APICOLTURA
ORDINE IMENOTTERI
Gli Imenotteri hanno dimensioni piccolissime, piccole e medie. Di imenotteri
esistono due forme: forme alate o attere. Hanno un poliformismo sociale e
sessuale. Il capo può essere libero o ipognato, presenta antenne genicolate
(ossia 2° articolo molto sviluppato) e apparato boccale di tipo masticatore,
masticatore-lambente e succhiatore non perforante. Nel torace vi è mesotorace
molto sviluppato, zampe deambulatorie o saltatorie e ali membranose.
L’addome presenta 10 uriti, il 1° urite (propodeo) è fuso con il torace negli
apocriti (sottordine imenotteri) e l’ovopositore trasformato in aculeo negli
aculeati (sezione degli apocriti). La riproduzione può essere anfigonica,
partenogenetica e poliembrionica. Lo sviluppo è olometabolico o
ipermetabolico e le larve possono essere eruciformi o imenotteriformi.
Dal punto di vista ecologico gli imenotteri si dividono in: insetti dannosi come i
defogliatori, xilofagi e antofagi; e insetti utili come i pronubi (impollinatori) e
entomofagi.
Dal punto di vista della sistematica gli imenotteri si dividono in 2 sottordini:
- SINFITI gli adulti presentano addome sessile, ali con numerose cellule alari e
le larve sono eruciformi, ovvero con zampe e app. boccale masticatore, e
fitofaghe.
- APOCRITI gli adulti presentano addome peduncolato, le larve sono
imeotteriformmi, ovvero senza zampe e app. boccale masticatore ridotto.
Negli apocriti abbiamo 2 sezioni che sono:
1)Parasitica in cui l’apertura genitale femminile è alla base dell’ovopositore.
Nel sottordine degli apocriti la sezione parasitica presenta tante superfamiglie
di parassitoidi (non è prevista nel programma).
2)Aculeati in cui l’apertura genitale femminile è priva della base
dell’ovopositore.
Nella sezione aculeata abbiamo la superfamiglia VESPOIDEA di cui abbiamo:
Scolidae
- la famiglia che sono specie solitarie di medie o grandi dimensioni che
vivono a spese di coleotteri scarabeidi;
Mutillidae e Sapigidae
- la famiglia che attaccano altri aculeati;
Pompiliidae
- la famiglia che hanno dimensioni e colori variabili, sono solitari e
si sviluppano a spese di ragni che paralizzano con punture al cefalotorace
deponendovi le uova;
Vespidae
- la famiglia che presenta specie solitarie o sociali. Gli adulti durante
il riposo hanno le ali ripiegate longitudinalmente e le posteriori hanno una
venulazione ben svilupata. Gli occhi sono incavati. Le larve sono alimentate con
sostanze proteiche (insetti o carne) ridotte in poltiglia dalle nutrici. Le specie
solitarie costruiscono il nido da sole in muri, roccie, conchiglie vuote ecc..
All’interno del nido accumulano larve di lepidotteri, coleotteri che chiudono
all’interno delle celle con terrra cementata.
Tra i vespidi abbiamo circa 1000 specie predatrici e le specie sociali fondono
società matriarcali, annuali o pluriennali. Presentano polimorfismo di casta in
cui abbiamo femmine feconde, femmine sterili (operaie) e maschi. Le vespe
fondatrici del nido, una volta uscite dallo svernamento riprendono ad
alimentarsi e successivamente iniziano la costruzione del nido di cartone.
Nelle prime cellette esagonali depongono le uova che schiuderanno dopo
alcuni giorni. Le larve appena nate sono alimentate con liquidi zuccherini e con
insetti triturati. Lo stadio larvale dura in media 20 giorni, successivamente la
larve dalle ghiandole sericipare produce un filo sericero e inizia la metamorfosi,
diventando adulto dopo 20 gg. Dopo circa 48 gg dalla deposizione delle uova si
hanno le prime figli che sono femmine sterili ,ovvero senza ovario, che
sostituiscono la madre nelle attività necessarie come costruzione di nuove
celle, procacciare cibo, nutrimento larve sorelle. Nei nidi POLIGINICI (fondati da
più femmine), con la nascita delle prime operaie , la conduttrice elimina le altre
femmine che hanno collaborato nella costruzione del nido e nell’allevamento.
Questa femmina quindi si dedica esclusivamente all’ovideposizione ed esercita
sulla società un controllo regolato da feromoni. Se le condizioni sono favorevoli,
in estate la colonia raggiunge il massimo sviluppo arrivando a contare anche
migliaia di individui. A fine estate insieme alle operaie nascono altre femmine
che sono destinate a costruire il nuovo nido, e i maschi. Questi ultimi (femmine
e maschi) si accoppiano nel nido stesso. In questo periodo la colonia si avvia al
declino che si concluderà con la morte delle vecchie operaie e della vecchia
regina. Le vecchie operaie prima di morire uccideranno tutti i maschi e la
covata che non ha completato lo sviluppo. Le nuove femmine fecondate uscite
dal nido vanno alla ricerca di un riparo per poter svernare.
