Il pensiero politico di Machiavelli
Per Machiavelli, noi, come popolo, dobbiamo molto alla chiesa per la nostra condizione di schianto; bisogna sottrarre la politica all'ingerenza della religione.
Virtù e repubblica
Il tema della "virtù" e della "repubblica" è espresso nella 1a deca di Tito Livio. Secondo Machiavelli, la libertà politica e l'uguaglianza sono possibili solo sotto un governo repubblicano e non un governo di gentiluomini; persone oziose che ristagnano nel loro potere, che vivono i benefici della vita grazie al lavoro altrui. Per Machiavelli, questi sono i nemici della società. Dove ci sono troppi gentiluomini, la repubblica non è possibile a meno che essi non siano privati del loro potere. Trasformare un regno in repubblica è un compito arduo. Caratteristica della repubblica è l'uguaglianza politica e senza ciò essa non è possibile e non è prolungabile.
Religione e politica
Il tema della religione è molto ampio e invade anche i temi politici. Spesso, infatti, la politica era condizionata da moralismi e religiosità; molto spesso anche l'elezione dell'imperatore era dovuta all'ingerenza religiosa. Tale ingerenza poteva comunque essere indiretta e tendeva soprattutto a salvaguardare i diritti dei clerici. Anche se molto incisivo, il potere religioso era soprattutto di servizio in funzione dei fatti politici. Machiavelli crede in una religione strumentale e non disdice tale ingerenza per fini politici. Infatti, il potere della religione era quello di "aggregare", e ciò poteva essere favorevole alle istituzioni.
Critiche alla chiesa
Machiavelli, oltre a favorire l'ingerenza politica della religione, pone però anche delle critiche alla chiesa:
- Il benessere non dipende dalla chiesa
- La chiesa non è stata direttamente la rovina della provincia ma è stata forte a tal punto da fare sì che gli stranieri potessero dividerla (→ accusa)
-
Repubblica, Platone
-
Principali leggi Repubblica Romana
-
La repubblica arcaica
-
Presidente della Repubblica