RELAZIONI PUBBLICHE
5 ottobre
Media creation, parte importante delle relazioni pubbliche.
I due grandi settori della comunicazione sono pubblicità e relazioni
pubbliche. Il pubblicitario compra gli spazi sui giornali o sui media, il
relatore pubblico non compra gli spazi, ma vuole arrivare a pubblicare i
propri contenuti senza dover comprare spazi. Egli ha quindi il compito di
costruire dei contenuti interessanti che vengono notati dai giornalisti.
Campagna “Io non sclero”
La campagna è stata pagata da Biogen, un'azienda farmaceutica ed è
stata realizzata da Edelman, agenzia esterna di relazioni pubbliche
americana tra le più importanti al mondo. Obiettivo? Informare
sull’argomento e rafforzare la propria posizione all’interno della comunità
della sclerosi multipla, ossia tra malati e medici. Di conseguenza, essa ha
fatto una partnership con l’associazione dei pazienti e dei medici (i
neurologi). Non è una pubblicità ma ha costruito una vasta comunità ed
una serie di relazioni profonde con medici e pazienti coinvolgendoli in
una seria di iniziative come eventi, vendita di libri ecc. In questo modo,
Biogen ha la possibilità di contattare in maniera diretta medici e pazienti,
il che risulta fondamentale per l’azienda. Quando si dà voce ai diretti
interessati, il messaggio che ne esce risulterà maggiormente credibile.
Creare una storia è importante perché rende il contenuto interessante
e notiziabile.
6 ottobre
Publicity: non sempre significa pubblicità, negli USA è simile alle relazioni
pubbliche, mentre in UK comprende anche la pubblicità. La pubblicità
vera e propria è identificabile con il nome advertising.
La figura del comunicatore moderno risale all'inizio del secolo scorso.
Negli stati uniti iniziano ad essere applicate le tecniche della psicologia
alla comunicazione: ciò era una novità perché vi era quindi una fase di
studio preliminare.
La divisione tra pubblicità e relazioni pubbliche era netta, ma al giorno
d’oggi la differenza si è assottigliata infatti esistono agenzie che fanno
entrambe le cose, perche? Perché ormai le pubblicità assomigliano molto
alle relazioni pubbliche, questo grazie all’avvento di internet. Una
pubblicità fatta su internet ha logiche molto più simili alle relazioni
pubbliche dato che sono più indirizzate ad un determinato pubblico. Essa
tende ad instaurare un rapporto diretto coi consumatori.
Differenze tra pubblicità e relazioni pubbliche al giorno d’oggi
1) Pubblicità Vs Relazioni pubbliche
Nella pubblicità gli spazi vengono pagati. Colui che compra lo
spazio, lo riempirà nel modo migliore possibile con idee creative. Le
relazioni pubbliche non comprano spazi, bensì cercano di
guadagnarsi spazi proponendo contenuti interessanti. Le logiche dei
media sono diverse dalle logiche di coloro che propongono
contenuti. Esempio: vi è uno scandalo; i media vogliono parlare di
questo, mentre le aziende no. I contenuti devono essere notiziabili.
2) Controllo Vs Influenzamento
La pubblicità ha un controllo totale dello spazio: è disponibile un
tot di tempo (esempio 30 secondi per spot pubblicitario) ed in quel
tempo il creatore della pubblicità può usufruire dello spazio nella
maniera che ritiene migliore. Una pubblicità può anche essere
modificata. Le RP sono diverse: una volta che una notizia è stata
riportata da un giornalista, essa ha già “fatto notizia” e non verrà
più ripresa in seguito, quindi è importante che essa sia scritta nella
maniera migliore possibile già al primo tentativo.
3) Potenziali clienti Vs stakeholders
La pubblicità si rivolge ai clienti potenziali, ad un pubblico molto
ampio, sperando di farli diventare clienti a tutti gli effetti.
Nonostante ciò, una pubblicità deve essere comunque mirata
(esempio: pubblicità per bambini probabilmente andrà in onda al
pomeriggio, qualcosa per gli adulti la sera). Le RP non si rivolgono
a potenziali clienti, bensì agli stakeholders (portatore di interesse o
parti interessate). Le RP si rivolgono a soggetti ed organizzazioni
che sono interessati ad una certa tematica (esempio: stakeholders
azienda farmaceutica sono le associazioni di medici o le
associazioni farmaceutiche).
