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Lo scoppio della guerra fredda 1945-1950

Situazione a fine guerra e avvento del bipolarismo

- Tramonto del sistema eurocentrico

- Si afferma un sistema di tipo bipolare (contrapposizione Usa-URSS)

- La Gran Bretagna non è in grado di svolgere un ruolo primario nel sistema internazionale, esce dal conflitto fortemente indebolita economicamente e militarmente

- Gli USA, invece, escono dal conflitto con una evidente superiorità relativa sia militare che economica nei confronti di tutto il mondo (URSS compresa)

- URSS: durante il conflitto inizia la sua costruzione di una sfera d'influenza in Europa Orientale. Nonostante possedesse ampie risorse naturali e grandi potenzialità belliche, l'URSS esce distrutta dal conflitto

- Bipolarismo asimmetrico: sbilanciato inizialmente a favore degli USA. Connotazione non ancora conflittuale, anzi in un primo tempo si auspicava una stretta collaborazione che avrebbe garantito la sicurezza nazionale alle due superpotenze

- Dilemma della sicurezza: ogni azione finalizzata al raggiungimento della sicurezza da parte di una potenza generava profonda insicurezza e paura nella controparte, causando una risposta di questa che a sua volta sembrava offensiva e minacciosa. Questo porta al formarsi di una spirale nella quale i due contendenti privilegiano il consolidamento unilaterale delle proprie posizioni che la cooperazione, che potrebbe rischiosamente avvantaggiare l’altro

Presupposti fondamentali della politica estera Usa nel dopoguerra

- Evitare che una singola potenza riunisse sotto il proprio controllo l'Eurasia e un numero di risorse da mettere a rischio l'esistenza stessa degli USA

- Evitare l'emergere di pratiche economiche autartiche e pratiche commerciali bilaterali

- Preservare la superiorità militare (garantita dal possesso dell'arma atomica)

Presupposti fondamentali della politica estera dell'URSS

- Europa orientale fondamentale per la costruzione di una zona cuscinetto tra URSS e Europa Occidentale (estensione della propria fascia difensiva)

- Riconoscimento di ruolo di grande potenza che le permettesse di svolgere un ruolo primario nelle future organizzazioni internazionali e nelle decisioni dei futuri assetti internazionali

- Inevitabilità di un conflitto tra USA e URSS (tuttavia corrisponde a questo un atteggiamento pessimista ma cauto di Stalin)

Il primo deteriorarsi della situazione internazionale

Si crea un sistema a due poli egemoni, sistema che di per sé stimola la conflittualità, inoltre con la scomparsa della Germania Nazista viene meno un forte elemento di coesione fra gli alleati.

Dopo la morte di Roosevelt, diventa Presidente Harry Truman il quale assume una posizione di maggior fermezza nei confronti dell’URSS (1945).

Rapporto dell’ambasciatore Harriman: denunciò la violazione degli accordi precedentemente stipulati riguardanti la politica sovietica nell’Europa Centrale. Questi riconoscevano l’interesse speciale di Mosca nella Regione ma prevedevano altresì la formazione di governi democratici e liberamente eletti.

Motivato più dall’intenzione di ridurre l’esposizione creditizia statunitense, che da intenzioni punitive verso l’URSS, Truman decide di ridurre il programma “affitti-prestiti” verso l’Urss e in seguito di non accogliere la richiesta di un prestito da parte russa. Ciò alimentò risentimento nei confronti degli USA (1945).

Programmi affitti-prestiti

Programma mediante il quale tra il 1941 e il 1945 gli Usa fornirono ai suoi alleati, prevalentemente Gran Bretagna, Francia e URSS, ingenti quantità di materiale bellico.

Conferenza di Potsdam

Ricostruzione di una Germania neutrale, smilitarizzata e sottoposta al controllo internazionale attraverso la divisione in quattro zone d’occupazione (amministrate da Francia, Gran Bretagna, USA e URSS), anche se trattata come un'unica entità economica.

Gli Usa ritenevano che un depotenziamento eccessivo della Germania avrebbe creato un vuoto di potere colmato da Mosca, abbandonarono perciò ogni progetto punitivo.

1946

Stalin ribadisce l'inevitabilità di conflitti interstatali tra potenze capitaliste, e richiudendosi in una posizione neo-isolazionista afferma la necessità di ricostruire il paese attraverso i tradizionali modelli dirigisti.

Winston Churchill, auspicando un'alleanza tra Usa e Gran Bretagna afferma che una cortina di ferro che divide l’Europa occidentale da quella orientale è scesa sul continente.

Analisi Kennan

L'ambasciatore americano a Washington, George Kennan, afferma che l'URSS, per consolidare la propria sicurezza, avrebbe sfruttato tutte le occasioni possibili per espandersi e promuovere la causa socialista. Oltre che aggressiva, l'URSS era molto debole, quindi bisognava contenere l'espansionismo sovietico fronteggiandolo. Dinanzi ad una ferma risposta occidentale, l'URSS sarebbe indietreggiata. Secondo Kennan l'espansionismo russo nasceva da fobie ataviche e irrazionali o dalla volontà di espandersi del regime bolscevico.

