Lezione 11: Recettori metabotropici
I recettori metabotropici non hanno un canale vero e proprio. Il ligando non determina l’apertura del poro del canale, non fa passare immediatamente ioni all’interno del canale, ma attivano meccanismi che determinano una risposta più lenta.
Categorie di recettori metabotropici
- Recettori accoppiati a proteine G: Molti di essi sono presenti in tutto l’organismo. Sono formati da 7 segmenti transmembrana che agiscono attivando delle proteine intracellulari con attività ATPasica (proteine G o GPCR). Possono attivare molti ligandi e presentano il terminale carbossilico a livello citoplasmatico e quello amminico a livello extracellulare. Le varie famiglie differiscono per il dominio che presenta il sito di legame con il ligando.
- Recettori con attività tirosinchinasica
Ciclo delle proteine G trimeriche
- Alfa, beta e gamma recettori sono legati a proteine G che sono trimeriche (presentano 3 subunità gamma).
- Una volta che il ligando si lega al proprio recettore, il recettore cambia conformazione e si unisce con la proteina G.
- La proteina G che non era legata al recettore interagisce con esso. Se la proteina non è legata al recettore, interagisce con il GDP. Quando avviene il legame con il recettore, il GDP si stacca e viene sostituito dal GTP, inoltre avviene il distacco della subunità beta e gamma da alfa.
- Una volta che il GTP si è legato ad alfa, questa migra nel citoplasma e va ad attivare molecole target (effettore primario) che avranno il compito di sintetizzare composti diffusibili che diffonderanno nel citoplasma e che rappresenteranno il nostro secondo messaggero (che andrà ad attivare altre proteine).
- Anche beta e gamma svolgono la loro funzione, ovvero agiscono direttamente su molecole effettori specifiche (es. attivano/inibiscono un canale ionico) e hanno una risposta più rapida rispetto a quella svolta da alfa (legata a GTP).
- L’unità alfa ha un’azione GTPasica che va ad idrolizzare il GTP che diventa GDP. Questo passaggio fa in modo che le subunità beta e gamma si ricongiungano con la subunità alfa, portando al distacco del ligando dal recettore e spegnendo il segnale attivato dal recettore, permettendo l'inizio di un nuovo ciclo di trasduzione.
- La fluidità della membrana è molto importante perché la proteina G deve traslocare al proprio effettore (che deve essere a meno di 1 micrometro). Più fluida è la membrana, più facile è il trasloco.
Via di trasduzione del AMPc
Recettore Beta adrenergico