Riassunto
del
Biochimica del programma
di
Biochimica
suolo del suolo
Alessia
Diana
Prof. Maria Teresa Ceccherini 2
Biochimica del suolo
Indice
Introduzione ed amminoacidi…………………………… ………………………………………………. 2
……………………………………………………………………………………………………… 6
Enzimi
Lipidi………………………………………………………………………………………………………. 10
Introduzione al metabolismo …………………………………………………………………………. 16
Glicolisi …………………………………………………………………………………………………20
Ciclo di Krebs…………………………………………………………………………………………26
Fosforilazione ossidativa …………………………………………………………………………. 31
Ossidazione degli acidi grassi nei tessuti animali ……………………………………………36
Cenni sull’ossidazione degli aminoacidi e produzione di urea…………………………… 38
Organicazione dell’azoto e sintesi proteica ………………………………………………...41
Cenni sugli acidi nucleici ed il loro metabolismo………………………………………. 46
Fotosintesi ossigenica ……………………………………………………………………. 50
Fondamenti di biochimica del suolo………………………………………………… 56
Fondamenti di chimica del suolo: sostanza organica…………………………. 58
Ciclo del carbonio e dell’azoto…………………………………………………. 61
Ciclo del fosforo e dello zolfo …………………………………………………64
del suolo………………………………………… 67
Proprietà chimico-fisiche del suolo…………………………………... 70
Proprietà fisico-meccaniche
terreno ed altro …………………………………………. 73
Tessitura del
Cenni di anatomia della pianta……………………………………..75
Il pH del suolo, caratteristiche e sistema tampone,………….. 76
Fitormoni……………………………………………………….. 78
2 3
Biochimica del suolo
Introduzione
La disciplina della Biochimica tratta le sostanze che costituiscono la materia vivente, oltre che alle
trasformazioni energetiche e metaboliche. Un essere si considera vivente se:
1. È formato da cellule;
2. È in grado di riprodursi;
In grado di assumere materie dall’esterno trasformandola in energia;
3.
4. È in grado di reagire degli stimoli ambientali;
5. Capaci di evoluzione.
Gli elementi principali della vita sono C, H, N, O. La molecola più importante è sicuramente l’acqua, H O,
2
(Cl, P, K …).
che costituisce il 70% della cellula insieme a composti organici di carbonio (25%) e sali minerali
La biochimica ha una storia lunga e complicata, vi sono vari accenni storici nelle slide.
Alcune tecniche biochimiche importanti sono la luminometria, che si serve del lumenometro per la
determinazione quantitativa di sostanza usate per reazioni di bioluminescenza (emissione di luce a seguito di
processi enzimatici) o chemiluminescenza (emissione di luce a seguito di cambiamento dello stato energetico
dell’atomo).
Il lumenometro è usato nel dosaggio dell’ATP con il sistema lum. luciferina-luciferasi. La luciferina si ossida
in presenza di ossigeno, energia e dell’enzima luciferasi (ex. Nell’ emolinfa delle lucciole). Si forma
l’ossiluciferina e l’energia in eccesso è emessa come radiazione luminosa visibile.
La chemiolumiscenza, invece, viene usata nel saggio del luminol, per il rilevamento di tracce di sangue.
Il luminol praticamente viene ossidato con acqua ed un particolare ione chemio luminescente viene prodotto
in presenza di alcuni elementi come il ferro.
Le biomolecole hanno funzioni importanti nelle cellule e sono uguali in tutti gli organismi viventi.
La biochimica si basa sulla logica molecolare, riconducibile a 4 assiomi:
1. Una cellula è un sistema isotermico di molecole organiche capace di auto costruirsi e di estrarre energia
libera e materiali dall’ambiente;
2. Nelle cellule avvengono reazioni organiche conservative;
3. Le cellule mantengono uno stato stazionario dinamico;
4. La loro auto replicazione è assicurata da un codice lineare.
-Elementi sulla cellula, rileggi riassunti di biologia-
Le biomolecole della materia vivente
La maggior parte degli organismi viventi è costituita da composti organici di carbonio, con altri di carbonio o
idrogeno, ossigeno, azoto.