Decisione e fermezza furono utilizzate in due occasioni

  • In Iran: Stalin non ritirò le sue truppe dal territorio iraniano, volendosi garantire uno strumento negoziale nelle trattative con gli anglo-americani per alcune importanti concessioni petrolifere nel sud del paese. Fu costretto a ritirare le proprie truppe.
  • In Turchia: Mosca fu costretta a rinunciare all'obiettivo di ottenere i territori acquisiti dalla Turchia nel 1917, la concessione di una base nei Dardanelli e la revisione della convenzione di Montreux che regolava l'accesso agli stretti. Truman si schierò con il governo di Ankara e i sovietici indietreggiarono.

Questi due episodi sembrarono confermare l'analisi di Kennan.

Il contenimento e la fine della coesistenza pacifica

Guerra civile in Grecia: assumere il ruolo della Gran Bretagna e appoggiare il governo conservatore greco per evitare l'affermarsi delle forze socialiste e l'espandersi del comunismo in Europa Occidentale.

Dottrina Truman (1947)

Politica estera finalizzata al contenimento dell'URSS entro la sua sfera d'influenza, impedendo a Mosca di estendere la propria egemonia ad altre aree ancora non soggette al suo controllo. Per lo sviluppo di tale politica è necessario il consolidamento politico ed economico dell’Europa Occidentale.

Piano Marshall

Piano di aiuti economici finalizzato a integrare le economie e i mercati europei in una rete di interdipendenze disciplinate attraverso canali multilaterali, a facilitare la crescita economica e lo sviluppo e a utilizzare i benefici prodotti da tale crescita per rafforzare e consolidare i regimi democratici europei, emarginando le opposizioni comuniste. I due pilastri di tale piano sono crescita e produttività (1948-1951). Questo prevedeva, infatti, l'introduzione di pratiche contrattualiste e la promozione di politiche di redistribuzione dei redditi di cui avrebbe beneficiato l'intera popolazione. Esso divenne veicolo di un modello economico e sociale che mise in un rapporto di comunanza e interdipendenza Usa ed Europa. Certi del rifiuto, gli Usa proposero il piano anche all'URSS che come previsto rifiutò, non accettando il coordinamento economico richiesto dagli USA e costringendo a rifiutare anche gli altri paesi dell’Europa Orientale.

Dottrina dei due campi di Zdanov (1947)

Due fronti contrapposti. Un fronte imperialista e reazionario, egemonizzato dagli USA contrapposto ad un fronte sovietico, socialista e democratico. Le intrinseche contraddizioni del fronte capitalista sono alla base dell’atteggiamento aggressivo di questi nei confronti dell'esperienza sovietica.

Cominform (1947)

Organizzazione internazionale che raccoglieva i partiti comunisti dell'URSS, dei paesi dell’Europa Orientale, di Francia e Italia. Tale organizzazione aveva connotazione difensiva: serviva per consolidare il controllo sui paesi satellite e per contrastare i progetti americani in Italia e Francia.

1948: viene sciolto a Praga l’ultimo governo coalizionale dell’Europa dell’Est

Creazione di un blocco che nei progetti di Stalin doveva essere impermeabile a qualunque influenza occidentale.

Il consolidamento dei due blocchi

L'opposizione al piano Marshall contribuì notevolmente alla pesante sconfitta del partito comunista italiano alle elezioni del 1948. Mentre nel blocco occidentale l’egemonia americana veniva imposta in maniera consensuale, nel blocco sovietico si sfruttavano strumenti repressivi e autoritari.

Jugoslavia: i comunisti jugoslavi godevano fin dalla resistenza di una forza autonoma dal controllo di Mosca. Il progetto della creazione di una federazione balcanica (Jugoslavia, Bulgaria e Albania), patrocinato da Belgrado, trovò l'ostilità di Mosca. Nel 1948 il dissidio portò ad una rottura tra i due paesi. Stalin non agì militarmente per evitare un intervento statunitense. (La Jugoslavia resterà equidistante dai due blocchi durante tutta la guerra fredda)

1947: unione delle zone di occupazione inglesi e americane in un’unica entità amministrativa.

1948: accordi tra le tre potenze che prevedevano la creazione di un governo federale tedesco e una riforma monetaria (unica valuta nelle tre zone occupate).

Blocco di Berlino: Stalin, bloccando le vie d’accesso a Berlino, cerca di costringere gli Usa a bloccare la costruzione di una Repubblica Federale Tedesca e tornare al tavolo delle trattative. Un ponte aereo dura...

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mrbrown di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Del Pero Mario.
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