Introduzione alle relazioni internazionali e al sistema internazionale
A. The state system (multi-polarity)
La definizione di relazioni internazionali (RI) è che le RI studiano la natura dei rapporti e le conseguenze delle relazioni tra attori internazionali. Perché è importante studiare questi tipi di rapporti? Perché siamo esseri umani che convivono, e ognuno vive la propria vita in base a delle preferenze e valori.
Lo stato come strumento valoriale
Questi valori sono:
- La sicurezza (Realismo)
- Libertà = pace progresso (Liberalismo)
- Ordine (Scuola inglese)
- Giustizia (Teorie critiche)
- Benessere (International political economy)
Lo stato è strumento valoriale in quanto questi valori permettono di vivere secondo i propri desideri. L'ordine, la sicurezza, ecc., sono necessarie: se un altro stato ci attacca e il nostro stato di appartenenza crolla, i cittadini avrebbero difficoltà a raggiungere i loro desideri e obiettivi. Uno stato non funzionante che non ha questi valori crea consociati non in grado di vivere.
Consapevolezza dei valori
Ma siamo consapevoli di questi valori? Molti cittadini non ne sono consapevoli, ma nonostante ciò la consapevolezza non è necessaria per il funzionamento dello stato, in quanto esso è estremamente potente.
Stato: critica vs tradizione
Lo stato si può permettere di raggiungere i propri desideri, ma esso può diventare oppressivo. Per poter vivere in uno stato ordinato abbiamo bisogno di ordine, quindi di un esercito, polizia, galera, e con questi strumenti lo stato potrebbe utilizzarli contro i consociati. Quindi bisogna tener presente che lo stato può supportare i cittadini, ma anche opprimerli.
Lo stato
Si definisce stato se ha questi fondamentali:
- Territorio: ci sono confini e lo Stato controlla il proprio territorio.
- Popolo: gruppo di persone appartenenti a uno stesso territorio, questo gruppo appartiene a una medesima società, appartenenza data da una nazione (legame identitario, lo stato invece è solo un'organizzazione politica). Ci sono società che comprendono diversi gruppi di persone; tuttavia, lo stato ha la necessità di avere una certa omogeneità, in qualsiasi caso un elemento comune deve esserci, quantomeno un accordo di base. Infatti, più persone ritengono di appartenere a una società, tanto è meglio per lo stato. In questi ultimi tempi, a causa dei fenomeni contemporanei, la visione di accettazione è più flessibile.
- Sovranità: potestà d’imperio originaria, suprema e incondizionata. Denota l’indipendenza della persona Stato rispetto ad altri soggetti sia di diritto interno che internazionale.
- Interna: creare leggi e farle imporre. Ovvero, attiene ai rapporti tra Stato e cittadini; lo stato ha supremazia nei confronti di ogni altro soggetto o organizzazione che opera sul territorio.
- Esterna: riguarda il rapporto dello Stato con altri Stati o organizzazioni internazionali e si sostanzia nell’effettiva e concreta autonomia che ciascuno stato, in virtù della sua originalità, possiede. Dunque, non accettazione di regole provenienti da altri se non dopo l’accettazione.
- Governo: autorità politica centralizzata (Roma, ma anche i vari nuclei comunali), gruppo di persone che si stanziano in un territorio e lo gestiscono; per poterlo gestire creano delle strutture. Insieme di soggetti che detengono il potere politico. Porta alla burocrazia.
Definizione oggetto di studio
Le relazioni internazionali quindi studiano il complesso di relazioni tra raggruppamenti umani che si sono:
- Organizzati politicamente
- Occupano territori distinti
- Possiedono gradi di indipendenza
- Non sono soggetti ad autorità superiori
Il sistema degli stati
Lo stato come organizzazione politica moderna nasce nel periodo della rivoluzione industriale grazie all’avanzamento tecnologico, dunque agli spostamenti più veloci e quindi a un maggiore controllo del territorio. Prima c’erano confini fissati ma non era materialmente possibile controllare tutto il territorio. Con l’evoluzione tecnologica si è creato una situazione di ordine e controllo che hanno agevolato la nascita dello stato moderno.
