità alle istruzione che il fiduciante gli ha dato. Qui le

parti vogliono effettivamente che il fiduciario acquisti la titolarità ma al contempo che la

utilizzi nell’interesse del fiduciante mentre nel simulato non vogliono effetti.. negozio

fiduciario non è regolato dal codice civile ma è consentito nell’ambito della generale

autonomia contrattuale.

c. Negozio simulato vs negozio indiretto dove un x effetto giuridico non viene perseguito

direttamente ma viene conseguito mediante una via traversa, ponendo in essere atti

tipicamente diretti ad altri effetti,ma che grazie all’inserimento di apposite clausole o

per mezzo della combinazione di più negozi, realizzano egualmente il risultato pratico

perseguito dalle parti o uno simile. Negozio è posto in essere per uno scopo pratico

diverso da quello tipico.. quindi mentre in 1 le parti si accordano per escludere gli effetti

dell’atto, in quello indiretto il nego è realmente voluto sebbene poi le parti si prefiggano

scopi ulteriori (indiretti) rispetto a quelli normali dell’atto posto in essere.

TRUST pag 621-622

! INVALIDITà ED EFFICACIA DEL CONTRATTO

Atto è invalido se:

1) Carente dei presupposti o requisiti della legge

2) Se i limiti imposti alla libertà negoziali dei privati sono oltrepassati

3) Se il procedimento formativo della volontà individuale è affetto da anomalie

Invalidità (affetto da vizi che lo rendono inidoneo ad acquistare pieno valore giuridico): nullità e

annullabilità (inesistenza non è contemplata dal codice)

Importante distinzione concettuale tra validità (ed efficacia (concreta idoneità del negozio a

produrre gli effetti ai quali è preordinato). Non necessariamente un negozio efficace è anche

valido (un testamento prima della morte del testatore) op un negozio invalido può essere

efficace (es contratto annullabile, produce i suoi effetti fin quando viene annullato dalla

sentenza). Di solito però negozio valido è anche efficace. Inefficacia può essere :

a) Originaria (deriva dall’apposizione di condizioni o termini)

b) Successiva (dipende dall’impugnativa di una delle parti o terzi)

! La nullità

Negozio nullo: invalido e inidoneo, proprio per la sua “nullità” a produrre in alcun modo gli

effetti ai quali –nell’intenzione delle parti- è orientato. Il codice civile non specifica, in via

generale, che cosa comporta tale qualificazione anche se qualifica spesso un negozio come

nullo. Un atto si dice nullo quando, a prescindere dalla causa della nullità, ossia dal vizio che la

determina, va valutato come inidoneo a produrre i suoi effetti tipici.

!

Le cause di nullità del contratto

Ossia i vizi ritenuti così gravi da determinare una condanna d inidoneità dell’atto a produrre gli

effetti cui tende. Dal punto di vista del d privato, la nullità è la più grave delle sanzioni che

possono colpire un negozio, xk ne elide totalmente gli effetti. Le cause di nullità si possono

raggruppare in 3 categorie:

1. Specifica comminatoria di nullità di un det tipo di contratto contenuta in una norma di

legge: in questo caso si parla di nullità testuale perché la qualificazione in termini di

nullità è espressamente sancita dalla legge. Qui riconoscimento della nullità è agevole

perché la legge descrive la fattispecie negoziale colpita da invalidità in quanto

disapprovata dall’ordinamento e ne afferma testualmente la nullità

2. Mancanza o vizio di uno degli elementi essenziali: nullità strutturali xk affettano

intrinsecamente l’atto di autonomia che risulta viziato perciò non può produrre gli effetti

3. Infine atto è nullo quando vs norme imperative, quand’anche la nullità dell’atto non sia

espressamente prevista da una specifica norma: nullità virtuale, che è contrapposta a 1

xk la legge non descrive un tipo negoziale disapprovato.

!

