Università di Catania LUIGI FIORENTINO Facoltà di Scienze Biologiche, L-13
MODULO 2
MODULO 2: Adattamenti della ricombinazione a situazioni specializzate: la ricombinazione sito-
specifica. I trasposoni a DNA - I retrotrasposoni. Esempi di regolazione della trasposizione.
La trascrizione – le RNA polimerasi – la trascrizione nei batteri e negli eucarioti. Maturazione
dell’RNA – lo splicing ed il suo macchinario – lo splicing alternativo – l’editing dell’RNA.
La sintesi proteica nei procarioti e negli eucarioti– classi di RNA coinvolte nella traduzione – il
ribosoma - fasi della traduzione.
Capitolo 10: La ricombinazione sito-specifica e la trasposizione
Fin ora abbiamo trattato la ricombinazione omologa e alcuni suoi risvolti, esistono tuttavia altri
processi che garantiscono tanto nei procarioti quanto negli eucarioti la ricombinazione genica: la
ricombinazione conservativa sito-specifica (conservative site-specific recombination, CSSR) e la
ricombinazione per trasposizione (in genere detta trasposizione) che nel loro insieme sono
responsabili di molti riarrangiamenti del DNA (che dimostrano la plasticità del genoma). La prima
avviene tra due definiti elementi di DNA, mentre la trasposizione è un evento di ricombinazione
tra sequenze specifiche e siti del DNA non specifici (ossia le sequenze trasponibili sono specifiche,
ma possono trasporre in qualsiasi regione del DNA del cromosoma batterico, senza specificità) e
rappresenta la principale fonte di mutazione spontanea.
I due tipi di ricombinazione genetica, determinano effetti importanti che confermano la plasticità
del genoma ed hanno in comune alcune fondamentali caratteristiche molecolari, in particolare la
presenza di proteine, le ricombinasi, che riconoscono le specifiche sequenze di DNA dove deve
avvenire la ricombinazione. Le ricombinasi avvicinano ed uniscono questi specifici siti in un
complesso nucleoproteico, detto complesso sinaptico all’interno del quale, queste catalizzano il
taglio e la riunione delle molecole dell’acido nucleico provocando o un’inversione del tratto di
DNA o il suo movimento verso un nuovo sito.
La ricombinazione conservativa sito-specifica (CSSR), è normalmente il meccanismo utilizzato dal
fago nell’evento dell’infezione della cellula del procariote ospite: il segmento di DNA che viene
spostato porta sul sito dello scambio genico degli specifici elementi, costituiti da corte sequenze
(15/20 paia di basi), detti siti di ricombinazione. Un tipico, non a caso, esempio di questo tipo di
ricombinazione è dato dall’ŝŶƚĞŐƌĂnjŝŽŶĞĚĞůŐĞŶŽŵĂĚĞůĨĂŐŽʄŶĞůĐƌŽŵŽƐŽŵĂďĂƚƚĞƌŝĐŽ, durante
la quale la ricombinazione riguarda sempre esattamente la stessa sequenza nucleotidica
all’interno di due siti di ricombinazione, uno sul DNA fagico e l’altro su quello batterico. I siti di 163
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ricombinazione portano due tipi di elementi di sequenza: quelli specificamente legati dalla
ricombinasi e le sequenze dove avviene il taglio del DNA e la riunione.
