Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

O BIETTIVI E PRINCIPI GENERALI DELLA REVISIONE CONTABILE DEL BILANCIO

significativi a due livelli: a livello del bilancio nel suo complesso e a livello di classi di

4

operazioni, saldi contabili ed informativa, e relative asserzioni.

18. Il revisore deve valutare il rischio di errori significativi a livello di bilancio, cioè i

rischi di errori significativi che influenzano in modo pervasivo il bilancio nel suo

complesso e che potenzialmente hanno un effetto su numerose asserzioni.

Rischi di questo genere spesso si riferiscono all’ambiente di controllo dell’impresa

(sebbene questi rischi possano anche riferirsi ad altri fattori, quali il peggioramento

della situazione economica) e non sono necessariamente identificabili con specifiche

asserzioni a livello di classe di operazioni, saldo contabile o informativa. Piuttosto,

questi rischi generali rappresentano circostanze che incrementano il rischio che

possano presentarsi errori significativi con riferimento a numerose e differenti

asserzioni, per esempio, attraverso la forzatura del controllo interno da parte della

direzione.

Tali rischi possono riguardare in particolare la valutazione da parte del revisore del

rischio di errori significativi dovuti a frodi.

La risposta del revisore alla valutazione del rischio di errori significativi a livello di

bilancio nel suo complesso comprende:

− considerazioni circa le conoscenze, l’esperienza e le capacità del personale al quale

sono affidate responsabilità significative nell’incarico, inclusa la decisione se

utilizzare degli esperti;

− appropriati livelli di supervisione; e

− considerazioni in merito all’esistenza di eventi o condizioni che possano destare

dubbi significativi circa la sussistenza del presupposto della continuità aziendale.

19. Il revisore deve inoltre valutare il rischio di errori significativi a livello di classe di

operazioni, saldo contabile ed informativa perché tali valutazioni lo aiutano nel

determinare la natura, la tempistica e l’estensione delle procedure di revisione

5

conseguenti a livello di asserzioni.

Il revisore ottiene elementi probativi sufficienti ed appropriati a livello di classe di

operazioni, saldo contabile ed informativa che lo mettano in grado di esprimere, al

termine del lavoro, il giudizio sul bilancio nel suo complesso con un livello di rischio

di revisione accettabilmente basso. Il revisore utilizza vari approcci per raggiungere

6

questo obiettivo.

4 Il documento n. 315 “La comprensione dell’impresa e del suo contesto e la valutazione dei rischi di errori

significativi” fornisce una ulteriore guida al revisore in merito alle regole da seguire per valutare i rischi di errori

significativi a livello di bilancio e a livello di asserzioni.

5 Il documento n. 330 “Le procedure di revisione in risposta ai rischi identificati e valutati” fornisce al revisore

una ulteriore guida in merito alle regole da seguire per definire e svolgere le procedure di revisione in risposta ai

rischi di errori significativi identificati e valutati a livello di asserzioni.

6 Il revisore può utilizzare modelli che esprimono in termini matematici la relazione esistente tra i componenti

del rischio di revisione al fine di identificare un livello di rischio di individuazione appropriato. Alcuni revisori

ritengono tale metodologia utile nella fase di pianificazione delle procedure di revisione per raggiungere un

livello di rischio accettabile, anche se l’utilizzo di questi modelli non elimina la presenza del giudizio

professionale del revisore, che è intrinseca al processo di revisione. 7

O BIETTIVI E PRINCIPI GENERALI DELLA REVISIONE CONTABILE DEL BILANCIO

20. I successivi paragrafi forniscono una spiegazione circa gli elementi che costituiscono il

rischio di revisione.

Il rischio di errori significativi a livello di asserzioni è costituito dalle seguenti due

componenti:

− il “rischio intrinseco” è la suscettibilità di una asserzione di contenere un errore che

può essere significativo, considerato singolarmente o in aggregato con altri errori, e

ciò indipendentemente dalla presenza o meno di controlli interni ad essa riferiti.

Il rischio di tali errori è maggiore per alcune asserzioni e relative classi di

operazioni, saldi contabili ed informativa, che per altre asserzioni.

Per esempio, calcoli complessi hanno una maggiore probabilità di essere errati

rispetto a calcoli semplici. Saldi costituiti da importi che derivano da stime contabili

soggette a significative incertezze nella misurazione generano un rischio più elevato

rispetto a saldi determinati in base a dati relativamente ordinari e certi.

Circostanze esterne che comportino un aumento nei rischi dell’attività svolta

dall’impresa possono anch’esse influenzare il rischio intrinseco.

