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Dall'egemonia olandese a quella britannica

Introduzione

Alizzia o la t a sizio e dall’egemonia olandese a quella britannica è un processo attraverso cui gli stati nazionali imperialisti, soprattutto la Gran Bretagna e la Francia, hanno concentrato nelle proprie mani le capacità sistemiche precedentemente controllate da stati proto-nazionali come le Province Unite e da città-stato come Venezia e Genova.

Sin dalla metà del 1500 il centro economico del mondo era il sistema di relazioni che si è instaurato in Asia (dalla Cina all'Impero Ottomano), l'Europa era una penisola periferica e solamente i Genovesi (Banca dell'Europa e dell'Impero spagnolo) riuscirono ad inserirsi nei meccanismi di scambio europei. Il Banco di San Giorgio finanziava le spedizioni di portoghesi e olandesi rimanendo, però, un "piccolo politico" senza una visione d'insieme e senza consapevolezza del proprio ruolo. Proprio perché polo economico, gli spagnoli intervennero con la forza in Asia e quando vennero concessi loro dei punti d'appoggio (es. Goa), gli spagnoli, inconsapevoli del proprio agire in un contesto globale, istituirono un Tribunale dell'Inquisizione e conseguentemente si isolarono. Questo per dire che, l'impero spagnolo era quindi di fatto un'egemonia ma non essendone consapevole, non agì come tale.

Si comincia a parlare di egemonia vera e propria in corrispondenza della Guerra degli Ottant'anni (1568-1648), cioè la ribellione delle Province Unite contro il dominio spagnolo conclusasi con la pace di Vestfalia e con l'indipendenza di queste ultime. Il conflitto fu una delle cause del progressivo declino della potenza spagnola e vide sorgere un nuovo stato: la Repubblica delle Sette Province Unite che sarebbe presto diventata una delle potenze mondiali. Gli olandesi, infatti, attuarono una serie di politiche innovative: innanzitutto la tolleranza religiosa e intellettuale. L'Olanda diventò così il ricettacolo di tutti i perseguitati d'Europa (gli ebrei provenienti dalla Spagna, i calvinisti e i luterani dall'Europa) che con loro spostavano anche i loro capitali; poi, fu il momento degli scienziati e degli intellettuali (es. Giordano Bruno) che ricercavano una maggiore libertà editoriale. La grande circolazione delle idee fece dell'Olanda un centro culturale e di innovazione tecnologica.

Le caratteristiche dell'egemonia olandese

Le caratteristiche dell'egemonia olandese dipesero soprattutto dalla nascita di una nuova classe sociale: la borghesia urbana. È una classe nuova che, inoltre, sa di esserlo; è proiettata innanzitutto sul commercio; la sua mentalità è il riflesso di ciò che è: aperta e libera. È composta prevalentemente da calvinisti la cui ideologia esalta il successo dell'individuo e rivendica una propria indipendenza dall'Impero spagnolo ed è per questo motivo che scoppiò la Guerra dei Trent'anni la quale porterà alla vittoria olandese.

L'Olanda vinse la guerra perché riuscì a concentrarsi sulla valorizzazione di ciò che aveva e sulla creazione di figure specializzate in ambito militare, tecnologico e della marina. La grande superiorità navale, il perfezionamento militare e l'omogeneità ideologica giocarono a suo favore.

I pilastri dell'egemonia olandese

  • Le Province Unite ottengono il controllo e riescono ad essere all'avanguardia nei settori militare e tecnologico; la formazione professionale permette loro di produrre armi avanzate e di gestire gli armamenti.
  • Ottengono il monopolio sul commercio navale internazionale (le loro navi sono in legno, costano meno e sono tecnologicamente più avanzate) fino alla seconda metà del 1600. Sviluppano rapidamente la pirateria in forma di guerriglia contro gli spagnoli; si muovono verso i commerci internazionali.

Il commercio con il Baltico ricavava il legname per la costruzione delle navi e otteneva il monopolio assoluto sull'approvvigionamento europeo di grano, risorsa alimentare decisiva all'epoca. Il commercio atlantico si basava soprattutto sulle piantagioni di tabacco e zucchero americane, le quali portavano grandi profitti; il problema, però, era la manodopera in quanto gli indios si rifiutavano di lavorare come schiavi. Conseguentemente, gli olandesi, in parte, sfruttarono i condannati d'Europa (non funzionò) e, in parte, esportarono gli schiavi africani in America. Controllavano quindi il commercio degli schiavi dall'Africa all'America e, in più, controllavano il commercio e i guadagni. Per questo motivo è anche detto "Commercio Triangolare". Il commercio in Asia orientale e meridionale (Impero Mogol nell'India del Nord basato sulla produzione di cotone e tessuti e Impero Manchu in Cina, importante per il suo sistema tributario).