I vespidi sono importanti poiché effettuano un’azione predatrice su artropodi
nocivi alle cultivar contribuendo al mantenimento degli equilibri biologici
naturali. Un abnorme sviluppo di vespidi può creare seri problemi alla
frutticoltura e all’apicoltura. Le misure di lotta da attuare sono la distruzione
dei nidi e la cattura delle operaie.
SUPERFAMIGLIA VESPOIDEA
FAMIGLIA VESPIDAE
SOTTOFAMIGLIA VESPINAE
Gli adulti maschi hanno antenne dritte e mandibole molto sviluppate e si
nutrono di liquidi zuccherini mentre le larve si nutrono di sostanze solide ridotte
in poltiglia e rigurgitate dalle operaie. I nidi hanno struttura complessa con
degli involucri protettivi esterni con materiali utilizzati come il cartone ottenuto
triturano legno e/o corteccia, carta ecc…
Vespa orientalis f.
Una specie come la costruisce nidi sotterranei dove la
fondatrice costruisce un piccolo favo in cui alleva le prime larve operaie le quali
una volta adulte ingrandiranno il nido. Man mano che la colonia diventa più
numerosa il nido si ingrandisce e risulta costruito da più favi orizzontali
sovrapposti collegati da peduncoli sospensori. L’ingresso può essere laterale o
ventrale.
SOTTOFAMIGLIA VESPINAE Genere Polistes
In tale genere i maschi hanno le antenne curvate ad uncino e le mandibole
brevi. Le larve si nutrono di sostanze solide di origine animale e di liquidi
zuccherini. Costruiscono nidi di cartone costituiti da un solo favo a forma di
coppa rovesciata. I nidi sono attaccati verticalmente o orizzontalmente a vari
supporti sia all’aperto che al riparo (anche nelle case).
SOTTOFAMIGLIA VESPINAE Genere Sulcopolistes
Non hanno casta sterile (operaie) e non costruiscono nidi vivendo infatti da
parassiti. La femmine si impossessa del nido del genere Polistes cacciando la
fondatrice dopo violenti combattimenti. Le operaie del genere Polistes non
partecipano allo scontro e sembra che accettino la regina usurpatrice
prendendosi cura della covata cui essa darà origine.
FAMIGLIA FORMICIDAE
A tale famiglia appartengono 10.000 specie in cui si ha la presenza delle caste:
i maschi generalmente alati; le femmine feconde (regine) con ali di solito attere
o caduche ed esse vivono 15 anni. Le regine si accoppiano durante il volo
nuziale, subito dopo l’accoppiamento il maschio muore. Una volta fecondata la
regina essa trova un luogo adatto, si stacca le ali e ovidepone un gran numero
di uova. Le prime larve sono alimentate con il rigurgito costituito dalle ali della
regina, inoltre essa ha il compito di curare la prima generazione; le femmine
sterili (operaie) attere che si differenziano in soldati, medi, minori ecc.. ed esse
vivono fino a 7 anni. Esse inoltre hanno il compito di cercare il cibo, prendersi
cura ddegli stadi giovanili, pulire il nido e difenderlo. Le operaie più giovani
rimangono nel nido ed alimentano la regine e le larve, mentre quelle più
anziane raccolgono il cibo. Quelle di taglia corporea maggiore difendono il nido.
Gli adulti hanno 2 ghiandole metapleurali che secernano sostanze odorose. Le
larve sono simili a quelle degli altri aculeati, hanno un capo sviluppato e i
segmenti toracici e addominali hanno peli e tubercoli. L’alimentazione è
caratterizzata da cibo facilmente reperibile e sostanze zuccherine come la
melata.
La società delle formiche può essere:
- Indipendente che si ha quando o una o più femmine si distaccano da una
comunità;
- Dipendente che si realizza per parassitismo, il quale può essere sociale
temporaneo ossia la regina di un formicaio è uccisa dalla regina di un'altra
specie o dalle operaie di quest’ultima; sociale permanente se la specie
parassita non ha operaie e quindi richiede della presenza degli ospiti per
sopravvivere; schiavismo quando le operaie ospiti sono prelevate tramite
spedizioni periodiche dalle operaie parassite nei nidi vicini con la catture di
pupe.
Il nido può essere preparato nel terreno, nel legno o nelle rocce e alcune specie
coltivano funghi nel nido. Stabiliscono rapporti simbiotici con fitomizi
proteggendoli.
