AGRONOMIA
CAPITOLO 1
Il termine AGRONOMIA deriva da due parole greche che significano campo e norma
per indicare il complesso di norme che regolano la conduzione dei campi.
In generale l’AGRONOMIA studia i rapporti del terreno, della pianta e dall’atmosfera.
L’agricoltura invece fa riferimento alle attività umane indirizzate verso la produzione di
cibo, al mantenimento del paesaggio poiché essa deve essere considerata un’attività
produttrice e conservatrice del paesaggio. Il settore agricolo deve provvedere alla
salvaguardia dell’ambiente, e della biodiversità, e non deve causare erosioni.
L’evoluzione dell’uomo è avvenuta a pari passo con l’evoluzione dell’agricoltura;
quando l’uomo non era coltivatore poteva mantenere limiti di popolazione molto bassi.
Nell’ultimo secolo con l’aumento della popolazione, l’agricoltura è stata talmente
innovata da aumentare il prodotto pro-capite ossia la produzione di cibo per persone,
quindi potenzialmente siamo in grado di poter sfamare un numero maggiore di
persone rispetto a quanti sono gli abitanti nel mondo.
Ancora oggi 1 uomo su 10 non ha cibo sufficiente, erano del 18,6% negli anni ’90, al
contrario una piccola parte quella dei paesi ricchi si nutre più di quanto dovrebbe.
Dunque l’agricoltura dovrà avere il compito di rispondere alle esigenze della
generazione presente e futura senza recare danni all’ambiente e senza creare danni
che causano l’esaurimento di risorse.
TAPPE SIGNIFICATIVE DELL’AGRICOLTURA NELLA STORIA DELL’UOMO
1) Scoperta del ruolo del seme (uomo coltivatore); coltivazione
2) Avvio del processo di domesticazione delle piante la diventa
agricoltura quando l’attività assume caratteristiche economiche passando dalla
sussistenza allo scambio;
3) Ogni cereale è associato ad una leguminosa, quest’ultime sono delle azotofissatrici
ossia si ha un equilibrio tra consumo e produzione di azoto Es: mais-fagiolo;
frumento-lenticchia; riso-soia;
4) L’introduzione dell’aratro e il contributo dell’irrigazione;
5) La domesticazione degli animali;
6) Il riposo del terreno ed il ripristino della fertilità;
7) La rotazione di Norfolk nel ‘700;
8) La scoperta del Liebig nel 1840;
9) Le leggi di Mendel (1865);
10) Pasteur e l’origine microbiologica delle fermentazioni;
scoperta della porosità del terreno);
11) Scoperta della fisica del terreno agraria (
12) Sviluppi della microbiologia (tra microrganismi e piante);
13) Progresso della meccanizzazione e lo sviluppo industriale;
14) Progresso della chimica (pesticidi, concimi, ecc..);
15) Il ruolo della pianta: adattamento, variabilità, miglioramento genetico;
16) Processi produttivi sostenibili.
OBIETTIVI E CONTENUTI DELL’AGRONOMIA
Dopo la II guerra mondiale in Italia sono avvenuti significativi processi di
trasformazione dell’agricoltura.
Gli obiettivi principali dell’agricoltura sono stati:
- AUMENTO DELLA QUANTITA’ DI CIBO dato dall’aumento delle rese e delle superfici
coltivabili;
- AUMENTO DEL BENESSERE inteso come benessere alimentare (+ frutta + ortaggi +
carne – cereali e legumi) e benessere nel lavoro, ossia abbandono dei lavori più
gravosi;
- MIGLIORE QUALITA’ DELLA VITA prendendo coscienza dei problemi dell’ambiente e
richiedendo aria pulita, acqua non contaminata e prodotti biologici salutistici.
Durante questi processi di trasformazione si è avuta, inoltre, una progressiva
sostituzione del lavoro umano; un aumento delle produzioni areiche ossia produzioni
per unità di superficie (rese); modificazione del rapporto tra le colture ed infine
un’affermazione dell’economia di mercato.
Tutti questi processi di trasformazione ed evoluzione sono stati resi possibili da vari
fattori come l’impiego di motori e macchine, impiego di concimi e pesticidi, espansioni
delle superfici irrigue e varie innovazioni citate precedentemente.
Gli obiettivi che l’agricoltura deve porsi nel prossimo futuro sono:
1) DIVERSIFICAZIONE PRODUTTIVA che consiste nel suddividere i prodotti
dell’agricoltura in alimentari e non alimentari come colla, vernici, oli ecc..;
2) MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DEI PRODOTTI;
3) EVITARE IL DEGRADO IRREVERSIBILE DELLE RISORSE NATURALI attraverso un
miglioramento del rendimento energetico, una riduzione dell’inquinamento , una
conservazione del suolo e il mantenimento del paesaggio;
Dunque l’AGRICOLTURA ha il compito di avere più funzioni quindi abbiamo così
N.B
un’AGRICOLTURA MULTIFUNZIONALE.