A differenza degli spagnoli, gli olandesi, borghesi e con una mentalità incentrata sul commercio, non si fanno alcun problema nel mettere da parte le proprie ideologie in favore di quest'ultimo, pur sapendo che, in realtà, questa è una barriera per i commerci e per i legami internazionali. Uno dei problemi riguardava il fatto che gli europei non avevano molto da offrire agli asiatici; questi li consideravano inferiori sia tecnologicamente che culturalmente e quindi volevano essere ripagati solo con oro e argento. Per gli olandesi, questa non era un'operazione facile, in quanto i viaggi avevano enormi tempi di durata e i carichi rischiavano di cadere in mano ai pirati. Questo commercio in Asia si basava sulle spezie, fondamentali per la conservazione degli alimenti e considerate medicine miracolose. Gli olandesi si impadroniscono di questo commercio attaccando spagnoli e portoghesi: capiscono che il sistema asiatico è innanzitutto un sistema, che ci sono delle regole che vanno rispettate; cercano quindi di farsi accettare, accettando a loro volta i vincoli imposti dai mercanti asiatici. Il commercio diretto Asia-Europa non è conveniente e quindi si inseriscono in quello interasiatico, creandosi delle risorse sul posto per mandarlo avanti. Non hanno interessi coloniali e per questo cercano un comune interesse con questo popolo: non intervengono nella politica locale e ottengono benevolenza. In Europa inviano quantità molto contenute in modo da accrescere ancor più il valore. Massimizzano il profitto e riducono al minimo le spese —> "mercantilismo".

La finanza olandese: fino al 1700 l'Olanda sarà considerata la "Banca d'Europa". Abbiamo già visto che i capitali dei perseguitati europei, banchieri e borghesi, si concentrano sul suolo olandese; il Governo reinveste nello sviluppo cantieristico e nel commercio oltre che nelle attività urbane, creando così nuovi profitti. Inoltre inventano:

  • La Borsa Valori ad Amsterdam, ove possono essere scambiati i titoli e i debiti di carattere economico.
  • Le Società per Azioni: si dava il diritto di proprietà sulle navi a più persone in modo tale da abbattere i rischi e le perdite e da ottenere grandi profitti e sempre maggiori investimenti. Questo anche perché le spese sostenute erano molte: assicurazioni alle famiglie, investimenti sulle navi, la paga dell'equipaggio. In questo modo, anche se una nave non tornava, i singoli borghesi non dovevano preoccuparsi di dover far fronte alle spese da soli. Inoltre, in tutto ciò, si poteva rivendere le proprie azioni presso la Borsa Valori e ottenere profitti molto alti —> Business interno all'Olanda.
  • Le Società per Azioni Privilegiate: si trattava di Società che commerciavano indipendenti sulle aree di interesse. Ottenevano un grande profitto in quanto la concorrenza era assente e le azioni venivano pagate allo Stato, indipendentemente da come andava il commercio. Es. Compagnia delle Indie Orientali; Compagnia delle Indie Occidentali. Le società, poi, reinvestivano in altri settori.

Tutto ciò conduce all'approvazione generale dell'egemonia olandese e trova il suo completamento con il Trattato di Vestfalia nel 1648.

  • Gli attori che firmano questo trattato sono, per la prima volta, Stati Nazionali Sovrani.
  • Viene proclamato il principio di "Sovranità Nazionale" secondo il quale, ogni Stato è sovrano all'interno dei suoi confini e non può quindi interferire nelle politiche altrui e viceversa.
  • Nasce il Diritto Internazionale, cioè la necessità di stabilire delle regole comuni che tutti si impegnano a rispettare (es. evitare che la religione sia la causa di altre guerre).

Questi principi vengono identificati con l'Olanda in quanto è lei che se ne fa promotrice; inoltre, non ha alcun interesse nell'inserirsi nelle politiche altrui; punta solo a mettere al sicuro se stessa. Fondamentalmente il trattato di Vestfalia rimane in piedi fino agli anni '90 del Novecento. Fino a quel momento queste regole furono sì violate ma mai negate (es. Hitler giustifica l'attacco alla Polonia). Da quel momento in poi, si agirà al di fuori di qualsiasi regola e nessuno sentirà più la necessità di giustificare le proprie azioni. Come dirà Francis Fukuyama, politologo statunitense, "Non si può più parlare di Diritto Internazionale, i suoi principi sono stati abbattuti".

