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Reati contro il patrimonio, diritto penale parte speciale

Appunti di Diritto penale progredito sui reati contro il patrimonio basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Viganò dell’università degli Studi di Milano - Unimi, Facoltà di Giurisprudenza, del Corso di laurea in giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto penale progredito docente Prof. F. Viganò

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Il legislatore distingue nei delitti contro il patrimonio: (a) i delitti mediante frode e (b) i delitti

mediante violenza. Distinzione criticata da tutti gli autori, piuttosto la summa divisio dei delitti

contro il patrimonio è quella tra

(a) delitti con cooperazione artificiosa della vittima (truffa): è la vittima cioè il soggetto

passivo stesso che in ragione dell’errore in cui è indotto dalla condotta dell’agente a

compiere un atto di disposizione patrimoniale che è un danno ingiusto per sé e un indebito

profitto per l’agente. Altri delitti contro il patrimonio riconducibili a questo schema sono

l’estorsione: figura di reato speciale rispetto alla violenza privata la cui oggettività giuridica

è tutta imperniata sulla tutela del patrimonio = costringere la vittima a vendere un terreno

dopo aver usato minacce o a consegnare una somma di denaro, in ogni caso è sempre

la vittima che compie il comportamento. Altro reato è l’usura: occorre un comportamento

della vittima altrimenti non si avrebbe il reato. Di fatto siamo in presenza di una fattispecie

plurisoggettiva necessaria con la peculiarità che solo uno dei soggetti deve essere punito.

Altro esempio è la circonvenzione di incapace.

(b) delitti di aggressione unilaterale (furto, appropriazione indebita): il danno patrimoniale

del soggetto passivo è provocato direttamente da un comportamento del soggetto

agente. Si appropria della cosa già posseduta parliamo di appropriazione indebita, si

appropria della cosa altrui si parla di furto.

Differenza rapina/estorsione: tizio che punta una pistola minacciando “o la borsa o la vita”

e Caia dà la borsa. La coartazione è assoluta che non lascia alcuno spazio di libertà alla

vittima agente, la quale diventa uno strumento nelle mani del rapinatore, dunque si parlerà

di rapina e non di estorsione. Invece nel caso di telefonate minatorie che hanno come

effetto la vendita del terreno, si parla di estorsione non di rapina poiché il contributo della

vittima al danno è giuridicamente rilevante poiché liberamente controllabile dall’ agente.

1. Articolo 628 c.p. (rapina)

Sono richiesti gli stessi elementi del furto, cioè la sottrazione e l’impossessamento della cosa

altrui. L’elemento differenziale rispetto al furto è la violenza o la minaccia. Il soggetto attivo

pone in essere un comportamento qualificabile come violenza poiché pone in essere una

catena causale in cui la vittima non ha alcun ruolo consapevole, non c’è una differenza

rilevante rispetto tra l’essersi da soli spruzzati in modo incosciente il narcotico o l’averlo

qualcun altro spruzzato.

Concetto di violenza = manomissione fisica della persona, anche se non raggiunge gli

estremi necessari a configurare una percossa. Tuttavia non sempre è necessario mettere le

mani addosso a una persona per realizzare una violenza, ad esempio la narcotizzazione

integra la violenza, ma anche (1) pacifista sdraiato sulla sede stradale per impedire agli

autocarri di entrare in un quartiere. (2) allevatori portano delle mucche sulla sede stradale

bloccando il traffico = la giurisprudenza qualifica le condotte come violente e punisce per

violenze private poiché la condotta dell’agente costringe altri a fare o tollerare qualche

cosa. Quello che in dottrina si dice è che è condotta violenta non è solo quella che si

estrinseca in una “violenza propria” manomissione del corpo umano quindi forza del corpo


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.monti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale progredito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Viganò Francesco.

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