Comunque, la CSSR può dare origine a tre diversi tipi di riarrangiamento del DNA: (1) l’inserzione
di un segmento di DNA in un sito specifico a struttura simile nel DNA di un altro organismo (come
avviene durante l’ŝŶƚĞŐƌĂnjŝŽŶĞĚĞůĨĂŐŽʄ = formazione del profago); (2) la delezione di un tratto di
DNA (es: reversione del profago); (3) l’inversione di un pezzo di doppia elica; il risultato finale
dipende dall’organizzazione dei siti di riconoscimento per la ricombinazione e dalla direzionalità di
certe sequenze sulla molecola o le molecole di DNA che partecipano all’evento. Ciascun sito di
ricombinazione è costituito da un paio di sequenze di riconoscimento della ricombinasi
palindromiche (indicate in rosso e blu scuro nella figura), organizzate in modo simmetrico: tali
sequenze fiancheggiano una corta sequenza centrale asimmetrica, nota come regione dello
scambio non palindromica (in nero), dove avviene il taglio e la riunione del DNA (è quella che nei
fatti viene scambiata al termine dell’evento e quindi subisce ricombinazione). Per effetto della
direzionalità delle sequenze della regione di scambio a monte e a valle, un sito di ricombinazione
ha sempre una polarità, l’orientamento dei due siti presenti su una sola molecola di DNA può
essere o del tipo ripetizione invertita o ripetizione diretta: la ricombinazione tra un paio di siti
invertiti inverte il pezzo di DNA tra di essi compreso; al contrario, la ricombinazione che avviene
con il medesimo meccanismo tra due siti organizzati in modo diretto (non invertiti) provoca la
delezione del tratto di DNA incluso mentre, si ha un’inserzione quando due siti di ricombinazione
presenti su due molecole diverse sono uniti per lo scambio. 164
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Nelle cellule esistono due famiglie di ricombinasi
per le reazioni conservative sito-specifiche: le
ricombinasi in serina e le ricombinasi in tirosina;
per entrambe le famiglie, il meccanismo
fondamentale consiste nella formazione, durante il
taglio del DNA, di un intermedio covalente
proteina-DNA. Per la ricombinasi in serina è la
catena laterale di un residuo di serina situata nel
sito attivo della proteina a portare l’attacco
(nucleofilo) ad uno specifico legame
fosfodiesterico presente sul sito di ricombinazione,
mentre per la ricombinasi in tirosina è la catena
laterale di una tirosina, presente nel sito attivo, che
attacca e poi unisce covalentemente il DNA; in
entrambi i casi, successivamente al legame sulle
sequenze di riconoscimento le ricombinasi tagliano
a livello della sequenza fiancheggiante (la regione di
scambio non palindromica e asimmetrica),
determinando la formazione di un intermedio
covalente proteina-DNA (fig. sotto) che conserva
l'energia del legame fosfodiesterico, e viene
successivamente idrolizzato, (invertendo il processo
di taglio) per far sì che i filamenti di DNA possono
essere riuniti. In questa reazione inversa, un gruppo
3’ OH del DNA interrotto attacca il legame covalente
che unisce la proteina al DNA, processo che richiude
covalentemente la rottura della doppia elica e libera
una molecola di ricombinasi.
La CSSR avviene sempre tra due siti di ricombinazione: come abbiamo visto precedentemente,
questi siti possono essere sulla stessa molecola di DNA (per l’inversione e la delezione), o su due
molecole diverse (per l’integrazione); ogni sito di ricombinazione è costituito da una doppia elica
di DNA, per questo per dare origine al DNA riarrangiato, si deve avere la rottura di quattro singoli
filamenti di DNA (due per ogni duplex) e, quindi, la riunione con un diverso filamento partner. Una
molecola di ricombinasi attua tutte queste reazioni di taglio formando un tetramero (un dimero
per ogni duplex). La differenza tra le due famiglie di ricombinasi sta nel fatto che mentre quelle
in serina tagliano ed uniscono tutti e quattro i filamenti di DNA in un singolo ciclo di taglio, 165
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quelle in tirosina, dapprima tagliano ed uniscono due filamenti di DNA e, solo dopo, tagliano ed
uniscono gli altri due filamenti e completano così la reazione in due cicli di taglio successivi.
Le ricombinasi a Serina, aderiscono alle sequenze
di riconoscimento palindromiche a livello dei loro
siti su ciascun duplex. Il residuo di serina di
ciascuna subunità su ogni duplex porta un attacco
nucleofilo al fosforo del fosfato in 5’ applicando
un nick sfalsato su ciascun filamento del duplex di
circa 2 nucleotidi. La formazione dell’intermedio
covalente proteina(serina)-5’P-DNA permette lo
scambio, guidato dalle subunità della proteina
(R3 si scambia con R1) nella maniera già
analizzata precedentemente (invasione e
successiva formazione dell’intermedio di
Holliday), la risoluzione finale è mediata
dall’attacco nucleofilo del gruppo 3’OH libero del
nuovo filamento a carico dell’intermedio
covalente DNA-proteina: questo attacco di fatto
permette la reversione del taglio e la riunione dei
filamenti con il rilascio da ciascun duplex delle
ricombinasi. A questo punto si è avuta
ricombinazione a livello della regione centrale,
non palindromica del sito, ossia la cosiddetta
regione di scambio a sequenza direzionata.
Esempi di ricombinasi in Serina possono essere la
'
trasposasi del fago Tn3 e la resolvasi La
caratteristica più cruciale della struttura
cristallografica di una ricombinasi a serina è
l'interfaccia ampia e piatta tra i due dimeri della
ricombinasi: quello "superiore" e quello
"inferiore" (Fig. a).