SUPERFAMIGLIA APOIDEA
Tale superfamiglia conta circa 20.000 specie con adulti dai 2 ai 40mm,
morfologicamente simili agli sfecidi dai quali si distinguono per regime
alimentare, minore setole sul corpo, larve con una solo papilla sulla mascella.
Non costruiscono nidi propri e le larve si sviluppano a carico delle provviste
accumulate dall’ospite. Sono specie solitarie e sociali, pronubi (impollinatori) di
piante entomogame.
Gli impollinatori in itali sono all’incirca 950 specie e di queste 6 famiglie* solo
gli Apidae hanno una struttura sociale, le altre 5 sono specie solitarie dove la
femmine non ha alcun contatto con la prole.
Tale superfamiglia si suddivide in: Sphecidae;
- SPECIFORMI in cui abbiamo la famiglia
Andrenidae; Colletidae; Melittidae;
- APIFORMI in cui abbiamo 6 famiglie*:
Halictidae; Megachilidae; Apidae. Le prime 4 famiglie hanno ligula corta, le
ultime 2 hanno ligula lunga.
I caratteri che distinguono gli Apoideii risiedono nelle ali, nelle antenne,
nell’app. boccale e nella struttura di raccolta del polline. Nelle ali le vene
chiudono delle aree chiamate celle, insieme alle nervature. L’area malare è un
carattere per distinguere le famiglie ed esso è un tratto che va dall’apice del
capo fino alle mandibole.
Riguardo la biologia si dividono in:
- Specie solitarie dove singoli individui di sesso femminile costruiscono il
nido, depongono le uovo e lo abbandonano prima che la prole abbia
completato lo sviluppo;
- Specie a comportamento subsociale dove le femmine alimentano, curano la
prole e accumulano il cibo.
- Specie eusociali dove si hanno colone perenni in cui vi è una divisione dei
compiti e colonie di durata limitata nel tempo.
In relazione al ciclo biologico si distinguono in: specie monovoltine, specie
bivoltine e specie parzialmente bivoltine.
In funzione della localizzazione del nido si dividono in:
- Specie terriole che nidificano nel suolo (es: Bombus sp e Halictus sp)
- Specie xilicole che nidificano nel legno;
- Specie a nido completamente libero che è costruito dalla femmina su diversi
supporti come guscio di gasteropodi e galle abbandonato (es: Osmia cornuta e
Osmia rufa le quale costruiscono le celle nei condotti di scorrimento dell’acqua
o in profilati di plastica).
I materiali utilizzati per costruire il nido sono: peli lanuginosi di piante, terra ,
resina, ritagli di foglie, cemento vegetale ottenuto dalla masticazione dei
vegetali, e cera.
FAMIGLIA SPHECIDAE
Gli adulti hanno un gastro (addome peduncolato) con un lungo peziolo
uniarticolato o biarticolato. Sono parassitoidi di insetti e ragni. Si nutrono di
sostanze zuccherine ma solo le femmine predano per fornire nutrimento
proteico alle larve. Le vittime catturate sono trasportate in nidi, i quali sono o
nel sottosuolo o nei muri o nel legno. Le vittime sono accumulate all’interno di
delle celle pedotrofiche.
Esistono diverse sottofamiglie:
Sphecinae
- gli con corpo slanciato e lungo peduncolo e si dividono in SFECINI
che catturano ortotteri e nidificano nel terreno e SCELIFRONINI che hanno nidi
di fango attaccati a muri o alberi.
Larrinae
- le che catturano grillotalpa;
Philantinae
- le come la specie Philantus triangulum predatore di api. Tale
specie è solitaria, nidifica nel terreno in suoli sabbiosi ed è ampiamente
distribuita geograficamente; si adatta a condizioni climatiche varie; è presente
in estate-autunno ed è una specie mono o bivoltina. La femmina è monofaga e
caccia operaie di Apis mellifera nutrendosi di nettare contenuto nel corpo delle
api paralizzate. Le api paralizzate sono portate nel nido all’interno delle camere
di allevamento le quali riescono a contenere da 1 a 5 api paralizzate. Questa
camera è chiusa dopo l’ovideposizione.
FAMIGLIA ANDRENIDAE
Andrena.
Genere è il più ricco di specie (circa 180). Conducono una vita
solitaria. In alcune specie i singoli individui nidificano vicini in uno stesso sito.
Svernano allo stadio adulto. Generalmente sono attivi in primavera. Prelevano il
nettare (bottinano) su amenti e fiori precoci. Gli adulti vanno dai 4-25 mm con
addome ovale e glabro. La parte finale dell’addome nelle femmine è contornato
da una fitta peluria, così come femore, tibia e trocantere delle zampe. Le
femmina scavano il nido formato da gallerie oblique lunghe dai 15 ai 30cm
terminanti con un gruppo di celle. Dopo l’accoppiamento all’interno delle celle
precedentemente rifornite di polline e nettare viene deposto un uovo e le celle
vengono chiuse con un terra impastata con saliva (opercolo).