Lo stato moderno è un'istituzione storica ma anche moderna; oggi lo stato infatti non deve solo difendersi dai nemici ma deve tutelare anche i cittadini e aiutarli a realizzare i loro desideri. Lo stato si erge sulla necessità umana di differenziazione, ovvero nella separazione tra noi e loro, tra amicus/hostis, organizzarsi in società e contrastare differenziare altre società. Le organizzazioni umane come lo stato o qualsiasi altra società si basano sulla correlazione cooperazione/conflitto. (Hobbes)
Per Hobbes, prima lo stato era quello naturale in cui non vi erano regole e dunque l’uomo doveva combattere con altri uomini per sopravvivere.
Sistemi storici
- 500 a.C-100 a.C: città stato greche, di piccole dimensioni con lingua comune, non vi era diplomazia, non esistevano istituzioni internazionali. A differenza dei sistemi moderni, i cittadini non erano tutti uguali, presenza di schiavi. Similitudini con stati odierni, infatti erano presenti differenti città stato le cui dinamiche possono essere paragonate al sistema degli stati odierni, come ad esempio la lotta tra Atene e Sparta può essere esempio di sistema bipolare.
- 200 a.C-500 d.C: Impero romano si basano su assoggettamento e non riconoscimento. Si basano quindi sulla loro superiorità rispetto ad ogni altra popolazione, creano assoggettamento su altri popoli, zero riconoscimento politico di altri. Essere cittadini romani significava avere diritti, non esserne soggetti. Dunque, il sistema imperiale si basa su definizione dei confini. Logica di uniformazione: ciò che sta dentro ha delle regole, ciò che sta fuori è barbaro.
- 500-1500: Imperi medievali cristiani (Sacro romano impero cattolico, impero bizantino ortodosso, imperi islamici, India, Iran, Cina). Il sistema imperiale non si estingue ma torna in Europa con il Sacro romano impero e sistemi medievali.
- 1648 - 2012: Trattato di Westfalia, fine guerra dei trent'anni e pone la definitiva divisione tra potere temporale e spirituale. Gli stati nascono come autorità che non sono sottomesse, nascono sul principio di sovranità per cui si riconoscono tutti uguali, autonomi e sovrani.
Sistema medievale: autorità multiple (o autorità dispersa)
Nel sistema medievale esistono autorità multiple. Molti soggetti detengono un potere. Per esempio, per quanto riguarda la giustizia, sia il papa che l'imperatore avevano la capacità di amministrare la giustizia, stesso discorso per la sicurezza, sia il papa che l'imperatore utilizzavano i loro eserciti. A ogni livello di governo, questi due poteri erano in contrasto tra loro cercando di prevalere, generando una lotta tra le investiture.
Lo stato moderno nasce quando si crea una sorta di monopolio del potere creando una gerarchia unica: legame diretto con i cittadini. In passato non esiste monopolio della guerra, chiunque avesse le possibilità economiche poteva assumere gruppi di mercenari o cavalieri. Non esisteva distinzione tra guerra civile e internazionale.
La guerra nasce nel XVIII secolo perché nasce una guerra tra stati, una guerra internazionale. Nell’impero non esiste il sentimento nazionale, lo stato nasce quando la nazione (il popolo) si oppone al regime. Si ha il fenomeno di Stato-Nazione, ovvero persone unite dalla stessa identità. Alla fine della prima guerra, nasce l’idea che il popolo avesse il diritto di avere uno stato, di possedere potere.
Sicurezza
Le guerre diventano interne agli stati (coinvolgono attori interni agli stati) e le vittime di esse sono spesso civili. Le guerre sembrano dipendere dalla difficoltà dello stato di garantire la sicurezza e svolgere il proprio lavoro.
Le guerre sono combattute dagli Stati Uniti tramite due fasi:
- Non prevede militari a terra ma armi a precisione di lunga distanza
- Fase iniziale e fase eventuale: compiuta dagli attori presenti nel territorio in questione
Incapacità di sopportare perdite.
Proxies: agiscono attori differenti rispetto alla grande potenza, vengono utilizzati gli attori locali per combattere la guerra del grande attore. A volte ciò basta, ma non sempre i piccoli attori agiscono come ci si aspetta ma diventa una delle modalità comuni della guerra, questa guerra non nasce in questo periodo ma mette la questione in evidenza.
Questo avviene grazie alla tecnologia, la possibilità di compiere azioni belliche sta nel fatto che c'è molta differenza di potenza fra gli attori. Le grandi potenze trovano una difficoltà superiore a giustificare le perdite di cittadini americani: ogni morto in battaglia ha costi notevoli, si fa guerra senza perdere soldati ma uccidendo il nemico.
