Riassunto RSI realizzato a cura di Francesca Baetta
Capitolo 1
La sostenibilità
RSI: assunzione di responsabilità che l’azienda accetta nei confronti di tutti gli stakeholder.
Stakeholder: tutti i soggetti o categorie di soggetti che sono portatori di interessi nell’impresa sia per gli investimenti
effettuati, sia per i possibili effetti positivi o negativi che dall’attività dell’impresa possono loro derivare.
Compresi i soggetti più direttamente coinvolti e vicini all’impresa, come il membri componenti il soggetto economico.
Strategia della RSI: forma di governance che definisce e tiene presente tutti i diritti e doveri riconducibili all’azienda e
ai propri stakeholder.
Ridurre gli effetti negativi di costi di transazione che intervengono nello svolgimento dell’attività.
Libro verde del 2001 della commissione europea ( promuove un quadro europeo per la responsabilità sociale delle
imprese). volontaria
Definizone: Integrazione delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni
commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Essere socialmente responsabili significa non solo soddisfare
pienamente obblighi giuridici applicabili (sono imprescindibili), ma anche andare al di là investendo di più nel capitale
umano, nell’ambiente e nei rapporti con le parti interessate.
Ciò implica un governo aziendale e la definizione di assetti di governance basati sull’approccio multistakeholder.
La responsabilità sociale è un vero e proprio governo aziendale.
Le imprese considerano oggi la RSI a pieno titolo parte della cultura d’impresa, elemento intrinseco alla gestione
aziendale. La responsabilità sociale si integra nell’impatto valoriale, decisionale gestione dell’impresa, costituendo uno
strumento gestionale delle politiche aziendali a valenza strategica.
Nuova definizone di CSR secondo l’Unione europea: “ responsabilità dell’impresa e per il loro impatto sulla società.“
Essere socialmente responsabili significa farsi carico del portorio impatto su ciò che è al di fuori dell’azienda (su ciò che
sta intorno), la visione è più globale.
Concetto di sostenibilità
Sviluppo sostenibile: capacità di soddisfare i bisogni delle attuali generazioni senza compromettere il soddisfacimento
dei bisogni delle generazioni future.
Lo sviluppo richiama il cambiamento, trasformazione dello status quo (situazione esistente prima di un determinato
evento, ritornare allo status quo), alterazione, modifica e quindi instabilità, frustrazioni, turbolenze.
Sostenibile richiama l’idea di mantenimento nel tempo, soprattutto nel lungo periodo, delle condizioni esistenti e di
capacità di garantire uno sviluppo senza produrre degrado.
Il conflitto tra i 2 termini porta ad un’idea di miglioramento, mantenendo però nel tempo (anche lungo) le condizioni che
consentono tale miglioramento.
Il significato di sviluppo sostenibile dovrebbe essere quello di migliorare la qualità della vita in modo durevole nel tempo
(a tutte le generazioni future).
Concetto di sostenibilità: la terra è un ecosistema chiuso e limitato, perciò occorre porre attenzioni tra le risorse
disponibili e le nostre prospettive.
Impronta ecologica: indicatore che misura il consumo delle risorse naturali. L’ammontare di terra e risorse naturali
necessarie a rispondere ai nostri bisogni di cibo, acqua, fibre naturali, legnami... Impronta che i soggetti con le loro
abitudini, lasciano sulla terra. Impronta ecologia derivante dal consumo.
Le 5 aree prioritarie della sostenibilità sono:
-emissione C02 (energia e clima) -pesca -foreste -acqua -agricoltura.
Il paradigma della sostenibilità
I concetti e principi fondamentali dell’idea di sostenibilità sono:
Approccio olistico allo sviluppo:
1. L’idea di sostenibilità assume un paradigma di pensiero sistemico, basato
sull’assunto che un sistema qualcosa di più della somma delle parti che lo compongono. Vi deve essere un analisi
dei singoli componenti in isolamento e delle interconnessioni che danno forma a tutto il sistema.
Complessità e incertezza:
2. L’ambiente e le società non seguono meccanismi deterministici e prevedibili, ma sono
regolati da meccanismi complessi e caotici che procedono per dinamiche non lineari e difficilmente prevedibili
l’incertezza la componente dei processi decisionali che riguardano i sistemi naturali, sociali ed economici. È la
difficoltà dell’uomo a capire la realtà circostante, interpretarla, governarla e gestirla.
