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convocata in gran segreto alle sei del mattino in assenza dell’opposizione e durata solo dieci

minuti. Criticato anche a livello internazionale, il governo ha approvato una versione

emendata della legge nel marzo 1997, che, senza soddisfare i lavoratori, ha finito per

scontentare anche i grossi gruppi industriali (le chaebol), che l’hanno giudicata non

rispondente alle esigenze dell’economia sud-coreana. Con l’aggravarsi della crisi finanziaria,

nel 1997 la Corea del Sud è giunta sull’orlo del collasso economico. Il 1997 è stato per il

paese un anno molto travagliato sia sul piano della politica interna sia, soprattutto sul

versante economico. Alla fine dell’anno il paese è stato costretto a chiedere l’intervento del

Fondo monetario internazionale. Gli scandali all’interno del paese si susseguirono anche al

di fuori del contesto economico. A maggio il figlio del presidente è stato accusato di

corruzione ed evasione fiscale per aver intascato da esponenti del mondo degli affari

“bustarelle” per la gestione della campagna elettorale del padre nel 1992. Lo scandalo,

sommandosi alla grave crisi economica, ha posto Kim Young Sam in condizione di non

poter presentare alcun candidato alla sua successione per le imminenti elezioni presidenziali.

Grande favorito è risultato Kim Dae Jung, veterano della politica nazionale e forte attivista

per la democrazia già a partire dagli anni '50.

La campagna per le elezioni del 1997 si è incentrata su un cambiamento all’interno di tutte

le istituzioni per raggiungere una reale democrazia. Nel dicembre dello stesso anno, Kim

Dae Jung è stato eletto alla presidenza della repubblica.

Kim Dae Jung si è fatto portatore di un programma basato su riforme economiche e

politiche e sulla ripresa del dialogo con la Corea del Nord. Privo della maggioranza in

Parlamento, Kim ha perseguito una strategia di “riconciliazione” e, nel tentativo di

accattivarsi la benevolenza del principale partito d’opposizione, il Grande partito nazionale,

9

ha concesso la libertà a Chun Doo Hwan e a Roh Thae Woo .

Presidenziali (1997)

10

18/12/1997

Candidato Partito Voti (%)

10.326.275 (40.3)

Kim Dae Jung SJKH=MDP

Lee Hoi Chang HD 9.935.718 (38.7)

Rhee In Je NPP 4.925.591 (19.2)

Kwon Young Gil PV 306.026 (1.2)

altri - 148.828 (0.6)

Nel discorso inaugurale del suo mandato Kim Dae Jung ha dichiarato che i principali

obiettivi del suo programma erano la lotta alla corruzione, la riduzione del potere dei grandi

gruppi industriali e della concentrazione dell’economia. Inoltre, ha lanciato la Sunshine

Policy (letteralmente: la politica del raggio di sole) basata su quattro principi: lotta alla

corruzione, democratizzazione, sviluppo del Welfare, riconciliazione e cooperazione con la

Corea del Nord Kim Dae Jung si è ritrovato a operare in una situazione di estrema

.

complessità, costretto a far fronte agli impegni di ristrutturazione economica contratti con il

Fondo Monetario.

Agli inizi del 1998 ha sottoscritto un patto di “riforma del sistema sociale” con i sindacati,

a fronte del riconoscimento dei diritti sindacali e dell’impegno a migliorare il sistema di

9 Chun Doo Hwan e Roh Thae Woo, furono incriminati nel 1995 per corruzione e per la repressione

della protesta studentesca di Kwangju del 1980. Chun e Roh vennero condannati definitivamente nel 1997 a

pesanti pene. Don Oberdofer, op. cit., pp. 346-347

10 Si consulti il sito www.geocities.com/country/crs.htm

6

sicurezza sociale, Kim ha ottenuto il via libera per il suo disegno di ristrutturazione del

mercato del lavoro, basato su una maggiore flessibilità degli orari di lavoro e del salario e su

un’ampia facoltà di licenziamento senza la preventiva accettazione da parte dei sindacati.

Nelle elezioni dell’aprile del 2000 il Grande partito nazionale si è confermato al primo

posto, conquistando 133 dei 273 seggi del Parlamento coreano. Kim Dae Jung è rimasto

ancora senza una maggioranza, il suo Partito democratico del millennio (nato dalla

trasformazione del Congresso nazionale per una nuova politica) ha infatti ottenuto solo 115

seggi. L’insuccesso dei partiti di governo è stato causato anche a una singolare ed efficace

campagna di boicottaggio, promossa da centinaia di organizzazioni della società civile,

sviluppatasi interamente attraverso internet. La campagna ha preso di mira decine di

candidati al Parlamento considerati particolarmente incompetenti e corrotti, contribuendo

alla loro bocciatura. L’ultima parte del mandato di Kim si è svolto in un clima politico e

sociale di grande tensione. Agli inizi del 2001 la ripresa economica ha subito una battuta

d’arresto e molte imprese, tra cui l’importante casa automobilistica Daewoo, giunte sull’orlo

del fallimento, hanno annunciato il licenziamento di decine di migliaia di lavoratori.