La struttura politica dell'Olanda era più di una città-Stato ma era meno di uno Stato Nazionale.

Dal dominio dei mari olandese a quello britannico

Introduzione

Possiamo distinguere quattro fasi della metamorfosi delle condizioni sistemiche dell'egemonia mondiale:

  • I. Le province unite diventano un partner minore della Gran Bretagna la quale stava emergendo come potenza mondiale egemone.
  • II. Non appena si stabilì la pace in Europa, dopo la guerra di successione spagnola, si moltiplicarono da parte degli stati europei i tentativi di espansione oltremare.
  • III. La crescente competizione condusse alla nuova escalation nella lotta di potere interstatale in Europa. Durante la prima e la seconda fase, la supremazia navale e commerciale olandese venne costantemente erosa, ma la supremazia finanziaria olandese rimase incontrastata. Questa fase si conclude con il sostituirsi di Londra ad Amsterdam come principale centro dell'alta finanza europea. Tuttavia, affinché l'egemonia britannica si stabilisse definitivamente, occorreva bloccare il tentativo francese di costruire un impero continentale e, inoltre, bisognava far sì che il sistema mondiale imperniato sull'Europa fosse riorganizzato dalla nuova potenza egemonica.
  • IV. Vengono soddisfatte le precedenti condizioni.

La pace di Vestfalia, come abbiamo visto, segnò l'apogeo dell'egemonia olandese, portò alla sua sovranità, alla conclusione di una lotta di ottant'anni contro la Spagna, istituì il sistema europeo di Stati sovrani in competizione tra loro su cui si fondavano la ricchezza e la potenza olandesi.

Il cambiamento fu annunciato poco dopo la firma dei trattati, dalle tre Guerre anglo-olandesi che avevano proprio lo scopo di sopprimere il commercio e il naviglio olandesi. A mano a mano l'Olanda perde il controllo sul commercio e l'Inghilterra, con l'obiettivo di orientarsi verso l'esterno, stabilisce che le sole navi inglesi possono importare ed esportare dal proprio territorio. Si creano i presupposti per lo sviluppo di una flotta britannica con un conseguente impulso sull'investimento navale e sullo sviluppo dell'industria navale.

Come sappiamo, l'Inghilterra è un'isola e, per questo, sosteneva meno costi di protezione vista la mancanza di confini terrestri; inoltre, aveva maggiori risorse alimentari e maggiore popolazione a differenza di quella olandese, limitata, che non le permetteva di avere manodopera a sufficienza. Inoltre, l'Olanda dipendeva dal commercio internazionale, mentre l'Inghilterra era indipendente.

Ogni egemonia tende ad affermarsi su imitazione di quella che l'ha preceduta e per questo l'Inghilterra creò le borse valori e le compagnie privilegiate su base di quelle olandesi che, conseguentemente, perdono sempre più controllo anche perché, come abbiamo visto, gli olandesi non avevano creato un'economia coloniale e per potersi garantire le risorse provenienti dal mondo asiatico avrebbero dovuto insediarsi con la forza ma questo richiedeva maggiori finanziamenti.

Il declino dell'Olanda e l'affermazione della Gran Bretagna

L'Olanda prestava denaro a moltissimi Stati e, prima tra tutti, alla Gran Bretagna al fine di trovare un'occupazione alla propria liquidità. Se prima non aveva mai basato il proprio dominio sull'insediamento militare ora, sviluppa delle vere e proprie colonie militari soprattutto in Indonesia, Brasile (miniere d'oro) e a Ceylon. Tuttavia non aveva coloni da mandarci e la redditività delle piantagioni era minima. Passa così dall'essere la banca del mondo ad addentrarsi nella fase finanziaria che sappiamo essere illusoria.

Gli inglesi, imitando il modello olandese, sviluppano la pirateria e attaccano direttamente la precedente potenza. Nella prima metà del 1700 il problema è evidente: l'Olanda è un nano-politico nel sistema mondiale.

La rivoluzione puritana

La prima Rivoluzione inglese ebbe luogo intorno al 1640. Il puritanesimo era un movimento sorto nell'ambito del protestantesimo calvinista inglese durante il XVI secolo. Lo scopo di questo movimento era quello di purificare la Chiesa d'Inghilterra da tutte le forme non previste dalle Sacre Scritture. Con questo s'intendeva annullare i compromessi con il cattolicesimo. Si trattò di uno scontro tra il Parlamento e la chiesa che coinvolse tutta la vita politica.