Nullità parziale e sostituzione di clausole

Il vizio che determina la nullità può investire l’intero negozio (nullità totale) ovvero soltanto una

o più clausole dell’atto (nullità parziale). In questo caso il contratto è travolto dalla nullità ossia

se risulta (dalla volontà comune delle parti) che la parte invalida doveva considerarsi essenziale,

per cui senza di essa l’atto non sarebbe stato posto in essere. Se invece il contratto, sebbene

amputato delle clausole nulle, può continuare a svolgere una funzione apprezzabile, che possa

essere reputata coerente con gli intenti delle parti, l’atto rimane valido per la parte non colpita

da nullità. Sostituzione automatica di clausole: quando è il legislatore che prevede

automaticamente la sostituzione di clausole invalide con clausole “imposte” e in questo caso la

nullità delle singole clausole non intacca il resto del negozio.

! L’azione di nullità

Negozio nullo: non produce effetti giuridici. Ma questo non vuol dire che non possa essere

eseguito. Può accadere che un atto valido ed efficace non venga eseguito (il mio fornitore tarda

a recapitarmi la merce) cosi come viceversa un atto nullo ed inefficace può essere stato in toto

o in parte attuato. Naturalmente ciascuna delle parti ha diritto alla restituzione della

prestazione eseguita in attuazione di un contratto nullo (ripetizione dell’indebito). Qualora si

voglia chiedere restituzione di prestazione effettuata in esecuzione di atto nullo o rifiutare

esecuzione della prestazione assumendo che sia nullo il negozio che la prevede, è necessario

rivolgersi al giudice per far accertare e dichiarare la nullità del negozio in questione. azione di

nullità caratteristiche:

1) Imprescrittibile (azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione, mentre

azione di annullamento si) quindi si può fare sempre.

2) È esclusa qualsiasi sanatoria del negozio: il nego nullo non può essere convalidato.

3) L’azione di nullità è un’azione di mero accertamento in quanto la sentenza che abbia ad

accogliere la domanda non modifica la situazione giuridica preesistente (negozio era già

nullo ed inefficace prima dell’accertamento giudiziale e tale rimane) limitandosi ad

accertare in modo non più controvertibile che il nego è nullo

4) La legittimazione attiva a far valere la nullità del nego è riconosciuta a chiunque vi abbia

interesse (le parti o un terzo estraneo al contratto purchè provi il suo interesse ad

ottenere l’accertamento che il negozio è nullo ossia quale concreto vantaggio giuridico

potesse avere)

5) La nullità di un atto può essere rilevata d’ufficio dal giudice al contrario della

annullabilità. Cioè in assenza di domanda in tal senso dell’altra parte. Questo è una

deroga del principio dispositivo che dice che il giudice può emettere pronunce solo a

condizione che una parte gliene abbia fatta esplicita richiesta. Se non fosse prevista, il

giudice si troverebbe a volte a pronunciare una sentenza che faccia produrre effetti ad

un contratto riprovato dalla legge. !

La conversione del contratto nullo

Il contratto nullo non può produrre gli effetti anche se a volte può attuarsi un fenomeno di

limitazione o trasformazione di quanto pattuito e quindi l’atto di autonomia può produrre alcuni

effetti. (conversione). Presupposti:

1. Che sia stato stipulato un contratto nullo, come tale inidoneo a produrre gli effetti tipici

2. Che tuttavia quel contratto, sebbene nullo, presenti tutti i requisiti sia di forma che di

sostanza (contenuto) di un contratto diverso da quello realmente posto in essere

3. Che sia possibile ritenere che le parti, qualora al momento della conclusione del

contratto nullo fossero state consapevoli della nullità, avrebbero allora accettato di

concludere in luogo del primo, quel diverso contratto che sarebbe stato valido. Questo

presupposto è difficile perché riguarda una volontà ipotetica dovendosi dimostrare non

qualcosa di realmente accaduto, bensì quanto le parti avrebbero potuto volere se fossero

state a conoscenza della nullità.

4. Che il vizio che affetta il contratto non ne comporti l’illiceità


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mrstedde

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mrstedde di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Sartori Filippo.

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