Limite:
3. certo alla base del funzionamento dei sistemi ambientali. Implica la conservazione dello stock di risorse che
costituisce il capitale naturale a supporto della varietà dei viventi soprattutto il rispetto della loro capacità di carico.
Solo un’attenta e corretta gestione delle risorse attuali può garantire la generazione futura la possibilità di soddisfare
i propri bisogni.
La produzione di ricchezza non deve avvenire a danno del sistema che supporta la varietà della vita, bisogna introdurre
vincoli alle trasformazioni rispettando la capacità di carico dei sistemi ambientali.
Logica del lungo periodo:
4. dimensione temporale dello sviluppo sostenibile. Bisogna tutelare le generazioni future e
non solo la prossima generazione.
Adozione di orizzonti temporali ampi richiede di affrontare questioni di valutazione di lungo periodo, in condizioni di
incertezza che rendono molto complessa la valutazione stessa.
Equità:
5. sono 2 le diverse tipologie contenute nella definizione di sviluppo sostenibile
-equità intragenerazionale: sia a livello locale che a livello internazionale, implica parità di accesso le risorse da parte di
tutti i cittadini del pianeta, senza distinzione rispetto al luogo dove si vivono (equità intesa come giustizia).
-equità intergenerazionale: implica pari opportunità fra successive generazioni.
Le dimensioni della sostenibilità
Interrelazione tra sviluppo economico, sociale ed ambientale: lo sviluppo sostenibile viene generalmente rappresentato
come l’intersezione dei 3 insieme dello sviluppo economico, sociale ed ambientale.
Le tre dimensioni sono gerarchicamente uguali tra loro integrate.
Al venir meno di una delle tre la sostenibilità gli altri sono a rischio.
Obbiettivi economici: crescita, equità, efficienza.
Obbiettivi ecologici: integrità ecosistemica, resilienza, biodiversità.
Obbiettivi sociali: partecipazione, coesione sociale, identità culturale, sviluppo istituzionale.
Equilibrio dinamico: viene continuamente rimesso in discussione dalle pressioni dovute al cambiamento, di cui si fanno
promotori diversi soggetti pubblici, sociali privati e che rimette continuamente in discussione le priorità tra i tre obiettivi
fondamentali.
L’ottica dello sviluppo sostenibile richiede un approccio olistico lo sviluppo, cioè un approccio globale alla
pianificazione e valutazione, uno sguardo all’insieme come alle parti, un’attenzione particolare al benessere sociale
ecologico ed economico dei vari sottosistemi, allo stato, alla direzione e dalla velocità di cambiamento dei sistemi delle
loro componenti e soprattutto all’interazione fra le parti.
Interrelazione fra sviluppo economico, sociale ed ambientale: rappresentazione in tre cerchi concentrici, l’economia
esiste all’interno di una società ed entrambe si sono nell’ambiente. Le attività economiche sono considerate fattore
indispensabile per migliorare la qualità della vita, ma la crescita economica deve essere analizzato senza mettere in
pericolo la sostenibilità sociale ed entrambi devono essere perseguite senza sacrificare l’ambiente il patrimonio
naturale.
Il concetto di sviluppo sostenibile integra e bilancio le tre dimensioni sociali, economiche ed ambientale e tre valori
dell’utilità, dell’equità e dell’integrità ecologica.
I portatori di tali valori obiettivi sono diversi, i soggetti coinvolti nel processo di sviluppo sostenibile sono molteplici e
soprattutto possono essere in conflitto tra loro.
Non si possono massimizzare contemporaneamente le tre dimensioni occorre fare scelte che rispecchiano giudizi di
valore e non sono affrontabili e risolvibili solo con lo strumenti tecnici.
partecipazione,
Una leva dello sviluppo sostenibile è la cooperazione.
Sviluppo sostenibile è uno sviluppo partecipato, poiché richiede la comprensione e la cooperazione da parte di tutti gli
attori coinvolti.
La dimensione economica è orientata principalmente al miglioramento del benessere umano, attraverso l’aumento dei
consumi di beni servizi, quella ambientale si concentra sulla protezione dell’integrità e della resilienza del sistema
ecologico. La dimensione sociale sottolinea il rafforzamento delle relazioni umane e il conseguimento delle aspirazioni
individuali di gruppo.