Questa struttura è in gran parte idrofobica e fornisce una piccola barriera alla rotazione delle metà
superiore e inferiore del complesso l’una attorno all’altra. Tuttavia, alcune regioni a carica 166
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complementare (positivo-negativo o viceversa) possono servire a stabilizzarne la struttura in modo
specifico nella orientazione iniziale e in quella ruotata di 180°, pertanto, l’analisi di questo
complesso supporta fortemente il modello secondo cui il meccanismo di ricombinazione sia
costituito prima dal taglio del DNA con formazione dell’intermedio covalente enzima-DNA, poi una
rotazione di 180 ° dei dimeri nel complesso proteina-DNA; e infine l’attacco da parte dei terminali
3’-OH a carico degli intermedi risolvasi-DNA per l’unione dei filamenti (joining) nella
configurazione ricombinata. Esperimenti più precisi hanno successivamente consentito di risolvere
una volta per tutte il meccanismo che attraverso successive rotazioni a carico dell’enzima porta
alla ricombinazione sito-specifica di due tratti di DNA a livello dei siti di ricombinazione (vedi figura
prima). Per quanto riguarda la famiglia delle
ricombinasi in Tirosina, anche in questo caso
le subunità della ricombinasi (un tetramero) si
legano ciascuno ad un duplex a livello delle
rispettive sequenze di riconoscimento sul sito
di ricombinazione. L’ossidrile in catena laterale
della tirosina a livello del sito catalitico
apporta un attacco nucleofilo al fosforo in 3’ di
un nucleotide a livello del sito di scambio, il
taglio ancora una volta è sfalsato di almeno 2
nucleotidi su ciascun filamento del duplex. A
questo punto l’intermedio covalente è
praticamente identico a quello che si forma
con le ricombinasi in serina, se non fosse che
proprio per via della diversa localizzazione del
taglio, la proteina è legata al DNA attraverso il
fosforo al 3’ quindi, l’intermedio sarà:
proteina (tirosina) -3’P-DNA ed anche in
questo caso l’energia di legame conservata
nell’intermedio servirà a revertire il taglio
nella riunione dei filamenti. L’intermedio
guida lo scambio che nella fattispecie avviene
quando ciascuna estremità di taglio 5’-OH sui
filamenti tagliati apporta un attacco nucleofilo
all’intermedio sull’altra doppia elica
successivamente all’invasione del filamento e
la formazione della giunzione di Holliday. Solo
a questo punto anche gli altri due filamenti ancora intatti di ciascun duplex subiscono il taglio ad
opera delle subunità di ricombinasi legate ad essi (R2 e R4) per avviare un secondo ciclo di scambi,
le estremità 5’-OH del nick agiscono sugli intermedi covalenti reciproci DNA-proteina con lo stesso
meccanismo precedentemente visto, scambiandosi il partner e risolvendo così, allo stesso tempo,
la giunzione di Holliday precedentemente formatasi. Esempi di ricombinasi a Tirosina sono le
O
integrasi del fago e le ricombinasi Cre del fago P1 e le ricombinasi XerC e XerD di E. coli
importanti per il completamento della replicazione. 167
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Un ottimo esempio di
ricombinasi in Tirosina è
fornito dalla struttura della
ricombinasi Cre: un enzima
codificato dal fago P1, che
serve a linearizzare il
genoma virale durante
l'infezione. I siti di
ricombinazione del DNA, su
cui Cre agisce, sono detti
siti lox: le strutture Cre-lox
mostrano che la
ricombinazione richiede
quattro subunità di Cre,
quali
ciascuna delle è
legata ad un sito di legame
sulla molecola di DNA
substrato.
Generalmente la conformazione del DNA in queste fasi è una struttura planare
cruciforme con ogni “braccio” di questa giunzione legato da una subunità Cre.
