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RSI e informativa aziendale

Premessa

L'azienda, in quanto sistema sociale aperto, è in continuo contatto con il contesto in cui opera e con il quale crea flussi in input (dall'ambiente) e in output (verso l'ambiente) di beni/servizi, risorse e informazioni. Questo rapporto continuo con l'ambiente (contesto) e, in generale, con i suoi stakeholder (interni ed esterni) implica un'attività di comunicazione implicita ed esplicita. Quindi, l'attività di comunicazione è connaturata al sistema aziendale e rappresenta non più solo un obbligo ma un'opportunità di creazione e diffusione di valore. Per esempio, grazie a una buona comunicazione, l'impresa potrebbe attirare nuovi stakeholder.

Nell'attuale contesto competitivo, è sempre più importante che l'azienda sappia diffondere un'immagine di sé che sia vicina alle aspettative dei suoi stakeholder. L'ottenimento di fiducia e consenso è strettamente collegato alle capacità dell'azienda di essere trasparente, di comunicare con l'esterno, quindi di informare sulla propria vision, sul modo di svolgimento della propria attività, sul proprio patrimonio e non solo quello materiale o "visibile", ma anche quello "invisibile". La diffusione di informazioni relative all'entità e alla qualità di intangibili posseduti può rappresentare un'importante fonte di fiducia.

Ruolo cruciale della comunicazione

La comunicazione assume inevitabilmente un ruolo strategico: è condizione necessaria al conseguimento di un vantaggio competitivo. Ha un ruolo cruciale perché abbiamo tanti stakeholder, nei confronti dei quali l'azienda deve trovare sostegno e legittimazione; e perché l'azienda deve essere in grado di assicurarsi un flusso di risorse (materiali e immateriali) in grado di garantire la continuità aziendale.

Tutte le aziende sono chiamate a considerare la presenza, gli interessi e le attese degli stakeholder; come abbiamo studiato, questa necessità è ancora più rilevante per le aziende che assumono comportamenti di RS. Quindi le imprese si vincolano ad attivare modalità di considerazione e coinvolgimento di tutti i propri stakeholder e ne deriva un prioritario impegno a strutturare completi e corretti flussi comunicazionali indirizzati a tutti i diversi stakeholder, attraverso le modalità e in merito ai contenuti per gli stessi più rilevanti. È un impegno col fine di raccogliere dati e fornire documenti (report).

Utilità della comunicazione aziendale

L'utilità dalla comunicazione aziendale data è condizionata da alcuni fattori: le informazioni devono essere disponibili, accessibili, tempestive, pertinenti rispetto alle esigenze, trasparenti (devono essere forniti dati veri, con una chiara ed esaustiva esposizione) e attendibili (garantire che i dati siano veri e verificabili, che aderiscano alla realtà). In base agli obiettivi, al contenuto, ai destinatari e ai canali utilizzati nel processo di comunicazione è possibile individuare diverse aree o livelli di comunicazione aziendale:

  • Comunicazione interna → Rivolta al management, ma soprattutto ai dipendenti, per generare un senso di appartenenza. Ruolo di trasmissione di informazioni col fine di generare un senso di identificazione con gli obiettivi d'impresa. Informazioni fornite: si trasmettono informazioni di natura operativa necessarie allo svolgimento dell'attività aziendale e informazioni dirette alla condivisione dei valori e della cultura aziendale (info che riguardano gli andamenti economico-finanziari, la definizione degli obiettivi, l'andamento delle vendite...). Strumenti usati: giornali aziendali, notiziari, rassegne stampa; TV a circuito chiuso, riunioni aziendali o convegni...
  • Comunicazione esterna → Rivolta a tutti gli stakeholder dell'azienda (clienti, rivenditori, fornitori, azionisti attuali e potenziali, istituzioni, mercati finanziari, mercato del lavoro e dei capitali, ecc.). Ruolo di creare e consolidare rapporti con coloro con i quali l'azienda è, o potrebbe essere, in relazione. Non ha quindi un ruolo di pubblicità. Informazioni fornite variano in funzione dei destinatari:
    • La comunicazione commerciale: destinata a tutti coloro che sono interessati al prodotto/servizio offerto dall'azienda, il cui obiettivo è quello di allargare il mercato e formare o consolidare i rapporti con i clienti. Tramite: pubblicità e la promozione, le relazioni pubbliche, le vendite personali, le fiere...
    • La comunicazione economico-finanziaria: ha l'obiettivo di migliorare le relazioni con gli stakeholder informando loro sugli aspetti patrimoniali, reddituali e finanziari della gestione dell'impresa. Tramite le relazioni periodiche di bilancio, i prospetti informativi, ecc.
    • La comunicazione istituzionale: ha per oggetto l'impresa nel suo complesso con i suoi valori, la sua missione, la sua vision. I destinatari sono i cittadini, le istituzioni... Tramite: telefono, e-mail, stampa radio e televisione, affissioni...