Le tappe dello sviluppo sostenibile
-Conferenza ONU sull’ambiente umano 1972: viene istituita una organizzazione (UNEP) che coordina le attività delle
nazioni unite sull’ambiente, inoltre assiste i paesi in via di sviluppo.
-Emanata una dichiarazione sull’ambiente e sviluppo basata su 26 principi.
-principi su foreste: gestione sostenibile e conservazione di tutti i tipi di foreste.
-convenzione sui cambiamenti climatici: riconosce a livello mondiale il problema del cambiamento climatico.
-protocollo di Kyoto (1997): politiche x ridurre emissioni di gas.
L’unione Europea: tra gli obiettivi del trattato di Maastricht del 1992 si legge: promuovere un progresso economico e
sociale equilibrato e sostenibile.
Le strategie sono focalizzate sulle più urgenti minacce per lo sviluppo sostenibile come i cambiamenti climatici, la salute
pubblica, la gestione delle risorse naturali e trasporti.
Le 7 sfide principali sono: il cambiamento climatico di energia pulita, trasporti sostenibili, consumo e produzione
sostenibile, conservazione e gestione delle risorse naturali, salute pubblica, inclusione sociale, demografica fica e
migrazione, povertà mondiale sfide dello sviluppo.
Il trattato di Lisbona inserisce lo sviluppo sostenibile tra i valori che guidano le decisioni dell’Unione Europea,
affermando che l’unione si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica
equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena
occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente.
Dai principi alle politiche per la sostenibilità
Le organizzazioni internazionali: il ruolo delle organizzazioni internazionali si è concretizzato individuando obbiettivi e
delineando azioni finalizzate a promuovere la sostenibilità nei diversi contesti mondiali.
Gli obiettivi del millennio firmati da tutti i 193 Stati dei membri Onu sono:
-sradicare la povertà estrema e fame nel mondo
-rendere universale l’istruzione primaria
-promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne
-ridurre la mortalità infantile
-combattere l’HIV AIDS, la malaria e altre malattie -garantire la sostenibilità ambientale.
Capitolo 2
Il contributo delle aziende allo sviluppo sostenibile
Sviluppo sostenibile e responsabilità sociale delle aziende
Per attuare lo sviluppo sostenibile e perseguire il benessere generale fondamentale è il ruolo svolto dalle aziende che
operano nel settore economico.
Esse offrono beni e servizi per la soddisfazione dei bisogni umani e determinano performance e impatti di diversa:
natura economica, sociale e ambientale.
Alla loro funzione tipica di creazione del valore, le aziende dovrebbero farsi carico dei complessivi effetti (outcomes) del
loro operato, promuovendo contemporaneamente best practise che rispettano gli standard internazionali della tutela
ambientale tutela dei diritti umani.
Le aziende devono adottare un approccio allo sviluppo in cui si persegue:
-creazione di valore economico,
-equa distribuzione dei redditi, dei consumi del benessere della popolazione,
-salvaguardia ambientale,
-migliorare qualitativo del sistema socioeconomico.
Uno sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale volto a realizzare condizioni di
uguaglianza ed equità Inter e intra generazionale, di giustizia e coesione sociale.
Fine dello sviluppo sostenibile è quello di promuovere il benessere degli individui provvedendo alla soddisfazione dei
loro bisogni, e al rispetto dei loro diritti e opportunità.
Per le aziende che intendono perseguire il successo economico duraturo è fondamentale riuscire a suscitare e
mantenere nel tempo il consenso dei propri stakeholder, ciò implica la capacità di rispondere alle legittime e
variegate aspettative di chi intrattiene relazioni dirette e considerare le attese di quanti, non direttamente coinvolte,
subiscono gli impatti dell’agire aziendale (es: generazioni future).
Affinché l’azienda duri nel tempo in condizioni di autonomia, è necessario riuscire ad interpretare in modo corretto le
sollecitazioni provenienti dal contesto esterno e contemperare i molteplici interessi che gli interlocutori aziendali
esprimono, secondo una prospettiva in cui le istanze di natura competitiva-reddituale, e di natura etico sociale
diventano un tutt’uno inseparabile.
Si tratta quindi di coniugare gli obiettivi di sviluppo e di massimizzazione dello shareholder, con la salvaguardia
dell’ambiente fisico naturale, rispettando le aspettative legittime e le attese espresse da quanti direttamente o
indirettamente sono coinvolti nell’attività delle aziende.