RAPPORTI AGRICOLTURA E AMBIENTE
L’AGRICOLTURA viene considerato AMBIENTE poiché il territorio italiano ed europeo è
costituito per circa il 50% da superfici agricole ed in particolar modo in Sicilia, il
territorio ragusano è occupato dall’80% da superficie agricola.
violenza”
Dunque ogni intervento agricolo costituisce di per sé una “ contro l’ambiente.
L’attività agricola è inserita nell’ambiente naturale più intensamente di qualsiasi altra
attività umana, proprio per questo l’ambiente e l’agricoltura sono profondamente
connessi.
DEFINIZIONI AGRONOMIA (LA PRODUZIONE VEGETALE)
Emanuele De Cillis, professore di agronomia e senatore, insieme all’allievo Jannaccone
e in seguito a Foti fornirono delle definizioni su quello che riguarda l’agronomia. De
cillisi negli anni ’20, Jannaccone negli anni ’50 ed infine Foti negli anni ’80. Attraverso
le loro analisi, si percepisce l’evoluzione e i cardini di questa materia.
- Secondo De Cillis, la produzione vegetale è legata alla capacità produttiva della
pianta ed alle condizioni dell’ambiente, e il compito dell’agronomia è quello di
scegliere la pianta giusta e di preparare l’ambiente necessario.
- L’allievo Jannaccone definisce l’agronomia come la scienza che studia i fattori della
produzione vegetale e le loro relazioni, egli sottolinea il termine “scienza” poiché a
partire dall’inizio del secolo scorso le esperienze agrarie erano basata su esperimenti
empirici e non scientifici, solo a metà del secolo scorso l’agronomia diventa “scienza”.
In questa analisi era presente il compito di ottenere le più elevate rese di produzione
poiché si era appena usciti dalla II guerra mondiale.
- Infine Foti riprende le argomentazioni di Jannacone migliorandone le analisi, esso
afferma che l’agronomia studia i fattori naturali della produzione vegetale e le
reciproche relazioni. Mentre il botanico studia e analizza le piante, il pedologo studia i
suoli, il metereologo il clima, l’agronomia deve legare tutti questi fattori regolandoli
partendo da svariate discipline.
L’obiettivo ultimo era di programmare le produzioni nella qualità, quantità e nel tempo
compatibile con la salvaguardia dell’ambiente.
Infine l’agronomia può essere suddivisa in:
- AGRONOMIA GENERALE a sua volta essa si suddivide in agronomia aziendale che si
occupa delle scelte e degli interventi tecnici, ed agronomia ambientale o territoriale
che tratta le influenze reciproche fra produzione vegetale agraria ed ambiente e
definisce la metodologia di analisi e di pianificazione agronomica dell’uso agricolo del
territorio.
- AGRONOMIA SPECIALE si occupa della coltivazione delle singole specie agrarie
come le coltivazioni arboree, le coltivazioni erbacee, l’orticoltura e la floricoltura.
LA QUALITA’ DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI E I FATTORI CHE LA
INFLUENZANO
L’AGRONOMIA GENERALE tratta anche l’influenza dei fattori della produzione riguardo
la qualità della produzione in rapporti ai valori nutrizionali, igienici e tecnologici dei
prodotti agro-alimentari che sono attesi dalla molteplicità degli utenti. Inoltre studia le
possibilità di una diversificazione della produzione vegetale agraria un tempo orientata
l’indirizzo agro-alimentare, indirizzo
esclusivamente verso oggi orientata anche ad un
agroindustriale per l’ottenimento di prodotti non alimentari quali coloranti, vernici,
plastica ecc…
Come avevamo già detto essa si preoccupa anche del mantenimento del paesaggio
agrario quindi il ruolo dell’agricoltura è MULTIFUNZIONALE.
CAPITOLO 2
ECOSISTEMA
L’ecosistema è un insieme di componenti BIOTICHE ed ABIOTICHE definite
INTERDIPENDENTI ovvero legati tra loro in modo inseparabile formando un
COMPLESSO FUNZIONALE UNITARIO.
Secondo Odum, uno studioso di ecologia, l’ecosistema è un’unità che include gli
organismi di una data area (comunità) interagenti con l’ambiente fisico in modo tale
che un flusso di energia porta ad una ben definita struttura trofica, ad una diversità
biotica e ad una ciclizzazione della materia.