L’elezione alla presidenza degli Stati Uniti di George W. Bush, contrario, a differenza della

precedente amministrazione Clinton, all’apertura del governo di Seoul nei confronti di

Pyongyang, ha peraltro ridato fiato all’opposizione conservatrice. Nel 2001 alla crisi

economica, che aveva causato una massiccia protesta sociale, ha fatto seguito una fase

politica estremamente conflittuale. Mentre l’amministrazione statunitense bocciava la

politica di distensione sostenuta dal governo sud-coreano, collocando la Corea del Nord nel

cosiddetto “asse del male” accanto all’Iraq e all’Iran, il Partito democratico del presidente

Kim Dae Jung è stato battuto in diverse elezioni locali dal Grande partito nazionale. Nel

settembre 2001 i liberal- democratici hanno ritirato il sostegno al governo, dimessosi in

blocco per consentire a Kim di operare un profondo rimpasto. Sottoposto a dure critiche,

Kim si è visto costretto prima a dimettersi dalla presidenza del partito, poi, nel maggio del

2002, dallo stesso partito. Nonostante gli aspri attacchi dei conservatori e il sostegno

fornito al loro candidato dall’amministrazione americana, il candidato del Partito

democratico Roh Moo-Hyun, nel dicembre 2002 ha sconfitto il leader del Grande partito

nazionale.

Roh Moo-Hyun è un avvocato impegnato nella difesa dei diritti politici e umani,

oppositore del regime militare, fautore della continuazione del dialogo con Pyongyang e

contrario alla presenza delle basi statunitensi in Corea del Sud. Alla sua affermazione ha

contribuito notevolmente la straordinaria mobilitazione dei giovani, che hanno fatto ricorso

alle moderne tecnologie (internet, posta elettronica, sms) per promuovere il candidato del

Partito democratico, chiamato a gestire un paese in forte recessione e fronteggiare

un’imminente crisi di governo. Privo a sua volta di una maggioranza nel Parlamento, Roh

Moo-Hyun ha lanciato un ambizioso programma rivolto a colpire la corruzione e il

nepotismo, a pervenire ad una più equa distribuzione delle risorse economiche e a rilanciare

il dialogo di pace con la Corea del Nord. Nel febbraio 2004, Roh Moo-Hyun ha chiesto al

Parlamento di Seoul l’autorizzazione ad inviare un contingente in Iraq accanto alle forze

della coalizione anglo-americana. L’iniziativa, rivolta a rafforzare l’alleanza con gli Stati

Uniti e a favorire una svolta pacifica alla crisi nord-coreana, ha incontrato nel paese una

forte opposizione e ha reso Roh Moo-Hyun un facile bersaglio dell’opposizione

conservatrice, che lo ha accusato di corruzione. Lo scontro con una parte del suo stesso

partito, lo ha portato a dar vita ad una nuova formazione, l’Uri Dang (“Nostro partito”).

7 Il 12 marzo 2004 il parlamento della Corea del Sud ha votato per la prima volta nella

11

storia democratica del paese l’impeachment del presidente in carica. Roh Moo-Hyun è

stato accusato di infrazione della neutralità politica prima delle elezioni generali di aprile ed

è stato sospeso dalle sue funzioni. L’infrazione della legge che si è verificata, non era molto

seria. In un’intervista televisiva il Presidente ha dichiarato la sua intenzione di fare, entro i

limiti legali, tutto ciò che sarebbe stato utile per far guadagnare voti all’Uri Dang. Sebbene

una commissione elettorale di osservazione avesse affermato che l’affermazione di Roh era

la risposta ad una domanda del giornalista e che non poteva essere interpretata come un

tentativo di campagna elettorale, la commissione elettorale nazionale ha ritenuto, invece,

che Roh aveva ingiustamente pregiudicato i sentimenti degli elettori in vista delle elezioni di

aprile. Roh è stato accusato perchè è tecnicamente illegale per il presidente sostenere un

partito durante la campagna elettorale. Tutti i presidenti, però, lo avevano fatto, senza per

questo essere imputati. I maggiori sostenitori dell’impeachment sono stati i due principali

partiti dell’opposizione, il Grande partito nazionale e il Partito democratico del millennio,

che dominano i tre quarti del parlamento. Le forze conservatrici hanno sempre criticato la

continua ricerca di cambiamenti e riforme mostrata dal presidente, la cui politica ha molto

spesso incontrato un’inflessibile resistenza da parte dell’Assemblea Nazionale, dominata

dall’opposizione. Questo avvenimento ha provocato una vasta ondata di proteste in tutto il

paese, che si è spenta solo nel mese di maggio, quando la Corte suprema ha annullato il

provvedimento. L’offensiva conservatrice ha avuto come effetto il rafforzamento del

presidente Roh Moo-Hyun, il cui nuovo partito Uri Dang si è affermato clamorosamente

nelle elezioni legislative di aprile, conquistando con il 38,3% dei suffragi la maggioranza

assoluta nel Parlamento coreano (152 su 299 seggi). I conservatori del Grande partito

nazionale hanno ottenuto il secondo piazzamento con il 35,8% dei voti e 121 seggi. Il

