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Pensieri di Blaise Pascal

Pensieri (Pensees) è il titolo sotto il quale furono pubblicati nel 1670 dagli amici di Port Royal gli appunti e le annotazioni che Blaise Pascal aveva scritto in vista di quella Apologia del Cristianesimo contro i miscredenti, che la malattia e la morte a soli 39 anni, gli impedirono di portare a compimento. L'edizione del 1670 era il risultato di una scelta arbitraria di pagine di frammenti, presentati per di più in un ordine discutibile [gli editori hanno infatti voluto che ciascun frammento brillasse di luce propria, piuttosto che dargli importanza perché inserito all'interno di una dialettica].

Col passare del tempo ognuno ha iniziato a ricostruire l'ordine a proprio piacimento, con una soggettività giustificata dall'impossibilità a ricostruire l'ordine di Pascal; come infatti aveva affermato Etienne Perier, nipote di Pascal, nella prefazione per l'edizione di Port Royal: "le note redatte da Pascal secondo il progetto che aveva 'di lavorare sulla religione' sono state trovate, alla sua morte, 'senza alcun ordine e senza alcuna sequenza', aggiungendo una precisazione supplementare che rende questo stato di cose del tutto naturale: 'Non erano altro che le prime espressioni dei suoi pensieri, che egli scriveva su piccoli pezzi di carta man mano che gli venivano in mente'. Posto che, in questi frammenti, l'autore si esprimeva 'con poche parole, e molto spesso anche, soltanto, a mezza bocca' egli avrebbe conservato solo per sé l'ordine che intendeva stabilire tra loro".

Tutte le edizioni inoltre erano una semplice scelta dei quasi 900 frammenti dell'opera. La prima edizione integrale fu infatti pubblicata da Faugère solo nel 1844.

Scopo dell'apologia

Ora cerchiamo di capire a cosa serviva questa apologia: Apologia: discorso in difesa di qualcuno o qualcosa. Pascal sapeva bene che gli argomenti della filosofia e della teologia razionale non hanno presa sul "libertino", sull'incredulo lontano da Cristo, al quale l'apologetica pascaliana si rivolge. I discorsi dei teologi possono consolidare le certezze del credente, non svegliare nel miscredente l'inquietudine e produrre quella presa di coscienza sulla quale si radica e cresce l'esigenza religiosa.

L'apologetica pascaliana si muove perciò dall'esplorazione della condizione dell'uomo e, portando alla luce con rigorosa insistenza i contrasti e le contraddizioni dai quali essa è lacerata, mostra alla fine che l'appello alla trascendenza e la fede nel Cristo mediatore danno senso a un dramma che altrimenti sarebbe assurdo e senza esito.

Per far ciò, più che alla ragione ci si rivolge dunque in quest'indagine alle "ragioni del cuore", più che all'esprit de geometrie, all&

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/01 Filosofia teoretica

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