Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

luogo ad un incremento del capitale sociale nominale ma non del capitale sociale reale. La contrav-

l’acquirente-contrav-

venzione a questo divieto tuttavia non rende nulla la sottoscrizione ma obbliga

ventore a liberarle. Il principio vale anche nel caso di sottoscrizione indiretta.

 La società ha la possibilità di comprare le proprie azioni, anche se i pericoli nei confronti del patri-

monio, dell’organizzazione societaria e del mercato dei titoli permangono: infatti ci sono precise con-

dizioni: le somme impiegate nell’acquisto non possono eccedere l’ammontare degli utili distribuibili

a. e delle riserve disponibili;

b. le azioni devono essere integralmente liberate;

l’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea

c. ordinaria;

d. per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il valore nominale delle

azioni acquistate non può superare del capitale sociale totale.

Nel caso in cui la società procedesse all’acquisto di azioni proprie contravvenendo a queste condizioni,

non sussisterebbe la nullità del relativo acquisto, ma esporrebbe gli amministratori a sanzioni penali e

in più le suddette azioni dovranno essere vendute entro un anno, altrimenti la società dovrà procedere

al loro annullamento. La stessa disciplina vale per gli acquisti indiretti. Deroghe nel caso in cui il

trasferimento fosse gratuito; fosse per effetto di successione universale, fusione o scissione; o in caso

di esecuzione forzata per il soddisfacimento di un credito.

C’è una disciplina speciale per la gestione delle azioni proprie, con il fine di evitare indebite posizioni di

vantaggio da parte dell’amministrazione. I diritti di voto e gli altri diritti amministrativi sono sospesi. Tuttavia

nelle società chiuse, le azioni proprie sono sempre computate ai fini del calcolo dei quorum assembleari; nelle

società che fanno ricorso al capitale di rischio, le azioni proprie sono computate solo ai fini del calcolo del

quorum costitutivo non invece del quorum deliberativo (= disciplina delle azioni a voto sospeso).

Gli amministratori non possono disporre delle azioni senza l’intervento dell’assemblea.

Disciplinata dalla legge c’è l’assistenza finanziaria per l’acquisto o la sotto-

Altre operazioni. (ossia, prestiti)

scrizione di azioni proprie e l’accettazione di azioni proprie in garanzia. Per evitare che gli amministratori

pongano in essere simili operazioni per rafforzare la loro posizione di potere, i prestiti dovranno sempre essere

autorizzati dall’assemblea ordinaria che dovrà prendere visione di una relazione in cui si verificano anche le

La contravvenzione all’autorizzazione assembleare

condizioni di mercato. è un limite legale al potere di rap-

presentanza degli amministratori (e quindi è opponibile a tutti i terzi) e rende il prestito valido ma inefficace.

c’è un divieto

Nel caso delle garanzie, che rende nulli i contratti relativi posti in violazione.

***

Pag. 20 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

nella società per azioni: l’assemblea dei soci

Il sistema di corporate governance

Competenze. La sua funzione è quella di formare la volontà della società nelle materie assegnate dalla legge

o dall’atto costitutivo, secondo il principio maggioritario e vincola tutti i soci. Si divide in ordinaria e straor-

dinaria e i quorum sono differenti. Le competenze di quella ordinaria:

1. approvare il bilancio;

2. nominare e revocare amministratori e sindaci;

3. decidere il compenso di amministratori e sindaci;

4. deliberare sulla responsabilità di amministratori e sindaci;

5. decidere su altri oggetti previsti da legge o atto costitutivo;

6. approvare eventuale regolamento assembleare.

Le competenze di quella straordinaria:

1. modificare lo statuto;

2. nominare, sostituire i poteri dei liquidatori;

3. decidere su altri oggetti assegnati da legge o atto costitutivo.

Alcune competenze di solito peculiari dell’assemblea che tramite l’atto costitutivo

straordinaria possono es-

sere assegnate agli amministratori (ad esempio: fusione tra società controllante e controllata secondo gli artt.

2505 e 2505-bis).

Se le azioni emesse dalla società sono ordinarie, non ci sono assemblee speciali.

L’organo amministrativo ha il compito di convocare l’assemblea dei soci.

Il procedimento. La convocazione

è obbligatoria:

almeno una volta l’anno, in ogni caso entro i 120 giorni prima della chiusura dell’esercizio;

1.

2. quando lo richiedano soci che raggiungono 1/10 del capitale sociale (1/20 nelle società che fanno

ricorso al capitale di rischio).

rimangono inerti, l’onere slitta sui sindaci: se anche essi rimangono inerti la convoca-

Se gli amministratori

zione viene ordinata con decreto del tribunale.

Nelle società quotate, 1/40 dei soci che rappresenta il capitale sociale può chiedere per l’integrazione dell’or-

su argomenti predisposti dall’organo

dine del giorno: tuttavia né integrazione né convocazione sono concesse

amministrativo e sui quali l’assemblea deve deliberare.

L’organo sindacale ha il compito di convocare l’assemblea dei soci quando:

1. la convocazione sia obbligatoria e gli amministratori rimangono inerti;

viene a mancare l’organo amministrativo;

2. –

3. ritenga che il chairman abbia commesso fatti di rilevante gravità nella gestione previa comunica-

zione allo stesso chairman. differenziano a seconda dell’azionariato della società:

Le formalità per la convocazione. Si Pag. 21 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

 

nelle società non quotate avviso sulla GU (o altro quotidiano indicato dallo statuto), 15 giorni prima

dell’adunanza. Per le società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio (chiuse), convo-

cazione può essere trasmessa tramite raccomandata 8 giorni prima;

 – stesse forme per l’inte-

nelle società quotate avviso sul sito internet della società 30 giorni prima

grazione chiesta dalla minoranza.

L’ordine del giorno (“ODG”) ristringe il campo di competenza dell’assemblea: sono concesse le delibere pro-

pedeutiche o necessarie per lo scioglimento e decisione dei singoli punti previsti.

l’assemblea dei soci è costituita quando sia rappresentato l’intero

Anche senza convocazione, capitale sociale

e la maggioranza degli organi amministrativo e di controllo c.d. assemblea totalitaria.

Costituzione dell’assemblea. Si definisce quorum costitutivo quella quantità minima di capitale sociale pre-

sente all’assemblea dei soci per far sì che questa sia –

regolarmente costituita non viene calcolata quella fetta

di capitale sociale rappresentato da azioni senza voto; si definisce quorum deliberativo quella quantità minima

di capitale sociale votante a favore per far sì che una proposta venga approvata non viene calcolata quella

fetta di capitale sociale rappresentato da azioni rispondenti a soggetti in conflitto di interesse e ai quali sia

occasionalmente sospeso il voto.