Partito democratico invece ha ottenuto solo il quarto posto (7,1% dei voti e 9 seggi) ed è

stato superato dal Partito democratico del lavoro (Minjunodong Dang), che ha conquistato

il 13% dei voti e 10 seggi. Dopo le elezioni dell’aprile del 2004, il presidente gode di una

solida maggioranza parlamentare, che dovrebbe consentirgli di governare nei prossimi tre

anni imprimendo all’azione di governo una decisiva connotazione progressista.

La Corea del Sud può essere considerata come un esempio di democratizzazione riuscita.

Un numero di fattori ha contribuito a tale successo. Innanzitutto, il movimento verso la

democrazia è stato fortemente appoggiato dal movimento popolare che è insorto contro la

dittatura militare del 1980-1992. I cambiamenti istituzionali si sono avuti a tutti i livelli

dell’amministrazione, con riforme nei sistemi politici, processuali e giudiziari. Gli sviluppi

istituzionali nella Corea del Sud non sono stati imposti dall’alto. Sono cresciuti all’interno di

intensi dibattiti ad ogni livello sociale in cui la maggioranza delle persone aveva

incominciato a capire e ad apprezzare le norme democratiche.

Tuttavia la Corea può, anche, essere considerata uno dei casi più tipici dove lo sviluppo

aggressivo del capitalismo non ha sviluppato un confacente sviluppo istituzionale

democratico. In Corea del Sud e altri paesi ad intensa crescita capitalista, il mercato non ha

ancora prodotto istituzioni politiche conformi alla libertà degli scambi e ai diritti della

persona. Questo perché è lo stesso capitalismo nella sua versione asiatica ad escludere

libertà e democrazia: la crescita degli investimenti e il profitto possono essere ottenuti anche

11 Per maggiori informazioni sull’impeachment si veda www.equilibri.net/asiaepac/corea1204.htm

8

con diritti politici fortemente ristretti. A dimostrarlo sono la fragilità e la remissività ormai

proverbiali dei sindacati sud asiatici. La democrazia e il suo funzionamento non è questione

di regole giuridiche o grado di sviluppo economico, è anzitutto questione di cultura, di una

cultura fondata sulla scelta dei mezzi in relazione agli scopi. La nazione sta tentando ora di

rompere con le radicate abitudini culturali che minano il cambiamento verso la democrazia.

La Corea del Sud si pone come l'avanguardia di una storica inversione di tendenza che si

sta diffondendo anche nei paesi vicini. È come se ci trovassimo davanti ad una specie di “via

asiatica alla democrazia”, il cui ultimo e peggiore ostacolo è la Cina.

Bibliografia

Monografie

 Corna, G., Pellegrini, G., Hongsoon Han, T., La Strada Coreana. Dalla

modernizzazione alla democrazia in Corea del Sud e in Asia Orientale, Edizioni

Unicopli, Milano, 1997

 Don Oberdorfer, The two Koreas: a Contemporary History, Editions Basic Books,

USA, 2001

 Levin, N. D., Han, Y. S., Sunshine in Korea. Editions Rand, Santa Monica, 2002

9

 Macdonald, D., The Koreans. Contemporary Politics and Society, Westview Press,

Boulder, 1990

 Rabellotti, R., Rapporto Corea del Sud. Un modello di industrializzazione tardiva,

Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli, Torino, 1995

Riviste Scientifiche

 Di Salvo, P., Le due Coree: le crisi a Nord e a Sud del 38° parallelo, Politica

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 Hong Yung, L., “South Korea in 2002. Multiple Political Drams”, Asian Survey, pp. 64

– 77, January / February 2003

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 Yong-Chool, H., “South Korea in 2000. A Summit and the Search for New Institutional

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 Yong-Chool, H., “South Korea in 2001. Frustration and continuing Uncertainty”, Asian

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 Young-Bong, K., “Changes in South Koreas: From Economic Crisis to Openness”,

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 Yu-hwan, K., “Unification Policies of Successive Korean Governments”, Korea Focus,

pp. 91– 113, November / December 2000

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Relazioni internazionali, in cui si descrive il processo di democratizzazione in Corea del Sud, iniziato a metà degli anni '80, quando ormai il Paese era entrato a pieno diritto tra i Paesi di nuova industrializzazione; l’indebolimento del regime e le concessioni che esso ha dovuto fare sono stati elementi decisivi per la transizione alla democrazia.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in relazioni internazionali
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Sociali Prof.

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