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Diritto penale - i reati associativi e le figure di confine Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto penale per l'esame del professor Melchionda sui seguenti argomenti: il concorso di persone nel reato, l'associazione delinquere, la differenza tra il delitto di associazione per delinquere ed il concorso di più persone nel reato.

Esame di Istituzioni di diritto penale docente Prof. A. Melchionda

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l'autonomia concettuale del delitto in esame rispetto alla fattispecie del concorso. E', invece, necessario un

quid pluris rispetto al semplice accordo delle volontà, consistente nel momento della costituzione

dell'associazione, della predisposizione dei mezzi concretamente finalizzati alla commissione dei delitti e,

successivamente, in quel minimo contributo effettivo richiesto dalla norma ed apportato dal singolo per la

realizzazione degli scopi dell'associazione( Cass. pen, 22 aprile 1985, Aslan, in Cass. pe.1986, 822). Data

per certa la necessità dell'organizzazione, diversi accenti si colgono nel momento della concreta definizione

del grado della medesima, necessario alla vita dell'associazione. La giurisprudenza maggioritaria,

comunque, sostiene che per la configurazione del delitto di associazione è irrilevante la sussistenza o meno

di una specifica organizzazione di mezzi, essendo sufficiente anche una semplice e rudimentale

predisposizione di mezzi, ovvero il valersi di mezzi già esistenti, purchè tutto ciò si dimostri, in concreto,

sufficiente alla realizzazione del programma delinquenziale per il quale il vincolo associativo si è instaurato

ed è perdurato(Cass. pen. 5 dicembre 1994 in Cass. pen. 1996, pg.77). Per ciò che concerne l'elemento

soggettivo, sono numerose le pronuncie giurisprudenziali che esigono per la configurabilità del delitto di

associazione per delinquere il DOLO SPECIFICO (Cass.pen. 18 maggio 1994 in Foro italiano 1994, II, 560).

In tal senso anche Cass. pen 22 aprile 1985, secondo cui ,il dolo del delitto di partecipazione ad

un'associazione per delinquere non consiste soltanto nella coscienza e volontà di contribuire alla condotta

criminosa, ma anche nella volontà di contribuire per realizzare gli scopi propri dell'associazione

DIFFERENZA

La differenza tra il delitto di associazione per delinquere ed il concorso di più persone nel reato consiste,

indipendentemente dalla natura e dalla specie dei reati voluti, nel modo di svolgersi dell'accordo criminoso.

Nell'ipotesi del concorso, l'accordo avviene in via occasionale e limitata - essendo diretto, soltanto, alla

commissione di più reati determinati, ispirati da un medesimo disegno criminoso che li prevedeva. Si può

avere accordo di carattere preventivo anche nella ipotesi del concorso, ma perché tale accordo, intercorso

tra più persone, possa essere ricondotto esclusivamente nello schema del reato concorsuale, è necessario

che l'accordo sia circoscritto alla realizzazione di uno o anche più reati, ma sempre singolarmente ideati ed

eseguiti, e che esso si esaurisca dopo che questi siano stati portati a compimento, sia pure a livello di

tentativo. Nell'ipotesi dell'associazione,invece, l'accordo criminoso, in quanto diretto all'attuazione di un vasto

programma criminale, per la commissione di una serie indeterminata di delitti, deve assumere un carattere

permanente e può ben prescindere dalla commissione dei singoli reati programmati. Si richiede che il vincolo

associativo sia continuativo, che, cioè, permanga al di là degli accordi particolari relativi alla realizzazione dei

singoli episodi delittuosi, in vista dell'ulteriore attuazione del programma criminoso prestabilito. Ed è proprio

le permanenza del vincolo associativo tra più persone legate dal comune fine criminoso che comporta un

evidente pericolo per l'ordine pubblico, il che è la ragione stessa della configurazione del delitto di

associazione per delinquere, per la cui sussistenza, peraltro, è irrilevante la mancata partecipazione di tutti o

di alcuni degli associati, alla consumazione dei delitti programmati. Per la configurazione dell'associazione,

poi, non si richiede affatto una partecipazione degli associati ad un'eguale o proporzionale ripartizione degli

utili conseguiti dall'organizzazione, dato che ciò che conta è la sussistenza di un vincolo associativo

permanente e, perciò, la consapevolezza di ciascun aggregato di contribuire al perseguimento dei fini illeciti

dell'associazione, in un rapporto di stabile collaborazione tra i vari componenti(Cass.pen., sez I, 5 maggio

1996, in Riv. Pen.1996, pg.369). Nella partecipazione criminosa, l'accordo si esaurisce con la consumazione

dei reati da realizzare, mentre nell'associazione per delinquere esso permane per l'ulteriore attuazione del

programma criminoso: dunque, la prova dell'esistenza dell'associazione non può desumersi dalla sola

commissione di fatti criminosi dovendo, invece, essere dimostrata l'esistenza del vincolo associativo.

L'associazione per delinquere è, infatti, reato di pericolo, autonomo rispetto ai singoli reati per cui è attuata.

Per cui l'esecuzione dei delitti programmati può costituire un semplice elemento indiziante della

appartenenza all'associazione; ma questa va opportunamente riscontrata e convalidata con elementi

autonomi di prova. Se poi l'ulteriore attività delittuosa è limitata ad un solo episodio, l'indizio di partecipazione

associativa si riduce di valore. Recentemente la giurisprudenza di legittimità(Cass. pen 25 settembre 1998,

Villani, C.E.D. Cass.,n. 211743) ha ribadito che sia il codice penale (artt.416 e 416-bis) che il t.u. in materia

di stupefacenti(art.74 dPr 9 ottobre 1990, n. 309) non recano nozioni definitorie dell'associazione che

intendono reprimere, ma rimandano all'interprete per l'individuazione del concetto. Sulla base di tale

premessa, partendo dalla considerazione che elemento essenziale del reato è l'accordo associativo attuato

per la realizzazione di un programma criminoso, ne discenderebbe a corollario la secondarietà degli elementi

organizzativi, elementi la cui sussistenza sarebbe richiesta, solo, nella misura in cui dimostrano che

l'accordo può dirsi seriamente contratto. Secondo la giurisprudenza citata sarebbe, dunque, sufficiente

un'organizzazione minima perché il reato si perfezioni. La dottrina, diversamente, ha evidenziato la necessità

di considerare imprescindibile una struttura organizzativa stabile e permanente(G. De Francesco, G.

Insolera), sottolineando come "la configurazione dell'associazione come stabile apparato organizzativo,

entità distinta dalle singole deliberazioni ed attività criminose, caratterizzata da una peculiare dote di

utilizzabilità criminosa, diventi decisiva per determinare la rilevanza obiettiva del fenomeno". In questa

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summerit

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Melchionda Alessandro.

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