Il carbonio è stato selezionato dall’evoluzione biologica per le sue proprietà chimiche.
Le biomolecole hanno conformazioni
tridimensionali. La maggior parte della materia
organica è composta da questi elementi principali:
acidi nucleici, proteine, polisaccaridi, lipidi;
ognuno composto da unità, con la loro funzione
specifica. Si ipotizza che si siano formate
spontaneamente all’inizio della storia della Terra, e
grazie agli studi di un esperimento condotto dallo
scienziato Stanley Miller nel 1953.
L’acqua
L’acqua è il composto più abbondante negli
organismi viventi, infatti spesso rappresenta il
70%, ma è anche il mezzo nel quale avvengono
reazioni di metabolismo. I vari stadi sono il
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Biochimica del suolo
risultato di forti interazioni intermolecolari sotto forma di legami ad idrogeno. La sua natura è dipolare. I
legami ad idrogeno sono i più lunghi, e più deboli dei legami O-H.
L’acqua è buon solvente, infatti scioglie molti Sali cristallini, idrata gli ioni che lo compongono, e spesso
+ -
disperde molecole anfipatiche come i saponi, formando le micelle, MA ionizza difficilmente in ioni H e OH
, e la concentrazione di tali ioni è detto pH (= -log [H+]) e pOH.
-parte sugli acidi base, ripasso chimica inorg. -
L’acqua può spesso partecipare direttamente alle reazioni, ad esempio nella formazione di ADP ed ATP,
Quella inversa, quindi con aggiunta di elementi all’acqua, è detta
poiché si tratta di reazioni di condensazione.
idrolisi, responsabili ad esempio di depolimerizzazione enzimatica delle proteine, ecc.… Le reazioni di idrolisi
sono dette esoergoniche.
✓ Le reazioni esoergoniche producono meno energia libera, poiché i reagenti hanno un contenuto
energetico superiore a quello dei prodotti, l’energia mancante è stata liberata quindi nell’ambiente.
Può essere dispersa come calore o luce.
✓ Le reazioni endoergoniche producono più energia libera, e quella assorbita può essere calore o luce.
Un esempio è la fotosintesi e tutte le reazioni anaboliche.
Quindi possiamo dire che l’acqua agisce come reagente nei processi di sintesi ed idrolisi di ATP, di ossidazione
di combustibili come il glucosio, nella fotosintesi come donatore di elettroni.
Amminoacidi e peptidi
Tutte le proteine sono costruite da una serie di 20 amminoacidi. Più amminoacidi legati in catene corte di due
amminoacido scoperto fu l’asparagina.
o più, formando i peptidi. Il primo
(ossia la tendenza di interagire con l’acqua e pH fisiologico, ossia intorno a 7) serve a classificare
La polarità
gli amminoacidi in classi. Le principali sono 5: gruppi R alifatici non polari o idrofobi, gruppi R aromatici,
gruppi R polari non carichi, gruppi R carichi positivamente basici, o negativamente acidi.
1. Gruppi R alifatici non polari: sono alanina, valina, leucina, isoleucina, glicina, metionina e prolina.
Sono idrocarburi ed idrofobici. La glicina è quella con la struttura più semplice, e non forma
interazione idrofobiche.
2. Gruppi R aromatici: idrofobici. Sono la fenilanina, tirosina e il triptofano. Gli ultimi due sono più
polari della prima, a causa del gruppo ossidrilico della tirosina (può formano legami ad idrogeno) e
dell’atomo di azoto del triptofano.
Si tratta della serina, treonina, cisteina (si trova nell’insulina ed anticorpi,
3. Gruppi polari, non carichi:
con ponte disolfuro), asparagina, glutammina (ammidi di acido aspartico e glutammico).