Giacomo I, di fronte alla richiesta dei puritani di eliminazione dei vescovi, si convinse che ciò avrebbe portato all'eliminazione del re e per questo non appoggiò le loro richieste pur concedendo la pubblicazione di una nuova versione della Bibbia. Successivamente i puritani vennero perseguitati da Carlo I e costretti ad emigrare nei Paesi Bassi e nella Nuova Inghilterra, dove fondarono uno dei nuclei dei futuri Stati Uniti.

Allo scoppio della guerra civile in Inghilterra nel 1642 i puritani, guidati da Oliver Cromwell, contribuirono alla sconfitta e alla decapitazione del re Carlo I nel 1649. Cromwell fece dichiarare l'Inghilterra una "Repubblica libera governata dai rappresentanti del popolo" (Commonwealth). Questa fu la prima Repubblica del mondo anglofono anche se divenne rapidamente una "quasi monarchia".

L' Irlanda, temendo una persecuzione puritana, si ribellò e Cromwell diede il via ad una cruenta battaglia che dimezzò la popolazione irlandese; anche la Scozia si ribellò ma venne ugualmente sconfitta.

Cromwell sviluppò e potenziò la proprietà privata, stimolò il commercio, abolì i privilegi nobiliari, mise in atto una tolleranza religiosa che però non includeva i cattolici, accentuò i controlli sulla moralità pubblica. Questa politica permise al cittadino di riacquistare piena fiducia nella legge. Per quanto concerne la politica estera vediamo un ampliamento della flotta, un'espansione commerciale marittima e il conseguente scontro con l'Olanda e la Spagna (divieto di pesca nelle acque inglesi, le merci in entrata trasportate solo da navi inglesi).

La dittatura di Cromwell, però, si avvertiva preparando la strada alla monarchia. Dopo la sua morte anche il figlio si ritirò a vita privata e il lato moderato del parlamento ristabilì gli Stuart.

Con l'ascesa al trono di Carlo II Stuart e la successiva restaurazione della monarchia inglese nel 1660 la nobiltà inglese e la chiesa episcopale anglicana vennero nuovamente favorite e i puritani vennero nuovamente perseguitati dalla chiesa anglicana e vennero chiamati non-conformisti in quanto si rifiutavano di obbedire all'Uniformity Act che obbligava all'uso del Libro delle Preghiere della chiesa anglicana. Altre riforme li esclusero dagli impieghi nei pubblici uffici, vennero vietate tutte le funzioni religiose non-conformiste e venne proibito a tutti i pastori non-conformisti di avvicinarsi alle città. Il parlamento costrinse Carlo I ad attuare due leggi che impedivano il ritorno all'assolutismo e al cattolicesimo e che imponevano la sola ammissione degli anglicani alle cariche pubbliche.

Alla sua morte gli succedette Giacomo II Stuart ma egli offrì la corona a Guglielmo III d'Orange e alla figlia Maria Stuart. Guglielmo III sottoscrisse "The Bill of Rights", una dichiarazione dei diritti che circoscrive i poteri della corona e la fine della monarchia assoluta (1689).

Assistiamo così alla nascita della monarchia parlamentare costituzionale. Questo sistema continuava ad escludere le classi più povere. Assistiamo ad uno sviluppo demografico ed economico nell'Inghilterra del 1600, ad un ampliamento delle attività commerciali e coloniali, all'acquisizione di materie prime a basso prezzo. Alla rivendita di materie prime e beni agricoli al resto d'Europa a prezzi altissimi, all'eliminazione dei terreni incolti per sfruttarli a favore dell'agricoltura, all'introduzione delle colture coloniali, alla produzione della produzione mineraria (ferro carbone) e a numerose innovazioni tecnologiche. Questi sviluppi permisero la prima rivoluzione industriale.

Poco dopo la firma dei trattati di Vestfalia (1648): la situazione in Europa

  • Prima Guerra anglo-olandese (1652-1654). Le Province Unite si rifiutano di divenire di fatto uno stato del Commonwealth Britannico e Cromwell fa approvare dal parlamento un atto di navigazione che imponeva di trasportare le merci con navi inglesi o con quelle dei luoghi da cui provenivano.
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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lorenza.dutto1994 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Peruzzi Roberto.
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