Assemblea ordinaria di tutte le S.p.A.:

 

prima convocazione metà del capitale sociale con diritto di voto e voto favorevole della maggio-

ranza votante;

 

seconda convocazione nessun quorum costitutivo e voto favorevole della maggioranza votante.

Assemblea straordinaria di società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio:

 

prima convocazione maggioranza del capitale sociale e voto favorevole della maggioranza del

capitale sociale;

 

seconda convocazione più di 1/3 capitale sociale e voto favorevole dei 2/3 dei presenti.

Assemblea straordinaria di società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio:

 

prima convocazione metà del capitale sociale e voto favorevole dei 2/3 dei presenti;

 

seconda convocazione più di 1/3 capitale sociale e voto favorevole dei 2/3 dei presenti.

Per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, la pluralità di convocazioni è diventata

in cui nell’assemblea

opzionale: se lo statuto nulla prevede, il sistema è a convocazione unica ordinaria il

quorum deliberativo è la maggioranza dei presenti in assemblea; mentre in assemblea straordinaria il quorum

2/3 dei presenti all’assemblea.

costitutivo è il 20% del capitale sociale e quello deliberativo sono i

Il diritto di intervento e il diritto di voto. Hanno un rapporto strumentale: generalmente i soci che non

dispongono del diritto di voto non hanno diritto di intervento in assemblea, infatti ad esempio, gli azionisti

delle azioni di risparmio non hanno diritto di intervento in quanto sprovvisti di diritto di voto. Eccezion fatta

per gli azionisti a voto sospeso: loro avranno diritto di intervento. Nelle società che non fanno ricorso al mer-

il diritto di voto deve essere presente il giorno stesso dell’assemblea –

cato del capitale di rischio, e lo statuto

Pag. 22 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

può disporre circa l’opportunità o meno di alienare azioni in prossimità dell’assemblea. Invece, nelle società

che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il diritto di voto deve sussistere il settimo giorno feriale

prima dell’assemblea stessa. Nel frattempo le azioni possono essere cedute. Tuttavia, nel caso ciò si verificasse,

ad avere diritto di intervento (ed eventualmente di voto) in assemblea, non sarà l’acquirente-nuovo socio, ma

chi socio non è più. Se lo statuto lo prevede, è possibile che ci possa essere una partecipazione tramite via

elettronica o per corrispondenza.

La rappresentanza in assemblea. Gli azionisti possono farsi rappresentare in assemblea, questo istituto aiuta

particolarmente i piccoli azionisti ad essere attivi nella vita della società. La delega deve essere per iscritto con

nome del rappresentante specificato (il rappresentato deve avere, ovviamente, diritto di voto). Nelle società

chiuse, al massimo possono essere rappresentati da una persona 50 soci, nelle società aperte 200. La delega

può solo essere conferita per singole assemblee e non può essere generale.

Per le società quotate sono state semplificate una serie di misure:

 la delega è possibile anche per via elettronica;

 la società offre gratuitamente un servizio di delega dei voti;

 non ci sono più limiti numerici alle deleghe.

Inoltre le società quotate hanno a disposizione due istituti che agevolano la raccolta delle deleghe:

a. la sollecitazione è una richiesta di conferimento deleghe da parte di un soggetto a più di 200 azionisti

su specifiche questioni e raccomandazioni. Di nuovo: la delega può avere ad oggetto solo singole

assemblee e non può essere in bianco;

b. la raccolta di deleghe è la richiesta di conferimento deleghe da parte di associazioni di azionisti: il

fine è quello di agevolare l’esercizio di una volontà già organizzata. Non costituisce sollecitazione

L’associazione deve essere

quindi questo istituto non deve sottostare a nessun obbligo di pubblicità.

composta da almeno 50 persone fisiche. ***

Pag. 23 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

l’invalidità

Il conflitto di interessi e delle deliberazioni

L’unico limite al diritto di voto di cui tutti i soci dispongono, è proprio l’interesse sociale: un socio non può

votare in modo arbitrario sapendo di ledere gli interessi della propria società. Questo sia che si intenda un

sia che si intenda un interesse superiore dell’im-

interesse diretto dei soci a guadagnare, teoria contrattuale,

presa sociale, teoria istituzionale. In ogni caso, è in conflitto di interessi chi, in una delibera, ha interessi

l’attuale articolo 2373 cc

contrastanti con quelli della società. Inoltre, non dispone più che il socio in conflitto

di interessi debba astenersi, tuttavia è necessario che:

 il voto del socio in conflitto di interessi non sia determinante, c.d. prova di resistenza;

 la delibera approvata non leda gli interessi della società, c.d. danno potenziale.

Inoltre il codice prevede due ipotesi tipiche da conflitto di interessi e vieta il voto dei soggetti interessati;

a. delibera circa la responsabilità degli amministratori;

b. delibera di nomina, compenso e revoca dei revisori soci componenti del consiglio di gestione.

Nel caso in cui invece la maggioranza approvi una delibera che pregiudichi solo i diritti della minoranza,

considerato che non si delinea il conflitto di interessi, l’articolo 2373 cc non potrà essere usato: tuttavia, la

delibera sarà egualmente annullabile secondo il principio di correttezza e buona fede. Stesso principio si ap-

anche all’abuso del diritto di voto, fermo restando che l’autorità giudiziale non potrà valutare il metodo

plica

della decisione e che la delibera sia arbitraria e fraudolenta nei confronti di certi soci. Identico principio per

l’abuso della minoranza.

Le deliberazioni assembleari invalide. Possono essere invalide deliberazioni che soffrono pregiudizi proce-

durali oppure pregiudizio sostanziali. Nel codice del 1942, la nullità delle delibere era solo quando esse aves-

sero oggetto illecito o impossibile. La giurisprudenza, per bypassare questa angusta disciplina, aveva creato la

categoria delle delibere inesistenti, oggi non considerata dalla dottrina. Con la riforma del 2003 si ribadisce

che il regime dell’invalidità è l’annullabilità. Sono annullabili le delibere:

che abbiano visto la partecipazione all’assemblea di persone non autorizzate;

a.

b. che siano state prese con voti non autorizzati o abbiano subito un erroneo conteggio dei voti;

in cui il verbale sia incompleto tanto da impedirne l’accertamento del contenuto.

c.

