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Articolo 5 del codice di procedura civile

L'articolo 5 del codice di procedura civile è una norma di cornice che apre dei collegamenti tra istituti diversi. Essa dispone che bisogna guardare alla normativa vigente e allo stato di fatto nel momento in cui si propone la domanda. La norma individua quindi le coordinate nel momento di proposizione della domanda. Nella sua seconda parte, però, dispone che non hanno rilevanza i successivi mutamenti della legge o dello stato di fatto.

Quindi, giurisdizione e competenza non vengono meno se, dopo la proposizione della domanda, mutano la legge e lo stato di fatto (perpetuatio jurisdictionis e competenza), esse restano radicate; i mutamenti in astratto non hanno valore. Un esempio è lo spostamento di residenza. Modifiche volte ad attribuire giurisdizione o competenza, di esse invece si tiene conto per ragioni di economia processuale (articolo 8 della legge 218 del 1995, legge di diritto internazionale privato, che si occupa dei rapporti tra giudici italiani e stranieri).

Il momento di proposizione della domanda

Qual è il momento di proposizione della domanda? C'è una norma di richiamo, articolo 39 terzo comma, ma comunque atto di citazione o ricorso. Per i giudizi che iniziano con citazione, il momento è la notificazione della stessa; per quelli che iniziano con il ricorso, il momento è il deposito dello stesso in cancelleria.

Circa la notificazione, dobbiamo dire che essa è un procedimento e può mettere in gioco due momenti: quello in cui abbiamo l'impulso e quello in cui la notifica viene portata a compimento. Può rilevare il momento iniziale o quello in cui viene notificata.

Effetti della proposizione della domanda giudiziale

L'articolo 5 è importante anche per altri fini; è uno degli effetti della proposizione della domanda giudiziale e delle conseguenze sul piano processuale. Ma ci sono altri effetti, come previsto dall'articolo 39, così come la domanda giudiziale secondo l'articolo 111. Dal momento di proposizione della domanda giudiziale si realizzano anche effetti sostanziali.

Determinazione della competenza

I criteri per individuare il giudice di primo grado, il giudice di pace e il tribunale o corte d’appello in casi straordinari. Determinazione della competenza verticale tra giudice di pace e tribunale: bisogna verificare se la competenza può essere individuata tramite il primo criterio, della materia, ovvero criterio legato alla tipologia di controversia (articolo 7 per il giudice di pace e articolo 9 per il tribunale).

Dalle stesse norme si può notare come le competenze del tribunale siano più ampie rispetto a quelle del giudice di pace. Se il giudizio di merito sorge dinanzi a un giudice sbagliato, il giudizio va sospeso e riproposto dinanzi a quello competente. La competenza per materia del tribunale non si esaurisce nell’articolo 9; ad esempio, le controversie del lavoro prima spettanti al pretore, o comunque tutte le competenze spettanti al pretore negli anni passati, sono ora di competenza del tribunale.

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Scienze giuridiche IUS/15 Diritto processuale civile

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