Vuol dire adottare un comportamento socialmente responsabile, un modo di operare che oltre a non essere contrario
alla legge, non sia in contrasto con i valori fondamentali dell’agire umano e dell’ambiente in cui l’azienda opera.
Motivazioni e spinte verso la RSI
Cambiamenti sociali ed economici del contesto:
1. sollecitano le imprese ad una lettura diversa e più consapevole
sia delle problematiche sia delle aspettative in ambito di RSI.
-globalizzazione: Ha messo in luce la necessità di gestire alcuni aspetti specialmente sotto il profilo sociale ed
ambientale che date le grandissime distanze prima potevano essere facilmente nascosti.
-gravi disastri ambientali: hanno sollecitato l’attenzione pubblica riguardo la tutela dell’ambiente.
-diritti dei lavoratori e rispetto dei diritti umani nello svolgimento delle attività lavorative
-fenomeni di natura economica (fallimenti aziendali,poca trasparenza, integrazione dei mercati finanziari).
Vengono fatti approfondimenti teorici e studi sull’affermarsi di filoni di pensiero nell’ambito degli studi di management
che riconoscono al capitale umano, all’esistenza e diffusione di valori condivisi, un ruolo fondamentale per la
competitività aziendale.
Queste materie sono strettamente correlate alla RSI è concentrata sulle politiche strategie di gestione che riguardano
anche il capitale umano (Valorizzazione del personale dipendete, svolgimento del personale dipendente, diffusione e
promozione del senso di appartenenza dei lavoratori alla realtà aziendale con la condivisione dell’ammissione ai valori
dell’azienda).
2. Nuove normative, regolamentazioni e standard: ruolo degli organismi internazionali, dei governi, dell’associazione
di promozione e sviluppo della RSI e dei numerosi eventi nazionali e internazionali di diffusione della cultura di RSI.
Un area importante per la diffusione della RSI è costituita dagli aspetti di innovazione apportati dalle nuove
regolamentazioni standard prodotti in conseguenza, o comunque in relazione agli impatti derivanti dei cambiamenti
descritti.
Questi standard sono stati promossi da governi, organismi internazionali, associazioni di promozione della RSI e società
di consulenza privata, nonché eventi nazionali e internazionali in tema di RSI ed etica: -campagne di cause related
marketing, -rendicontazione sociale, -attestazione di qualità delle politiche sociali o ambientali.
3. Diverso ruolo assunto da imprese e società civile: atteggiamento pro attivo (propositivo) delle imprese e ruolo
dell’organizzazioni non governative, associazioni dei consumatori e gruppi ambientalisti.
Le imprese non si limitano a rispondere alle pressioni esterne, ma diventano promotrici della responsabilità sociale:
-assumono ruolo propositivo per prevedere l’evoluzione e sviluppi futuri del sistema nel quale sono inserite,
-ricercano soluzioni ottimali aldilà degli obblighi imposti dalla normativa.
La società civile si organizza in attività di organizzazioni non governative, associazioni dei consumatori e gruppi
ambientalisti che si propongono di definire modelli o Best Practice facilmente utilizzabili dalle imprese per la
maturazione di comportamenti socialmente responsabili nella gestione e governo aziendale.
ad attività svolte possono determinare sul piano economico, sociale ambientale.
Ripartizione delle responsabilità per la realizzazione dello sviluppo sostenibile
Istituzioni pubbliche:
-definizione di un quadro uniforme di politiche e strategie di lungo termine,
-attuazione di misure e indicazioni di strumenti,
-sensibilizzazione del mondo imprenditoriale dell’opinione pubblica.
Aziende di produzione:
-perseguimento di una crescita sostenibile sul piano economico, sociale ed ambientale.
-Trasmissione di saperi e Brest practise alle nuove generazioni imprenditoriali.
Organizzazioni non governative:
-collaborazione con i governi per la definizione delle strategie pubbliche,
-segnalazione di eventuali inadempienze da parte delle istituzione pubbliche e aziende.
La volontarietà della RSI
L’assunzione di responsabilità sociale da parte delle imprese è assolutamente volontaria, ma esistono diversi vincoli
derivanti da fattori interni (speci
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Responsabilità sociale dell’impresa (CSR)
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Responsabilità civile
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Responsabilità contrattuale
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Responsabilità contrattuale