Gli Stati Uniti attaccano Al Qaeda ripristinando il livello statale; non sono accettabili qualsiasi livello di stati, ma solo qualche tipo di stato che deve funzionare e che deve essere democratico. Un aspetto legato all’attacco dell’11 Settembre è il risultante di una situazione medio-orientale in cui gli stati non sono democratici, all’interno di uno stato democratico c’è una sfera pubblica più ampia di quella di uno stato autoritario.
Il ragionamento che gli USA fanno è che se noi fossimo in grado di cambiare il Medio Oriente in uno stato democratico, non si dovrebbe ricorrere alla forza armata. Per sconfiggere Al Qaeda bisogna avere uno stato fondato sul principio di sovranità del cittadino e quindi democratico. In questo periodo lo stato inizia a riprendere valore.
Gli Stati Uniti si propongono come garanti della sicurezza e la NATO diventa una sorta di polizia che sopravvive anche dopo la guerra fredda perché è uno scudo contro l’insicurezza. Gli Stati Uniti compiono questo lavoro non sempre in modo entusiasta, spesso cercano di evitare interventi e appaiono restii, ma spesso sono costretti ad intervenire.
Parlando di sicurezza, è importante capire l’organizzazione di Al Qaeda a cavallo fra la guerra fredda fino al 2010 e domandarsi il perché. Al Qaeda è stata creata negli ultimi anni della Guerra fredda, era un piccolo gruppo d’azione che esportava la resistenza afgana. Da qui cresce in diverso modo e si sviluppa su diversi tipi di legami:
- Viene percepita talvolta in modo più potente di quello che è
- Numero soggetti eccessivi rispetto alla sua capacità di armamento
Perciò diventa un marchio e la gente locale vorrebbe farne parte. Troviamo gruppi legati ad Al Qaeda, fatti di cellule; su questa struttura si uniscono gruppi il cui legame è di tipo associativo (gruppi però diversi da Al Qaeda), e gruppi con legami effimeri che non hanno a che fare con Al Qaeda ma sono considerati parte di esso esternamente. Il controllo di questi tre livelli non esiste. Al Qaeda si pone come attore non statale ma che è in grado di influenzare il sistema internazionale e di sfidarlo.
Dal momento che la statualità nel sistema internazionale viene vista come soluzione, Al Qaeda inizia a soffrire. Da Al Qaeda nasce ISIS; questa uscita di Al Qaeda è causata da divergenze strategiche e non ideologiche, ISIS ha come obiettivo creare un califfato, uno stato.
Il sistema internazionale: dalla nascita alla fine della guerra fredda 1648-1948
Si parla dalla conclusione della guerra dei trent'anni fino alla fine della guerra. Questo periodo è caratterizzato da un periodo multipolare ovvero coesistono più poli di potenza su cui si affidano altri attori. In genere i poli sono le grandi potenze e attorno ad essi ruotano gli attori minori. Perché si distingue tra attori e poli? Questa distinzione è data per semplificare il sistema internazionale; per capirne il funzionamento è importante conoscere le relazioni tra i poli, non tra gli attori minori. Per esempio, se vogliamo conoscere il funzionamento dell'UE consideriamo maggiormente la Germania, Francia e GB.
Il periodo pre-guerra fredda è caratterizzato da multipolarità e necessariamente da molte guerre. Queste guerre hanno diversi gradi: alcune imponenti e lunghe, altre di bassa intensità:
- Trattati di Osnabrück, Münster, Vestfalia alla rivoluzione Francese e Napoleone (1648-1789) (sistema westfaliano)
- Dalla fine di Napoleone alla Prima Guerra mondiale (1815-1914) (Concerto Europeo)
- Dalla Prima guerra mondiale alla Seconda guerra mondiale (1917-1939) (E.H. Carr, Twenty Years Crisis)
Nel sistema multipolare ogni polo ha un grado di potenza, così come gli attori. Se un polo diventa più potente, scoprendo magari nuove armi, l'altro polo deve organizzarsi e ribaltare il potere. Questo processo viene chiamato internal balancing, e consiste nell'utilizzo di risorse proprie per aumentare a sua volta il grado di potenza. Un'altra soluzione per il polo minore è il sistema delle alleanze. Rompendo quelle vecchie, creandone nuove e rinnovandosi, si raggiunge lo stesso grado con il polo massimo. Ovviamente, questo sistema ha una grossa conseguenza: la guerra.