Per esempio, lo sviluppo tecnologico potrebbe rendere certi prodotti obsoleti e

quindi aumentare il rischio di sopravvalutazione delle giacenze di magazzino.

Oltre alle circostanze particolari che attengono a una specifica asserzione, altri

fattori nell’impresa e nel suo contesto, che riguardano molte o tutte le classi di

operazioni, i saldi contabili o l’informativa, possono influenzare il rischio intrinseco

relativo ad una specifica asserzione.

Questi ultimi fattori includono, ad esempio, la mancanza di un capitale circolante

sufficiente per continuare l’attività o il declino del settore industriale caratterizzato

da un elevato numero di attività cessate.

− Il “rischio di controllo” è il rischio che un errore che potrebbe essere contenuto in

un’asserzione e che potrebbe essere significativo, considerato singolarmente o

congiuntamente ad altri errori, non sia prevenuto o individuato e corretto

tempestivamente dal controllo interno dell’impresa.

Questo rischio è correlato all’efficacia della struttura del controllo interno e alla sua

effettiva applicazione rispetto al raggiungimento degli obiettivi dell’impresa relativi

al processo di predisposizione del bilancio della stessa.

controllo sussiste sempre, a causa dei limiti intrinseci del

Un certo rischio di

controllo interno.

21. Il rischio intrinseco ed il rischio di controllo sono rischi d’impresa: essi esistono

indipendentemente dalla revisione del bilancio.

Il revisore deve valutare il rischio di errori significativi a livello di asserzioni quale

base per la definizione delle procedure di revisione conseguenti, ancorché tale

valutazione rappresenti più un giudizio che non una precisa misurazione del rischio.

Quando la valutazione del rischio di errori significativi svolta dal revisore include

un’aspettativa di efficacia operativa dei controlli, il revisore deve svolgere procedure

di conformità per supportare la propria valutazione del rischio.

I principi di revisione generalmente non fanno riferimento separatamente al rischio

intrinseco e a quello di controllo, ma piuttosto ad una valutazione combinata del

rischio di errori significativi. 8

O BIETTIVI E PRINCIPI GENERALI DELLA REVISIONE CONTABILE DEL BILANCIO

Sebbene i principi di revisione generalmente illustrino una valutazione congiunta del

rischio di errori significativi, il revisore può effettuare una valutazione congiunta o

separata del rischio intrinseco e di quello di controllo sulla base delle tecniche o dei

metodi di revisione ritenuti preferibili o di altre considerazioni pratiche.

La valutazione del rischio di errori significativi può essere espressa in termini

quantitativi, come ad esempio mediante l’uso di percentuali, o in termini non

quantitativi. In ogni caso la necessità che il revisore svolga una appropriata

valutazione del rischio è più importante delle differenti metodologie con cui tale

valutazione viene effettuata.

22. Il “rischio di individuazione” è il rischio che il revisore non individui un errore

contenuto in un’asserzione, che potrebbe essere significativo, singolarmente o

congiuntamente ad altri errori.

Il rischio di individuazione è correlato all’efficacia delle procedure di revisione ed alla

loro applicazione da parte del revisore.

Il rischio di individuazione non può essere completamente eliminato in quanto il

revisore normalmente non esamina completamente una classe di operazioni, un saldo

contabile o l’informativa, ed anche a causa di altri fattori.

Tali altri fattori includono la possibilità che il revisore scelga procedure di revisione

inappropriate, applichi procedure di revisione appropriate in modo errato o interpreti

in modo non corretto i risultati delle verifiche svolte.

Questi altri fattori possono normalmente essere affrontati attraverso un’adeguata

pianificazione della revisione, l’assegnazione di personale adeguato al team di

revisione, l’applicazione dello scetticismo professionale, nonché la supervisione ed il

riesame del lavoro di revisione svolto.

23. Il rischio di individuazione è correlato alla natura, alla tempistica e all’estensione delle

procedure di revisione che vengono individuate dal revisore al fine di ridurre il rischio

di revisione ad un livello accettabilmente basso.

Per un determinato livello di rischio di revisione, il livello accettabile di rischio di

individuazione presenta una relazione inversa rispetto alla valutazione del rischio di

errori significativi a livello di asserzioni.

Più il revisore giudica elevato il rischio che esistano errori significativi, minore è il

rischio di individuazione accettabile. Viceversa, minore è il rischio che esistano errori

significativi, maggiore è il rischio di individuazione accettabile.