Legittimati a questo processo sono tutti i soci dissenzienti, non partecipanti, amministratori, sindaci. Il termine

Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, legittimati all’im-

di decadenza è di 90 giorni.

pugnativa sono gli azionisti che rappresentino 1/1000 del capitale sociale; nelle altre il 5% del KS. Per addol-

cire questo limite così forte, il legislatore prevede che in capo ai soci che non siano legittimati a chiedere

l’annullamento, il diritto al risarcimento per i pregiudizi subiti. Il procedimento avviene nel tribunale circon-

l’azione non comporta la sospen-

dariale e i soci devono dimostrare di avere il numero di azioni sufficiente:

sione della delibera che tuttavia può essere chiesta. Entrambi i provvedimenti andranno annotati sul registro

L’eventuale annullamento della delibera obbliga gli amministratori a prendere provvedimenti,

delle imprese. Pag. 24 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

tuttavia rimangono salvi i diritti dei terzi acquisiti in buona fede. La delibera inficiata può essere sanata e la

sanatoria ha effetto retroattivo: il giudizio in merito si dovrà bloccare.

Sono invece nulle le delibere:

a. che abbiano oggetto illecito (solo contro norme imperative) od impossibile;

per le quali non sia stata convocata l’assemblea;

b.

c. per le quali non sia stato redatto il verbale.

Come per il diritto civile, la nullità può essere fatta valere da chiunque ne abbia interesse e la decadenza è

dell’assemblea e non-redazione

fissata a 3 anni per la non-convocazione del verbale: per le delibere che ab-

biano oggetto illecito od impossibile, non ci sono limiti di tempo. Tuttavia, anche in questo caso è prevista una

sanatoria con effetto retroattivo, nel caso l’assemblea prenda una delibera legittima che sostituisca quella infi-

per i quali l’azione

ciata. Vi sono anche dei casi speciali di nullità ha un differente termine di decadenza:

a. in caso di aumento del capitale sociale, riduzione del capitale sociale, emissione di obbligazioni: il

anche per illiceità dell’oggetto e in caso di mancata convocazione, 90 giorni.

termine è di 180 giorni, all’aumento

b. nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, del capitale sociale, nel

momento in cui anche solo parzialmente i soci abbiano adempiuto ed eseguito, se l’esecuzione è stata

registrata, la delibera non è più impugnabile. Lo stesso principio vale per parziale esecuzione della

riduzione del capitale sociale e di emissione di obbligazioni;

approvazione del bilancio di esercizio non può essere impugnata dopo l’approvazione

c. una delibera di

del successivo bilancio di esercizio. ***

Pag. 25 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

Struttura e funzioni dell’organo amministrativo nella società per azioni

Nel sistema tradizione, una società non quotata può avere sia un solo amministratore, sia un consiglio di am-

ministrazione; al contrario le società quotate devono avere un consiglio di amministrazione con almeno un

amministratore nominato dalla minoranza e un amministratore indipendente. È possibile anche la previsione

All’organo amministrativo è affidata in via

di uno o più amministratori delegati, ossia con deleghe esecutive.

esclusiva la gestione della società le sue competenze sono:

dell’attività sociale;

1. il generale potere gestorio

2. la rappresentanza generale;

l’impulso dell’attività;

3.

4. la tenuta delle scritture contabili;

5. la generale prevenzione di atti contro gli interessi della società;

l’impegno a prevenire

6. la commissione dei reati (c.d. procedura 231).

Queste competenze non sono affidate all’organo amministrativo dai soci o dall’atto costitutivo, ma sono affi-

date dalla legge. Infatti, relativamente a queste competenze, gli amministratori sono autonomi e responsabili

L’assemblea invece è un organo c.d.

personalmente verso soci, creditori e terzi. irresponsabile: infatti questa

non può impartire direttive vincolanti agli amministratori caso mai per certe decisioni previste dallo statuto

sarà necessaria un’autorizzazione assembleare, ma anche in questo caso non si sostituisce agli amministratori.

L’attività collegiale. L’attività deliberativa è esercitata collegialmente, sia per quanto riguarda la gestione, sia

per quanto riguarda i poteri dei singoli amministratori. Al contrario, la rappresentanza viene esercitata singo-

larmente da ogni amministratore. Una sintesi invece è il ruolo di controllo: spetta sia all’organo, collegial-

mente, sia ai singoli amministratori, individualmente. Il quorum costitutivo è la maggioranza del CDA, il quo-

rum deliberativo è il voto favorevole della maggioranza presente. Le delibere consiliari sono invalide quando

prese violando la legge o lo statuto: sono legittimati gli amministratori dissenzienti, astenuti o assenti e la

decadenza è di 90 giorni (come per le delibere assembleare nulle per mancata convocazione, relativamente

all’aumento o riduzione del bilancio e all’emissione delle obbligazioni).

cessazione dell’incarico. tramite l’atto costitutivo, i succes-

Nomina e I primi amministratori sono nominati

sivi sono nominati dall’assemblea. Possono essere previsti dei poteri speciali di nomina a favore dello Stato e

di altri enti pubblici. Uno dei metodi più utilizzati è il voto di lista secondo un principio proporzionale, è un

modo per assicurare alla minoranza almeno un amministratore: infatti, dovrà esserci almeno un amministratore

facente parte della lista di minoranza che ha preso più voti. In più, secondo la nuova legislazione, il genere di

sesso meno rappresentato deve avere almeno 1/3 degli amministratori. Specifici requisiti di onorabilità sono

sono l’interdizione, l’inabilitazione,

riservati agli amministratori di società quotate. Cause di incompatibilità

il fallimento. Generalmente in ogni consiglio di amministrazione, un amministratore deve essere indipendente

– nelle società quotate un amministratore deve anche essere esponente della minoranza. dell’incarico

Il mandato dura per tre esercizi massimi, dopodiché sono rieleggibili. Cause di cessazione sono:

Pag. 26 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

1. revoca decisione presa liberamente in ogni momento, salvo risarcimento del danno;

2. dimissioni da parte degli amministratori stessi;

3. decadenza nel momento in cui sopraggiunga una causa di incompatibilità;

4. morte.

La regola generale è che gli amministratori rimangono in carica fino a quando non vengano sostituiti, c.d.

Le dimissioni, d’altro canto, nel caso in cui rimanesse in carica la maggioranza, hanno

regime di prorogatio.

effetto immediato dopo notifica al CDA e al presidente del collegio sindacale. Regole più precise nel caso

in cui il regime di prorogatio non sia applicabile e quindi gli effetti della cessazione della carica non possano

essere differiti per motivi strutturali (morte, decadenza, dimissioni della minoranza):

 nel caso in cui rimanga la maggioranza degli amministratori, i rimanenti continueranno ad esercitare

fino alla successiva convocazione dell’assemblea;

le proprie funzioni più le funzioni dei cessati

 i rimanenti convocheranno l’assemblea

nel caso in cui rimanga la minoranza degli amministratori,

ordinaria per la sostituzione;

 sindacale convoca l’assemblea,

nel caso in cui manchino tutti gli amministratori, il collegio con ur-

genza, e nel frattempo può compiere atti di ordinaria amministrazione.