4) Prodotto Vs Relazioni
La pubblicità si occupa di far conoscere un prodotto o servizio ed
invogliare l’acquisto da parte del consumatore (almeno la maggior
parte, le altre si chiamano pubblicità istituzionali). Le aziende
spendono di più in pubblicità perché è più semplice misurarne i
risultati: nel giro di poco tempo è possibile capire se essa ha
funzionato o no (si nota dalle vendite in un dato periodo per
esempio). Le RP invece non puntano sui prodotti ed i servizi, bensì
puntano a costruire buone relazioni con gli stakeholders.
5) Breve periodo Vs medio periodo
La pubblicità fornisce un ritorno immediato, perché sappiamo già i
risultati che avrà in tempi brevi (se va bene o va male per esempio,
come visto nel punto 4). Le relazioni invece non si costruiscono in
maniera rapida, perché i rapporti di fiducia richiedono continuità. I
tempi sono quindi più lunghi.
La comunicazione moderna tende a creare relazioni che durano nel
tempo. Una buona storia di RP è molto più funzionale che una prima
pagina pubblicitaria.
Ma qual è l’obiettivo delle relazioni pubbliche? Avere la licenza sociale
di operare. Non sempre è sufficiente la licenza giuridica di operare per
essere ritenuti validi, è anche necessaria una licenza sociale. Esempio
TAV: può operare giuridicamente, ma socialmente non è accettata. In
Francia il progetto TAV è stato approvato perché son state costruite
ottime relazioni con la società. La reputazione è un bene fondamentale di
ogni organizzazione. Le relazioni pubbliche hanno il compito di
monitorare la reputazione dell’azienda.
Immagine e Reputazione, due concetti diversi
L’immagine è una cosa che vediamo in un primo momento, mentre la
reputazione si forma nel tempo e si basa sui comportamenti. Le relazioni
pubbliche si occupano anche dell’immagine, ma curano prevalentemente
la reputazione presso gli stakeholders.
12 ottobre
Esperienza è una delle parole più presenti nella comunicazione al giorno
d’oggi e si basa su effettivi comportamenti delle persone. Le relazioni
pubbliche vogliono proteggere la reputazione: tutto quello che fa un
comunicatore può essere visto come un tentativo per rafforzare la
reputazione dell’organizzazione in cui lavora. Essa è uno dei principali
asset (valori finanziari) di un’organizzazione. Un’azienda nel mondo di
internet (Amazon, Google) basa il proprio valore non su beni tangibili,
bensì sulla reputazione che hanno tra i propri clienti. E’ necessario quindi
misurare il grado di adeguatezza della propria reputazione per capire
come si è percepiti da consumatori ed istituzioni. Esempio: azienda
farmaceutica con buona reputazione come farmaci di consumo che vuole
avere buona reputazione anche nella ricerca. Misurerà la propria
reputazione a riguardo e cercherà di migliorarla sempre di più,
affidandosi anche a enti apposite di consulenze. Una delle società più
note si chiama Reputation Institute, ma da qualche mese ha cambiato
nome in RepTrak, prendendo il nome dello strumento che misura la
reputazione. Esso periodicamente fa dei rapporti ai propri clienti sulla
reputazione fornendo dei numeri. Inoltre, RepTrak ogni tot di tempo,
rende note le aziende che a livello mondiale godono della migliore
reputazione.
Secondo RepTrak, ci sono alcuni trends chiave:
1) Mai come oggi, la reputazione di un’organizzazione è
importante: essa guida i consumatori a comprare. La voglia di
comprare è condizionata dalla reputazione;
2) Nel mondo c’è una fetta non piccola di consumatori che pone
delle sfide ai comunicatori. Aumentano i moderati e contrari nei
confronti di una comunicazione che proviene dalle autorità;
3) La responsabilità di impresa porta ad un vantaggio
competitivo;
4) Autenticità della comunicazione, cioè le persone ed i destinatari
sono coinvolti solo da una comunicazione che viene percepita come
autentica, coerente rispetto ai comportamenti;
5) La comunicazione deve essere sempre pensata per i diversi
Paesi in cui si opera. Pensare che un determinato tipo di
comunicazione vada bene in tutto il mondo è sbagliato;
6) Incoraggia il tuo CEO a difendere una causa (take a stand).
Esempio: black lives matters. Gli amministratori delegati
abbracciano cause e ciò fa bene alla reputazione dell’azienda;
7) Purpose, parola chiave. Lo scopo alto che si pone
un’organizzazione. Esso costituisce una grande leva per la
differenziazione del brand rispetto ad altri.
