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Relazione assistenziale

Elementi essenziali della comunicazione

La comunicazione, al fine di essere efficace, deve avere 4 passaggi:

  • L'emittente
  • Il messaggio (verbale, non verbale, para verbale)
  • Il ricevente (anche se non è detto che questo riesca a mettere in pratica il messaggio esattamente come lo ha emesso il mittente)
  • Il feedback, ossia la riprova per vedere se quanto detto è stato ricevuto

Il para linguaggio è quello che supporta il linguaggio verbale: serve soprattutto per attivare alcune strategie, al fine di relazionarsi in tutti gli ambiti con la persona che si ha davanti (per esempio, avvicinarsi ad una persona con una faccia schifata fa capire da subito la nostra cattiva propensione nei suoi confronti).

Quindi, la relazione più il contenuto dà la comunicazione: il 7% è formato da parole (contenuto), mentre il 93% è costituito da emozioni (relazione).

Importanza di una visione olistica

Platone stesso spiegava come fosse un enorme errore trattare il corpo e la mente come due cose separate: noi infermieri ci siamo fatti propri di questa teoria e abbiamo accettato una visione olistica dell'individuo.

Relazione di aiuto

La nostra relazione di aiuto, dunque, è interattiva fra:

  • Psico-fisica-sociale
  • La persona, che rappresenta un'unità
  • La salute, come benessere psico-fisico-sociale, e non solo assenza di malattia (OMS, 1946)

L'ammalato, ossia il soggetto in condizione svantaggiata. La relazione fra l'infermiere e il malato non è mai alla pari. Questo non significa che noi si sia posti su un piano di relazione maggiore e migliore di quello dell'assistito. Siamo su piani diversi, ma non di diverse qualità.

Intreccio di fenomeni interpersonali

La relazione assistenziale è un intreccio fra la relazione dell’utente e degli infermieri e tutta quella serie di fenomeni interpersonali (lavoro, famiglia, cultura storica di una persona e del paese dal quale proviene, preconcetti, ecc.) che sono sempre presenti.

Dunque, quando un paziente arriva in ospedale, è disorientato: bisogna instaurare un rapporto di fiducia con questa persona, per poter eseguire un lavoro con lui e raggiungere l'obiettivo che ci poniamo, dal momento che lo si incontra: l’instaurarsi di una relazione terapeutica, dunque, è fondamentale per un qualunque percorso assistenziale.

Condizioni necessarie per una relazione efficace

Devono esistere delle condizioni necessarie per poter mettere in atto una relazione:

  • Riconoscimento dell'utente come essere umano portatore di bisogni
  • Condivisione con l'utente di responsabilità, rischi e potere decisionale
  • Fiducia nelle capacità dell'utente
  • Utilizzo di atteggiamenti positivi (dobbiamo cercare di porci in maniera positiva e fiduciosa nei confronti dell'assistito)
  • Coinvolgimento dell'utente nella presa di decisioni (è il paziente che ha la determinata patologia ed è quindi obbligatorio che questi venga informato e coinvolto in ogni decisione)
  • Fiducia nella responsabilizzazione (empowerment) dell'utente

Aiutare significa mettersi a disposizione del paziente, favorire il raggiungimento di un grado di autonomia e di dignità più alto possibile. (Se, per esempio, una persona è abituata sempre a truccarsi o a profumarsi la mattina, noi dobbiamo metterci a disposizione al fine di permetterle di non perdere la sua dignità).

Elementi della relazione di aiuto

Ma cosa dovremmo trovare all'interno di una relazione di aiuto?

  • Ascolto (attivo e partecipato)
  • Osservazione (osservare attentamente ciò che magari lui dice di stare bene, anche se in realtà la sua faccia mostra il contrario)
  • Intervento efficace
  • Rispetto
  • Cura

Rete invisibile della relazione

Ma la relazione assistenziale, ovviamente, non si ferma al solo utente, ma raggiunge anche i familiari. Nel caso in cui l'assistito non presenti familiari (un anziano senza figli, alcolisti, tossicodipendenti, ecc.), i familiari chi potrebbero essere? I protagonisti della rete territoriale, come gli assistenti sociali. Esiste, infatti, la cosiddetta rete invisibile della relazione, che parte dalla famiglia e raggiunge gli amici, il lavoro e la cultura (usi e costumi, religione, socializzazione).

Competenza del professionista

La relazione assistenziale, quindi, include il paziente, la famiglia e l'operatore. Ma cosa ha di diverso il professionista, rispetto alla persona? Possiede un sapere tecnico, una cultura specifica, una pratica specialistica. La persona, invece, ha una cultura generica, ansie, paure, magari conflitti (in famiglia, amici, ecc.), potrebbe possedere aspettative particolari, che ormai non sono più raggiungibili (e, dunque, deve fare i conti con le sofferenze e i sentimenti che ne deriveranno). Tutti questi sono fattori influenzanti, che vanno a modificare e determinare l'andamento della relazione assistenziale.

Medicina difensiva

Oggi la medicina è una cosiddetta medicina difensiva (per esempio, invece di far fare un RX, richiedo una TAC, così da andare sul sicuro) e di massa, che toglie tempo alla relazione.

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Riassuntiinfermieristica di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Relazione Assistenziale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Gigli Lucia.
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