FAMIGLIA HALICTIDAE
Halictus.
Genere sono specie solitarie e presociali. Presentano le ali anteriori
con piegatura a gomito della nervatura basale, le femmine presentano una
rima nella porzione terminale dell’addome priva di peli all’interno della quale vi
è allocato un ovopositore. Nidificano sia nei terreni soffici che in quelli più
compatti, e a volte riadattano le gallerie degli xilofagi. Il nido è costituito da
una galleria principale obliqua.
FAMIGLIA MEGACHILIDAE
Osmia.
Genere sono specie di piccole o medie dimensioni e hanno
comportamenti vari. Alcune specie sono riprodotte artificialmente per
impollinazione dei fruttiferi. Gli adulti hanno un colore che può essere nero o
rosso ricoperto da peli. Il capo è largo quando il torace, le antenne sono brevi o
di media lunghezza, le ali con sole 2 cellule cubitali. Nidificano in vari luoghi
utilizzando materiali vari come la resina, terra impastata con saliva, cemento
vegetale ottenuto masticando foglie e petali. Terminata la costruzione il nido
viene chiuso con un tappo finale costituito da frammenti di foglie e petali.
Svernano nelle cellette dove hanno completato lo sviluppo e in primavera
lasciano il nido.
Megachile.
Genere Sono note come api tappezziere con adulti il cui corpo è
robusto e rivestito da peli, il capo è grande e largo quanto il torace, le ali con 2
cellule cubitali. Le celle a forma di ditale sono una di seguito all’altra e
all’interno di queste cellule si immagazzinano polline e nettare necessari per lo
sviluppo larvale. Svernano allo stadio di larva matura o di pupa. Sono allevati
(Megachile rotundata).
per l’impollinazione dell’erba medica
Anthidium
Genere presentano un corpo robusto e tozzo di colore nero con la
presenza sull’addome di macchie gialle. I maschi sono più grandi delle femmine
e l’estremità posteriore dell’addome è dentata. Le celle sono costruite con
materiali vari infatti i cardatori impiegano peli mentre i resinatori utilizzano la
resina vegetale.
FAMIGLIA APIDAE
Anthophora.
Genere Sono specie solitarie di grandi dimensioni, con ligula molto
lunga spesso maggiore del corpo. Vagamente somigliante ai bombi (genere
bombus), hanno folta e densa peluria. Hanno un volo rapidissimo detto a
“scatti” con cui cambiano repentinamente direzione ed hanno un caratteristico
ronzio. Xilocopa.
Genere Sono specie solitarie e sociali, sono mellifere e caratterizzata
da una lunga ligula. Gli adulti sono di grandi dimensioni con corpo nero e
parzialmente ricoperto di peli. Le ali presentano riflessi blu violace. Le femmine
sono dotate di pungiglione ma sono innocue. Nel legno scavano i loro nidi con
le celle disposte in serie lineare e separate l’una dall’altra. All’interno di ogni
cella la femmina ammassa polline e miele che attacca alle pareti.
Bombus.
Genere Ha specie diffuse ovunque soprattutto nelle regioni
temperate. Sono allevate per l’impollinazione delle colture in ambiente
protetto. Sono monovoltine e in primavera la femmina esce dal riparo dove ha
svernato e va alla ricerca di un luogo adatta per formare la colonia. All’inizio la
regina provvede da sola a raccogliere nettare e polline, costruire delle celle per
il loro stoccaggio, ovideporre e nutrire e riscaldare la covata. I primi individui a
sfarfallare sono le operaie e quando saranno sufficientemente adeguate a
garantire un buon rifornimento di cibo alla colonia comincerà l’allevamento di
maschi e femmine feconde.
APISI MELLIFERA (SPECIE della famiglia Apidae)
E’ una specie sociale, polimorfica con diverse caste. La regina ha un corpo
allungato di grandi dimensioni intorno ai 30mm, il fuco (maschio) è tozzo e
l’operaia è più piccola della regina intorno ai 20mm. Forma società pluriennali,
la prole viene allevata dalle operaie mentre la regina si occupa
dell’ovideposizione e i fuchi servono principalmente per la riproduzione.
La sistematica è difficile per il grande numero di specie raggruppate in 3
Apis, Megapis Micrapis.
generi: e Successivamente vennero raggruppati in
nuovi raggruppamenti, e oggi abbiamo 9 specie di Apis.
L’apis mellifera è nativa dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia. Negli ultimi anni si
sono differenziate una serie di sottospecie o razze da quando l’Apis Mellifera
giunse dall’Africa nei Paesi del mediterraneo. Attualmente vi sono 29
LIGUSTICA
sottospecie solo nel Mediterraneo, 2 di queste in Italia che
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