7 componenti per misurare la reputazione:
1) Leadership;
2) Performance e risultati di business (che reputazione avete sui
risultati che l’azienda produce?);
3) Livello di innovazione;
4) Qualità dell’ambiente lavorativo;
5) Trasparenza ed eticità della governance;
6) Cittadinanza d’impresa e responsabilità sociale;
7) Portafoglio prodotti e servizi d’impresa.
E’ importante sapere quali sono le migliori aziende a livello reputazionale
perché ci consente di sapere quali sono i leader nel settore, inoltre sono
dei benchmark nel mondo della comunicazione, che fungono quindi da
fonte d’ispirazione.
Associazione Ferpi è italiana e riunisce coloro che si occupano di
relazioni pubbliche. Assorel invece è un’associazione che riunisce le
agenzie di relazioni pubbliche.
Differenza FERPI-UNA: la FERPI riunisce i singoli che lavorano nel
mondo delle relazioni pubbliche, mentre UNA raccoglie le agenzie.
Premio ASSOREL= premio italiano più importante per le relazioni
pubbliche.
Ci son due modi per misurare il valore di un brand. Il primo riguarda la
reputazione d’impresa, il secondo riguarda il valore del brand.
Interbrand ogni anno stila le classifiche di valore di un brand. Dal 2001
ad oggi, il valore dei primi 100 brand al mondo è più che raddoppiato.
Queste aziende sono quasi sempre centrali come benchmark. Si prende
praticamente sempre ispirazione da esse.
Da cosa è determinato il valore di un brand? Da fattori interni ed esterni.
4 fattori interni:
1) Chiarezza della proposta del brand, deve trasmettere chiaramente
il suo posizionamento;
2) L’impegno che un’organizzazione mette nella coerenza del brand;
3) Il brand deve essere gestito come una risorsa chiave
dell’organizzazione;
4) Capacità del brand di rispondere rapidamente all’evoluzione dei
bisogni e delle richieste dei consumatori.
6 fattori esterni:
1) Autenticità: deve essere autentica la comunicazione. Meglio una
persona vicina all’interlocutore che un super esperto percepito
come distante;
2) Rilevanza: le persone devono percepire la comunicazione come
importante per loro;
3) Differenziazione: comunicazione differenziata rispetto agli altri;
4) Coerenza: una comunicazione colpisce se è coerente a due livelli. 1.
Coerenza tra i fatti e le parole. 2. Coerenza tra tutte le modalità di
comunicazione;
5) Presenza: deve raggiungere i destinatari;
6) Engagement (coinvolgimento): una comunicazione deve
coinvolgere.
Modello di Grunig
Comunicazione ad una via: emittente che parla, destinatario ascolta
(esempio: comizi, lezioni cattedrali). Nonostante ciò, spesso le radio per
esempio cercano di incorporare elementi a due vie nella propria
comunicazione.
Comunicazione a due vie: dialogica. Il ruolo dell’emittente e del
destinatario è alternato, formando una sorta di dialogo. Generalmente,
questo tipo di comunicazione è più efficace.
Facendo riferimento ai rapporti di potere percepiti, parliamo di relazione
simmetrica ed asimmetrica.
Relazione simmetrica: gli interlocutori hanno lo stesso potere. Non è
mai totalmente simmetrico al 100% Per effettuare una comunicazione
efficace, è meglio utilizzare questo tipo di relazione.
Relazione asimmetrica: qualcuno ha il potere e qualcun altro ne ha
molto poco. Esempio: medico-paziente, carabiniere-cittadino. One up è
la persona che ha più potere, one down la persona che è in situazione di
minore potere. Le relazioni comunque non sono sempre stabili: esempio
vita di coppia spesso one up e one down si invertono.
Tra le due, la più efficace è quella simmetrica. Ad esempio, al giorno
d’oggi il medico che ci ispira più fiducia è quello che ci spiega gli effetti
della sua cura, senza dire “prendila e basta”.
13 ottobre
Questi modelli sussistono ancora oggi, però ce n’è uno migliore di tutti.
Tendenzialmente il modello su cui si muovono quasi tutti è una
comunicazione a due vie simmetrica.