L’attività amministrativa dei componenti del CDA o del relativo organo

Compenso degli amministratori.

deve essere retribuita ed il compenso viene stabilito nell’atto di nomina. Per gli amministratori con deleghe

esecutive, il compenso è stabilito dal CDA. La società, tuttavia, può limitare i compensi degli amministratori:

 può stabilire un piano complessivo di remunerazione cui attenersi;

 nelle società con azionariato diffuso tra il pubblico, la retribuzione che comprenda azioni o altri stru-

dall’assemblea

menti finanziari deve essere approvata ordinaria:

 nelle società quotate, il CDA approva e trasmette agli azionisti un piano di remunerazione, due le parti:

a. la prima illustra la politica della società in materia di remunerazione dei titolari;

l’effettivo riparto dei compensi.

b. la seconda

L’assemblea è chiamata a votare esclusivamente sul primo documento: il voto, tuttavia, non è vinco-

lante.

Gli amministratori non possono essere soci illimitatamente responsabili in altre società né esercitare un’attività

concorrente per conto proprio.

Interessi degli amministratori e conflitto di interessi. Ogni amministratore che abbia un interesse, non ne-

cessariamente in conflitto con quello della società:

a. deve darne notizia agli altri amministratori e al collegio sindacale;

b. se è AD deve astenersi dalla delibera;

c. in qualsiasi caso, il CDA dovrà rendere conto della sua decisione.

Pag. 27 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

Nel caso in cui l’amministratore violi uno di questi obblighi di trasparenza risponderà personalmente delle

perdite derivate all’azienda anche dovute all’utilizzazione a vantaggio proprio dell’amministratore di notizie e

informazioni ricevute in forza del suo ruolo.

Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio ci sono due procedure più rigorose:

 

operazioni ordinarie prima della delibera, deve essere raccolto il parere di un comitato composto

da amministratori non correlati, non esecutivi ed in maggioranza indipendenti: il parere non è vinco-

lante però la società, trimestralmente, dovrà rendere conto dei pareri negativi che ha ottenuto e che,

secondo proprie valutazioni, ha ignorato ai fini della delibera;

 

operazioni straordinarie già dalla fase istruttoria e di negoziazione, deve raccogliersi il parere di

tutto indipendente e non correlato: se il parere è negativo, la decisione circa l’affare in

un comitato ordinaria senza il voto contrario della maggioranza dei soci

corso dovrà essere presa dall’assemblea

non correlati.

L’amministratore delegato. Il consiglio di amministrazione per praticità ed efficienza, può delegare ad uno

o più amministratori definite deleghe esecutive, competenze entro le quali gli amministratori delegati hanno

potere fuori e dentro la società. Si sostiene tuttavia che le deleghe siano competenze concorrenti che non si

sostituiscono a quelle del consiglio di amministrazione inteso collegialmente. Sono organi unipersonali e pos-

sono agire disgiuntamente o congiuntamente. Non possono essere delegati:

a. la redazione del bilancio;

b. potere di aumentare il KS ed emettere obbligazioni;

c. gli adempimenti a carico degli amministratori in caso di riduzione obbligatorie del capitale sociale per

perdite;

d. la redazione dei progetti di fusione e scissione.

Gli organi delegati hanno il dovere di informare adeguatamente e periodicamente ed al collegio sindacale tutto

quello che compiono circa l’attività amministrativa e contabile dell’attività di impresa.

.

La rappresentanza degli amministratori La rappresentanza per essere spiegata e compresa deve svilup-

parsi su questi quattro punti fondamentali:

1. la pubblicità;

2. il rapporto scisso e dissociato tra gestione e rappresentanza;

3. atti inopponibili ai terzi;

4. atti opponibili ai terzi.

La rappresentanza è la capacità dell’amministratore di saper obbligare la società tramite la sua opera: è il potere

di agire nei confronti di terzi. È potere generale che si esercita personalmente e non collegialmente. In presenza

di un CDA, deve essere evidenziato nello statuto chi ha poteri di rappresentanza e chi no: se i soggetti che

Pag. 28 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

hanno poteri di rappresentanza sono più di uno, deve essere chiaro se questi li esercitano disgiuntamente o

congiuntamente. quest’ultimo

Il potere di rappresentanza va tenuto distinto dal potere di gestione: è delegato a tutto il CDA, è

esercitabile collegialmente e riguarda i rapporti interni alla società; mentre il primo è delegato ad uno o più

amministratori, è esercitato congiuntamente o disgiuntamente da uno o più amministratori e riguarda i rapporti

esterni. Sono anche poteri che si dimostrano dissociati quando, ad esempio, sia necessaria una delibera assem-

l’amministratore decide di agire e portare a termine quell’af-

bleare per una certa decisione di gestione e però

fare senza la delibera del CDA che era necessaria: l’atto portato a termine dall’amministratore non sarà oppo-

nibile ai terzi in buona fede. In questo caso c’era potere di rappresentanza che, appunto sussiste generalmente,

ma non sussisteva quello di gestione.

Gli atti inopponibili ai terzi in buona fede sono i seguenti:

quando ci sia invalidità nell’atto di nomina dell’amministratore;

a. quando l’amministratore agisca violando i limiti dei poteri a

b. lui assegnati dalla società, anche se ne è

stata data pubblicità;

quando l’amministratore agisca – ossia il suo raggio d’azione sia andato oltre quello dell’og-

c. ultra vires

getto sociale della società. dall’amministratore contravvenendo ai limiti

Gli atti opponibili ai terzi in buona fede sono quelli compiuti

legali a lui imposti. Ad esempio: amministratore unico/delegato che stipuli un atto in conflitto di interessi; o

assuma partecipazioni in una società a responsabilità illimitata; o acquisti materiali o servizi senza le relative

e necessarie autorizzazioni dell’assemblea.

La responsabilità degli amministratori. Può configurarsi nei confronti:

1. della società;

2. dei creditori;

3. di terzi o soci.

L’amministratore che tramite sua azione, nell’operato del suo

Società. incarico, abbia provocato un danno alla

società (di qualsiasi genere) venendo meno al suo obbligo di normale diligenza professionale di un ammini-

stratore di società, rende responsabile per colpa se stesso e solidalmente tutti gli altri amministratori che non

abbiano fatto in modo o di rimuovere la possibilità del danno o di limitarne le conseguenze. In breve, saranno

esonerati da responsabilità quegli amministratori che a) abbiano manifestato il loro dissenso a fronte

dell’azione del collega e b) di questo dissenso ne è stata data notizia al presidente del collegio sindacale.