4. Gruppi R carichi positivamente basici: sono lisina, arginina ed istidina.
ossia l’acido aspartico e glutammico.
5. Gruppi R carichi negativamente acidi:
Vi sono alcuni aminoacidi speciali derivati da amminoacidi comuni.
Gli amminoacidi con un gruppo carbossile in soluzioni acquose diventano una specie detta zwitterione, che
può agire sia come acido, che da basi. Inoltre, gli amminoacidi hanno una curva di titolazione caratteristiche,
che indicano la carica elettrica, e sono importanti per la pratica dell’elettroforesi su gel.
I peptidi
Sono catene corte di amminoacidi legati covalentemente attraverso legami peptidici (legame amido sostituito).
Di possono formare dall’idrolisi parziale di proteine.
I. Le caratteristiche dipendono dai gruppi funzionale liberi e gruppi R;
II. Legame peptidico: può essere idrolizzato mediante ebollizione con acidi forti o basi forti per ottenere
amminoacidi costituenti in forma libera; idrolizzato anche da alcuni enzimi. Ex. La tripsina (esocrina-
pancreas) o chimotripsina (sempre pancreas);
Alcuni peptidi liberi hanno funzioni biologiche, come gli ormoni, ossia i messaggeri chimici secreti da cellule
specifiche di ghiandole endocrine come pancreas, ipofisi, ecc.… Ex. Insulina, ossitocina, encefalina.
Le proteine sono le macromolecole più abbondante, nelle cellule e costituiscono più della metà del peso secco
di altri organismi.
Sono costituite da polipeptidi, ossia catene lunghe di amminoacidi ed esprimono l’informazione
III. genetica. Ogni proteina codifica una caratteristica e la sua funzione è determinata del gene.
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Biochimica del suolo
Si classificano in:
1. Enzimi: con funzione di attività catalitica;
2. Proteine di trasporto: attività di trasporto;
3. Proteine di nutrimento e di riserva: abbondanti nei semi delle piante;
4. Proteine dei sistemi contrattili: consentono alle cellule di cambiare forma o di movimento;
5. Proteine strutturali: filamenti di trasporto;
6. Proteine di difesa: funzione di difesa;
regolano l’attività cellulare fisiologica.
7. Proteine di autoregolazione:
In base alla forma invece si classificano in globulari (forme sferiche compatte, molti enzimi) e fibrose
(molecole allungante, insolubili in acqua, che hanno spesso funzione strutturale).
Le proteine possono contenere altri gruppi chimici, diventando poi coniugate, come le lipoproteine.
Le proteine che sono formate da una singola catena polipeptidica sono alcune, come ad esempio l’enzima
hanno due o più catene, come l’emoglobina. N.B. Tutte le molecole
ribonucleasi, altre, quelle oligomeriche,
di un dato tipo di proteina sono identiche per composizione di amminoacidi, sequenza e lunghezza della catena
polipeptidica.
Purificazione delle proteine
Questo processo ha lo scopo di determinare la sequenza amminoacidica, dove la fonte delle proteine
solitamente è un tessuto o una coltura di cellule batteriche. Funziona in vari passaggi:
1. Il primo passaggio consiste nella rottura delle cellule, provocando il rilascio delle proteine in una
soluzione, chiamato “estratto grezzo”.
L’estratto viene poi sottoposto a trattamenti che hanno scopo di separare
2. le diverse proteine, sfruttando
la grandezza e carica. Uno dei metodi che sfruttano queste caratteristiche è la cromatografia. La
su colonna consiste nell’uso di un tubo di vetro che viene riempito di un materiale
cromatografia
solido proso dotato di proprietà chimiche opportune (fase stazionaria) e una soluzione tampone (fase
mobile). Viene fatta percolare attraverso la colonna. La soluzione proteica viene stratificata sulla
sommità della colonna e fatta percolare attraverso la matrice solida, e diffondendosi lungo la colonna
tende a dividersi in zone di proteine diverse. Può essere attuato con tre metodi diversi: a scambio ionico
(si basa sul segno della carica ad un determinato pH), per esclusione molecolare (gel-filtrazione,
utilizza le dimensioni delle proteine) e per affinità (utilizza le proprietà di legame).