Modello di Barnum – Comunicazione ad una via asimmetrica
La comunicazione ad una via asimmetrica è stata la prima tipologia di
comunicazione adottata nella storia delle relazioni pubbliche. Modello di
Barnum, è ad una via perché c’è Barnum che comunica ai giornalisti
ma non ci sono altri tipi di dialogo. E’ asimmetrica perché egli si
disinteressa così tanto dell’altro al punto di non preoccuparsi
minimamente della veridicità di ciò che dice, basta stupire. E’ quindi un
discorso senza dialogo e c’è un impegno alla verosomiglianza, fatte
per attirare attenzione. Al giorno d’oggi, in politica è ancora diffusa la
comunicazione dell’annuncio che rientra in questo modello, così come
nella Celebrity PR.
Modello di Lee – Comunicazione ad una via simmetrica
Con questo modello, nascono le relazioni pubbliche tradizionali: parliamo
del modello a comunicazione a una via simmetrica. Gli uffici stampa
rientrano in questa categoria. Esso si chiama “modello della public
information”, o “modello di Lee”: egli ha inventato il comunicato
stampa. Questi comunicati stampa erano preceduti da un fogliettino che
spiegava cosa fosse tale comunicato, proprio perché era una cosa nuova:
lo scopo era di dare delle notizie, non di fare pubblicità. Le società che
costruivano le ferrovie in USA utilizzavano molto Lee per scrivere testi da
inviare ai giornalisti per fornire loro informazioni. La differenza col
modello di Barnum sta nell’impegno alla verità: un comunicato
stampa non può raccontare cose false, bensì solo verità. Ciò però non
significa raccontare tutto ciò che è vero, l’importante è non dire cose
false. Riportare elementi falsi brucia totalmente la fiducia dei giornalisti.
Chi fa ufficio stampa ha come obiettivo quello di influenzare
positivamente l’opinione pubblica. Generalmente in un comunicato
stampa si mettono in evidenza gli elementi positivi, non quelli negativi.
La conferenza stampa, a differenza del comunicato stampa, è a due vie.
Modello di Bernays – Comunicazione a due vie asimmetrica
Il fondatore della modalità di comunicazione a due vie e asimmetrica
è Bernays: egli era convinto di riuscire ad orientare le opinioni ed i
comportamenti anche di ampie masse su qualsiasi argomento. Egli
riteneva di avere le chiavi della persuasione: ciò anche perché era il
nipote di Freud. Nasce quindi una comunicazione che fa leva sui bisogni
profondi dell’uomo e della donna. Questo si chiama modello di Bernays
o della Persuasione scientifica. Bernays è stato il primo ad utilizzare il
focus group (studiare piccoli gruppi di persone per creare un campione
di una determinata categoria) e quindi a modellare il messaggio
comunicativo rispetto alla corrispondenza dei pubblici. Ma non solo,
anche interviste qualitative sono state novità introdotte da quest’uomo.
L’ascolto è la chiave della comunicazione a due vie ed egli ne ha fatto la
base per le sue strategie comunicative.
Lui ascoltava in modo scientifico gli americani. Egli è stato il
comunicatore più pagato al mondo.
Modello di Grunig – Comunicazione a due vie simmetrica
Al giorno d’oggi, la comunicazione a due vie simmetrica è quella più
utilizzata. Questo modello è anche chiamato negoziazione, perché
basato su fiducia e credibilità reciproche. Grunig ha ideato sia la
suddivisione in quattro modelli che abbiamo appena visto, sia
quest’ultimo modello.
20 ottobre
La prima agenzia di relazioni pubbliche al mondo si chiama Edelman.
Nella classifica della top 10, le prime cinque hanno la loro sede principale
negli USA. Queste agenzie lavorano in due contesti: o si lavora presso
un’organizzazione (impresa, ente pubblico) che può essere anche no-
profit, oppure dentro ad altre agenzie. Ogni organizzazione con un
minimo di struttura ha un qualcuno che si occupa di relazioni pubbliche,
ossia che cura il rapporto con i media, che si rivolge agli stakeholders
ecc. Chi lavora in un’agenzia è un libero professionista che vende i propri
servizi. Quest’ultimo cambierà vari clienti, mentre chi lavora per
un’azienda no.
E’ importante conoscere le principali agenzie di relazioni pubbliche
perché:
1) Le agenzie delle relazioni pubbliche sono i datori di lavoro
di chi fa comunicazione;
2) Seguire un’agenzia (anche solo su Twitter) significa conoscere i
contenuti emergenti della comunicazione, avere modelli
concettuali e sapere quali sono le tematich
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