Da un punto di vista trofico (nutrizionale) ha 2 componenti:
- AUTOTROFA componenti in grado di auto nutrirsi come le piante;
- ETEROTROFA abbiamo bisogno di energia chimica per poter vivere come l’uomo.
energia nativa
L’energia che fa funzionare gli ecosistemi, è l’ ossia l’energia solare o
radiante che viene captata dalle piante, la quale poi esce sottoforma di calore.
Gli organismi autotrofi in agronomia vengono detti organismi produttori.
Gli erbivori si chiamano consumatori primari o produttori primari.
I carnivori si chiamano produttori secondari.
Dunque ogni passaggio della catena alimentare si dissipa sottoforma di calore. Il
numero di passaggi è in genere indotto a 4-5.
L’uomo ad esempio è l’elemento finale poiché noi non veniamo mangiati da nessuno.
L’energia si dissipa quando non c’è disponibilità di energia.
Un ecosistema può essere:
- GENERALIZZATO quando include molte specie sia di vegetali sia di animali però
ciascuna specie ha un numero contenuto di individui, cioè presenta un alto indice di
diversità. Un ecosistema di questo tipo è molto stabile nel tempo perché se si estingue
una specie essa viene subito rimpiazzata dalle altre. Un esempio è la foresta.
- SPECIALIZZATO presenta un basso indice di diversità cioè il numero di specie è molto
basso ma caratterizzato da una moltitudine di individui (Es: tundra caratterizzata da
basse T, e la steppa da alte T).
Il fatto che siano poche specie è dovuto per via dei fattori climatici (molto caldo o
molto freddo) ed esso fa si che per ogni specie ci sia abbastanza spazio.
Inoltre un ecosistema specializzato è anche meno produttivo rispetto a quello
GENERALIZZATO.
AGROECOSISTEMA pianta, terreno clima
I 3 fattori della produzione vegetale: e interagiscono tra loro
combinandosi e formando un ecosistema ossia l’agroecosistema.
Il presupposto è che ci sia solidarietà tra i 3 fattori principali.
L’energia nativa che in questo caso è l’energia solare funziona dagli input per
ciò che rende tipico l’agroecosistema è proprio l’aggiunta di
l’ecosistema,
input esterni, di energia date dall’uomo.
L’uomo aggiunge INPUT AUSILIARI nel sistema per massimizzare l’OUTPUT ovvero il
prodotto finale dell’agroecosistema.
L’agroecosistema è quindi un ecosistema modificato dall’uomo sia nell’input che
N.B.
nell’output.
L’agroecosistema viene definito aperto poiché l’uomo modifica e “apre” i cicli
biogeochimici. Esso è un sistema MOLTO SPECIALIZZATO con numero di specie molto
basso ma caratterizzato da una moltitudine di individui.
FASI STORICHE DEGLI AGROECOSISTEMI
- 1° FASE: si punta all’aumento della produttività
RESA (produzione areica)= f (G, A, I) G= potenzialità genotipo
coltivato A= potenzialità
dell’ambiente di coltivazione I= intervento tecnico
- 2° FASE: si punta sulla stabilità produttiva con: bassi input (lotta biologica, genotipi
adatti, rotazioni) e alti input (trattamenti antiparassitari, diserbo chimico,
concimazioni, irrigazioni)
- 3° FASE: si punta sulla sostenibilità
Gli ELEMENTI DI SOSTENIBILITA’ sono:
- Conservazione e mantenimento delle potenzialità delle risorse rinnovabili;
- Adattamento delle colture all’ambiente;
- Mantenimento di un livello di produttività alto, ma rispettoso della potenzialità
dell’ambiente e delle richieste del consumatore.
Nell’AGROECOSISTEMA l’uomo:
- Apporta energia aggiuntiva (INPUT AUSILIARI);
- Riduce la complessità biologica (es: riducendo la biodiversità e con le
monosuccessioni (monocoltura ripetuta), eliminando le piante infestanti,
diminuendo la variabilità genetica nelle piante coltivate);
- Aumenta la produttività primaria utile;
- Asporta una notevole parte della biomassa (OUTPUT);
- Apre i cicli agrochimici con l’immissione di INPUT diversi (es: ciclo N e P);
- Modifica ad ogni ciclo l’equilibrio del sistema (fra input / output; cicli
biogeochimici; la composizione e la quantità dei microrganismi del terreno);
E’ compito dell’agronomo governare gli equilibri, per rendere più stabile la produzione
e per salvaguardare l’integrità dell’ambiente a servizio delle generazioni future.
PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEGLI AGROECOSISTEMI (Secondo Odum)
1) Includono FONTI AUSILIARI DI ENERGIA (umana, animale e combustibile) per elevare
la produttività di particolari organismi.
