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Il riordinamento amministrativo dell'Italia in XI regiones

Il riordinamento amministrativo dell'Italia in XI regiones venne operato da Augusto; la principale fonte scritta per conoscere l'organizzazione della divisione e gli ambiti delle singole regiones è la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (III libro).

La divisione di Plinio e le sue fonti

Plinio però ritiene necessario avvertire che egli seguirà come modello la divisione dell'Italia in 11 regioni, ma che, diversamente dal sistema augusteo, procederà secondo un ordine derivante dalla linea di spiaggia; invece i centri interni saranno indicati secondo l'ordine alfabetico usato da Augusto stesso; infine Plinio contrassegnata con l'appellativo di colonia le città dedotte dall'imperatore.

Le fonti di Plinio sono due:

  • Il testo di Augusto (sembra che le città dell'entroterra fossero elencate con il demotico o semplicemente con un numero progressivo).
  • Un periplo, forse i libri geografici delle Antiquitates rerum Romanarum di Varrone, da cui Plinio deriva sia l'elenco geografico delle città litoranee, sia la successione delle regioni.

La fusione tra due sistemi descrittivi però non sempre riuscì a Plinio, sicché si hanno incongruenze, ripetizioni e varie contraddizioni.

Le regiones augustee e le loro caratteristiche

Le regiones augustee furono contrassegnate da un numero progressivo e a ciascuna non corrispose di norma un solo ethnos italico, ma più gruppi etnici; Augusto tenne conto degli antichi gruppi etnici italici, pur non rimanendovi strettamente vincolato e altrettanto vale per la geografia fisica.

  • Per l'Italia centro-meridionale la delimitazione confinale fu attuata su base culturale e etnica.
  • Per l'Italia settentrionale furono rispettati i confini naturali.

Le fonti tacciono anche sullo scopo per il quale Augusto intraprese la revisione dell'intero sistema, così gli storici moderni non hanno potuto che formulare ipotesi e giungere in tal modo a qualche plausibile conclusione per via di esclusioni:

  • Non sembra che la divisione potesse avere carattere politico, perché tutto il territorio godeva già dello ius italicum e le singole comunità cittadine autonome facevano capo direttamente a Roma e non a un governatore regionale.
  • Non ebbe fine giudiziario, perché fino all'età di Adriano la giustizia veniva amministrata dai magistrati locali o dai magistrati centrali di Roma.
  • Vanno esclusi i servizi attinenti alle grandi strade.
  • Ancor minore considerazione merita l'amministrazione dei beni del patrimonio dell'imperatore, perché erano distribuiti con densità molto varia.
  • Le regioni non ebbero neppure la funzione di circoscrizioni militari di leva, poiché proprio l'Italia godeva dell'esenzione dal servizio obbligatorio.
  • Si può escludere infine anche una motivazione fiscale, infatti l'Italia, fino all'età di Diocleziano fu esentata dalle imposte dirette.

Il censimento e la sua importanza

Non resta dunque che considerare il servizio del catasto e soprattutto quello del censimento, ossia il rilevamento dei beni stabili e la statistica degli abitanti, quantunque il primo avesse minore importanza in Italia; durante l'età repubblicana il census era eseguito dai censori ad intervalli regolari di cinque anni: i cittadini erano registrati secondo le tribù di appartenenza e suddivisi in cinque classi secondo la loro capacità economica, tuttavia il territorio delle singole tribù non era unitario bensì frammentato.

L'opera di riordinamento dell'Italia per opera di Augusto non poteva perciò tralasciare il censimento, che fu ripristinato su una più razionale base di regioni organiche, o dal punto di vista della geografia antropica o di quella fisica; le operazioni censitarie erano compito dei magistrati dei singoli municipi o colonie: dalle singole comunità autonome i risultati venivano trasmessi a Roma, dov'erano raggruppati per regioni.

Regio I: Latium et Campania

Confini

  • A nord con la regio VII (Etruria)
  • A est con la regio IV (Samnium) e II (Abulia et Calabria)
  • A sud con la regio III (Lucania et Bruttium)
  • A ovest con il Tirreno

Lazio

Si tratta di una regione in gran parte montuosa e collinare, il cui fiume principale era il Tevere; essa presenta fenomeni vulcanesimo secondario, acque termali e laghi che riempivano antichi crateri; la costa, priva di porti naturali, si allunga in un vasto arco basso e sabbioso fino al promontorio Circeo.

Campania

Essa comprendeva vaste zone pianeggianti e costituisce uno dei più notevoli distretti vulcanici della penisola, e nell'antichità presentava ancora più accentuati fenomeni di vulcanesimo, sia secondario che principale. Essa fu meta della più antica colonizzazione greca di età storica, venne poi conquistata dagli...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/09 Topografia antica

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