L’azione si prescrive dopo 5 anni dalla cessazione della carica dell’amministratore ed è esercitabile dall’as-

semblea dei soci o dal collegio sindacale (in quest’ultimo con i 2/3). Non posso votare gli amministratori-soci.

Vi sono però delle tutele per la minoranza: in caso di fallimento è il curatore che ha il potere di iniziativa;

inoltre la possibilità di iniziativa è in mano anche alla minoranza che raggiunga 1/5 del capitale sociale nelle

società che fanno ricorso al capitale di rischio, il capitale rappresentato può essere anche 1/40. L’azione è

Pag. 29 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

diretta a reintegrare il capitale sociale. Si tratta di responsabilità contrattuale ex 1218 e non extracontrattuale

di diritto avrà luogo solo nel caso in cui, abbia deciso per la responsabilità dell’ammini-

ex 2043. La revoca

stratore almeno 1/5 del capitale sociale.

Creditori. Gli amministratori si possono dire responsabili nei confronti dei creditori sociali solo quando:

a) abbiano, durante il loro esercizio, inosservato gli obblighi per la conservazione del patrimonio sociale;

b) i creditori abbiano già ed infelicemente tentato di aggredire il patrimonio sociale.

Anche in questo caso, dopo il fallimento, l’azione è in mano al curatore ed è di natura contrattuale, non extra.

Ci possono però essere interferenze con l’azione di responsabilità concessa alla società: infatti, il danno che i

– nel caso in cui l’amministratore abbia

creditori subiscono è indirettamente lo stesso che subisce la società

dolosamente o colposamente depauperato il patrimonio sociale. Di conseguenza, nel caso in cui sia già stata

esperita l’azione sociale di responsabilità, come è pacifico, gli amministratori non saranno tenuti a risarcire il

danno due volte. Anche quest’azione è se l’azione di responsabilità

si prescrive dopo 5 anni. Vexata quaestio

– e di conseguenza non soffrirebbe l’inerzia della società, neanche dell’ec-

esercitata dai creditori sia autonoma

cezioni che gli amministratori alla società potrebbero opporre e così i creditori potrebbero avvantaggiare di-

rettamente dell’eventuale risarcimento – oppure surrogata.

Terzi o soci. Per essere azionabile è necessario che:

il danno derivi direttamente dall’attività illecita dell’amministratore;

a)

b) il danno sia diretto e non sia solo conseguenza di un generale pregiudizio recato al patrimonio sociale.

La richiesta quindi è di risarcire il danno direttamente procurato al loro patrimonio che è indipendente dal fatto

che sia derivato un danno anche al patrimonio sociale.

***

Pag. 30 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

Il ruolo e le funzioni del collegio sindacale

merito a quest’organo, c’è una dicotomia disciplinare

In tra società quotate e società non quotate. Per quanto

riguarda queste ultime, i sindaci possono essere o 3 o 5 ed è una struttura semirigida; per quanto riguarda le

società quotate, queste devono avere un minimo di 3 sindaci fino ad un numero liberamente scelto. Il primo

motivo di scarsa funzionalità è che i sindaci siano nominati dallo stesso organo che nomina gli amministratori.

I requisiti dei sindaci. Nelle società non quotate, almeno un sindaco deve essere iscritto al registro dei revisori

fiscali, che sia una persona fisica o giuridica; gli altri, se diversi, devono essere scelti tra professori di ruolo in

materie economiche e giuridiche. Nelle società quotate, invece, i requisiti di professionalità sono stabiliti dal

regolamento del Ministro della giustizia: almeno uno deve essere un revisore che abbia esercitato per almeno

tre anni e gli altri devono avere professionalità di tipo giuridico-aziendale, in più devono avere requisiti di

onorabilità. Le cause di incompatibilità sono più stringenti rispetto a quelle sancite per gli amministratori;

infatti, non possono essere nominati sindaci:

a. coniuge o parente o affine di amministratori (anche di una società controllata);

b. coloro che sono legati alla società (o società del gruppo) da qualsiasi rapporto di lavoro o rapporto di

natura patrimoniale.

Prima di accettare l’incarico, il sindaco deve far presente all’assemblea gli eventuali ruoli di amministrazione

o controllo in altre società. Il compenso è predeterminato dall’assemblea ed è invariabile. Rimangono in carica

per tre esercizi e sono rieleggibili. L’assemblea può revocarli solo per giusta causa e la delibera deve essere

approvata dal tribunale circondariale. Possono rinunciare e sono soggetti a decadenza nel caso vengano a sus-

sistere cause di ineleggibilità.

Il controllo sull’amministrazione. Il controllo è globalmente inteso, incentrato sull’adeguatezza dell’assetto

organizzativo amministrativo e contabile della società, per assicurare che la gestione avvenga nel rispetto della

legge e dell’atto costitutivo. dell’assemblea dei soci e del

Hanno il potere-dovere di partecipare alle riunioni

CDA. Hanno poteri sostitutivi nel caso venissero a mancare tutti gli amministratori, per eseguire pubblica-

zioni prescritte nell’inerzia degli amministratori, devono chiedere al tribunale che venga disposta la riduzione

del capitale sociale obbligatoria nell’inerzia degli amministratori. Il controllo ha carattere formale e sostan-

ziale: possono anche fare formali richiami ai singoli amministratori per specifiche condotte. I poteri diretti:

 sono poteri ispettivi e di controllo circa le operazioni generali o determinati affari;

 convocare il CDA, previa comunicazione al chairman, nel caso questi si sia comportato gravemente;

 promuovere l’azione di responsabilità con i ¾ dei componenti.

Il controllo sull’amministrazione può essere anche richiesto direttamente dai soci che se raggiungono il 5%

del KS avranno diritto ad un’indagine senza nessun indugio.

La revisione legale dei conti. Benché questa sia, da qualche tempo e per legge, affidata ad appositi revisori,

per alcune società è possibile avere i propri sindaci che rivedano la contabilità. Infatti questo non è possibile:

Pag. 31 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

a. nelle società tenute al bilancio consolidato;

b. nelle società qualificate come enti di interesse pubblico;

c. nelle società che controllano o sono controllate da enti di interesse pubblico.

Responsabilità. I sindaci devono adempiere ai propri doveri con professionalità e diligenza richieste dalla loro

carica. Possono anche essere responsabili penalmente della veridicità dei loro risultati. Il risarcimento sarà

nell’esplicamento dei loro doveri. Essi

dovuto nel caso in cui negligentemente si adoperino sono responsabili

solidalmente con agli amministratori per i fati o atti commessi nella loro inerzia o colpa.

