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Razzismo individuale e istituzionale

Razzismo individuale: forma di odio razziale che ha luogo quando un singolo o un gruppo ha in odio la gente di altre “razze” o colore.

Razzismo istituzionale: forma di odio razziale peggiore della precedente perché affetta le istituzioni. Esso agisce quando determinate leggi e istituzioni, nelle loro conseguenze, sono atte a discriminare una parte di popolazione. Sono istituzioni razziste, inoltre, quelle che determinano che le minoranze etniche siano trattate diversamente. (Black power fine anni ’60).

Esempi di razzismo istituzionale

Sono forme di razzismo istituzionale il fatto che le dotazioni informatiche presso l’ufficio stranieri della questura siano obsolete, che l’iter burocratico per il rilascio dei permessi di soggiorno sia lento e incerto, che il personale non sia sufficientemente formato, il fatto che i rom e i sinti vengano continuamente sgombrati e confinati in luoghi angusti. Il razzismo istituzionale si valuta sempre non in base all’intento dell’ente o dei suoi funzionari, ma solamente in base agli effetti discriminatori prodotti.

Popolazione e istituzioni

Popolazione e istituzioni interagiscono nel “creare” un sistema razzista. È troppo facile dire che si ha paura del diverso, in realtà entrano in gioco altre dinamiche peculiari, tra le quali il presunto senso nostrano di superiorità, l’indifferenza, la pietà e la repulsione per l’altro e l’altrove.

Macrotipi di razzismo istituzionale

Distinguiamo, in questo senso, due macrotipi di razzismo istituzionale che ne derivano (forme di razzismo senza razze):

  • Razzismo illuminista: Forma di discriminazione che si basa non tanto sulla presenza del dato biologico (la razza), quanto sulla presunta superiorità intellettuale degli Occidentali. Questa forma di razzismo si fa forza della scienza, come discriminante intellettuale, e del presunto bene che l’Occidente esporta agli “altri”. Un atto morale quindi che si basa su due dati di fatto: (1) universalismo (tutti gli uomini sono uguali) e (2) la contingenza della diversità.
  • Razzismo “della tolleranza”: Forma bruta di razzismo che si presenta come enfasi del relativismo culturale. Il termine tolleranza, termine foriero di un implicito odio razziale, rimanda ad una concessione in nome della nostra presunta superiorità morale. È una forma particolare di razzismo perché dopo la concessione in nome del buonismo si dice che le pratiche altre debbano essere condotte solo altrove.

Esso, come tutte le forme di razzismo, impedisce di pensare in chiave strategica la diversità e di sussumere il meticciato culturale come un’opportunità.

Nello specifico questi tipi di razzismo possono essere distinti in base allo scopo e al risultato prodotto; infatti possiamo afferma

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

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