Il tetramero Cre esiste in due diverse conformazioni, 1 e 2, con due subunità
ciascuna (un dimero ciascuna). Solo in una di queste conformazioni può
tagliare e riunire il DNA, quindi, solo una coppia di subunità per volta è in una
conformazione attiva (in verde), nel secondo ciclo di taglio la coppia di subunità
nella conformazione attiva viene switchiata nella forma inattiva mentre le altre
due subunità precedentemente inattive vengono attivate. Questo scambio è
critico per il controllo della progressione della ricombinazione e garantisce che
il meccanismo di scambio avvenga in modo sequenziale, ossia che “un
filamento alla volta” venga ricombinato. Nella prima fase del processo le due
subunità attive della tirosina ricombinasi Cre apportano, grazie alla presenza
dell’ossidrile in catena laterale della Tirosina sul sito catalitico, un attacco
nucleofilo al livello del DNA substrato: i due duplex sono molto vicini, uniti da
una sinapsi, a formare dei bracci. A questo punto si determina un nick con
conseguente formazione dei primi due intermedi covalenti Cre-3’P-DNA ed
un’estremità 5’ libera su ciascun duplex: è la situazione ideale per avviare lo
scambio ove ciascuno dei due filamenti liberi al 5’ a livello della sinapsi invade il
duplex del reciproco intermedio, con la formazione della giunzione di Holliday
e scioglimento dell’intermedio per reversione del taglio. Dopo il taglio del
primo filamento le due subunità della ricombinasi attive si disattivano mentre
quelle precedentemente inattive subiscono una variazione allosterica che ne
causa l’attivazione: si dà avvio ad un secondo ciclo di taglio con formazione di
intermedio covalente DNA-3’P-proteina e liberazione dell’estremità 5’-OH la
quale su ciascun filamento eterologo guidata dalle subunità di Cre invade il
duplex opposto e nella reversione del taglio con scioglimento dei reciproci
intermedi DNA-proteine si ha quindi anche la risoluzione conseguenziale della
giunzione di Holliday prima formata. Il risultato è un DNA ricombinato in
ciascun duplex, a questo punto le ricombinasi vengono rilasciate dai loro siti di
processo è terminato.
riconoscimento ed il 168
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Le cellule e i virus fanno uso della ricombinazione conservativa sito-specifica per una grande
varietà di funzioni biologiche, in alcuni casi inseriscono il proprio DNA nel cromosoma ospite. In
altri casi, la ricombinazione sito-specifica è usata per alterare l’espressione genica o per aiutare a
mantenere l’integrità strutturale di molecole di DNA circolare durante la replicazione del DNA, la
ricombinazione omologa e la divisione cellulare. La segregazione dei cromosomi circolari può
quindi richiedere un evento di ricombinazione sito-specifica: nel momento in cui inizia la
replicazione del DNA, via via si hanno due copie della stessa molecola, e sequenze omologhe tra i
duplex in formazione possono già ricombinare, tuttavia se questi intermedi non vengono risolti si
potrebbe determinare un blocco della replicazione. La risoluzione di tali intermedi segue il
meccanismo della ricombinazione sito-specifica perché avviene a livello di siti specifici mediata da
particolari proteine che li riconoscono. In ogni caso, il confronto di diversi sistemi di
ricombinazione sito-specifica mostra alcune caratteristiche generali: tutte le reazioni dipendono
strettamente dall’assemblaggio delle ricombinasi sul DNA e dall’avvicinamento dei due siti di
ricombinazione; per alcune reazioni questo assemblaggio è estremamente facile in quanto
richiede solamente la ricombinasi e le sue sequenze di riconoscimento sul DNA, mentre altre
reazioni richiedono proteine accessorie. Quest’ultime, dette proteine architettoniche, legano
specifiche sequenze di DNA, costringendo la curvatura della doppia elica, avvicinando di fatto
sequenze specifiche dapprima lontane e di conseguenza stimolando la ricombinazione (o
regolando l’espressione genica). Le stesse proteine possono anche controllare la direzione della
ricombinazione: se la proteina architettonica curva in un senso il DNA, i siti non palindromi e
asimmetrici ossia quelli corrispondenti alla regione di scambio in corrispondenza dei quali avviene
il taglio, assumeranno una certa direzione; al contrario, se la curvatura avviene in maniera opposta
allora anche questi siti assumeranno direzione opposta (verranno letti in maniera opposta) e in
questo modo si avrà un effetto completamente diverso nel processo di ricombinazione; in tal
modo ad esempio la cellula si assicura che avvenga l’integrazione di un segmento di DNA e non la
reazione inversa, ossia la sua escissione. O (OInt); quando il
Un esempio di ricombinasi in tirosina è quello dell’integrasi del fago
ďĂƚƚĞƌŝŽĨĂŐŽʄŝŶĨĞƚƚĂƵŶďĂƚƚĞƌŝŽ͕ƵŶĂƐĞƌŝĞĚŝĞǀĞŶƚŝƌĞŐŽůĂƚŝǀi porta o all’instaurarsi di uno stato
lisogenico quiescente o alla moltiplicazione fagica, in un processo detto crescita litica. Nel primo
stato si deve avere l’integrazione del DNA f
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