Storia e istituzioni delle Americhe
“Religioni del Messico antico”
a.a. 2007-2008
- Materiali didattici -
1
Creazione dell’uomo
Leyenda de los soles
Si riunirono gli dei e dissero: “Chi vivrà? Già è stato innalzato il cielo, già è ferma la terra. Chi vivrà? Oh
dei?”. Dunque Quetzalcoatl si recò nel Mictlan, arrivò là dove dimorano Mictlantecuhtli e
Mictlancihuatl. Là disse a Mictlantecuhtli: “Sono venuto per le ossa preziose che conservi, sono venuto
a prenderle”. Egli rispose: “Cosa vuoi fare, Quetzalcoatl?”. Così egli nuovamente rispose: “Gli dèi sono
preoccupati. Chi vivrà sulla terra?”. Gli rispose Mictlantecuhtli: “Va bene. Fa suonare la mia conchiglia,
e fai girare quattro volte il mio cerchio di chalchiuhuites”. Ma la sua conchiglia non aveva fori; quindi
Quetzalcoatl convocò i vermi affinché scavassero dei fori. Attraverso quelli entrarono i calabroni e le
vespe; quindi Quetzalcoatl soffio e Mictlantecuhtli lo udì. Così gli disse: “Va bene, prendile!”. Ma
Mictlantecuhtli disse ai suoi messaggeri mixtechi: “Dei, andate a dirgli che lasci le ossa”. Rispose
Quetzalcoatl: “No, le prenderò tutte insieme”. Quindi chiese al suo nahualli: “Digli che le abbandonerò
lungo il cammino”. Dunque il nahualli gridò: “Le sto abbandonando”. Quetzalcoatl risalì, e portò con sé
le ossa preziose; da una parte stavano le ossa dei maschi, dall’altra quelle delle femmine. Dopo averle
raccolte, Quetzalcoatl le avvolse e le portò con sé. Nuovamente Mictlantecuhtli disse ai suoi messaggeri:
“Dei, Quetzalcoatl sta davvero portando con sé le ossa preziose. Oh dei, andate a scavare un fosso!”
Immediatamente andarono a scavare un fosso affinché Quetzalcoatl vi potesse cadere; e
successivamente lo spaventarono le coturnici. Quetzalcoatl cadde come morto e, sfuggiti dalle sue
mani, rovinarono in terra le ossa preziose, le quali furono beccate e rotte dalle coturnici. Quando
Quetzalcoatl rinvenne, si mise a piangere e disse al suo nahualli: “Nahualli mio, come è potuto accadere
tutto ciò?” Ed egli rispose: “Come può essere? Quindi tutto ormai è rovinato”. Quetzalcoatl riunì le
ossa, le raccolse, le avvolse e le portò al Tamoanchan; quando arrivò laggiù, le macinò Quilaztli, che è
Cihuacoatl, e le mise in un recipiente di chalchihuite. Quindi Quetzalcoatl incise il suo pene e con il
sangue fecero penitenza tutti gli dei.[…] Per questa ragione dicevano: “A causa degli dei nacquero gli uomini,
perché essi fecero penitenza per noi”. 2
Creazione del Sole e della Luna e miti della preziosità
Bernardino de Sahagún, Codice fiorentino, Libro VII, cap. II
Dicevano che prima che ci fosse il giorno nel mondo, si erano riuniti gli déi in quel luogo che si
chiama Teotihuacan […]. Dissero alcuni dèi agli altri: “Chi si prenderà carico di illuminare il mondo?”
Quindi a queste parole rispose un dio che si chiamava Tecuciztecatl e disse: “io mi faccio carico di
illuminare il mondo”. Quindi un’altra volta parlarono gli déi e dissero: “Chi sarà l’altro?” Quindi si
guardarono tra loro e chiesero chi sarebbe stato l’altro. E nessun di loro osava offrirsi per quel
compito. Tutti avevano timore e si scusavano. Uno degli déi di cui non si faceva conto ed era
bubboso, non parlava, ma ascoltava tutto quello che gli altri dicevano. E gli altri parlarono e dissero:
“Che sia tu colui che illuminerà, o bubboso” Ed egli, di buona volontà, obbedì al loro comando e
rispose: “Con modestia accetto quello che mi avete comandato”. E dopo i due cominciarono a fare
penitenza per quattro giorni. E quindi accesero il fuoco […]. Tutto ciò che offriva il dio chiamato
Tecuciztecatl era prezioso: in luogo di ramoscelli offriva piume ricche che erano chiamate quetzalli; in
luogo di balle di fieno offriva sfere d’oro; in luogo di spine di maguey offriva spine fatte di pietre
preziose; in luogo di spine insanguinate offriva spine fatte di corallo colorato. […] I bubboso, che si
chiamava Nanahuatzin, invece di rami offriva canne verdi [...]; offriva balle di fieno e spine di maguey;
e le insanguinava con il suo stesso sangue; e in luogo di copal offriva le sue pustole. […]. E dopo la
mezzanotte gli diedero i loro vestiti. A quello che si chiama Tecuciztecatl diedero un piumaggio detto
aztacomitl e una giacchetta di panno. E al bubboso, che si chiama Nanahuatzin, ornarono il capo con la
carta che si chiama amatzontli, e gli posero una stuoia di carta e un maxtli di carta. E arrivata la
mezzanotte tutti gli dèi si misero intorno al focolare [...]. In questo luogo arse il fuoco per quattro
giorni. Si disposero gli déi su due file, una dalla parte del fuoco e una dall’altra parte. […] E dunque gli
déi dissero a Tecuciztecatl: ‘Ora dunque Tecuciztecatl, entra nel fuoco!’ Egli immediatamente si gettò
per entrare tra le fiamme. Il fuoco era grande e molto caldo e, appena sentì il suo grande calore, ebbe
paura. Non osò gettarsi nel fuoco, ci riprovò. Un’altra volta tornò per gettarsi nel fuoco facendosi
forza, ma di nuovo si arrestò. […] Per quattro volte provò, ma non riuscì a gettarsi. […] Era stato dato
un comando che non provasse per più di quattro volte. Dopo che ebbe provato quattro volte, gli dèi
parlarono a Nanahuatzin e gli dissero: “Ora dunque, Nanahatzin, prova tu!” E appena gli déi avevano
parlato, sforzandosi e chiudendo gli occhi si lanciò nel fuoco. E dopo cominciò a sfrigolare nel fuoco
[…]. E appena Tecuciztecatl
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