Un'altra soluzione è che un polo aggiunga a sé degli attori minori per raggiungere lo stesso livello di potenza. L'internal balancing ha un difetto: è molto lento e difficile rispetto alle soluzioni fin'ora spiegate che sono dette external balancing.
Le alleanze vengono continuamente rotte; per romperle vi è necessità di fare guerra. Calcolare il grado di potenza non è semplice a causa delle molte variabili; un tempo bastava contare il numero di persone che potevano essere risorse militari, ma con le evoluzioni tecnologiche e belliche è più complicato (bomba atomica). Allora come si calcola il grado di potenza di uno stato?
Il grado di potenza di un unico stato può essere misurato attraverso la guerra. Questo tipo di guerra non è sanguinaria, fa poche vittime; l'obiettivo non è la vittoria, ma controllare il grado di un'altra nazione. Quindi questo sistema internazionale multipolare si basa su:
- Principio anarchico: non esiste una sovrastruttura, o regole di diritto internazionale.
- Distribuzione di potenza: ci sono vari gradi di potenza, ma comunque un solo polo non riesce a sconfiggere tutti gli altri attori, quindi si crea una distribuzione di potenza attraverso le alleanze.
- Sicurezza: preoccupazione primaria. Gli attori, per mantenere la propria sicurezza e quella dei cittadini, devono compiere internal balancing o external balancing, per non essere schiacciati dalle potenze maggiori. Questo processo viene chiamato bandwagoning (allearsi con il più potente, saltare sul carro dei vincitori).
La guerra ha andamento ciclico: PACE > GUERRA > PACE... Perché? I realisti spiegano.
Realismo
È l'approccio più antico delle relazioni internazionali. È un tentativo di comprensione della disciplina delle relazioni internazionali; esso si interessa molto del sistema multipolare e del bilanciamento del potere. I principali tipi di realismo sono:
- Classico: chiamati anche fondamentalisti, principale autore è Morghentau (Politics Among Nations). Studiano lo stato, il sistema internazionale in senso anarchico, si concentrano sulla potenza e cerano l'interesse nazionale. (Manuale) Machiavelli danno importanza ai leader politici e sostengono che la presenza di abilità è variabile per spiegare la nascita della guerra o pace. Interesse di ogni attore è di essere sufficientemente potente da non essere attaccato dagli altri.
- Strutturale o sistematico o neorealismo: principale autore Waltz (Theory of International Politics) studiando lo stato, sistema internazionale anarchico, distribuzione di potenza, interesse principale è la sicurezza. (Manuale) Posizione più neutra, il comportamento degli stati deriva direttamente dai modelli di potere presenti nell'area internazionale. Autore oltre Waltz Thomas Hobbes. Studiano come gli attori possono sopravvivere e studiano il sistema per trovare le strategie che hanno più senso. Studiano le alleanze.
Entrambe le correnti comprendono che l'attore principale è lo stato, capiscono che lo stato moderno è risultante di un sistema internazionale anarchico; per anarchico si intende che non esiste una struttura sovranazionale e dunque ognuno ha le proprie regole, non ci sono leggi generali. Se uno stato subisce torto, non può rivolgersi a una corte superiore. Gli stati devono essere in grado di sopravvivere da soli.
Le divergenze tra i realisti sono:
Per i classici, ciò che guida gli stati è la potenza degli altri stati, ovvero lo stato deve far in modo di accumulare abbastanza potenza per poter raggiungere gli altri stati. Il loro comportamento deve essere razionale e dare priorità alla sopravvivenza tramite proseguimento dell'interesse personale. Per essi, la storia insegna a capire quali comportamenti vanno evitati, cioè quelli che hanno senso e quelli che non l'hanno. Le scelte politiche vengono compiute da persone, e esse devono essere il più razionali possibile; ciò avviene quando gli studiosi illustreranno al Principe quale sia il comportamento da seguire. Sostengono anche che uno stato non deve mai schiacciare completamente altre nazioni, in quanto più attori ci sono nel sistema, più sarà semplice il bilanciamento, insegnato dalla seconda guerra mondiale.
Il realismo strutturale diverge da quello classico dal fatto che ciò che guida lo stato non è una scelta libera delle persone ma guidato dal grado di potenza.
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