2) La DIVERSITA’ (ossia la variabilità genetica interspecifica e intraspecifica) è ridotta
in misura notevole rispetto a molti ecosistemi naturali.
3) Le piante e gli animali dominanti sono sottoposti a SELEZIONE ARTIFICIALE anziché
naturale.
4) I CONTROLLI SUL SISTEMA, invece che interni, cioè attraverso meccanismi di
retroazione, sono PREVALENTEMENTE ESTERNI.
Un AGROECOSISTEMA COMPATIBILE deve garantire:
- un rapporto non antagonista tra ecosistema ed agroecosistema;
- un prodotto sano ed una produzione economica, con un giusto margine di profitto per
gli agricoltori.
Le LINEE GUIDA sono quindi la salvaguardia del suolo e della sua fertilità, la
biodiversità della biocenosi agraria (tramite l’uso di siepi, consociazioni e
avvicendamenti) e la razionalizzazione dell’energia ausiliaria.
L’ATTIVITA’ AGRICOLA è inserita nell’ambiente naturale più INTENSAMENTE di qualsiasi
altra attività umana. L’ AGRICOLTURA è AMBIENTE.
CAPITOLI 3
CLIMA E ATMOSFERA
ATMOSFERA
E’ un involucro gassoso che circonda la terra e la segue nei suoi movimenti. La
quasi totalità della sua massa sta a una distanza di 100km dalla superficie
terrestre.
I principali componenti dell’atmosfera, normalmente coinvolti nei processi vegetali
sono il vapor acqueo, l’azoto, l’ossigeno e l’anidride carbonica. Ad essi si associano
elementi rari (argon, neon, elio e kripton) e l’idrogeno, composti ed elementi gassosi
inquinanti e il pulviscolo atmosferico.
La METEREOLOGIA è la scienza che studia i fenomeni fisici che avvengono
nell’atmosfera.
L’AGROMETEREOLOGIA nasce dall’integrazione tra meteorologia e agricoltura e si
occupa delle relazioni tra le condizioni atmosferiche e i processi di crescita, sviluppo e
produzione delle piante coltivate, e delle relazioni tra condizioni atmosferiche e
l’assistenza operativa al lavoro agricolo.
AGROMETEREOLOGIA E IL SIAS
SIAS = Servizio informativo agrometereologico siciliano
L’agricoltura è una delle attività umane più influenzate dagli elementi meteorologici e
dai fattori del clima. Per tale ragione, soprattutto nel corso degli ultimi 50 anni le
applicazioni meteo-climatologiche nel settore agricolo hanno progressivamente
acquistato un’importanza e un interesse crescente a diversi livelli: tecnico scientifico,
economico, politico e sociale.
Un servizio agrometeorologico è un sistema articolato che, attraverso l’uso combinato
di conoscenze meteorologiche, climatiche e agronomiche e grazie anche alla nuova
disponibilità di più moderni strumenti tecnologici (elettronici, informatici e telematici),
può fornire un supporto di grande utilità per la gestione delle aziende agricole,
forestali e zootecniche.
AGROSERVIZI
Le applicazioni agrometeorologiche sono:
- IRRISIAS, programma di bilancio idrico, per migliorare l’efficienza irrigua aziendale
- GELOALERT, programma per l’allertamento sugli eventi di gelata radiativa
- SAFE, pacchetto di modelli per la difesa fitosanitaria guidata e integrata delle colture
- SIASFIRE, programma in area riservata di previsione del rischio meteorologico di
incendi sulla vegetazione
- METAFert, programma di miglioramento dell’efficienza della fertilizzazione aziendale
DEFINIZIONE DI CLIMA (secondo Principe):
Rappresenta la risultante di tutti i fenomeni meteorici che caratterizzano lo stato
medio dell’atmosfera di un determinato punto della superficie del Globo. FENOMENI
CHE SI VERIFICANO IN UN PERIODO LUNGO (almeno 30 anni, secondo l’Organizzazione
di Meteorologia Mondiale).
Si può distinguere un:
- MACROCLIMA che si riferisce a un territorio vasto (es.: Pianura Padana);
- CLIMA LOCALE che interessa una determinata località più circoscritta (es: Altopiano
ragusano);
- MICROCLIMA che si riferisce ad un contesto molto limitato, come una serra o un
semplice appezzamento caratterizzato da particolare esposizione, altitudine, copertura
vegetale ecc..
Il microclima interessa gli strati d’aria vicino al suolo ed è un entità climatica
relativamente isolata rispetto alle entità climatiche limitrofe. Lo stesso non si può dire
per se clima locale, dove sono molto
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