Giovedì 11 dicembre 2014 - Regolamento contrattuale
Il regolamento contrattuale è l'insieme delle regole che il contratto detta alle parti (effetti del contratto) e che esprimono gli impegni e i risultati legali previsti come sistemazione dei loro interessi, dal momento che il contratto fa nascere tra le parti che lo concludono, un rapporto giuridico. Le fonti del regolamento contrattuale sono eterogenee, la più importante è la volontà delle parti. Altre fonti sono scaturite dalla legge stessa, l'art. 1322 prevede che le parti siano libere nel determinare il contenuto dei contratti, le parti non sono inoltre vincolate nel concludere il contratto ai tipi contrattuali previsti dalla legge, possono concludere anche contratti atipici, secondo comma, purché perseguano interessi meritevoli di tutela (liceità).
Accordo e regolamento contrattuale
È l'accordo a determinare il regolamento contrattuale, questo accordo è fatto di segni linguistici, quindi il regolamento contrattuale deriva in primo luogo dall'interpretazione del contratto: l'operazione logica diretta ad attribuire al testo del contratto il giusto significato. Con l'attribuzione di significato ai segni contrattuali, il contratto viene qualificato e l'interprete può chiedersi se quel contratto può esser ricondotto a uno dei tipi contrattuali previsti dalla legge (vendita, mandato, fideiussione...). Questa seconda operazione è detta qualificazione e prevede la successiva integrazione del contratto alle norme corrispondenti al tipo contrattuale. Alla luce di ciò, questa operazione non porta necessariamente alla riconduzione ad uno dei tipi contrattuali. La qualificazione del contratto non ha uno scopo classificatorio astratto, ma integra gli effetti del regolamento contrattuale. In questo modo, si colmano le lacune dell'accordo contrattuale.
Esempio: io vedo un contratto, lo interpreto come vendita e se le parti litigano sul luogo di consegna, applico la norma che prevede la vendita.
Interpretazione
L'interpretazione di un contratto è l'operazione logica diretta ad attribuire al testo del contratto il giusto significato. Questa operazione è affidata al giudice che però deve attenersi ad una serie di criteri legali di interpretazione, codificati negli articoli 1362 e seguenti. Questi criteri sono di due tipi:
- Criteri di interpretazione soggettiva: è l'interpretazione corrispondente ad accertare la comune intenzione delle parti.
- Criteri di interpretazione oggettiva: giungono quando non è possibile individuare un significato che corrisponde alla volontà delle parti. Posto che non è stato possibile determinare la reale intenzione delle parti, entrano in gioco criteri sussidiari che individuano il significato.
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Il regolamento contrattuale
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Regolamento di competenza
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Regolamento di competenza
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Diritto processuale civile - Regolamento di giurisdizione