Nel concreto, strumenti usati: la televisione e la radio, la stampa e le agenzie di stampa, il materiale stampato (opuscoli, brochure, dépliant, report, ecc.), le conferenze, la corrispondenza e le sponsorizzazioni. Quindi l'impresa deve attivarsi in modo concreto e convinto per dar via a una comunicazione che sia efficace.

Informativa aziendale obbligatoria

L'informativa che le aziende rivolgono all'esterno comprende un insieme variegato di dati, notizie, documenti, obbligatori e non, che hanno proprio l'obiettivo di trasmettere informazioni di natura qualitativa e quantitativa per consentire ad ogni stakeholder di assumere decisioni consapevoli ed efficienti. Nella comunicazione esterna, occorre distinguere: la comunicazione aziendale (destinatari e canali di trasmissione) e la comunicazione economico-finanziaria (destinatari e canali di trasmissione).

Comunicazione aziendale e comunicazione economico-finanziaria

  • Comunicazione aziendale (destinatari e canali di trasmissione) riguarda tutti i messaggi indirizzati all'esterno dell'impresa, in qualsiasi forma e modalità, per creare fiducia e approvazione nei diversi destinatari. Fornire risultati storici o prospettici, notizie inerenti agli assetti proprietari e di governo, strategie aziendali, caratteristiche dell'organizzazione, dimensione dell'impresa o del business, dati relativi al personale dipendente, caratteristiche e qualità di prodotti e processi.
  • Comunicazione economico-finanziaria (destinatari e canali di trasmissione) destinatari e canali di trasmissione della comunicazione di carattere eco-finanziario. Due tipologie di informativa:
    • Comunicazione economico-finanziaria di natura contabile: le informazioni passano attraverso al bilancio d'esercizio, quindi ha come oggetto principale il reddito e il capitale in esso rappresentati. Dal lato dell'informativa di tipo sociale, ambientale e di governance prima del decreto 254/2016 non si aveva imposizione; dai bilanci 2017 c'è l'obbligo normativo di questo decreto che introduce la DNF. Vale solo per le grandi imprese con +500 dipendenti e oltre 40 milioni di fatturato, o attivo di oltre 20 milioni. Obbligo di integrare il bilancio con una relazione non finanziaria (DNF) nella quale spiegare politiche e rischi dell'impresa riguardo a: uso di risorse energetiche e idriche, emissioni di gas serra e inquinanti, impatti dell'attività su ambiente, salute e sicurezza, aspetti sociali e connessi alla gestione del personale, rispetto dei diritti umani…
    • Comunicazione economico-finanziaria di natura non solo contabile: tutte le informazioni di carattere istituzionale, quindi dati e notizie, connesse agli aspetti economici e finanziari dell'attività, ma che non trovano rappresentazione nelle scritture contabili (corporate governance…). È importante perché: rende consapevole l'emittente dell'importanza del ruolo svolto dall'informativa e della necessità di inserirla in una logica di comunicazione improntata alla trasparenza; fa sì che si assuma un atteggiamento di consenso da parte dei diversi destinatari. Necessità di inserire l'informativa obbligatoria in un progetto di comunicazione integrata volta al costante miglioramento qualitativo dell'informativa.

RSI e informativa aziendale volontaria

I documenti obbligatori mostrano dei limiti nel fornire un'informazione completa, in particolare per quanto riguarda le notizie di carattere non strettamente economico-finanziario (che possono assumere una notevole rilevanza soprattutto per gli interlocutori meno coinvolti nelle relazioni con l'azienda). Quindi subentra l'informativa volontaria che risana questa lacuna: pur non essendo richiesta da esplicite fonti normative, è proposta da ciascuna impresa a completamento dell'informazione obbligatoria in risposta alle esigenze emerse in relazione alla considerazione di un sempre più ampio pubblico di stakeholder.