Per tutte le società pocanzi citate, c’è l’obbligo che il controllo contabile

La revisione legale dei conti. sia

separato ulteriormente anche dall’organo di controllo (oltre che da quello amministrativo). La disciplina su

nomina, revoca (senza decreto del tribunale), compenso, durata, cause di incompatibilità è sovrapponibile con

quella dei sindaci. La loro funzione è quella di controllare la tenuta della contabilità e valutare il bilancio.

Possono esprimere quattro tipi di giudizi: giudizio senza rilievi, giudizio con rilievi, giudizio negativo, impos-

sibilità di esprimere un giudizio. Nel caso in cui il giudizio sia positivo, la disciplina di impugnazione del

bilancio è di gran lunga più complessa. Il revisore ha il diritto di ottenere dagli amministratori documenti e

notizie utili per la revisione e può procedere a richieste ed ispezioni: collegio sindacale e revisori si scambiano

spesso informazioni. Anche il revisore è soggetto ad esplicare la propria funzione con diligenza professionale

e nel caso siano inadempienti verso i propri doveri, questi risponderanno insieme agli amministratori.

Infine, l’organismo di vigilanza del d.lgs. 231/2001 è un organo che ha il compito di sorvegliare sui modelli

di organizzazione e gestione messi in atto dagli amministratori in modo tale da prevenire la commissione di

eventuali reati. La sua costituzione è sempre facoltativa.

***

Pag. 32 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

Aumento e riduzione di capitale

Con questo processo, la società immette all’interno nuovi mezzi finanziari

Aumento reale del capitale sociale.

a titolo di capitale di rischio: sono nuovi conferimenti. Non può aversi quando:

a) i precedenti conferimenti non sono ancora stati liberati;

b) in presenza di perdite, che invece obbligano ad una riduzione del capitale.

Competente all’aumento del capitale sociale è l’assemblea straordinaria oppure il CDA, se previsto dallo sta-

tuto. Tuttavia in questo caso:

deve essere predeterminato l’ammontare massimo che gli amministratori possono aumentare;

a)

b) delega per un periodo massimo di 5 anni.

L’assemblea con la delibera fissa il termine (non inferiore a 30 giorni) dalla pubblicazione dell’offerta per la

sottoscrizione del capitale: nel caso in cui non venga effettuata in toto la sottoscrizione dei nuovi conferimenti,

il capitale sociale aumenterà di quanto sottoscritto, ma solo se ciò è previsto dalla delibera. Dopo la sottoscri-

zione, ci sono 30 giorni in cui gli amministratori devono depositare l’aumento del capitale che è stato eseguito:

il versamento del 25% non è più dovuto ad una banca ma direttamente alla società.

Versamenti in conto capitale è una somma di danaro da parte di uno o più soci il cui fine è quello di sopperire

alle esigenze di capitale di rischio: non è però conferimento, quindi non c’è obbligo di restituzione (≠ eroga-

zione di denaro a titolo di finanziamento). è un anticipo sui conferimenti, nella previsione che l’au-

Versamenti in conto futuro aumento di capitale

mento venga deliberato o perfezionato. Nel caso in cui questo non avvenisse, i soci che hanno eseguito questo

versamento in conto futuro aumento di capitale hanno diritto alla ripetizione.

Aumento nominale del capitale sociale. Con questo processo non si dà luogo a nuovi conferimenti imputando

ad aumento del capitale sociale riserve ed altri fondi iscritti in bilancio in quanto disponibili: non sono dispo-

nibili le riserve legali. L’effetto principale è che la società non può più disporre a favore dei soci dei corrispon-

denti valori del patrimonio netto. Le modalità sono:

a) aumento del numero delle azioni; oppure

b) sottoscrizione di nuove azioni a titolo gratuito.

La riduzione reale del capitale sociale. Per questo processo non è più necessaria una giustificazione precisa.

€ 50.000 – –

Tuttavia, il capitale sociale non può essere ridotto sotto i e se la società ha emesso obbligazioni

limite legale dell’emissione.

la riduzione non può avere luogo se non è rispettato il La delibera viene eseguita

solo dopo 90 giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese: lasso di tempo nel quale i creditori possono far

ricorso. La riduzione può avvenire:

liberazione dei soci dall’obbligo dei versamenti ancora dovuti;

a) tramite oppure

b) la società acquista dai soci un tot di azioni e poi le annulla.

Pag. 33 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

La riduzione del capitale sociale per perdite. Il patrimonio della società (capitale reale) può scendere fin

così la riduzione del capitale per perdite ha l’obiettivo di adeguare la cifra

sotto il capitale sociale nominale:

del capitale sociale nominale a quella del capitale sociale reale. –

La società non è obbligata a ridurre il capitale sociale fino a quando la perdita non sia superiore ad un terzo

le perdite devono prima erodere tutte le riserve. In questo modo si fanno gravare sui soci le perdite pregresse

dell’atto

con un conseguente riduzione del valore nominale delle azioni. Il processo segue la modificazione

costitutivo (vale a dire: assemblea straordinaria, maggioranza prevista, il notaio verbalizza e controlla gli

adempimenti legali, entro 30 giorni deposita l’atto per la registrazione: sarà efficace dopo l’iscrizione).

La società è obbligata a ridurre il capitale sociale quando la perdita è superiore ad un terzo sempre comprese

le riserve. Dicotomia disciplinare: ≥ € 50.000 gli amministratori devono convocare l’assemblea straor-

a) caso in cui il capitale sociale

dinaria ed esporre una relazione con osservazioni del collegio sindacale. Questa relazione (che, di

L’assemblea

fatto, contiene un vero e proprio bilancio) rimane per 8 giorni presso la sede della società.

straordinaria può decidere se ridurre o meno il capitale sociale (può anche decidere di diminuire il

capitale sociale in modo tale da coprire solo parte delle perdite). Tuttavia, se dopo una simile decisione,

nell’esercizio successivo, la società non ha diminuito le perdite 1/3, l’assemblea

sotto ordinaria deve

– altrimenti suddetta riduzione è disposta d’ufficio

deliberare la riduzione del capitale per coprirle tutte

con decreto del tribunale circondariale.

€ 50.000 l’assemblea deve necessariamente deliberare

b) caso in cui il capitale sociale < in questo caso

capitale sociale ed il contemporaneo aumento ad una cifra non inferiore ad € 50.000

o la riduzione del

oppure la trasformazione della società: in caso contrario la società si scioglie ed entra in stato di liqui-

dazione. Questa disciplina ha valenza anche nel caso in cui la società abbia un capitale sociale = 0. In

quest’ultimo caso, la società evita la liquidazione con riduzione a 0 del capitale sociale e successivo

aumento reale dello stesso. ***

Pag. 34 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

L’armonizzazione nel diritto societario comunitario

Il processo di armonizzazione del diritto europeo societario ha più fasi dove si alternano picchi di entusiasmo

alti e bassi, nella previsione di una disciplina organica e senza lacune pericolose. In particolare la seconda fase

– anche perché con le convenzioni internazionali è difficile mettere d’ac-

(dopo un avvio faticoso e stentato

cordo più Stati dato che costituisce strumenti per uniformare e non per armonizzare la legislazione) ha il fine

nell’articolo

principale di riconoscere la libertà di stabilimento e trova la sua base giuridica 50 del TFUE.