l’insulina
La prima proteina ad essere codificata fu bovina, che differisce da quella del maiale solo per un
amminoacido. Difatti venivano usate per la terapia del diabete degli umani. Oggi però si preferisce usare le
biotecnologie. L’insulina ha due catene polipeptidiche unite da legami disolfuro ed una con legame disolfuro
interno. l’emoglobina:
Altra proteina importante è ha quattro catene polipeptidiche (dette globine) associate con legami
ad idrogeno ed interazioni idrofobiche.
Le proteine omologhe invece svolgono la stessa funzione in specie diverse. Di solito hanno catene
polipeptidiche uguali o di lunghezza uguale, e vi sono posizioni con sequenze amminoacidiche uguali, detti
residui invariabili, ed altre posizioni con variazioni considerevoli, ossia i residui variabili. Se queste proteine
hanno sequenze amminoacidiche simili, vi è una omologia di sequenza. Un caso particolare è il Citocromo C.
La denaturazione delle proteine
Si tratta di un processo che porta ad un cambiamento conformazionale di una proteina dovuta da calore,
esposizione a pH estremi o trattamenti con detergenti.
Nel primo caso, un esempio da riportare è l’albumina, che riscaldata diventa un coagulo fibroso. È un processo
irreversibile e tipico di molte proteine globulari.
Nel secondo caso invece, per pH estremi, si utilizzano alcuni solventi organici tipo alcol, ed acetone, o soluti
come l’urea, quindi esponendo la proteina a detergenti o agitandola in presenza di aria, facendo sì si rompono
i legami non covalenti e viene persa l’attività biologica mentre la sequenza amminoacidica rimane intatta.
Reversibile. 5 6
Biochimica del suolo
Le proteine fibrose
Hanno varie caratteristiche:
1. Hanno strutture più semplici delle proteine globulari;
2. Hanno una o poche conformazioni;
Alcune proteine fibrose importanti sono:
Le α- cheratine: proteine insolubile, resistenti (formano capelli, unghie, corna, ecc.…). catene polipeptidiche
hanno avvolgimenti ad elica. In caso di caldo umido, si allungano temporaneamente.
Le β-cheratine: catena di polipeptidi estesa a zig-zag lungo un asse, le catene adiacenti sono antiparallele e
legati da legami ad idrogeno. Sono insolubili, flessibili e pieghevoli. Contengono residui di glicina ed alanina.
Il collageno: più abbondante nei vertebrati, si trova nei tendini, come cartilagine, ecc.
È composto da fibrille, composte di tre catene intrecciate, grande resistenza alla tensione. Con idrolisi parziale
diventa gelatina.
L’elastina: tipica del tessuto connettivo elastico, è formata da una rete di catene polipeptidiche, legate da
desmosina. Ha proprietà elastiche.
Altri esempi sono la miosina, l’actina e la tubulina.
Le conformazioni possono essere a α-elica, con legami idrogeno intracatena, o β-conformazione a foglietto
ripiegato co legami idrogeno intercatena.
Le proteine globulari (strutture terziare, quaternarie)
Hanno diverse caratteristiche:
1. La catena polipeptidica è avvolta in una struttura compatta;
2. Le conformazioni sono più complesse;
3. Hanno funzioni biologiche maggiori;
Sono molti enzimi, molti trasportatori di ossigeno, componenti di membrane, ecc.…
4.
Due prove indicano che le proteine globulari sono avvolte strettamente e che la loro conformazione è
importante per la funzione biologica:
1. Si denaturano quando sono riscaldate, esposte ad estremi pH o trattate con urea (una volta denaturate
diventano insolubili in acqua a pH 7
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