Genera inoltre un punto di incontro tra domanda e offerta informativa e anche una miglior capacità competitiva dell'impresa perché si mostra in modo migliore ai suoi stakeholder. Motivazioni di dare info volontarie, essa consente di:

  • Sviluppare una comunicazione ad hoc per i propri stakeholder (in base a quali sono le istanze di specifici st-)
  • Valorizzare aspetti della gestione: capitale umano, notorietà del marchio, credibilità presso la clientela…
  • Ridurre l'asimmetria informativa tra impresa e investitori rendendo nota una cosa che non era conosciuta
  • Ampliare la platea di soggetti potenzialmente interessati all'azienda
  • Possibili benefici personali per il management aziendale efficiente.

Per poter disporre questi documenti, che non hanno una struttura obbligatoria, esistono degli standard e linee guida (nazionali/internazionali) che, se attuati con trasparenza, integrano e perfezionano l'informativa d'impresa in modo più efficace rispetto a un aumento dei vincoli normativi, da soli non sufficienti a garantire la qualità dell'informazione.

Effetti e benefici

Per i terzi, l'impresa in questo modo è percepita come meno rischiosa, perché essi sono adeguatamente informati. Problematiche: affidabilità dell'informazione; per rendere l'informativa affidabile ed attendibile, si fa ricorso a standard.

Tre direzioni di approfondimento:

  • Informazioni sulle performance di specifici aspetti della gestione aziendale
  • Informazioni sulle performance non economico/finanziarie (ambientali, sociali …)
  • Informazioni prospettiche

Costi

Ci sono dei costi che vanno considerati prima di rendicontare, perché bisogna garantire la continuazione delle informazioni per evitare di perdere credibilità, nello specifico:

  • Costi per la raccolta delle informazioni e per la definizione e diffusione dei documenti
  • Costi di apertura (costi competitivi per possibili effetti negativi del rendere noti, per possibili cause giudiziarie…)
  • Costi legati alla necessità di continuità dell'informativa volontaria, che deve essere fornita anche se "non positiva".

Rendicontazione sociale

La rendicontazione sociale nasce come tentativo di superare i limiti di quella economica: quindi deve catturare molti dei fenomeni non economici ma che indirettamente lo diventano. La rendicontazione sociale si pone dunque come tentativo di misurare ciò che le rendicontazioni tradizionali non riescono a rilevare. Quindi rendicontazione sociale significa dare info in modo continuo nel tempo, senza identificarla come singolo atto, ma come un processo: volontà di dare atto di quanto fatto in diversi ambiti (sociale, diritti umani, ambientali…).

Accountability

Con il termine accountability si intende la responsabilità informativa che un'organizzazione assume nei confronti dei propri interlocutori. Significa diventare consapevoli, assumersi la responsabilità ed essere trasparenti sull'impatto delle proprie politiche, decisioni, azioni, prodotti e relative performance.

L'obbligo di una persona di spiegare ad altri l'adempimento di un tale dovere (Webster); la prontezza di un'organizzazione a fornire una spiegazione giustificata alle istanze delle parti interessate (Crane e Matten).

Strumenti di accountability

Indiretta

Forma di comunicazione "in uscita", perché il risultato arriva all'esterno. Avviene tramite strumenti di natura comunicativa/informativa, è detta indiretta perché è generica. Sono finalizzati a fornire informazioni in tema di scelte e comportamenti etici che, una volta comunicati agli interlocutori, possono eventualmente essere oggetto di valutazione da parte degli stessi. Esempi: Codice etico, Standard di certificazione. Standard e linee guida per chi volesse ottenere una certificazione specifica.

Diretta

Utilizza specifici strumenti per specifici ambiti di applicazione e sono strumenti di rendicontazione vera e propria. Hanno l'obiettivo di rendere periodicamente conto di quanto fatto in ambito sociale, ambientale, di sostenibilità. Esempi: Bilancio sociale, Bilancio di sostenibilità, Bilancio integrato, Bilancio ambientale, Bilancio dell'intangibile…

Tutti gli strumenti che producono un report dichiarazione non finanziaria.