Questa libertà ricomprende la possibilità di trasferire la sede sociale in uno Stato membro diverso da quello di

origine e la possibilità di aprire agenzie, succursali o filiali in uno o più Stati membri. Le direttive di rilievo:

a. Prima direttiva Societaria, 1968 le questioni affrontate riguardano Spa, Sas, Srl e sono:

i. la pubblicità degli atti societari;

ii. la validità degli obblighi assunti in nome della società;

iii. la nullità della società. 

b. Seconda Direttiva Societaria, 1976 le questioni affrontate riguardano solo le Spa e sono:

i. costituzione della società per azioni;

ii. indicazione di un capitale sociale minimo;

iii. operazioni sul capitale;

iv. distribuzione di utili ai soci.

Vennero disposte direttive anche in materia di bilancio e requisiti dei revisori. Ecco le più importanti:

c. Quarta Direttiva Societaria, 1978 riguarda la Spa, Sapa e Srl ed ha il fine di armonizzare le di-

sposizioni nazionali riguardanti la struttura e il contenuto dei conti annuali e della relazione sulla ge-

stione, i metodi di valutazione, pubblicità di questi documenti: per agevolare confronto ed equivalenza

delle informazioni riportate nel bilancio. Direttiva con varie opzioni per gli

d. Settima Direttiva Societaria, 1983 riguarda le società raggruppate e dispone che sono tenute a

bilancio consolidato e relazione sulla gestione tutte quelle società che danno luogo alle condizioni

elencate dalla direttiva in questione (modello inglese). Una precedente proposta, ritenuta poi troppo

fine ma l’unica condizione che era presente era l’esercizio concreto di un

rigida, mirava allo stesso

potere che si sostanziava nel sottoporre più imprese ad una direzione unitaria (modello tedesco).

e. Ottava Direttiva Societaria, 1984 riguarda i requisiti di professionalità ed indipendenza necessari

per lo svolgimento del controllo dei documenti contabili: questo compito deve essere affidato a per-

sone abilitate da un’autorità designata dagli Stati membri più un’autorità designata dallo stato che

esamini le competenze. Tuttavia, data la sostanziale differenza dei provvedimenti adottati dagli Stati

membri e data la mancanza di una definizione di indipendenza, l’Ottava Direttiva è stata abrogata e

sostituita dalla Direttiva 43 del 2006. all’interno

Inoltre, direttive di altro genere sono state emanate in tema di fusione e scissione che avvengano di

uno stesso ordinamento (di uno Stato membro). Ecco le principali:

Pag. 35 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

f. Terza Direttiva Societaria, 1978 disciplina due modalità di fusione: fusione di una o più società

in un’altra –

mediante incorporazione dove due società, tramite scioglimento senza liquidazione, tra-

sferiscono ad un’altra l’intero patrimonio mediante l’attribuzione agli azionisti della società incorpo-

rate di azioni della società incorporante; oppure fusione mediante costituzione di una nuova società

dove due società, tramite il loro scioglimento senza liquidazione, trasferiscono ad una società che esse

costituiscono l’intero patrimonio mediante l’attribuzione ai loro azionisti di azioni della nuova società.

Il fine è quello di tutelare soci, creditori, lavoratori in una fusione interna. In entrambi i casi, ipso iure:

i. la società incorporata si estingue;

il suo patrimonio viene trasferito all’incorporante;

ii. i suoi soci diventano tutti dell’incorporante.

iii. 

g. Sesta Direttiva Societaria, 1982 disciplina la scissione di una Spa che ha la propria sede sociale

nel medesimo Stato membro (erano tenuti a recepire questa direttiva solo gli ordinamenti che già pre-

tenuti ad un’esecuzione differita).

vedevano al loro interno la scissione: gli altri erano Anche qui, due

modalità: scissione mediante incorporazione dove una società, tramite uno scioglimento senza liqui-

dazione, trasferisce a più società l’intero patrimonio mediante l’attribuzione agli azionisti della società

scissa di azioni della società beneficiarie dei conferimenti; oppure scissione mediante costituzione di

nuove società dove una società, tramite il suo scioglimento senza liquidazione, trasferisce a più so-

cietà di nuova costituzione l’intero patrimonio mediante l’attribuzione agli azionisti della società scissa

di azioni delle società beneficiarie. Quale che sia il procedimento adottato:

trasferimento dell’intero patrimonio dalla società scissa alle società beneficiarie;

i.

ii. gli azionisti della società scissa diventano azionisti delle società beneficiarie;

iii. la società scissa si estingue.

Altre direttive ancora sono state emanate in materia di Corporate governance:

avevano l’obiettivo di inserire un

h. Proposte dal 1972 al 1983

1

i. sistema dualistico di amministrazione e controllo di tipo per tutti gli Stati membri;

l’azione di responsabilità era azionabile sia dall’assemblea, sia dalla minoranza e l’onere

ii. della

prova era invertito sarebbero dovuti essere gli amministratori (convenuti) a dover provare

che dalla loro condotta non era derivato alcun danno; –

iii. partecipazione dei lavoratori sotto la forma di cogestione qualora il numero di dipendenti

superasse le mille unita, quale che fosse il modello di gestione adottato.

Ancora altre direttive avevano ad oggetto la gestione dei gruppi che avevano come controllata una Spa.

1 È bene ricordare che molteplici sono le differenze tra il Consiglio di sorveglianza nel sistema dualistico rispetto al

Collegio sindacale del sistema tradizionale italiano. Infatti il primo nomina gli amministratori; approva il bilancio; se

previsto, può anche deliberare su piano strategici; i singoli consiglieri non hanno poteri ispettivi; e i singoli consiglieri

dei soci anche senza giusta causa

sono rimovibili ad nutum dall’assemblea (salvo il diritto al risarcimento) tuttavia sono

necessari i ¾ dei voti favorevoli. Pag. 36 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

aveva l’obiettivo di

i. Proposta di Nona Direttiva Societaria, 1984 fornire una disciplina che legit-

timasse e regolamentasse il controllo esterno di una Spa, tutelando creditori, soci di minoranza e lavo-

ratori tramite il contratto di affiliazione (di matrice tedesca). Questo era un contratto con cui una Spa

istituzionalizzava la propria subordinazione ad una società madre con il risvolto che la figlia avrebbe

dovuto anche adottare decisioni svantaggiose per lei ma vantaggiose per il gruppo. Osteggiata in par-

ticolare dagli anglosassoni ed infine mai presentata come progetto ufficiale.