RESPONSABILITÀ DEL BILANCIO

24. Mentre il revisore è responsabile della formazione e dell’espressione del giudizio

professionale sul bilancio, gli amministratori della società sono responsabili della

redazione e della presentazione del bilancio in conformità al quadro normativo di

riferimento. La revisione contabile del bilancio non solleva gli amministratori dalle

loro responsabilità. 9

O BIETTIVI E PRINCIPI GENERALI DELLA REVISIONE CONTABILE DEL BILANCIO

APPENDICE

Introduzione

Nella presente appendice sono riportate alcune indicazioni con riferimento alle norme etiche

che il revisore è tenuto ad osservare nello svolgimento della revisione contabile.

In particolare:

1) indipendenza: il revisore deve essere in una posizione di indipendenza formale e

sostanziale nell’espletamento dell’incarico;

2) competenza e diligenza: il revisore deve acquisire un adeguato livello di competenza

professionale specifica, mantenere un costante aggiornamento professionale e svolgere

la propria attività di revisione con diligenza professionale;

3) riservatezza: il revisore non può divulgare notizie riservate;

4) responsabilità legale: il revisore ha la responsabilità, civile e penale, stabilita dalla

legge:

5) rapporti tra revisori: il rapporto tra revisori deve essere improntato su basi di

correttezza e collaborazione;

6) compenso del revisore: il revisore deve percepire un compenso adeguato all’incarico

svolto.

1) Indipendenza

La norma etica sull’indipendenza prevede che il revisore contabile sia in una posizione di

indipendenza formale e sostanziale nello svolgimento dell’incarico di revisione.

L’indipendenza si articola, quindi, in indipendenza legale e professionale.

L’indipendenza legale consiste nell’insussistenza di situazioni di incompatibilità ai sensi di

legge o di regolamento.

L’indipendenza professionale consiste nell’atteggiamento mentale indipendente nei confronti

del cliente che il revisore e i suoi collaboratori devono assumere e mantenere costantemente

nel corso dello svolgimento dell’incarico.

Il revisore e i suoi collaboratori devono svolgere il loro incarico con integrità e obiettività e

nell’assenza di qualsiasi interesse che essi possano avere, direttamente o indirettamente, con

l’azienda che ha dato l’incarico, con l’azienda il cui bilancio è oggetto di revisione (se

diversa), i relativi soci, amministratori e direzioni generali.

L’integrità è costituita non solo dall’onestà intellettuale, ma anche dall’agire con equità e

sincerità.

L’obiettività impone al revisore di essere imparziale e libero da vincoli che possano

influenzare il suo giudizio. Le norme sull’indipendenza mirano a favorire l’obiettività del

revisore.

Pertanto il revisore deve rifiutare un incarico qualora constati la sussistenza di circostanze o

vincoli che possano influenzare il suo giudizio, ovvero quando particolari circostanze possano

sollevare nei terzi il fondato dubbio della mancanza di indipendenza. Non è quindi sufficiente

l’onestà intellettuale del revisore, ma è altresì necessaria la condizione obiettiva di essere

riconosciuto indipendente dai terzi. Ad esempio, un revisore che abbia un interesse

finanziario, diretto o indiretto, in un’azienda non sarebbe nelle condizioni obiettive per

10

O BIETTIVI E PRINCIPI GENERALI DELLA REVISIONE CONTABILE DEL BILANCIO

rendere manifesta la sua indipendenza ai terzi, anche se la sua onestà intellettuale potrebbe

fargli mantenere un atteggiamento indipendente.

Si osserva infine che l’indipendenza del revisore è disciplinata da un apposito documento

denominato “Principi sull’indipendenza del revisore”, approvato dal Consiglio Nazionale dei

Dottori Commercialisti e dal Consiglio Nazionale dei Ragionieri e dei Periti Commerciali nel

corso del 2005, a cui -ove applicabile- si rinvia integralmente.

2) Competenza e diligenza.

Il revisore non deve vantare competenza ed esperienza se non le possiede. La competenza

professionale può essere considerata nei suoi due aspetti:

− ottenimento della competenza professionale. Può essere ottenuta con il titolo

universitario adeguato, il tirocinio professionale ed un esame per l’abilitazione

all’esercizio della professione in base a quanto stabilito dalla legge;

− aggiornamento professionale. Il mantenimento della competenza professionale

richiede il continuo aggiornamento nelle discipline attinenti, direttamente o

indirettamente l’attività di revisione. Il revisore deve, inoltre, provvedere

all’adeguata formazione professionale ed al costante aggiornamento dei collaboratori

in relazione al grado di esperienza da essi raggiunto.

La diligenza professionale è intesa come impegno del revisore e dei suoi collaboratori ad

ottemperare ai propri doveri professionali e, in particolare, ad osservare i principi di revisione

statuiti nello svolgimento della propria attività.