Differenza tra accountability diretta e indiretta: nell'indiretta non si ha la produzione di report con informativa di ambito sociale, ambientale, e di sostenibilità ma abbiamo standard e linee guida di riferimento.

RSI e accountability indiretta

Gli strumenti: standard e le linee guida volti a regolamentare alcuni aspetti dell'attività aziendale:

  • Gli standard offrono indicazioni per una corretta gestione di particolari aree o funzioni e impegnano l'azienda al rispetto completo delle disposizioni indicate. Possiamo trovare:
    • Standard di contenuto contengono forma e contenuto dei documenti di rendicontazione sociale. Tali strumenti assumono una significativa rilevanza come guida per l'azienda.
    • Standard di processo definiscono le modalità con cui queste le attività aziendali devono essere realizzate in modo da essere coerenti con l'assunzione di RSI. Offrono indicazioni che rappresentano il minimo imprescindibile per qualificare l'assunzione di responsabilità di natura sociale da parte dell'azienda.
    • Standard di principio: prevalentemente dedicati alla disamina dei principi alla base della responsabilità sociale.
    • Standard di certificazione: forniscono indicazioni più operative per ottenere una valutazione della corretta applicazione dello standard da parte di soggetti esterni e, di conseguenza, una sorta di certificazione connessa alla materia disciplinata nello standard stesso. Se il "controllore" accerta la corretta esecuzione, allora rilascia una certificazione relativa allo specifico ambito. La certificazione rappresenta un elemento importante per i terzi e deve rimanere circoscritta a quell'ambito.
  • I principi sono invece soglie minime da rispettare in specifici ambiti e forniscono utili indicazioni per l'attuazione di comportamenti e l'implementazione di modalità operative rispettose e valorizzanti i principi di responsabilità sociale.

Standard e principi (linee guida) sono quindi norme volte a garantire una corretta impostazione del processo di assunzione di responsabilità sociale (s. di processo) o del documento di rendicontazione sociale (s. di contenuto).

Global Compact

Riguardo gli strumenti di accountability indiretta, gli analizziamo nello specifico:

Global Compact rappresenta un Patto Globale, proposto dall'ONU nel 1999. Ha lo scopo di promuovere la RSI attraverso il rispetto di alcuni principi fondamentali relativi ai diritti umani, alle condizioni di lavoro, all'ambiente e alla lotta alla corruzione. Il Global Compact non rappresenta uno strumento normativo e non ha natura obbligatoria, ma offre un quadro di riferimento per indirizzare gli amministratori in una gestione aziendale con un'ottica di sostenibilità.

Il suo obiettivo, oltre a quello di promuovere la RSI, è quello di assistere le organizzazioni che intendono ridefinire le proprie strategie e il proprio comportamento in tema di RSI offrendo al management un quadro globale in grado di supportarli in una gestione manageriale impegnata e attiva per la crescita e lo sviluppo dell'impresa in un'ottica di sostenibilità.

Proposte in ognuno dei 4 ambiti visti: il Global Compact è progettato come un forum, aperto alla partecipazione di differenti gruppi di imprese e di varie organizzazioni. Sono previste due diverse modalità di partecipazione:

  • I partecipanti si impegnano attivamente a livello globale e ricevono pieno accesso alle risorse e alle attività del paese di appartenenza, pieno accesso alla piattaforma e agli strumenti digitali del Global Compact e opportunità di collaborazione con la rete locale del Global Compact nel proprio paese. Pagano un contributo finanziario annuale basato sul fatturato.
  • I firmatari si impegnano attivamente a livello nazionale o regionale e ricevono accesso alle risorse e alle attività specifiche del paese, accesso di base alla piattaforma digitale e agli strumenti del Global Compact nonché l'opportunità di impegnarsi con la rete locale nel proprio paese o regione. Pagano un contributo finanziario annuale solo le imprese che superano determinati livelli reddituali.

Le imprese che aderiscono si impegnano a produrre una pubblica dichiarazione di sostegno al Global Compact e ai suoi principi:

  • Rendere i principi parte integrante delle strategie, delle operazioni quotidiane, dei processi decisionali e della cultura aziendale;
  • Supportare gli obiettivi delle Nazioni Unite (ONU), inclusi gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs);
  • Rendicontare pubblicamente annualmente i progressi registrati nell'implementazione dei Principi le Communication on Progress.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

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