Tentata anche l’uniformazione in materia di fusioni transfrontaliere di società di capitali:

j. Direttiva 56 del 2005 dopo vari tentativi e proposte (la più importante osteggiata dalla Germania

ha l’obiettivo

che riteneva di subire uno svantaggio competitivo) è stata approvata questa direttiva che

di armonizzare le legislazioni in tema di fusioni transnazionali (cfr. sotto).

In tema di pubblicità delle succursali: ha l’obiettivo di facilitare l’esercizio del diritto di stabili-

k. Undicesima Direttiva Societaria, 1989

mento all’intero di Stati membri diversi da quello di costituzione, soprattutto in merito alle succursali.

Esse sono sedi di esercizio senza personalità giuridica, non hanno creditori e debitori: chi tratta con

una succursale, tratta con la società di cui fa parte. La direttiva dispone obblighi di pubblicità:

i. sia delle succursali di società di altri Stati membri;

ii. sia delle succursali di società di Paesi terzi che siano comparabili alle società di capitali.

In tema di offerte pubbliche di acquisto: 

l. Libro bianco, 1985 e proposta di Tredicesima Direttiva Societaria, 1989 avevano il fine di ar-

– dove c’era un’offerta

monizzare le discipline societarie in materia di offerte pubbliche sia volontarie

rivolta alla generalità degli azionisti della società target, valida per un periodo determinato ad un

– quando la legge preveda un’offerta all’al superamento di parteci-

prezzo prefissato; sia obbligatorie

pazione al capitale sociale. gli anni ’90 dove

Finita la seconda fase, se ne apre una terza: prendono posto nuove iniziative. Si inizia a

rimettere mano alla disciplina che dispone requisiti di professionalità, indipendenza dei revisori contabili, ar-

monizzando la legislazione degli Stati membri. I requisiti dei revisori:

a. Libro verde, 1996 in particolare, i temi toccati erano i seguenti:

i. in merito alla competenza, non escludeva un intervento delle istituzioni;

all’indipendenza,

ii. in merito questa aveva rilievo sotto un duplice aspetto: di spirito (capacità

di considerare tutti gli elementi significativi per lo svolgimento del compito) e di forma (esi-

genza di evitare fatti e relazioni concrete che possano legare il revisore ad altri;

si riteneva che l’esposizione illimitata avrebbe portato le

iii. in merito alla responsabilità civile,

società di revisioni ad evitare i clienti ad alto rischio oppure anche interi settori economici;

iv. i revisori sarebbero dovuti essere responsabili anche di fronte a terzi, anche se limitatamente;

Pag. 37 di 43

Appunti di Diritto commerciale Mattia Cutolo

l’obiettivo generale del Libro era quello di fare in modo che tutti

v. in merito alla completezza,

gli elementi più importanti all’interno di un bilancio fossero stati trattati.

b. Simplification of the Legislation on the Internal Market (SLIM), 1999 il fine era quello di sem-

plificare le prime due direttive in materia societaria.

i. Con riferimento alla prima: necessità di introdurre in sistema elettronico e necessità di auto-

rizzare le società di capitali al deposito e alla diffusione degli atti e delle indicazioni obbliga-

torie anche in altre lingue ufficiali.

riduzione degli obblighi di informazione nell’emissione di

ii. Con riferimento alla seconda:

azioni in un certo contesto; riduzione divieti in materia di aiuti finanziari; semplificazione

della disciplina del ritiro delle azioni.

Gli anni 2000: 2 

a. Report of the High Level Group of Company Law Expert, 2002 eccone i contenuti, in particolare

in materia di corporate governance per armonizzarne i canoni legislativi:

i. particolare importanza per il principio della trasparenza, migliorato attraverso le informazioni

ad azionisti e creditori; attraverso l’uso di procedure spe-

ii. rafforzamento della posizione degli azionisti di minoranza,

ciali per il coinvolgimento nella gestione;

iii. diminuzione costi e impedimenti che portano gli azionisti, soprattutto quelli di minoranza, a

attraverso l’introduzione (esempio) delle assemblee via internet;

disinteressarsi delle società,

iv. formalizzare il ruolo degli investitori istituzionali, considerato che hanno grandi partecipa-

zioni ed esercitano il voto in maniera più ampia rispetto al passato;

che assieme all’organo di controllo devono vi-

v. importanza degli amministratori non esecutivi

gilare sull’azione degli amministratori con deleghe esecutive.

3 

b. Action Plan della Commissione Europea , 2003 gli obiettivi generali erano quelli di sfruttare i

promuovere l’integrazione del mercato dei capitali, massimizzare i van-

vantaggi del mercato unico,

taggi derivanti dall’utilizzo delle nuove tecnologie. Tre progetti per tre periodi:

i. Triennio 2003-2005 salvaguardare il capitale sociale, intervenire su gruppi di imprese con

l’obbligo di dare maggiori informazioni sulla struttura dei gruppi, intervenire sulle operazioni

(fusioni transfrontaliere e spostamento all’estero della sede sociale e infine la

straordinarie

previsione di forme giuridiche societarie comunitarie.

ii. Triennio 2006-2008 obbligo degli investitori istituzionali di dare maggiori informazioni

circa le loro politiche di investimento, possibilità per le società quotate di scegliere se adottare

il modello dualistico o monistico, piena democrazia degli azionisti.

2 Di questo gruppo faceva parte anche Guido Rossi: interista, giurista, accademico, politico, ex Presidente di FIGC e

Consob. Scomparso (il 21 agosto 2017,) proprio qualche giorno prima che chi scrive arrivasse a studiare questa porzione

di programma dedicata diritto societario comunitario.

3 Commissione Presieduta da Romano Prodi, in carica dal 1999 al 2004.

Pag. 38 di 43


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

43

PESO

861.60 KB

PUBBLICATO

9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MattiaCutolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Pederzini Elisabetta.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto commerciale

Riassunto esame Diritto Commerciale, docente Pederzini, libro consigliato Campobasso
Appunto
Diritto commerciale - il diritto delle società
Appunto
Riassunto esame Diritto industriale, Prof. Pederzini, libro consigliato Diritto commerciale avanzato, Vanzetti, Cataldo
Appunto
Riassunto esame Diritto commerciale, docente Pederzini, libro consigliato Percorsi di diritto societario europeo
Appunto