Quando il revisore si avvale di collaboratori, l’esercizio della diligenza professionale richiede

un’adeguata direzione del lavoro svolto, un’opera costante di controllo ed un riesame critico

delle risultanze e delle conclusioni raggiunte.

3) Riservatezza.

Il revisore ha l’obbligo di mantenere riservate le informazioni sugli affari dei clienti di cui è

venuto a conoscenza nel corso dell’attività professionale.

Il dovere della riservatezza continua anche dopo la fine della relazione professionale tra

cliente e revisore.

La riservatezza deve essere sempre osservata dal revisore, a meno che la divulgazione di

informazioni non sia stata espressamente autorizzata dal cliente o imposta dalla legge.

Il dovere di riservatezza viene inoltre superato nei seguenti casi:

− per proteggere gli interessi professionali di un revisore in un procedimento legale;

− per permettere controlli di qualità disposti dagli organismi competenti;

− per rispondere a indagini di organi professionali o di vigilanza.

L’obbligo di riservatezza si estende ai collaboratori del revisore.

4) Responsabilità legale

Il revisore ha la responsabilità stabilita dalla legge. 11

O BIETTIVI E PRINCIPI GENERALI DELLA REVISIONE CONTABILE DEL BILANCIO

4.1 Responsabilità civile

I principi di revisione non hanno lo scopo di interpretare le norme di legge in materia, ma di

indicare dei parametri di comportamento.

La responsabilità civile del revisore dovrebbe essere valutata alla luce dei seguenti aspetti

principali:

− la responsabilità del revisore sia nei confronti dell'azienda il cui bilancio è

assoggettato a revisione, sia nei confronti dei terzi che subiscono un danno in

conseguenza delle sue inadempienze o dei suoi errori, deve essere valutata nella

misura in cui tali inadempienze od errori si riflettano sulla relazione di revisione;

− le inadempienze ed errori devono essere valutati in relazione alla natura della

revisione, che consiste nell'espressione di un giudizio professionale - raggiunto in

seguito ad una revisione contabile svolta secondo i principi di revisione -

sull'attendibilità con cui il bilancio stesso presenta la situazione patrimoniale-

finanziaria ed il risultato economico secondo le norme stabilite.

Conseguentemente, il revisore dovrebbe essere considerato inadempiente o in errore solo se

non avesse applicato o avesse applicato erroneamente i principi di revisione e se questo

comportamento avesse avuto conseguenze sulla correttezza del giudizio espresso nella

relazione di revisione.

Per converso, il revisore non dovrebbe essere considerato responsabile qualora non avesse

potuto conoscere o non avesse potuto identificare fatti fraudolenti o errori riflessi nel bilancio

di esercizio, malgrado la diligente applicazione dei principi di revisione.

Ad esempio: l'applicazione di tecniche campionarie può portare a non identificare un errore,

in quanto l'operazione che ha generato l'errore medesimo non rientra nel campione. In questo

caso, se il campione è rappresentativo delle operazioni da controllare, il revisore non può

essere considerato responsabile per la non identificazione dell'errore.

4.2 Responsabilità penale

Il revisore è responsabile penalmente per falsità nelle relazioni o comunicazioni, per ostacolo

all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, per i rapporti patrimoniali

illecitamente intrattenuti con la società assoggettata a revisione, per i compensi illegalmente

percepiti e per l’utilizzazione e divulgazione di notizie riservate, in base a quanto previsto

dalla legge.

5) Rapporti tra revisori

Il rapporto fra revisori deve essere improntato su basi di correttezza e collaborazione.

I rapporti fra il revisore a cui non è stato rinnovato od è stato revocato l'incarico (revisore

precedente) ed il revisore che gli succede (revisore successore) devono conformarsi alle

seguenti norme etiche.

5.1 Rapporti con un’azienda che ha un altro revisore 12


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

14

PESO

69.51 KB

AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Revisione aziendale sugli obiettivi e i principi generali della revisione contabile del bilancio. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'ampiezza del lavoro di revisione, la responsabilità del bilancio, i principi generali della revisione contabile: l'indipendenza l'integrità, l'obiettività, la competenza e la diligenza, la riservatezza, la professionalità, rispetto dei principi tecnici.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in amministrazione e direzione aziendale
SSD:
Docente: Tanzi Anna
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Revisione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Tanzi Anna.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea magistrale in amministrazione e direzione aziendale

Contabilità e bilancio - l'armonizzazione internazionale e l'evoluzione del bilancio
Dispensa